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Cgil, Cisl, Uil continuano a tenere viva la vertenza Italcementi tentando di evitare l’annunciato disimpegno dell’impresa per approdare ad una soluzione, già esperita, che permetta il passaggio di consegne tra un’azienda e l’altra.
I Segretari generali di Cgil Agrigento, Cisl Agirgento, Caltanissetta, Enna, Uil Agirgento, Alfonso Buscemi, Emanuele Gallo, Gero Acquisto hanno inoltrato una lettera al Prefetto di Agrigento, D.ssa Maria Rita Cocciufa, che la scorsa settimana aveva auspicato la costituzione di un tavolo tecnico nel tentativo estremo di attenuare le ricadute rivenienti dalla dismissione del sito industriale di Porto Empedocle.
La missiva dei sindacati richiama la loro precedente nota dello scorso 30 giugno, inoltrata sempre alla D.ssa Cocciufa, con la quale ripercorrono 8 anni di negoziazioni, mediazioni, accordi e protocolli sottoscritti come quelli del 19 ottobre del 2017 e del 25 febbraio del 2020 che «avevano portato all’intesa tra Italcementi e Ricav pronta a subentrare nello stabilimento di Porto Empedocle salvaguardando produzione e livelli occupazionali».
Buscemi, Gallo e Acquisto, ritornano sui passaggi di quel patto scandito da significativi ritardi. «Lo scorso 25 maggio – scrivono i Segretari generali di Cgil, Cisl, Uil – Italcementi presentava uno studio di fattibilità chiedendo l’approvazione dell’Amministrazione comunale necessaria per consentire, all’impresa subentrante, la presentazione di un progetto preliminare. Per numerosi mesi l’istanza è rimasta nei cassetti comunali. Solo dopo infinite proteste l’amministrazione comunale ha chiesto all’Ufficio Tecnico un parere poi rilasciato su di un progetto inesistente. E’ così iniziato un estenuante scambio epistolare tra comune di Porto Empedocle e Italcementi irriguardoso del dramma delle famiglie dei lavoratori. Il risultato di quanto evidenziato è che oggi ci troviamo senza alcun atto trasmesso dal sindaco Ida Carmina ai consiglieri comunali ».
Cgil, Cisl, Uil di Agrigento temono che il sindaco di Porto Empedocle abbia smentito con i fatti l’apposizione della sua firma su quel protocollo d’intesa siglato tra istituzioni e Italcementi. «Siamo fortemente preoccupati che l’ostruzionismo politico locale – rimarcano i segretari generali Buscemi, Gallo, Acquisto – possa indurre le due aziende a ritirare progetto e buone intenzioni beffando i lavoratori di Italcementi che continuano a credere nelle valore degli impegni assunti. Per questo motivo chiediamo a sua Eccellenza il Prefetto, D.ssa Cocciufa, di convocare il Sindaco di Porto Empedocle, il presidente del consiglio comunale Marilù Caci, Italcementi e Ricav. Riteniamo fondamentale questo passaggio per capire finalmente chi ha a cuore il bene dei lavoratori o la morte del progetto di subentro nel sito empedoclino».

Dallo scorso 29 ottobre è disponibile in tutte le librerie il nuovo libro dello scrittore agrigentino ed editorialista del “Messaggero” e del “Corriere della Sera”, Matteo Collura. Il titolo è “Baci a occhi aperti”, La Sicilia nei racconti di una vita”. Lo stesso Matteo Collura commenta: “Questo libro è nato dalla richiesta di alcuni miei lettori. Perché non scrivi un altro libro sulla Sicilia? Pressappoco questa, la domanda. Un altro libro sulla Sicilia? Dopo tutti quelli che ho già pubblicato, mi è sembrato troppo. Così ho pensato di mettere insieme, nella maniera più ordinata e leggibile, quanto ne ho scritto sinora, togliendo qualcosa e aggiungendo qualcos’altro. Del resto, l’età che mi ritrovo autorizza una simile presunzione. Col vantaggio di avere accontentato coloro i quali mi hanno chiesto, appunto, un altro libro sulla Sicilia. Cosa sono i “baci a occhi aperti”? Sono i tanti baci che ho dato alla Sicilia sempre costringendomi a non chiudere gli occhi, assaporandone il piacere. In ogni parte di questo libro appare evidente (o dovrebbe apparire, perché questa è stata la mia costante intenzione) lo sforzo di descrivere la Sicilia per quello che è, tenendo a freno l’orgoglio d’esservi nato e l’amore che si ha – specie se siciliani – per la terra d’origine. Provo a dirlo così: è come se nel baciarla, la Sicilia, mi fossi sforzato di tenere gli occhi aperti, continuando, pur nella voluttà, a notarne guasti e difetti”.

