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Era l’11 di luglio. Dell’anziano non si avevano notizie da giorni, poi sono intervenuti i Vigili del Fuoco giunti da Licata. Quando hanno aperto la porta d’ingresso, il cadavere dell’uomo era insanguinato e presentava mani e piedi legati.

Il medico legale aveva escluso sin da subito che Micheangelo Marchese, 89enne di Palma di Montechiaro, fosse deceduto per morte naturale. Così il sostituto procuratore Chiara Bisso, aveva disposto l’autopsia che aveva confermato l’omicidio.
Le indagini fin qui condotte dai carabinieri della Compagnia di Licata, si erano concentrate proprio sulla badante dell’anziano che era stato pure interrogata subito dopo il delitto.
I Carabinieri avevano da subito seguito la pista della rapina finita male, considerato che l’anziano signore avrebbe potuto custodire in casa del denaro e qualche risparmio, e pertanto si erano concentrati sulla badante rumena che di solito accudiva l’uomo.

Oggi la svolta  nell’inchiesta sulla morte dell’89enne. I carabinieri del Comando Provinciale di Agrigento, coordinati dalla Procura con il pm Chiara Bisso, hanno eseguito il fermo della badante rumena, accusata di omicidio.

 

L’associazione ambientalista MareAmico di Agrigento annuncia che “a San Leone, in via dei Giacinti, a poca distanza dal mare, il drone di Mareamico ha scoperto una discarica mostruosa”. E Claudio Lombardo aggiunge: “Abbiamo trovato sfabbrici e detriti provenienti da ristrutturazioni edilizie, mobili rotti, serbatoi in plastica, cucine arrugginite e tanta spazzatura. Gli incivili, che hanno creato questa discarica, ora stanno cercando di eliminarla dandogli fuoco”

VIDEO DI MAREAMICO AGRIGENTO

L’inchiesta “Sorella Sanità”: Salvatore Manganaro collabora con la giustizia. Fabio Damiani invece ha appena scritto una lettera a sua discolpa.

Nell’ambito dell’inchiesta cosiddetta “Sorella Sanità”, sfociata nel blitz dello scorso 22 maggio, la Procura della Repubblica di Palermo ha invocato al Tribunale l’arresto di diciotto persone, 15 in carcere e 3 ai domiciliari. Invece il Giudice per le indagini preliminari ha letto gli atti istruttori e ha concesso l’arresto in carcere solo per due indagati, Fabio Damiani, 55 anni, già responsabile della Centrale unica di committenza per gli appalti sanitari e direttore dell’Azienda sanitaria provinciale di Trapani, e Salvatore Manganaro, 44 anni, di Canicattì, presunto “faccendiere” di riferimento di Damiani. Entrambi, Damiani e Manganaro, in sede di interrogatorio di garanzia innanzi al Gip, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Poi, invece, da circa due mesi Manganaro collabora con la giustizia. I magistrati palermitani hanno già raccolto la sua confessione piena. Lui ha ammesso di avere intascato tangenti e ha firmato centinaia di pagine di verbali sollevando il velo sul livello politico dell’inchiesta, con tanto di nomi e cognomi. Adesso intende patteggiare la condanna. Il suo legale, l’avvocato Marco Lo Giudice, ha proposto alla Procura 4 anni e 2 mesi di reclusione, con la restituzione di 240mila euro, ovvero quanto Manganaro avrebbe intascato come tangenti. Invece Fabio Damiani non collabora con la giustizia ma dal carcere ha appena scritto una lettera ai magistrati a sua discolpa. E molti dei nomi e cognomi citati da Damiani corrispondono a quanto confessato da Manganaro. Fabio Damiani spiega di ritenersi vittima di un sistema che altri, non lui, hanno creato. Ed in tale sistema l’ingerenza della politica è totale, e lui, Damiani, non intende pagare per tutti. E indica i “tutti”, ovvero persone al vertice della classe politica regionale, rappresentanti di partito e assessori di giunte di governo, che con la sanità e grazie alla sanità avrebbero acquisito consenso elettorale e posizioni di potere, confermando che “in Sicilia con la sanità non ci si cura ma si mangia”. Dunque Fabio Damiani scrive delle pressioni politiche per le nomine ai vertici di ospedali e aziende sanitarie, o per favorire un’impresa piuttosto che un’altra, tra incontri e scontri, di cui lui, Damiani, sarebbe stato testimone diretto. Indagini a riscontro sono in corso e sono attesi sviluppi.

 

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Musumeci annuncia: “La Sicilia sarà ancora zona arancione. Firmata un’ordinanza che chiude tutti i negozi la domenica e i giorni festivi. I dettagli.

