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Contagi decisamente in calo, e meno ricoverati in terapia intensiva, nelle ultime 24 ore, in Sicilia, con 1.189 nuovi casi di Covid-19, a fronte di 8.777 tamponi effettuati. Purtroppo ci sono altri 43 morti. I dati emergono dal bollettino diffuso dal Ministero della Salute, aggiornato alle ore 15 di oggi, sabato 28 novembre.

I nuovi casi distribuiti per provincia:

414 a Palermo,

315 a Catania,

159 a Messina,

82 a Ragusa,

76 a Siracusa,

67 a Trapani,

49 a Enna,

25 a Caltanissetta 

2 ad Agrigento.

Il presidente della Regione Nello Musumeci ha firmato nel pomeriggio l’ordinanza per limitare il contagio del Coronavirus nell’Isola.

Il provvedimento, in vigore da domani (domenica 29 novembre) a giovedì 3 dicembre, modifica alcune delle attuali restrizioni, adattandole alla nuova classificazione in “area gialla” per la Sicilia.

Restano confermati la didattica a distanza per gli studenti delle scuole superiori, la chiusura di teatri, cinema, musei, parchi, palestre e piscine e il divieto di circolazione dalle 22 alle 5.

Permane, inoltre, a bordo dei mezzi pubblici del trasporto locale e del trasporto ferroviario regionale, il limite del 50 per cento di riempimento rispetto alla capienza, oltre alla chiusura dei centri commerciali nelle giornate domenicali. Eccezione solo per farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole.

Potranno riaprire (dalle 5 alle 18), invece, i bar, ristoranti, gelaterie, pasticcerie e pizzerie. Consentita, fino alle 22 la vendita di cibo solo per asporto, mentre nessun limite per il domicilio. Sarà possibile muoversi all’interno del proprio Comune, e fuori, dalle 5 alle 22. Negli altri orari spostamenti possibili solo per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o di salute

“Il personale Seus 118 è da mesi in prima linea nella lotta al Covid, ma merita che le parole di elogio si traducano in fatti: non è pensabile che, in piena pandemia, i luoghi in cui gli operatori si cambiano non vengano sanificati o che i cestini trabocchino di tute e mascherine senza che nessuno li svuoti, né che i tempi per sanificare i mezzi siano così lunghi da lasciare intere zone scoperte per ore, rivolgendosi poi alle ambulanze private con costi esorbitanti a carico dei cittadini”. Lo dicono Giuseppe Badagliacca e Claudio Dolce in una nota inviata al Presidente della Regione Nello Musumeci, all’Assessore alla Salute Ruggero Razza e al presidente di Seus Davide Croce.
“In molti siti per la sanificazione non esistono percorsi differenti per chi è pulito e chi no, col risultato che i rischi di contagi fra i dipendenti sono in aumento – dicono Badagliacca e Dolce – Per non parlare del fatto che il servizio radio, fondamentale per le comunicazioni tra le ambulanze e la centrale operativa 118, andrebbe potenziato perché ormai al collasso. Il bonus Covid è ormai una chimera e perfino l’una tantum da 1000 euro non è stato ancora erogato: dal Governo servono risposte forti e immediate, a tutela dei lavoratori e del servizio nell’interesse dei siciliani”.

Lo scorso 25 novembre, in Canicattì, la Polizia di Stato contestava ad un cinquantenne canicattinese un illecito amministrativo.

L’uomo, nei mesi scorsi, era stato notato dagli agenti del commissariato indossare l’abito talare, consistente in una camicia di colore azzurro  ed il collarino bianco, inoltre, sul suo profilo facebook erano stato rilevate inequivocabili fotografie che lo ritraevano in abito religioso, nonostante fosse  stato rimosso dalla Chiesa Cattolica, con decreto di dimissione dallo stato clericale in data 15 dicembre 2018 con la relativa dispensa dagli obblighi sacerdotali compreso il sacro celibato, che  ha vigore al momento stesso  della decisione  del Sommo Pontefice .

Gli uomini del Commissariato, accertato l’illecito, sanzionavano  l’uomo per la violazione  dell’art. 498 c.p. (Usurpazione di titoli o di onori), reato depenalizzato e punito con una sanzione amministrativa.

Semplificare l’intero processo di esecuzione delle opere pubbliche, rilanciando la centralità del progetto.

