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Dopo un mese di accertamenti, i Carabinieri della Stazione del Villaggio Mosè sono riusciti a dare un’identità all’uomo che, a metà dello scorso settembre, ha imbrattato, con vernice di vari colori, la marna di Punta Bianca ad Agrigento. Si tratta di un individuo, D. Q., di 44 anni di Favara, denunciato alla Procura della Repubblica di Agrigento. Il reato ipotizzato, per lo scempio compiuto, è deturpamento di bellezze naturali.
A metà dello scorso mese, i Carabinieri sono intervenuti nei pressi dell’ex casermetta della Guardia di Finanza dove sulla marna di Punta Bianca erano stati scoperti, e segnalati, scritte e disegni che, di fatto, sfregiavano una delle località turistiche più visitate della provincia agrigentina. L’area non è considerata riserva, ma è sottoposta, con decreto regionale del 2001, a vincoli di immodificabilità. Dopo lo scempio, l’attività investigativa è stata subito avviata. Sono stati acquisiti dei dettagli, fra quelle scritte e quei disegni, che hanno permesso – attraverso un’indagine tecnica – d’arrivare all’individuazione dell’autore dello sfregio.
La marna di Punta Bianca, consorella della vicina Scala dei Turchi, è stata nelle settimane successive al danneggiamento, ripulita grazie all’opera dei volontari dell’associazione ambientalista MareAmico, che ne aveva denunciato lo sfregio.

Il sindaco Franco Miccichè e la sua giunta deporranno oggi una corona di fiori all’ingresso dei cimiteri comunali di Bonamorone, Piano Gatta, Montaperto e Giardina Gallotti. Con questo gesto simbolico la città, rappresentata dal sindaco e dalla Giunta, celebra tutti i suoi morti sepolti nei vari cimiteri comunali. L’iniziativa assume una rilevanza maggiore in questi giorni visto che i campisanti sono stati chiusi per evitare assembramenti pericolosi a causa della pandemia da Covid-19

Sono 1.095 i nuovi positivi al Covid-19 registrati in Sicilia nelle ultime 24 ore, su 8.547 tamponi effettuati; 16 i decessi, che portano il totale a 518. Con i nuovi casi di positività sono quindi 15.324.
Di questi 1.131 sono i ricoverati: 999 in regime ordinario e 132 in terapia intensiva con un incremento di dieci ricoveri.

I guariti sono 197.

I nuovi positivi per province:

277 in piu’ a Palermo,

Catania 316,

Messina 106,

Trapani 10,

Ragusa 82,

Siracusa 100,

Agrigento 110,

Enna 49,

Caltanissetta 45

 

Nei prossimi giorni – si legge in una nota della presidenza della Regione – anche in altre localita’ della Sicilia, verra’ replicata l’esperienza del drive in con tamponi antigienici organizzata alla Fiera di Palermo che ha consentito di individuare e isolare, nel solo capoluogo siciliano, circa 300 soggetti positivi. Va ricordato, che la procedura, in caso di positivita’ al test rapido, prevede gia’ sul posto l’immediata ripetizione con tampone molecolare e la presa in carico da parte del dipartimento di Prevenzione dell’Asp, cosi’ come indicato dalle linee guida vigenti”