La nave “Allegra” si trova al momento ormeggiata presso Lampedusa ed è attualmente in corso l’imbarco – ai fini dello svolgimento del periodo di quarantena – dei migranti approdati sull’isola nel corso degli ultimi giorni. Come noto, prima dell’imbarco i migranti, già preidentificati dalle Forze dell’Ordine al momento dell’arrivo, vengono sottoposti a fotosegnalamento (con l’acquisizione delle impronte digitali) ed alle verifiche di pubblica sicurezza di competenza della Polizia di Stato.
Gli stessi sono altresì sottoposti a visita medica, per l’accertamento delle condizioni di salute, nonché al tampone per escludere la positività al COVID-19. Gli ospiti risultati negativi vengono imbarcati sulla nave quarantena in corti separate, in modo da escludere qualunque promiscuità tra gruppi diversi e contenere ulteriormente il rischio di contagio. I soggetti risultati positivi al COVID-19 vengono invece accolti in ambienti specifici in condizioni di assoluto isolamento, in modo da evitare ogni contatto, nel pieno rispetto delle disposizioni vigenti in materia.
I servizi di accoglienza e mediazione a bordo sono garantiti dalla Croce Rossa Italiana, sulla base di un protocollo sottoscritto con il Ministero dell’Interno. I minori stranieri non accompagnati, invece, vengono trasferiti direttamente sulla terra ferma mediante nave di linea, e sono destinati ad appositi centri di accoglienza per lo svolgimento della quarantena. Contemporaneamente all’alleggerimento delle presenze nel centro, proseguono infine presso l’hotspot dell’isola i lavori di ristrutturazione, che consentiranno dalla prossima settimana di disporre nuovamente di un edificio interamente ristrutturato così migliorando al contempo le condizioni di accoglienza degli ospiti e il rispetto delle misure di distanziamento. Nel corso della settimana saranno inoltre completati i lavori di rifacimento della recinzione esterna, così da rafforzare ulteriormente le condizioni di sicurezza della struttura.

Una scossa di terremoto di magnitudo 3.6 è stata registrata alle 4:25 al largo della costa settentrionale della Sicilia. Secondo i rilevamenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, il sisma ha avuto ipocentro a 5 chilometri di profondità ed epicentro 77 chilometri a nordest di Palermo. Non si segnalano danni a persone o cose. Si tratta di una seconda scossa più o meno nella stessa zona. Infatti, lo scorso 26 ottobre una scossa di terremoto di magnitudo 3.6 è stata registrata con ipocentro a 33 chilometri di profondità ed epicentro 82 chilometri a nordest di Bagheria, in provincia di Palermo.

Il presidente della Regione, Nello Musumeci, interviene a seguito della inclusione della Sicilia nelle zone “arancioni”, finalizzate ad arginare il contagio del coronavirus. Musumeci afferma: “La scelta del governo nazionale di relegare la Sicilia a ‘zona arancione’ appare assurda e irragionevole. L’ho detto e ripetuto al ministro della Salute Speranza, che ha voluto adottare la grave decisione senza alcuna preventiva intesa con la Regione e al di fuori di ogni legittima spiegazione scientifica. Un dato per tutti: la Campania ha avuto oltre 4mila nuovi positivi; la Sicilia poco più di mille. La Campania ha quasi 55mila positivi, la Sicilia 18mila. Vogliamo parlare del Lazio? Ricovera oggi 2.317 positivi a fronte dei 1.100 siciliani, con 217 in terapia intensiva a fronte dei nostri 148. Eppure, Campania e Lazio sono assegnate a ‘zona gialla’. Perché questa spasmodica voglia di colpire anzitempo centinaia di migliaia di imprese siciliane? Al governo Conte chiediamo di modificare il provvedimento, perché ingiusto e ingiustificato. Le furbizie non pagano”.

SICILIA. La Sicilia è zona arancione. Lo ha ufficializzato il ministero della Salute. In Sicilia si registrano ormai ogni giorno mille nuovi casi di Covid, i decessi aumentano e negli ospedali i letti occupati crescono rapidamente con i posti in terapia intensiva occupati che si stanno avvicinando alla soglia d’allarme del 30%. Sono dati che non lasciano spazio a dubbi: la situazione è seria.

Zona arancione: permessi e divieti

Non servirà l’autocertificazione per uscire da casa. Ma non sarà possibile entrare o uscire alla zona arancione quindi dalla Regione tranne per “comprovate esigenze” dunque motivi di lavoro, salute e emergenze. Tornerà quindi l’autocertificazione.

