Home / 2020 / Novembre (Pagina 27)

Due uomini di 38 e 21 anni, sono stati trovati senza vita all’interno delle rispettive abitazioni, nelle ultime 48 ore, nell’abitato di Ribera. Il decesso per cause ancora da accertare. I carabinieri hanno avviato le indagini.
Da un primo esame i due fatti non sembrano collegati tra loro. Anche se in mancanza di certezze non viene esclusa alcuna ipotesi investigativa.

Sui due corpi, da un primo esame, del medico legale non sarebbero stati rinvenuti segni di violenza. Sono tutt’ora in corso gli accertamenti dei militari dell’Arma della locale Tenenza per capire se i due giovani siano stati colpiti da malore, e quali siano state le cause. Al momento non trapela dagli inquirenti alcun elemento che faccia chiarezza.

I giovani di Italia Viva di Agrigento, tramite il portavoce Giorgio Bongiorno, intervengono nel merito della riattivazione del Centro d’accoglienza per migranti al Villaggio Mosè. E affermano: “Sulla riattivazione, al Villaggio Mosè, del centro di accoglienza immigrati già arrivano i soliti strali a metà tra la xenofobia e il razzismo. Infuriano polemiche, malcelate dietro un presunto interesse dei commercianti che vedrebbero crollare le loro vendite a causa del colore della pelle di alcuni giovani immigrati. Non consentiremo a nessuno di scaricare indiscriminatamente le proprie frustrazioni e i propri fallimenti su chi prova a trovare un’alternativa di vita, a realizzare un sogno, ad entrare a far parte della civiltà del diritto. Ci chiediamo qual è la loro proposta? Magari alzare dei muri attorno alle residenze degli immigrati, o addirittura ripristinare i campi di lavoro, o meglio, i campi di concentramento, dove farli lavorare per il loro sostentamento. I giovani Italiani, che sulla loro pelle vivono l’esodo per trovare un lavoro, sanno che i loro nemici non sono gli altri ragazzi di pelle scura, alla ricerca di un futuro, ma bensì voi perché gli state consegnando un Paese ammorbato dalle vostre corruttele e dalla vostra indecente immoralità. Voi non siete fascisti, siete cretini. Voi ci direte buonisti e noi semplicemente vi risponderemo: razzisti!”.

Si aggrava la crisi economica in Sicilia a causa della pandemia da Covid-19. Secondo la nota di aggiornamento al Defr (il documento economia e finanza regionale), presentata dall’assessore regionale all’Economia Gaetano Armao, la previsione sul Pil (prodotto interno lordo) tendenziale per il 2020 precipita dal meno 7,8% all’8% se non addirittura al meno 9,5%. Lo stesso Armao commenta: “La Regione siciliana deve fare i conti non solo con una gravissima pandemia che continua drammaticamente a mietere vittime, dispensando malattie e sofferenze, ma anche con la più grave recessione economica della sua storia e che ha portato il livello del prodotto interno lordo all’inizio degli anni ’90: meno 7,5 miliardi di euro di Pil nel 2020”.

La Provincia di Agrigento informa che è stata disposta la chiusura al traffico veicolare della strada provinciale numero 17-B tra Raffadali e Siculiana, dal chilometro 4 al 6 più 500. I tratti interessati sono forniti di segnaletica per individuare i percorsi alternativi. Il provvedimento di chiusura è stato disposto dal responsabile del Settore Infrastrutture Stradali a seguito dei lavori di manutenzione straordinaria in atto lungo il tracciato per l’eliminazione delle condizioni di pericolo ed il recupero della sicurezza. Negli ultimi anni la stessa strada è stata interessata da fenomeni franosi di particolare rilevanza. I lavori sono eseguiti dall’Impresa Demetra Lavori s.r.l. di Vallelunga Pratameno.

Ad Agrigento, a San Leone, lungo il Viale delle Dune, hanno rubato due delle pigne in ceramica posizionate nei pressi della terza spiaggia. Gerlando Alletto ha pensato di contattare l’artista che le ha realizzate, Giuseppe Esposito di Camastra, per ripristinarle. Il costo è 80 euro per ciascuna pigna. A tale spesa si aggiungono 25 euro per le spese di spedizione. In totale quindi necessitano 185 euro. Alletto, con un post su facebook, lancia un appello alle donazioni, anche un solo euro. Per informazioni contattate Alletto allo 348 77 83 086 o l’artista Giuseppe Esposito al 339 574 6864.