l dato deve far riflettere. Su soli 57 tamponi effettuati ieri dall’Asp di Agrigento, i positivi trovati sono stati 26, ovvero il 45,6%. Una persona è stata ricoverata in ospedale e altre 25 sono state poste in quarantena. Nove, invece, i guariti. Fra il capoluogo e la provincia le persone (residenti nel territorio di cui è competente l’Asp) positive sono 871. Al momento, 344 sono i guariti, 25 i deceduti, 435 sono in trattamento domiciliare e 67 – ben 67 – i ricoverati.
I nuovi positivi si sono registrati, rispetto alle 24 ore precedenti, ad Agrigento che è passata – per come già reso noto dal sindaco Franco Micciché – da 37 a 43 ed è arrivata ad un totale di casi (compresi i 30 guariti e i 2 deceduti) di 75. Un nuovo positivo a Canicattì che sale a 36 casi. Un nuovo infettato anche a Castrofilippo che è a quota 9 ed ha avuto già 2 guariti. Favara, con due nuovi contagi, è arrivata a 36 “attualmente positivi”, ma ha avuto 12 guariti e un deceduto e il totale è, pertanto, di 49. Licata è invece schizzata da 37 a 42 contagiati; 23 i guariti, 1 deceduto e totale casi 66. Palma di Montechiaro – sempre per l’Asp – ha 11 casi oggi rispetto ai 10 di ieri, 14 guariti, 1 deceduto e un totale di 26 pazienti trattati. Racalmuto, nel bollettino, viene dato ancora a 3 positivi, in realtà – confermato dal sindaco Vincenzo Maniglia – si è arrivati a 6 “attualmente positivi”. Crescono i contagi, purtroppo, anche a Raffadali che è passata dai 14 casi di ieri ai 16 di oggi. Cinque, però, le persone già guarite e il totale è arrivato a 21. +2 anche a Ravanusa dove si è passati da 14 a 16, restano fermi a 15 i guariti, mentre il totale dei casi è arrivato 31. Un caso in più per Ribera che è a quota 21 “attualmente positivi” ed ha sempre 12 guariti, 1 deceduto ed è arrivata a 34 pazienti trattati. Sambuca di Sicilia – zona rossa – scende a 85. Passa da 3 a 4 contagiati San Giovanni Gemini, mentre Sciacca sono 42. Santa Margherita di Belìce conta 36 positivi.

Ciro Zerella, in arte Zerella, classe 1993, avellinese, approda a Rai Radio2, la trasmissione partita ieri 31 ottobre alla 21.
Si tratta di  “Esordi”, un “no-talent” radiofonico nato per dar spazio alle giovani promesse della musica cantautorale italiana. Un programma in 8 puntate condotto da Ema Stokholma e Gino Castaldo che va in onda su  Rai Radio2 ma che sarà visibile anche su RaiPlay. Giovani cantautori dagli studi di via Asiago potranno presentare agli ascoltatori di Radio2 e al pubblico di RaiPlay i loro brani musicali, sostenuti dai consigli di grandi artisti che racconteranno a loro volta i loro esordi, vicini e lontani.

Nella prima puntata i big saranno Mogol, Francesco Gabbani, Calcutta e Massimo Cervelli.
Nessuna competizione tra gli esordienti, tre a puntata, ma un palco, microfono e telecamera a disposizione di band e solisti per farsi conoscere, per esordire. Con l’emozione di farlo davanti a grandi artisti” –  dice il direttore di Radio2, Paola Marchesini.

Piano piano il giovane cantautore Zerella, scelto tra 400 proposte discografiche – che negli ultimi 2 anni ha scritto belle canzoni e ha trovato il suo spazio in contesti capaci di dare lustro al suo modo di fare musica – continua a percorrere la strada difficile ma entusiasmante della musica cantautorale, approdando, come in questo caso, in contest che diventano propizi per la sua formazione e che gli permetteranno di far sentire quel che sa fare.

Felice di aver scoperto in Zerella, già qualche tempo fa, una personalità artistica che pian piano si è fatta strada e che sta riscuotendo le giuste soddisfazioni.

Simona Stammelluti 

E’ morto nell’ospedale di Vittoria nel ragusano, il giornalista Gianni Molè, 61 anni, capo ufficio stampa della Provincia di Ragusa. Nei giorni scorsi era risultato positivo al Covid ed in seguito all’aggravarsi delle sue condizioni, era stato ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale “Guzzardi”.

La salma del giornalista, deceduto ieri, è stata messa sotto sequestro per ordine della magistratura. L’indagine, condotta dai Carabinieri, è stata avviata dopo un esposto dei familiari nel quale viene richiamata la mancanza di criticità dei dati clinici al momento del ricovero all’inizio della settimana scorsa. La condizioni di Molè, si sono poi aggravate dopo una sosta nell’area ‘grigia’ dell’ospedale tanto che i medici hanno poi deciso di intubare il giornalista. Dopo cinque giorni Molè è morto. La salma doveva essere trasferita al cimitero questa mattina. Ma l’operazione è stata bloccata dall’avvio dell’indagine.