E’ questo il messaggio emerso dall’evento webinar, svoltosi ieri pomeriggio, organizzato dall’Ordine degli architetti di Agrigento, con la collaborazione del Consiglio nazionale degli architetti e con il patrocinio di Cresme, Regione Siciliana, Rete delle professioni tecniche Sicilia, Ance Sicilia e Fondazione Architetti per il Mediterraneo (Amf). Dopo l’apertura dei lavori da parte del presidente dell’Ordine degli architetti di Agrigento, Alfonso Cimino, e  i saluti del presidente della Fondazione Amf di Agrigento, Pietro Fiaccabrino e del presidente della Consulta regionale degli architetti, Pino Falzea, si sono susseguiti gli interventi del vicepresidente del Consiglio nazionale degli architetti Rino La Mendola; del direttore del Cresme, Lorenzo Bellicini; del provveditore delle opere pubbliche in Sicilia e Calabria, Gianluca Ievolella; del presidente dell’Ordine regionale dei geologi, in rappresentanza della Rete delle professioni tecniche, Giuseppe Collura; del presidente della Rete delle professioni tecniche, Elvira Restivo; del vicepresidente di Ance Sicilia, Giuseppe Ricciardello; coordinati magistralmente dall’inviato del giornale La Sicilia Mario Barresi.

Il dibattito ha ruotato attorno agli emendamenti, proposti dalla Rete delle professioni tecniche al Governo regionale finalizzati a introdurre, nel testo attuale della L.R.12/2011, le modifiche necessarie per semplificare l’intero iter di esecuzione delle opere pubbliche: dalla programmazione al collaudo dei lavori, non trascurando la fase di progettazione, di verifica e di approvazione dei progetti e di collaudo dei lavori.

Durante l’evento sono stati presentati anche i dati raccolti dall’Osservatorio nazionale sui servizi di architettura e ingegneria (Onsai 2020) in riferimento all’anno in corso dai quali si evince, nonostante la notevole crisi determinata dalla pandemia, un notevole incremento dei concorsi di progettazione e, più in generale, degli affidamenti di Servizi di architettura e ingegneria a liberi professionisti.

“Siamo sorpresi, ma al tempo stesso compiaciuti – afferma Rino La Mendola – nel rilevare che i dati Onsai 2020 evidenziano un aumento percentuale degli affidamenti di servizi di architettura e ingegneria a liberi professionisti pari al 17,1 per cento. Tale percentuale assume in Sicilia la dimensione ancora più sorprendente di +88,7 per cento rispetto all’anno precedente. In un momento di piena crisi economica, dunque, la Sicilia si conferma, nei confronti del resto del Paese, quale motore per il rilancio dei lavori pubblici e della libera professione dell’area tecnica”.

“L’inversione di tendenza – commenta Alfonso Cimino – è stata certamente alimentata in Sicilia dall’adozione, da parte della Regione, con decreto dell’Assessore alle Infrastrutture Marco Falcone, dei bandi tipo per i concorsi di progettazione e per gli affidamenti di Servizi di architettura e ingegneria. Bandi tipo che costituiscono, per le stazioni appaltanti che operano sul territorio regionale, un importante strumento per semplificare e accelerare i concorsi di progettazione e gli affidamenti di servizi ai liberi professionisti e quindi alle cosiddette “partite Iva” che sono in notevole sofferenza per effetto della oramai dilagante crisi economica che sta investendo il Paese e, in particolare, la nostra terra.”

Nel corso del webinar è intervenuto l’assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità, Marco Falcone, che ha condiviso la necessità di accelerare l’iter di esecuzione delle opere pubbliche, mostrando ampia disponibilità all’auspicato accoglimento degli emendamenti alla L.R.12/2011, proposti dalla Rete delle Professioni Tecniche. Nella seconda sessione dei lavori è stato presentato il funzionamento della piattaforma Onsai 2020, in uso a tutti gli Ordini degli architetti e ai professionisti, illustrato da Mercedes Tascedda del Cresme, e si è aperto un dibattito con i professionisti partecipanti al convegno coordinati dal presidente dell’Ordine degli architetti di Enna e responsabile del dipartimento Lavori pubblici della Consulta regionale degli architetti, Antonio Rizza.

Nessun dubbio che la “mano” sia stata sempre la stessa. Due rapine, nel giro di pochissimo tempo, sono state messe a segno, ieri sera, ad altrettanti distributori di carburante di Licata e Ravanusa. Ad agire sono stati due criminali. E lo hanno fatto, con il volto coperto e armati di coltello, raggiungendo gli obiettivi prescelti con una Fiat Uno che è risultata essere stata rubata a Campobello di Licata. Una utilitaria che è stata ritrovata, ancora integra, lungo la strada fra Campobello e Ravanusa. Verosimilmente, questo veniva ipotizzato ieri sera, i due rapinatori non hanno avuto il tempo per appiccare il fuoco. Con le due rapine, i malviventi sono riusciti a racimolare complessivamente un bottino di 500 euro. Non è escluso – ma spetterà alle indagini dei carabinieri che sono state subito avviate – che possa trattarsi sempre della coppia che ha già colpito più distributori di carburanti.