Qui il link per le donazioni

 

Il tribunale di Caltanissetta ha disposto un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari per un uomo di 49 anni, titolare di un bar.
L’esecuzione dell’arresto è stato eseguito dai Carabinieri di San Cataldo.

Sembrerebbe che l’uomo, titolare di un bar a San Cataldo, abusando della propria posizione di datore di lavoro, avrebbe costretto le proprie dipendenti, alcune delle quali all’epoca dei fatti minorenni, a subire atti sessuali contro la loro volontà.

L’indagine prende vita dalla denuncia del fidanzato di una delle ragazze coinvolte nella vicenda che nell’estate del 2017, lavorando per conto dell’uomo in un locale, durante i turni di lavoro subiva continui apprezzamenti fisici e avances quotidiane, fino ad arrivare ad essere condotta presso l’abitazione del datore di lavoro, dove sarebbe stata costretta, contro la propria volontà, ad avere un rapporto sessuale. La ragazza, intimorita, non aveva raccontato quanto accaduto, trovando solo successivamente il coraggio di rivelare tutto al proprio fidanzato, dopo aver saputo della medesima sorte toccata ad un’altra collega.

Le indagini dei carabinieri e della Procura di Caltanissetta, hanno portato alla luce altri casi di violenza. Sono state ascoltate altre ragazze che avevano prestato attivita’ lavorativa nello stesso bar e che erano state vittima di abusi. L’uomo, dopo le formalita’ di rito, e’ stato condotto agli arresti domiciliari.

La corte d’Appello di Palermo ha disposto nei confronti di Michele Daina, ragioniere del gruppo Girgentini Acque, un risarcimento di 7500 euro per ingiusta detenzione di 18 giorni trascorsi in regime domiciliare.

Michele Daina – difeso dall’avvocato Giuseppe Scozzari – era stato coinvolto nel 2015 nell’inchiesta “Duty Free”, operazione eseguita dalla Guardia di Finanza di Agrigento, su un presunto giro di tangenti all’Agenzia delle Entrate in cambio di favori o annullamenti di sanzioni tributarie.

Daina era accusato di accordo corruttivo tra l’allora presidente di Girgenti Acque Marco Campione e il direttore dell’Agenzia delle Entrate Pasquale Leto,  fu poi assolto dal Tribunale di Agrigento. Così come tutti gli altri membri del gruppo Girgenti Acque e lo stesso Leto (condannato solo per abuso d’ufficio e non per corruzione).

Fu allora che il Gup Miceli dispose il rinvio a giudizio di 22 persone, attualmente a processo nella seconda sezione penale del Tribunale di Agrigento, presieduta da Wilma Angela Mazzara.

 

I nuovi positivi al Covid19 registrati in Sicilia nelle ultime 24 ore sono 1.023, su 8.458 tamponi effettuati; 27 i decessi di persone positive, che portano il totale a 703. Con i nuovi casi salgono cosi’ a 21.039 gli attuali positivi con un incremento di 427.

Di questi 1.490 sono i ricoverati con un incremento di 63: 1303 in regime ordinario e 187 in terapia intensiva con un aumento di dieci ricoveri.

I guariti sono 524.

I nuovi positivi sono cosi’ distribuiti per province:

Palermo 188,

Catania 359,

Ragusa 161,

Messina 133,

Trapani 6,

Siracusa 99,

Enna 77,

Caltanissetta e Agrigento nessun nuovo caso fino a nuova comunicazione

Giuseppe Natoli, dell’ufficio statistica dell’ospedale Civico di Palermo, fa una previsione per sanitainsicilia.it e dichiara che antro i prossimi 30 giorni i posti letto Covid occupati in Sicilia sara no 3.300 e 470 le terapie intensive utilizzate “Osservando in prima battuta i dati osservati – scrive tra l’altro Natoli – e’ sempre piu’ chiaro che in questa seconda ondata la nostra regione sta subendo un attacco piu’ massiccio rispetto la prima, e non mi riferisco ai casi totali (evidentemente maggiori a causa di un numero maggiore di tamponi) ma ai pazienti positivi che necessitano di ospedalizzazione.

