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I carabinieri di Campobello di Licata, insieme ai colleghi del Nucleo investigativo di Agrigento, hanno scovato e arrestato a Campobello di Licata S L B, sono le iniziali del nome, 38 anni, inseguito da un mandato d’arresto europeo perché condannato in Germania a 5 anni di reclusione per reati legati alla droga e furto. Il 38enne è adesso recluso nella Casa circondariale “Pasquale Di Lorenzo” di Agrigento. In proposito oggi al Videogiornale di Teleacras sono in onda le interviste al capitano Francesco Lucarelli, comandante Compagnia Licata, ed al maresciallo Luca Vito Bello, comandante stazione Campobello di Licata

I carabinieri del comando provinciale di Messina hanno identificato l’autore del brutale omicidio di un anziano, Giovanni Salmeri, pensionato 73enne. Custodia cautelare in carcere per Ettore Rossetto 56 anni di Milazzo, accusato di omicidio premeditato e distruzione di cadavere. Eseguita l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, dunque emessa dal gip di Barcellona Pozzo di Gotto, su richiesta del sostituto procuratore Rita Barbieri, con il coordinamento del procuratore Emanuele Crescenti.

Le indagini del Nucleo Investigativo del Comando provinciale di Messina e della Compagnia di Milazzo sono partite dal ritrovamento, il 29 luglio scorso, nei pressi di una discarica abusiva, in località Scaccia di Milazzo, del cadavere carbonizzato, con varie ferite d’arma da taglio. Il corpo della vittima era irriconoscibile. Sul posto erano stati ritrovati solo un cappellino parzialmente bruciato, un portafoglio contenente un euro, tre mazzi di chiavi e un coltellaccio da cucina. L’autopsia aveva rivelato che l’uomo, prima di essere dato alle fiamme, era stato colpito con almeno undici coltellate al petto, all’addome e alla trachea, inferte con un coltello con una lama di 20 centimetri trovato sulla scena del crimine.

I Carabinieri hanno visionato 10 mila ore di filmati estrapolati dalle 40 telecamere dei sistemi di videosorveglianza sia pubblici che privati, ed hanno così individuato il transito di un ciclomotore che quella mattina del 28 luglio, circolava in quel tratto di strada, con a bordo due uomini, uno dei quali aveva un cappello con visiera di colore verde simile a quello repertato e un abbigliamento compatibile con i frammenti di vestiti rimasti sul cadavere bruciato. Immagini tratte da altre telecamere della zona hanno fatto emergere una densa colonna di fumo proveniente dal luogo del delitto, compatibile con il rogo e, poco dopo, il passaggio dello stesso ciclomotore, questa volta con a bordo il solo conducente, da una strada proveniente dal luogo dell’omicidio. Partendo da alcuni elementi distintivi del ciclomotore e del casco, gli investigatori sono riusciti a collegare un fotogramma tratto da un’altra telecamera, rilevando la targa del mezzo e il proprietario, Ettore Rossitto, sottoposto a monitoraggio.

Vi erano rapporti di conoscenza tra l’assassino e la vittima. Nessuno aveva denunciato la scomparsa dell’anziano, identificato grazie al mazzo di chiavi ritrovato sulla scena del crimine e utilizzato per l’accesso dei carabinieri all’abitazione. L’uomo viveva da solo e in pessime condizioni igienico-sanitarie e i vicini hanno confermato di non averlo più visto sin da luglio. Altre immagini del 28 luglio ritraevano Salmeri in compagnia di Rossitto nei pressi di un ufficio postale di Milazzo, dove successivi accertamenti hanno consentito di accertare che il primo aveva ritirato 650 euro di pensione. E’ stato così possibile ricostruire il delitto commesso da Rossitto, il quale, dopo avere condotto Salmeri in una località isolata, sulla sponda del fiume Mela, ha sottratto il il denaro della pensione appena riscossa per poi ucciderlo con undici coltellate, dando alle fiamme il corpo. Ulteriori filmati del giorno precedente all’omicidio hanno immortalato Rossitto mentre effettuava due sopralluoghi nei pressi del luogo dove il giorno successivo ucciderà il pensionato, in una circostanza, invertendo rapidamente la marcia, a poche centinaia di metri, essendosi accorto della presenza di una pattuglia dei carabinieri.