I due sono entrati in azione al distributore Sicilpetroli lungo la statale 115 in territorio di Licata. Un impianto che aveva già subito altre tre, quasi identiche, rapine nel corso degli ultimi mesi. Dopo questo quarto colpo al Sicilpetroli, i due si sono spostati al rifornimento “Fora paisi” alla periferia di Ravanusa. Identico, in entrambi i casi, il modus operandi: è stato minacciato con il coltello l’addetto alla distribuzione e si sono fatti consegnare i soldi in cassa.

E una volta arraffato il contante, sempre con la Fiat Uno – rubata a Campobello di Licata – si sono dileguati, tanto nel primo quanto nel secondo colpo. L’auto è stata poco dopo ritrovata – dai carabinieri che stavano già setacciando tutta l’area – e sequestrata. Potrebbe, visto che è risultata essere ancora integra, rappresentare la chiave di volta. Sempre se, naturalmente, verranno ritrovati elementi di interesse investigativo. Ma c’è di più. Perché anche nella rapina di fine ottobre, fatta al distributore di Licata, l’auto utilizzata risultò essere stata rubata a Campobello di Licata.

 

Rinviata al 2021 l’edizione del Rally dei Templi, prevista per l’11 e 12 dicembre. La Prefettura ha negato il nulla osta allo svolgimento della manifestazione, motivando la decisione con la permanenza dell’emergenza sanitaria determinata dal Covid-19 ed ai rischi che una manifestazione di così ampio richiamo potesse generare nel territorio.

Apprendiamo con enorme dispiacere la decisione del prefetto – ha commentato l’avvocato Salvatore Bellanca, presidente dell’Automobile club Agrigento – ma ovviamente ne comprendiamo le motivazioni. La tutela della salute della popolazione ed il rispetto delle norme di prevenzione definite nei recenti Dpcm sono e devono essere per tutti una priorità.Auspico in ogni caso di poter recuperare la manifestazione nei primissimi mesi del 2021”.

“Avevamo già predisposto tutti i dettagli della manifestazione – gli fa eco Luigi Bruccoleri, patron del Project team responsabile della gestione tecnica del rally – ed avevamo già raccolto più di 80 iscrizioni incluse le Autostoriche. Ci dispiace moltissimo per i piloti che avevano manifestato fin da subito un notevole apprezzamento per la gara e per il suo nuovo percorso. A tutti diamo appuntamento al prossimo anno, augurandoci che questo periodo grigio diventi per tutti un lontano ricordo”.

La struttura della gara prevedeva in tutto 6 prove speciali, due da ripetersi tre volte, con la partenza del rally e l’arrivo fissati presso l’autodromo Concordia rispettivamente alle ore 8,01 e 18,25, quindi prevedendo l’ultimo passaggio sulle due prove alla luce dei fari. Le prove prescelte erano la classicissima Montaperto, lunga 9 chilometri e l’altrettanto conosciuta Cianciana di ben 11,20 chilometri, che con i tre passaggi ciascuna misuravano complessivamente di 60,6 km di settori cronometrati, il tutto intervallato da due parchi assistenza ed altrettanti riordinamenti presso l’autodromo Concordia. Apripista della gara sarebbe dovuto essere Simone Campedelli, portacolori del Project ream del campionato Tricolore Terra.

Le ultime tre edizioni del Rally dei Templi sono state vinte da Fofò Di Benedetto, le prime due in coppia con Longo e lo scorso anno con a fianco Ivan Rosato con la VW Polo R5, mentre lo scorso anno tra le Autostoriche si impose la Porsche 911 di Bugea-Vitello.

“Le approssimative rassicurazioni del vice ministro alle Infrastrutture Cancelleri  sullo stato di avanzamento dei lavori di consolidamento e messa in sicurezza del viadotto Morandi di Agrigento gettano parecchie ombre su tempi e modalità di riapertura al traffico veicolare”.

E’ quanto affermano i coordinatori provinciali del Movimento politico “Servire Agrigento”, Raoul Passarello e Giuseppe Sortino.

“Piuttosto che lanciarsi in vuote polemiche – proseguono Passarello e Sortino – dal vice ministro ci saremmo aspettati risposte certe sui tempi e una forte azione di sollecito nei confronti di ANAS per recuperare il tempo perso e soddisfare le legittime richieste dei territori che da anni ormai subiscono pesanti disagi”.

