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Anche Confcommercio della provincia di Agrigento aderisce alla campagna nazionale che ha come hashtag #ComproSottoCasa. “Si tratta – spiega il presidente provinciale Confcommercio Alfonso Valenza – di un’iniziativa finalizzata a sostenere, anche in vista del Natale, gli acquisti nei negozi di vicinato e aiutare così le attività che tengono vive le città e danno lavoro a tante persone. I regali quest’anno non arrivano da lontano perché Babbo Natale è sotto casa. Facciamo rivivere le nostre città. Compriamo nei negozi di quartiere”.

Ad Agrigento si è riunito il Consiglio comunale. All’ordine del giorno vi sono state delle modifiche al Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale. Innanzitutto, ciascuna Commissione consiliare permanente sarà formata da 4 consiglieri anziché 5, e ciò in ragione del numero di 24 consiglieri e non più 30. Altre modifiche hanno interessato gli articoli 9,10 e 11, sulla presidenza della Commissione consiliare e l’esito delle votazioni della Commissione, Le modifiche proposte, sono state votate, così come i debiti fuori bilancio, all’unanimità dei presenti. Il presidente del Consiglio, Giovanni Civiltà, commenta: “Apprezziamo molto, in questa prima fase, la posizione di apertura dell’opposizione, improntata ad uno spirito di collaborazione, che siamo sicuri porterà vantaggio a chi lavora nell’esclusivo interesse della città di Agrigento”.

Secondo lo Svimez la Sicilia durante il lockdown ha perso più di 2 miliardi di euro al mese. I ritardi sul prodotto interno lordo e nella ripresa. Il dramma occupazione.

Secondo l’ultimo rapporto dello Svimez, appena presentato, la crisi scatenata dalla pandemia covid è costata alla Sicilia il 6,9 per cento del Pil, il prodotto interno lordo, che è tuttavia meno della media del sud Italia, con il meno 9 per cento, e della media nazionale, con il meno 9,6 per cento. Dunque è un dato positivo? No, perché, come si legge nel report, “quella siciliana è un’economia regionale meno coinvolta negli interscambi commerciali interni ed esteri, e perciò è più al riparo dalle ricadute economiche della pandemia”. In termini più semplici, il lockdown in primavera è costato in Sicilia due miliardi di euro al mese e l’Isola perde meno rispetto al resto d’Italia solo perché ha meno da perdere, ma si riprenderà più lentamente rispetto ad altre regioni, mentre la crisi la pagano i più deboli del mercato del lavoro: le donne, i giovani e i precari. Il dato più negativo è che la Sicilia non avrà un “rimbalzo” dell’economia nel 2021, quando in Sicilia si prevede una crescita dello 0,2 per cento, a fronte del 3,8 cento della media nazionale, trainata dal Nord, ma peggio anche di altre regioni del Sud, come la Campania, più 1,6, e la Puglia, più 1,7 per cento. Piove sul bagnato. Sì perché le conseguenze della pandemia aggravano l’impoverimento e la stagnazione che ha colpito la Sicilia negli ultimi 12 anni: con la crisi del 2008-2014 la Sicilia ha perso il 14 per cento del prodotto interno lordo, e negli anni successivi è cresciuta dello 0,7 per cento, meno anche della media del sud Italia, che è al 2,5 per cento. Più nel dettaglio, per comprendere l’impatto del lockdown per contenere i contagi del covid, lo Svimez ha calcolato che durante le chiusure della primavera la Sicilia ha perso 2,1 miliardi di euro al mese di valore aggiunto, che si traducono in circa 420 euro al mese per ciascun cittadino. Un altro macigno si è abbattuto pesante e devastante sul lavoro. Come già anticipato dalla recente relazione semestrale della Banca d’Italia, anche secondo lo Svimez la Sicilia ha subito un diminuzione del numero di occupati di 34mila unità. I più danneggiati da ciò sono i giovani e le donne. L’occupazione dei giovani, in particolare, nel sud Italia è calata del 12 per cento, e si stima che molti troveranno le porte del mercato del lavoro chiuse anche nei prossimi mesi.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

1.317 nuovi positivi al Covid-19 registrati in Sicilia nelle ultime 24 ore, su 11.433 tamponi effettuati;
47 i decessi, che portano il totale a 1.322.