Le associazioni d’impresa siciliane si rivolgono con un appello al governo nazionale: “La Sicilia sia dichiarata zona gialla a tutela delle attività produttive”.

La Sicilia è zona arancione. Le conseguenze sono chiusure e limiti alle attività produttive. Ecco perché le associazioni d’impresa lanciano un grido d’aiuto al governo nazionale affinchè la Sicilia sia dichiarata zona gialla. Il primo lockdown è costato alla rete produttiva della Sicilia 5,5 miliardi di euro. E adesso solo il primo mese di misure restrittive ha causato la perdita di un miliardo. Quasi tutte le associazioni d’impresa dell’isola, che rappresentano più o meno 300mila imprese, hanno firmato un documento inviato al governo nazionale. E si legge: “La Sicilia sia dichiarata zona gialla. In un momento drammatico come quello che le nostre imprese stanno vivendo, occorre senso di responsabilità fuori dai giochi di appartenenza politica. Vengano messe in campo tutte le procedure e tutte le attività necessarie, tutte le prassi e i protocolli per far sì che la Sicilia venga riportata nel novero delle regioni cosiddette gialle. Occorre prendere tutte le misure che consentano da un lato di tutelare la salute e dall’altro di affrontare il tema della tenuta del nostro sistema economico e sociale. Le istituzioni, tutte, si mobilitino al fine di portare la regione fuori dal perimetro dell’emergenza: non intendiamo, in una fase così delicata, andare alla ricerca delle singole responsabilità, ma di certo chiediamo un indispensabile senso di responsabilità nelle cause e nei rimedi. Auspichiamo che venga fatta un’analisi critica dei parametri che ci hanno condotto nella fascia arancione al fine di mettere in atto misure che ci consentano di tutelare la salute e di affrontare il tema della tenuta del sistema economico e sociale. Occorre dare risposte immediate alle tante categorie produttive che stanno affrontando una grave crisi e che auspicano interventi che consentano di rimettere in moto l’economia. Governi regionale e nazionale si muovano seguendo un unico comune interesse. Di guerre di campanile non sentiamo sicuramente il bisogno” – concludono Confindustria, Confcommercio, Confesercenti, Confapi, Legacoop, Confcooperative, Unci, Agci, Unicoop, Ance Sicilia, CNA Sicilia, Conflavoro PMI Sicilia, Assoimpresa, e Confagricoltura.

Si comincia a respirare atmosfera natalizia ad Agrigento. Malgrado la pandemia Covid-19, il sindaco, Franco Miccichè, non ha voluto mancare con il classico appuntamento con l’Albero di Natale. Molto alto ha cambiato radicalmente l’immagine del centro cittadino. L’Amministrazione comunale, comunque, ha deciso di investire molto sulle luminarie per colorare la città e tutte le frazioni.

Il Dipartimento regionale della Protezione Civile ha diramato l’avviso di rischio meteo-idrogeologico e idraulico n. 20320 del 15 novembre 2020, relativo alla zona “E”, valevole fino alle ore 24,00 di domani. Attiva a partire dalle 16.00 di oggi fino alle ore 24,00 di domani un livello di allerta METEO-IDROGEOLOGICO: “VERDE” e una fase operativa di ” GENERICA VIGILANZA”, e per le successive 24 ore (dalle ore 00.00 e fino alle ore 24,00 del 16/11/2020) GIALLA e fase operativa “ATTENZIONE” con rovesci o temporali.

1.422  nuovi positivi al Covid19 registrati in Sicilia nelle ultime 24 ore, su 7.416 tamponi effettuati;
36 i decessi, che portano il totale a 896.