Nella prima ondata non si sono superati i 650 posti letto dedicati, a dispetto dei 1427 ad oggi occupati. Una curva che non intende appiattirsi ma, al contrario, impennarsi. Analizzando i dati con un occhio rivolto a 30 giorni, il modello previsionale elaborato non lascia dubbi, secondo un approccio ottimistico per il giorno dell’Immacolata Concezione i posti letto occupati in Sicilia per COVID-19 potrebbero essere 3300. Un modello che nell’ultimo mese e’ riuscito gia’ a prevedere con precisione il fenomeno, testimoniato anche dal valore del coefficiente di determinazione (R2=0,9912) prossimo al valore massimo 1″ Quanto alle terapie intensive, nella prima ondata “non siamo arrivati neppure ad 80 posti di terapia intensiva, oggi invece siamo a quota 177 e, anche in questo caso, la curva non intende appiattirsi. Prevedendo anche questi dati fra 30 giorni, il modello elaborato e’ lapalissiano, l’8 dicembre i posti di terapia intensiva occupati in Sicilia per COVID-19 potrebbero essere 470”

Apprensione e panico tra i sindaci a fronte della progressione del coronavirus. E il Movimento 5 Stelle invoca gli ispettori dal ministero: “Situazione sfuggita di mano”.

Ancora perché la Sicilia è stata bollata come zona “arancione” nel Dcpm del 3 novembre scorso. Al perché risponde su Facebook il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, presidente dell’Anci Sicilia, l’Associazione dei Comuni. E Orlando ribadisce: “Il governo nazionale sulla base di criteri scientifici ha ritenuto che le nostre strutture sanitarie non fossero adeguatamente attrezzate per sostenere l’aumento progressivo dei contagi. Siamo in zona arancione perché il nostro sistema sanitario potrebbe non reggere l’impatto di altri ricoveri per Covid, mettendo a rischio la vita di tantissime persone. Bisogna prendere atto – aggiunge Orlando – che questa decisione produce danni alle imprese e ai lavoratori, perciò ribadisco che occorre fare presto con gli aiuti e i ristori nei confronti di quanti subiscono danni a garanzia della salute di tutti. Faccio appello al senso di responsabilità di tutti per salvare così decine di vite umane”, conclude il sindaco. Ancora nel frattempo, la progressione del virus in Sicilia preoccupa anche i sindaci di provincia, come il sindaco di Canicattì, Ettore Di Ventura, che non usa mezzi termini e afferma: “La comunità è nel panico”. Di Ventura, raccogliendo i timori provenienti dalle famiglie e dal personale scolastico, ha scritto una lettera all’assessorato alla Sanità. E il sindaco agrigentino scrive: “La comunità è comprensibilmente presa dal panico e, nonostante i continui aggiornamenti sulla situazione sanitaria in città e le varie rassicurazioni, chiediamo ulteriori provvedimenti che possano essere utili a rallentare questa ondata di contagi. Chiedo di effettuare una valutazione congiunta per l’attivazione di ulteriori misure restrittive nell’ambito del territorio comunale dal momento che, come risaputo, la città di Canicattì è importante centro nevralgico di scambi e spostamenti per tutto l’hinterland. E poi è necessaria la tempestiva attivazione di uno screening di massa per appurare la reale situazione soprattutto nelle scuole, a partire dal primo ciclo” – conclude. Toni di apprensione e di allarme sono usati anche dai deputati del Movimento 5 Stelle nella Commissione Sanità, i quali ritengono che la situazione sia sfuggita di mano al presidente Musumeci ed all’assessore Razza, e invocano gli ispettori in Sicilia inviati dal ministero. Giorgio Pasqua, Francesco Cappello, Salvatore Siragusa e Antonio De Luca affermano: “A parole i posti letto per gli ammalati Covid ci sono in tutta la Sicilia, peccato, però, che nei pronto soccorso stazionino decine e decine di pazienti in attesa di ricovero e si prospetti la chiusura di numerosi reparti ospedalieri per far posto ai contagiati. A breve la Sicilia potrebbe non essere più in grado di garantire i servizi di cura ordinari. Le immagini dei pazienti visitati dentro le ambulanze in coda davanti ai pronto soccorso parlano chiaro, non si può attendere oltre. Il commissario Covid per la provincia di Palermo, Renato Costa, sostiene che siamo di fronte ad uno tsunami. Concordiamo: il problema è che il terremoto che lo ha provocato è avvenuto a marzo. C’era tutto il tempo per correre ai ripari e approntare quei posti letto che a quanto pare ci sono solo sulla carta”.