All’interno della zona arancione, sarà vietato spostarsi da un comune all’altro. Anche in questo caso però sono ammessi gli spostamenti per “comprovate esigenze di lavoro, studio, salute”. Se, per esempio, si ha un figlio che frequenta la scuola in presenza si potrà accompagnarlo.

In zona arancione chiudono bar e ristoranti.  “Sono sospese – si legge nel provvedimento – le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), ad esclusione delle mense e del catering continuativo”. Resta “salvo” però il domicilio mentre si potrà comprare cibo da asporto fino alle 22 con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze.

Restano comunque aperti – chiarisce il Dpcm – gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro”. Palestre e piscine restano chiusi, ma è ancora possibile fare attività individuale all’aperto nel rispetto del distanziamento. Salvi però i centri sportivi.

Coprifuoco alle ore 22.

Autobus e mezzi di trasporto dovranno essere occupati al 50%.

La didattica a distanza è estesa a tutte le classi delle scuole superiori (fatta eccezione per gli studenti disabili con attività di laboratorio). Mentre alle elementari e alle medie è prevista l’attività in presenza con mascherina. I musei sono chiusi e sono sospesi tutti i concorsi. Nei fine settimana sono chiusi anche i centri commerciali.

La durata dei divieti

Sarà verificata settimanalmente la situazione e le ordinanze saranno emanate ogni 15 giorni. Questo significa che tra 15 giorni la Sicilia si potrebbe confermare zona arancione, ma potrebbe anche diventare rossa o gialle in base all’andamento dell’epidemia. Tra i 21 parametri che serviranno a stabilire l’inclusione in una fascia ci sono il numero dei casi sintomatici, i ricoveri, i casi nelle Rsa, la percentuale di tamponi positivi, il tempo medio tra sintomi e diagnosi, il numero di nuovi focolai, l’occupazione dei posti letto sulla base dell’effettiva disponibilità.

Al via – presso la II sezione penale del Tribunale di Agrigento – il dibattimento del processo a carico di un 45enne di Agrigento, rinviato a giudizio con la grave accusa di violenza sessuale aggravata ai danni della figlia.
La vicenda risale a due anni fa, quando fu accusato dell’ex suocera e dell’ex moglie. In seguito si è anche svolto l’incidente probatorio che ha portato ad un provvedimento del gip con cui si disponeva l’allontanamento dalla bambina.
L’imputato ha sempre respinto le accuse.
Prossima udienza fissata il 27 gennaio 2021 con l’audizione dei primi teste chiamati a deporre dall’accusa.

L’associazione dei consumatori “Cittadinanza Attiva”, coordinata da Pippo Spataro, interviene nel merito della vertenza Italcementi incombente a Porto Empedocle. Pippo Spataro ritiene opportuno confrontarsi con la direzione di Italcementi o con Confindustria, che la rappresenta. E aggiunge: “Lo scorso 31 ottobre abbiamo annunciato la chiusura definitiva dell’Italcementi di Porto Empedocle, denunciando l’impoverimento del territorio e i danni all’occupazione e all’indotto, nonché la mancata riconversione dello stabilimento o il suo smontaggio e relativo smaltimento del sito. Per temi così di spessore, che interessano tutto il territorio della provincia di Agrigento, chiediamo una convocazione urgente da parte della Confederazione degli industriali di Agrigento.

Ecco i dati comune per comune sul fronte Covid 19: Agrigento: 50; Alessandria della Rocca 2; Aragona 9; Bivona 2; Burgio 0; Calamonaci 1; Caltabellotta 6; Camastra 11; Cammarata 5; Campobello di Licata 11; Canicattì 66; Casteltermini 6; Castrofilippo 9; Cattolica Eraclea 1; Cianciana 5; Comitini 3; Favara 42; Grotte 5; Joppolo 0; Licata 56; Lucca Sicula 1; Menfi 8; Montallegro 3; Montevago 3; Naro 20; Palma di Montechiaro 15; Porto Empedocle 33; Racalmuto 4; Raffadali 17; Ravanusa 20; Realmonte 3; Ribera 30; Sambuca 92; San Biagio Platani 1; San Giovanni Gemini 7; Sant’Angelo Muxaro 5; Santa Elisabetta 2; Santa Margherita Belice 54; Sciacca 39; Siculiana 2

Ad Agrigento, al Villaggio Mosè, lungo il viale Cannatello, è stato risolto il problema idrico-fognario che per parecchio tempo ha provocato tanto disagio alla circolazione dei mezzi in transito. Grazie all’interessamento del dottor Franco Bruccoleri, gli assessori Gerlando Principato e Nino Costanza Scinta, e del consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Gerlando Piparo, Girgenti Acque è intervenuta tramite l’ingegnere Barrovecchio ed ha provveduto alla sistemazione delle condotte ed al ripristino del manto stradale.