Con i nuovi casi salgono a 38.320 gli attuali positivi con un incremento di 121.
Di questi 1.824 sono i ricoverati, 20 in meno rispetto a ieri: 1.574 in regime ordinario e 250 in terapia intensiva 7 in più rispetto a ieri. In isolamento domiciliare sono 36.496. I guariti sono 1.149.

I nuovi positivi per provincia:

Palermo 328,

Catania 330,

Messina: 64,

Ragusa 88,

Trapani 158,

Siracusa 65,

Agrigento 71,

Caltanissetta 43,

Enna 170.

La presidente del circolo Arci Agàpe di Agrigento Avv. Angela Galvano, in occasione della celebrazione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne, afferma:” da undici anni siamo impegnati per la lotta contro la violenza sulle donne.
Le diseguaglianze di genere, tutt’oggi, rimangono profonde e l’ attuale emergenza sanitaria covid ha accentuato tale dato, nonchéun notevolmente aumentate le richieste di aiuto.
Quando parliamo di violenza contro le donne stiamo parlando di una violazione dei diritti umani e questo tema,così delicato,ha visto, in questi anni, il circolo Agàpe impegnato con campagne di sensibilizzazione ed iniziative correlate a promuovere l’ educazione alle differenze e a contrastare le disuguaglianze di genere, ritenendo fondamentale la diffusione di una cultura di reale rispetto di ” genere” che combatta, quotidianamente, quella concezione maschilista del possesso e del dominio alimentata dai pregiudizi e stereotipi”.La presidente Galvano continua:
Quest’anno a causa delle limitazioni determinate dal covid-19 non potremo organizzare convegni ed iniziative in piazza per celebrare questa “giornata” ma saremo comunque vicini a chi vive situazioni difficili e drammatiche.
Noi siamo stati, siamo e saremo sempre a sostegno di una politica contro la violenza che sia vicina alle donne in modo concreto e fattivo“.

Ogni anno infiocchettiamo pensieri a favore delle donne, ci schieriamo contro la violenza, ci atteggiamo a persone integerrime e incapaci di qualunque violenza.

Poi guardiamo i numeri, e sale lo sgomento.
Eppure la violenza sulle donne non è solo una violenza fisica. Lo diciamo ogni anno e ogni anno siamo sempre punto e daccapo.
E’ violenza ogni qualvolta si immagina un mondo in cui la donna ha un ruolo minore, di secondo piano, in società, in politica, nelle professioni in cui ancora l’uomo domina la scena;
ogni volta che non la si considera allo stesso livello di un uomo, che non la si considera meritevole di una promozione, di un ruolo di rilievo, di un nome sulla porta di una stanza di comando;
ogni volta che si pensa di poterla soggiogare anche con parole che non sono educate, consone, rispettose, o quando con atteggiamenti di potere si pensa di poterle sottomettere, impaurire, “conquistare”, dettare loro regole di comportamento che possano piacere a chi è più in alto, volendole adeguare ad un codice in cui la donna ancora deve sottostare, deve stare a casa, deve lasciare spazio all’uomo e se non lo fa allora deve essere redarguita, rimessa al suo posto, segregata dentro uno stereotipo di genere che non è più possibile concepire. 

E’ violenza tutte le volte che immaginate una donna che non ha potere neanche sulle proprie emozioni e sui propri sentimenti, e che dunque non può lasciare un uomo quando non ama più, ma deve sottostare, deve subire, deve arrendersi ad una condizione che sta bene a tutti tranne che a sé stessa, come se la donna tutta, avesse un valore inferiore all’uomo.

E’ violenza anche quella psicologica, quella che si insinua dietro finte parole d’amore. 
Ti vorrei così […] Mi piacerebbe che tu facessi […] Ancora non mi hai ubbidito […] 
lasciando intendere che non è e non sarà mai “perfetta” agli occhi dell’uomo che invece fa sempre e solo quello che vuole, e che reputa giusta qualunque sua azione e parola, anche gridare “sei una puttana”, oppure assestando uno schiaffo, che poi diventano due, tre, che poi diventano massacri dentro mura che sanno essere solo prigione e sede di violenza domestica. E’ violenza anche quella di chi sa e non parla, di chi fa finta di non sapere tanto “non sono affari miei”. 

La donna non può desiderare, non può scegliere un uomo con cui intraprendere una relazione, perché sennò resta una poco di buono, l’uomo che lo fa, che sceglie, che fa il piacione in giro, è invece macho, è uomo di mondo.