La Sicilia sarà confermata zona arancione. Così ha annunciato il presidente della Regione. Nello Musumeci è stato a colloquio telefonico con il ministro della Salute, Roberto Speranza, e riferisce: “Ho sentito il ministro Speranza che mi ha anticipato la decisione di rinnovare la propria ordinanza per tutte le zone arancioni in Italia, fissando per la prossima settimana un primo confronto tecnico per una nuova valutazione del rischio nella Regione”. Nel frattempo Musumeci ha firmato un’ordinanza per limitare le occasioni di contagio nei giorni domenicali e festivi quando saranno chiusi tutti i negozi, ad eccezione di farmacie, parafarmacie, tabaccherie ed edicole e del domicilio per i prodotti alimentari, dei combustibili per uso domestico e per riscaldamento. E il governatore spiega: “Lo dobbiamo agli operatori della sanità che stanno dimostrando una capacità di intervento senza precedenti, ma lo dobbiamo anche a tutti gli operatori economici che stanno affrontando un momento difficile e, in definitiva, lo dobbiamo a noi stessi, perché bisogna ritornare a una vita il più possibile normale nei tempi che la pandemia impone”. Ancora Musumeci ha annunciato che “nelle prossime giornate proseguiremo con il monitoraggio degli indici di contagio, con la valutazione di misure di contrazione della mobilità extra-regionale, con l’adozione di protocolli di contenimento condivisi con gli Enti locali, e con screening a tappeto nelle categorie. Dobbiamo fare tutti la nostra parte – ha aggiunto – e noi non possiamo fare finta di niente di fronte a comportamenti individuali che troppe volte sembrano improntati a una mancanza di responsabilità. Il presidente della Regione ha il dovere di garantire il difficile equilibrio tra diritto alla salute e diritto alla socialità. Serve tempestività, ma soprattutto rigore scientifico. Servono controlli per garantire effettività alle misure. Ciò che non serve, lo dico con rispetto di ogni opinione, sono le polemiche che tendono a dividere le Istituzioni. Faccio mio il messaggio di unità del presidente Mattarella – ha concluso Musumeci – e voglio essere interprete, garantendo, come abbiamo fatto fin dall’inizio della emergenza sanitaria, decisioni che siano frutto di analisi e condivisione”.

1.871 nuovi positivi al Covid19 registrati in Sicilia nelle ultime 24 ore, su 11.470 tamponi effettuati;
40 i decessi, che portano il totale a 1.055.e

Con i nuovi casi salgono a 33.581 gli attuali positivi con un incremento di 1.479. Di questi 1.772 sono i ricoverati, 4 in piu’ rispetto a ieri: 1.532 in regime ordinario e 240 in terapia intensiva lo stesso numero di ieri. In isolamento domiciliare sono 31.809. I guariti sono 352.

I nuovi positivi divisi per provincia:

Palermo: 512,

Catania 441,

Messina 264, Ragusa

192, Trapani 166,

Siracusa 77,

Agrigento 84,

Caltanissetta 74,

Enna 61.

Smart working, didattica a distanza, riduzione della vita mondana e decentramento delle sedi lavorative sono alla base del calo che la domanda di case in affitto sta subendo negli ultimi mesi.

L’emergenza Covid-19 ha infatti trasformato lo stile di vita di molte persone, costringendole in casa sia per il lavoro che per il tempo libero.

Una circostanza che di fatto ha reso superflua la ricerca di case in affitto da parte di studenti e lavoratori fuori sede come avveniva prima dell’emergenza sanitaria.

La risposta dei proprietari a questo rapido cambiamento di tendenza è stato un conseguente calo dei prezzi, soprattutto nelle più note città del mondo.

Basti pensare a New York, dove il valore dei canoni è calato dell’11% rispetto al 2019 o a Londra, dove gli affitti sono diminuiti dell’8,1%.

Un trend che non ha risparmiato neanche le grandi città italiane, che hanno dovuto adeguarsi proponendo formule contrattuali  e tariffe più favorevoli per gli inquilini.

Si tratta di un momento storico, dunque, in cui cercare casa in affitto è più vantaggioso rispetto al passato.

Seppur possa risultare dispersivo, a primo impatto, individuare la giusta soluzioni in città così grandi come Milano, Roma, Torino e Catania, in realtà il compito può rivelarsi più semplice del previsto.

Esistono infatti siti internet dedicati alla ricerca di casa in affitto, in grado di agevolare la ricerca e la conclusione dell’accordo rimanendo comodamente a casa.

Tra i portali di annunci spicca l’offerta di ZappyRent affitti privati, che consente alla domanda e all’offerta di incontrarsi attraverso un sistema di proposte organizzate in base alla città e ad altri specifici parametri come la fascia di prezzo, il quartiere, la formula abitativa.

Selezionando la città d’interesse, è possibile circoscrivere la ricerca zoomando l’area di riferimento nell’apposita mappa della città o selezionando la fascia di prezzo degli affitti in base al proprio budget.

In questo modo verranno visualizzate solo le offerte più idonee alle proprie necessità.

Eseguendo questa operazione per la città di Milano, ad esempio, si evince facilmente che sono disponibili trilocali in affitto a poco più di 1.000 Euro al mese, fino a raggiungere i 1.550 Euro mensili in quartieri più centrali.

Anche a Roma i prezzi si presentano molto convenienti, con trilocali proposti al prezzo di 850 Euro nelle zone più periferiche e 4.000 Euro in quelle più vicine al centro città.