Gianni Molè, giornalista di razza, era stato componente dell’ufficio stampa del Comune di Vittoria, direttore della rivista della Provincia di Ragusa, aveva collaborato in passato anche con la Gazzetta del Sud e la Gazzetta dello Sport ed era segretario provinciale dell’Associazione siciliana della stampa.

La redazione tutta del Sicilia24h, il direttore Castaldo e il vicedirettore Stammelluti consegnano rammaricati, le loro condoglianze alla famiglia

E’ arrivata a Porto Empedocle (Ag), la nave “Allegra”, nave quarantena ora ferma in rada.

E’ previsto per domani lo sbarco dei 70 migranti negativi al tampone anti-covid.

Il sindaco di Porto Empedocle, Ida Carmina, ha dichiarato di aver ricevuto dalla Prefettura di Agrigento la rassicurazione circa la sicurezza delle operazioni di sbarco. Sembrerebbe che i migranti saranno caricarti su pullman e trasferiti ad alcuni centri di accoglienza.
La sindaca ha poi assicurato che domattina sarà al porto a controllare la situazione e ha sottolineato come nei mesi scorsi ha protestato duramente circa la gestione del fenomeno e i rischi connessi.

“Siamo rammaricati e molto dispiaciuti per la brutta notizia che abbiamo appreso sul web, della chiusura definitiva dell’Italcementi di Porto Empedocle, sembrerebbe uno sberleffo di halloween e invece e una notizia vera, tra l’altro questa notizia viene data in concomitanza di un momento di grande crisi dovuto al corona virus, che butta nello sconforto 28 famiglie. Una notizia che non volevamo sicuramente apprendere

Questa notizia ufficiale da parte dell’Italcementi, pone quattro grossi problemi.

Il proseguo lavorativo di 28 occupati attualmente in questo stabilimento, con tutti i disagi che dovranno affrontare poiché saranno fortunatamente collocati, in altri stabilimenti della società dislocati un po’ in tutta Italia, con il relativo smembramento delle loro famiglie, ma anche la grande disoccupazione che porterà questa insana decisione, poiché vi era un certo indotto che dava lavoro e sostentamento a molte persone e a molte famiglie.

La possibile riconversione dello stabilimento, che dovrebbe essere curata e seguita dai politici del nostro territorio, con proposte, offerte e idee, da poter attirare altre società e quindi potere proseguire una attività lavorativa, in modo da assicurare un minimo livello occupazionale su questa zona, per questo ci rivolgiamo ai politici fattivi e benpensanti, che possano portare avanti e a buon fine le varie trattative.

Dove questo non fosse possibile, per incapacità politica, vi è il grosso problema della bonifica di questo sito, certamente laboriosa, lunga, costosa e non facile e che comunque deve essere a carico dell’Italcementi, non certo a carico della comunità, perché se così fosse, sarebbe il danno seguito dalla beffa. Non vorremmo che succedesse, come e successo, per la dismissione della Montecatini, cioè creare un altro cimitero industriale a Porto Empedocle, dove solo una minima parte di territorio è stato recuperato da un imprenditore locale, che deturpa la vista e inquina l’ambiente della bella città marinara.

Ed infine, questa ulteriore notizia che cade proprio in un momento non certo felice per la nostra nazione e soprattutto per la nostra città, pone il grosso problema dell’ulteriore impoverimento del nostro già disagiato territorio, dove ogni giorno assistiamo che i nostri giovani vanno via perché non trovano il minimo sbocco lavorativo, depauperando cosi ancor di più la nostra provincia.

Questo altro colpo alla nostra asfittica occupazione si poteva evitare se le forze politiche e sociali, avessero messo punti fermi ad una azienda, che ha fatto i soldi su questo territorio e sulle spalle di onesti lavoratori e che adesso, come vuoto a perdere lascia tutto e va via, senza dare conto e ragione a nessuno

Tutto questo determina non solo disperazione ma anche tensioni sociali nel nostro bel territorio”.