Ogni anno noi giornalisti ci ritroviamo a fare i famosi “report” su quello che accade, siamo costretti a raccontare numeri, eventi, reati.
Lesioni, costrizioni al matrimonio, stalking, e adesso anche il “reveng porn” quella subdola e vigliacca diffusione illecita di immagini e video sessualmente espliciti. Perché un uomo si sente autorizzato a filmare un rapporto sessuale, si sente forte, potente, lui può tutto, può divertirsi e poi far divertire anche gli altri, violando la privacy della donna che ha scelto quel rapporto sessuale, liberamente, ma che poi si trova imprigionata dentro la diffusione di immagini che la riguardano e che la offendono, la annientano, le tolgono tutto.

E allora non serviranno i convegni, le panchine rosse dedicate e neanche la Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne, se non cambiamo il modo di comportarci, se non educhiamo i ragazzi che diventeranno uomini ad avere rispetto della donna, prima ancora che insegnare alle ragazze che diventeranno donne a difendersi dall’uomo violento, che la denigrerà, che la offenderà, che la circuirà, che la violenterà e che non le riconoscerà mai diritti, capacità, ruoli.

L’ipocrisia di un giorno nel commemorare le vittime di femminicidio, di violenza, non laverà via colpe, non ripulirà coscienze. Vorrei un cambio di rotta, mentre si incomincia dal basso, dall’insegnare a chiedere scusa, dal rispetto che si deve alla donna come essere umano e come essere umano capace e libero di dire NO, senza finire vittima di un sistema che la contempla come una costola di chissà quale Adamo che resta uomo e pertanto, imperfetto.

Simona Stammelluti 

1.306 i nuovi positivi al Covid-19 registrati in Sicilia nelle ultime 24 ore, su 9.963 tamponi effettuati;

48 i decessi, che portano il totale a 1.275.

Con i nuovi casi salgono a 38.199 gli attuali positivi con un incremento di 286.

Di questi 1.844 sono i ricoverati, 3 in meno rispetto a ieri: 1.601 in regime ordinario e 243 in terapia intensiva stesso numero di ieri.

In isolamento domiciliare sono 36.335.

I guariti sono 972.

 

I NUOVI POSITIVI DIVISI PER PROVINCIA:

Palermo 313,

Catania 342,

Messina 160,

Ragusa 79,

Trapani 158,

Siracusa 95,

Agrigento 76,

Caltanissetta 63,

e quaEnna 20.

E’ accaduto a Palma di Montechiaro dove un ragazzo di 19 anni è rimasto gravemente ferito dopo essere caduto dal suo scooter.
Trauma toracico, lesioni ad un polmone, al rene oltre a diverse costole rotte, è ora in prognosi riservata presso l’ospedale Villa Sofia di Palermo dove è stato trasferito successivamente, dall’Ospedale San Giacomo d’Altopasso di Licata che lo aveva accolto subito dopo il gravissimo incidente.
Poco chiara la dinamica dell’evento, ma è possibile che il giovane abbia perso il controllo del mezzo, andando a sbattere e poi rimanendo sul selciato, lì dove alcuni passanti lo hanno trovato.

 

La Guardia di Finanza di Catania, nell’ambito di controlli sulla sicurezza dei prodotti in vendita, hanno sequestrato in un esercizio commerciale di Misterbianco un milione e 779mila luminarie natalizie non sicure. In un negozio all’ingrosso gestito da un cinese le Fiamme gialle hanno trovato 7.087 confezioni di addobbi luminosi privi delle certificazioni di legge: non sono stati sottoposti ai rigorosi controlli per garantire un sicuro utilizzo da parte degli acquirenti, con il rischio di incorrere in pericolosi incidenti. Al gestore dell’attività commerciale è stata contestata l’inosservanza degli obblighi previsti dal Codice del Consumo ed è stato anche segnalato alla locale Camera di Commercio per le relative sanzioni amministrative.

A Palma di Montechiaro, alla rotonda all’ingresso del paese, un’automobile ha violato il posto di blocco della Polizia. E’ scattato subito l’inseguimento, finchè l’auto è stata bloccata e perquisita. E’ stato trovato dell’hashish, in quantità tale da giustificare l’arresto di un uomo di 25 anni per detenzione a fine di spaccio di sostanze stupefacenti. Il 25enne alla guida del mezzo è stato inoltre denunciato per resistenza a pubblico ufficiale avendo violato il posto di blocco.