“Non è più tollerabile – concludono – che in una provincia come quella di Agrigento, dove le infrastrutture stentano a vedere la luce e i cantieri avanzano con notevoli ritardi,  non si possa esportare il tanto sbandierato “modello Genova” e si annuncino, invece, ipotetiche e parziali riaperture senza garantire soluzioni definitive”.

Sarà attiva dalla mezzanotte di oggi e per tutta la giornata di domani, 28 novembre, la sala operativa di Protezione Civile del Libero Consorzio Comunale di Agrigento. Questo pomeriggio, infatti, il Dipartimento Regionale della Protezione Civile (Centro Funzionale Decentrato Multirischio Integrato) ha emesso il bollettino meteo per la provincia di Agrigento (zone E-D) con codice Arancione per possibili forti eventi di pioggia, venti di burrasca dai quadranti meridionali, mareggiate lungo le coste e rischio idrogeologico ed idraulico. L’Ufficio di Protezione Civile del Libero Consorzio anche in questa occasione ha attivato il numero telefonico per le emergenze: 3336141869  per tutte le eventuali segnalazioni o situazioni di particolare difficoltà da parte dei cittadini.

La previsione di rischio sarà valida per tutta la provincia di Agrigento sino alle 24 di oggi, sabato 28 novembre 2020.

La vicenda trae origine da una procedura concorsuale, per titoli ed esami, riservata ai soggetti iscritti negli elenchi speciali di cui all’art. 8 della L. n. 68/99 ed indetta dall’Azienda Sanitaria Provinciale di Palermo nel 2016 e finalizzata all’assunzione di n. 5 Collaboratori Amministrativi nel profilo di Assistente Sociale.
A tale procedura selettiva prendeva parte la Dott.ssa I.R., 48 anni, di Agrigento la quale sosteneva con esito positivo tutte le prove concorsuali, riportando un punteggio tale da consentirle di rientrare tra il novero dei soggetti vincitori del concorso.
Tuttavia, l’Asp di Palermo con Deliberazione del Direttore Generale n. 00829 del 25 agosto 2020 avente ad oggetto l’approvazione della graduatoria e la nomina dei vincitori del concorso, stabiliva di escludere la Dott.ssa I.R. per asserita mancanza dei requisiti necessari per partecipare alla selezione.
In particolare, l’Asp adottava tale decisione in ragione di una comunicazione ricevuta dal Centro per l’Impiego di Agrigento in cui si asseriva che, alla data di presentazione dell’istanza di partecipazione al concorso, la Dott.ssa I.R. non fosse più titolata ad essere iscritta nell’elenco speciale di cui all’art. 8 della L. n. 68/99.
Avuta contezza della propria esclusione, la Dott.ssa I.R., ritenuta l’erroneità di quanto affermato dal CPI di Agrigento, con il patrocinio degli Avv.ti Girolamo Rubino, Giuseppe Impiduglia e Mario La Loggia, richiedeva l’esperimento di specifici accertamenti in merito alla propria posizione, ad esito dei quali il CPI di Agrigento, rettificava quanto in precedenza comunicato all’Asp di Palermo, attestando la sussistenza, in capo alla Dott.ssa I.R., di tutti i requisiti necessari per prendere parte alla procedura selettiva.
Alla luce di tale rettifica, quindi, la Dott.ssa I.R., sempre con il patrocinio degli Avv.ti Rubino, Impiduglia e La Loggia, formulava apposito reclamo all’Asp di Palermo, sostenendo che l’acclarata erroneità dell’atto presupposto e posto a base della Delibera del Direttore Generale dell’Asp di Palermo n. 829 del 25 agosto 2020 non poteva che rendere illegittima anche la stessa decisione di escluderla dalla procedura concorsuale, essendo evidente la sussistenza di un rapporto di immediata e diretta dipendenza tra quanto in origine dichiarato dal CPI (ossia l’errata affermazione della perdita dei requisiti per l’inserimento nell’elenco dei lavoratori disabili) e l’esclusione della candidata.
Ebbene, l’Azienda Sanitaria di Palermo, condividendo le argomentazioni degli Avv.ti Rubino, Impiduglia e La Loggia, con Deliberazione del Direttore Generale n. 1109 del 20 novembre 2020, rettificava la graduatoria concorsuale inserendo in essa la Dott.ssa I.R. al secondo posto nominandola, per l’effetto, vincitrice della procedura selettiva.
Pertanto, la Dott.ssa I.R., potrà a breve stipulare il proprio contratto di di lavoro a tempo pieno