Con i nuovi casi salgono a 28.807 gli attuali positivi con un incremento di 1.001. Di questi 1.693 sono i ricoverati, 16 in piu’ rispetto a ieri: 1.476 in regime ordinario e 217 in terapia intensiva con un aumento di 2 ricoveri. In isolamento domiciliare sono 27.114. I guariti sono 385.

I nuovi positivi divisi per provincia:

Catania 482,
Palermo 452,
Messina 211,
Ragusa 103,
Caltanissetta 60,
Siracusa 57,
Agrigento 24,
Trapani 18,
Enna 15.

A Lampedusa arrivano ancora migranti.
Sono 230 i migranti approdati nella notte.

Intorno alle 20 di ieri un barcone con a bordo 187 persone è stato intercettato dagli uomini della Guardia di finanza e della Capitaneria di porto. Poco dopo un barchino su cui viaggiavano 31 persone è andato a picco mentre si trovava a circa tre miglia dalla costa. Tutti i migranti, trattasi di uomini adulti, sono stati tratti in salvo dalle unità navali delle Fiamme gialle e della Guardia costiera. All’alba, alle 5.30, un barchino con 12 persone a bordo è stato intercettato dalla vedetta della Guardia di finanza. Tutti i migranti sono stati condotti nell’hotspot di contrada Imbriacola.

 

Anche oggi sono oltre 40 le città siciliane in cui procede la campagna attiva della Regione per la ricerca del Coronavirus attraverso l’impiego dei tamponi rapidi. Come noto, il target individuato è la popolazione scolastica (personale docente, non docente, studenti e propri nuclei familiari) che può fare accesso ai drive-in per sottoporsi volontariamente e gratuitamente al test.
Da questa settimana, c’è la possibilità di prenotarsi mediante la piattaforma on-line www.siciliacoronavirus.it. Basta cliccare sul bottone “tampone rapido Covid19” e compilare il modulo di registrazione scegliendo la data disponibile tra i drive-in proposti. La piattaforma provvede a indicare la fascia oraria che viene generata automaticamente in base al numero di prenotazioni già acquisite. L’appuntamento registrato viene quindi indicato e comunicato al cittadino che può così raggiungere il drive-in prescelto.
In ogni sito sono previsti dei percorsi dedicati in cui si procede al prelievo del campione che, in caso di positività, viene immediatamente ripetuto attraverso il tampone molecolare per la necessaria conferma così come previsto dai protocolli sanitari vigenti.
L’iniziativa del governo Musumeci è realizzata in collaborazione con Anci Sicilia e le amministrazioni locali.

Bronte e Misilmeri diventano “zone rosse”. Lo ha deciso il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci che, per contrastare la diffusione del Coronavirus nell’Isola, ha istituito zone off-limits nei due Comuni in provincia di Catania e Palermo. L’ordinanza, adottata d’intesa con l’assessore alla Salute Ruggero Razza, vista la relazione epidemiologica del Dasoe e sentiti i sindaci, resterà in vigore da domani (15 novembre) fino a mercoledì 25.
Il nuovo provvedimento, appena firmato, prevede il divieto di: accesso e di allontanamento dal territorio comunale, con mezzi pubblici o privati; di circolare, a piedi o con qualsiasi mezzo pubblico o privato a eccezione di comprovate esigenze di lavoro, per l’acquisto di generi alimentari e beni di prima necessità, per ragioni di natura sanitaria, per stato di necessità o per usufruire di servizi o svolgere attività non sospese. Disposto lo stop di tutte le attività didattiche e scolastiche, di ogni ordine e grado e degli uffici pubblici, fatta salva l’erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità. Consentito, invece, il transito, in ingresso e in uscita, dal territorio comunale per gli operatori sanitari e socio-sanitari, per il personale impegnato nell’assistenza alle attività inerenti l’emergenza, nonché esclusivamente per l’ingresso e l’uscita di prodotti alimentari, di prodotti sanitari e di beni o servizi essenziali. Possibile anche il transito, in entrata e in uscita, per garantire le attività necessarie per la cura e l’allevamento degli animali, nonché per le attività imprenditoriali non differibili in quanto connesse al ciclo biologico di piante.