A Catania, infine, i prezzi dei trilocali partono da un minimo di 342 Euro per giungere a un massimo di 800 Euro.

Visita di cortesia al sindaco di Agrigento, Franco Miccichè, del nuovo comandante della Capitaneria di Porto Empedocle, Fabio Serafino. Il Comandante di Fregata si è insediato lo scorso 11 settembre subentrando al parigrado Gennaro Fusco che è stato a Porto Empedocle per oltre due anni. E’ stata l’occasione, oltre che per i reciprochi auguri di buon lavoro, anche per cominciare a mettere le basi di una proficua collaborazione visto che Agrigento si affaccia sul mare e quindi vi sono competenze che s’incontrano. Nei prossimi giorni saranno concordati nuovi incontri più tecnici e allargati a Demanio marittimo e Forestale.

Ad Agrigento diverse segnalazioni di presenza di topi in città hanno spinto l’amministrazione comunale ad avviare una campagna straordinaria di derattizzazione intensiva in tutti i territori comunali abitati. Il medicinale verrà rilasciato nei luoghi in cui gli animali si riproducono o sono stati avvistati. Naturalmente si raccomanda alla popolazione a prestare la massima attenzione, soprattutto per i bambini e gli animali domestici.

112 nuovi casi covid nell’Agrigentino a fronte dei precedenti 57. Tamponi oltre 300, quindi un positivo ogni tre tamponi effettuati.

Come ormai consuetudine, l’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento ha diffuso il bollettino “covid” al mattino di oggi. E i dati, ovviamente, si riferiscono alla giornata di ieri. E ieri i casi di contagio da coronavirus nell’Agrigentino sono quasi raddoppiati rispetto ai 57 del giorno precedente. Infatti, adesso sono stati 112, dunque una impennata della curva dei contagi. Tale dato dei 112 contagiati è ancora più preoccupante allorchè i test molecolari effettuati sono stati 378, e dunque il rapporto tra positivi e tamponi è quasi di un positivo ogni tre tamponi. I pazienti in più ricoverati in ospedale sono 5, per un totale a consuntivo di 56 persone in degenza ordinaria, e 6 in terapia intensiva. Sono invece 103 i contagiati assistiti a domicilio. I guariti sono 17. Uno è deceduto. Gli aumenti più rilevanti si registrano ad Agrigento, più 12, per un totale complessivo di contagiati a 87. Poi a Canicattì più 14, a fronte di 180 casi complessivi. A Palma di Montechiaro più 15, per complessivi 80 infetti. Poi, ancora secondo il bollettino dell’Azienda sanitaria provinciale, ad Aragona più 3 contagiati per un totale di 41, a Camastra più 1 per 25 complessivi. A Campobello di Licata più 4 per 27 in totale. A Grotte aumento di 2 malati per complessivi 32. A Montevago più 1 per 12 in totale. A Porto Empedocle più 7 per 29. A Racalmuto più 1 per 12, a Ravanusa più 4 infetti per un totale di 23 casi. Ed ancora a San Giovanni Gemini più 1 per 12. A Santa Elisabetta più 2 per 8. A Santa Margherita di Belice più 3 per 49 casi a consuntivo. A Sciacca più 6 nuovi infettati e attualmente sono 44. Ed è risultata positiva al tampone rapido la sindaca di Montallegro Caterina Scalia. Dall’inizio della pandemia, per la prima volta, è un amministratore locale ad essere colpito dal virus. Caterina Scalia ha annunciato dal suo profilo facebook di essere positiva ad un primo controllo dopo aver avvertito i primi sintomi della malattia. E tra l’altro ha scritto: “Siamo in attesa del risultato del tampone molecolare ma credo sia giusto condividere con ognuno di voi quello che sta accadendo. Rientro in quella categoria di lavoratori che oggi vive in prima linea la situazione di emergenza, sono giornalmente a contatto con molte persone e nonostante le mille precauzioni sono sempre stata consapevole del rischio a cui andavo incontro. La preoccupazione è tanta, ma ho sempre svolto il mio lavoro con devozione e responsabilità. Oggi verranno effettuati gli interventi di sanificazione degli uffici comunali. Invito le persone che sono venute in contatto con me alla prudenza e a mantenere il distanziamento sociale. Nessuno è immune. Ognuno di noi ha la responsabilità di preservare la salute dei propri familiari e amici, vi invito quindi alla prudenza e a rispettare le norme vigenti”.

La Banca del cordone ombelicale di Sciacca individuata dalla Regione Siciliana per la conservazione del vaccino anti covid che dovrebbe arrivare sul mercato nel prossimo mese di gennaio. Adesso, il nodo da sciogliere è quello legato al mantenimento degli 80 gradi sotto zero durante la distribuzione. Ma qui entrano in gioco le aziende del freddo della Sicilia che si sono prontamente offerte per questo importantissimo e indispensabile lavoro. La Phizer, proprio ieri, ha confermato che il siero verrà immesso sul mercato mondiale proprio subito dopo la fine delle festività natalizie.