Lo comunica Pippo Spataro, responsabile di Cittadinanzattiva per i Consumatori e cittadini.

 

A seguito dell’audizione del 27 ottobre, presso la commissione Lavoro dell’Assemblea Regionale Siciliana,il governo regionale istituisce il tavolo di consultazione sociale permanente sulle problematiche relative al personale impiegato in attività socialmente utili. Il tavolo Istituito sarà presieduto dall’assessore regionale al Lavoro, On. Antonio Scavone. Al quel tavolo, SGB Sindacato Generale di Base, presenterà  una proposta percorribile per la risoluzione delle problematiche riguardanti il personale Asu. La “storia” ventennale degli ASU, racchiude populismo e lavoro in nero “legalizzato dai tanti governi della Regione Sicilia,i quali hanno “sfruttato” questo bacino,questi numeri,questi poveri lavoratori.Dopo l’approvazione dell’art. 11 della legge 8/2017 bastava poco per chiudere questa vergognosa  storia,fatta di continui “ricatti” politici.

«La strategia del carciofo non ci è mai piaciuta» commenta così il segretario generale UST Cisl Agirgento, Caltanissetta, Enna, Emanuele Gallo la decisione di Italcementi di chiudere lo stabilimento di Porto Empedocle. «Non vogliamo che questo disimpegno interessi l’intera Sicilia – interviene il segretario generale di Filca Cisl Sicilia, Paolo D’Anca – per questo riteniamo fondamentale che l’azienda faccia chiarezza anche sul sito di Isola delle Femmine. Molte cose ci preoccupano e devono far alzare la soglia di attenzione della politica regionale perché è forte il sospetto che Italcementi stia sfruttando la particolarità del momento decretando l’eutanasia del sito di Porto Empedocle».

«Se mettiamo in fila gli eventi – prosegue D’Anca – non ci sembra casuale che l’azienda decida la soppressione della produzione di Porto Empedocle subito dopo le elezioni amministrative e in piena recrudescenza dell’emergenza da Coronavirus. Quindi cosa fa ? Blocco definitivo degli impianti, cassa integrazione per i dipendenti e trasferimento in altri siti di quanti non potranno andare in esodo. Sullo sfondo rimane un territorio che perde un’importante risorsa economica e consegna lo stabilimento empedoclino all’oblio del tempo nonostante l’intenzione dichiarata da Italcementi di favorire una riconversione che viene però delegata a imprenditori, tutti da trovare, che dovrebbero essere animati dalla buona volontà di evitare il grande rischio di disastro ambientale».

«Come Cisl non ci rassegniamo a questo triste epilogo – ribadisce Emanuele Gallo – perché si è ancora in tempo per trovare degne soluzioni partendo dalla dichiarata disponibilità di Sua Eccellenza il Prefetto Maria Rita Cocciufa, d’insediare un tavolo dove ci si possa confrontare sul tema per attenuare le ricadute del piano industriale di Italcementi. Un tavolo che possa affrontare anche il futuro dei lavoratori attivando
tutte quelle misure previste dall’Europa in tema di riqualificazione del personale. Penso al FEG, Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione, che costituisce una buona opportunità».

«Con la forza delle idee e la mediazione vogliamo che Italcementi agisca con maggiore ragionevolezza evitando di assumere penalizzanti azioni unilaterali. Ma vogliamo pure che il governo nazionale, quello regionale, le istituzioni locali e le organizzazioni sindacali confederali agiscano presto favorendo l’insediamento del tavolo di confronto proposto dal Prefetto Cocciufa. La qualità di una vertenza – conclude Paolo D’anca – non è rapportata al numero dei lavoratori coinvolti ma alla volontà di dare dignità all’impegno delle persone, fosse solo una, nonché al rispetto di una terra come la Sicilia che a Italcementi ha sempre dato tanto».

Emanuele Gallo, Segretario Generale Ust C ISL Agrigento, Caltanissetta, Enna Paolo D’Anca, segretario generale FILCA CISL, reggente FILCA CISL Agrigento, Caltanissetta, Enna