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Nel corso di una affollatissima assemblea virtuale, a cui hanno partecipato quasi tutti i soci titolari di strutture ricettive, Settimio Vinti è stato eletto all’unanimità presidente dell’Abba, l’Associazione bed and breakfast, edizione 2021. Il presidente uscente, Carmelo Cantone, dopo la relazione conclusiva di fine mandato, ha salutato tutti i soci ringraziandoli per il privilegio a lui concesso per ben 5 anni di guidare la prestigiosa associazione che raggruppa le strutture ricettive della città di Agrigento. “Lascio un’associazione attiva, vivace e dinamica – ha sottolineato Cantone – nella certezza che raggiungerà mete ancora più alte nell’importante settore del Turismo”. Il nuovo Consiglio direttivo è composto da: Consiglieri : Giorgia Erriù confermata,
Tesoriera, Brunella Landri,
Ottavio Mezzano,
Gisella Notonica neo Segretaria,
Rosy Di Matteo
e Arianna Nicosia vicepresidente.

 

Infermiere aggredito al pronto soccorso del San Giovanni di Dio di Agrigento.
Il sindacato agguerrito: “Siamo arrivati a un punto di non ritorno  – dice il segretario territoriale Salvatore Terrana – oltre all’emergenza legata al covid 19 gli operatori sanitari si trovano a dover fronteggiare il rischio di continue minacce e aggressioni che rendono le giornate lavorative un incubo. L’infermiere colpito con un pugno al volto si era mostrato disponibile e non aveva avuto alcun atteggiamento che potesse creare stati di tensione o irritazione. È intollerabile che nel bel mezzo di una pandemia si debba pure rischiare la vita a causa di un sistema sanitario che è in forte difficoltà. Come Nursind ci costituiremo parte civile in tutti i processi in difesa degli infermieri aggrediti, ma chiediamo ai vertici di tutte le aziende sanitarie di intervenire duramente e adottare tutte le misure necessarie a garantire la massima sicurezza ai lavoratori in questa fase così difficile e delicata”.

Operazione “Skanderbeg” –  In corso a Catania una maxi operazione antimafia con 101 indagati. 400 carabinieri stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip, derivante da una inchiesta della Procura distrettuale che ha permesso di infliggere un duro colpo alla roccaforte del traffico e dello spaccio di sostanze stupefacenti, sotto il diretto controllo di Cosa Nostra.
Dalla DDA e dall’Arma dei Carabinieri giunge notizia di come si sia riusciti ad attaccare e annientare 12 imponenti piazze di spaccio radicate nel quartiere di San Giovanni Galermo, da sempre centro nevralgico della vendita e dello spaccio catanese.

Le 101 persone indagate, destinatarie dell’ordinanza di custodia cautelare, sono accusate di associazione di tipo mafioso, associazione per delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, con l’aggravante del metodo e della finalità mafiosa, e per detenzione illegale e porto di armi da fuoco.

Secondo la Dda “le diverse squadre che gestivano le piazze di spaccio godevano di una chiara autonomia sotto il profilo della competenza territoriale e della gestione organizzativa, ma agivano comunque sotto il diretto controllo del gruppo Nizza aderente alla famiglia di Cosa nostra catanese dei Santapaola-Ercolano, che imponeva ai ‘capi piazza’ il rifornimento esclusivo dello stupefacente dal medesimo gruppo dei costi e i quantitativi di droga da acquistare”.

Erano in due a minacciare con un’arma da taglio il dipendente della stazione di servizio di via Madonna dell’Aiuto, a Canicattì, nella mattinata di ieri, durante una rapina, intimandogli di consegnare l’incasso che ammontava a circa 500 euro.

I due malviventi, una volta raccolto il denaro, sono scappati.
Immediata è stata la chiamata al commissariato agrigentino, che hanno inviato sul posto due pattuglie che dopo aver sentito il dipendente della pompa di benzina, hanno analizzato le immagini di video-sorveglianza.

Dopo il viadotto Petrusa, ad Agrigento è imminente la restituzione al transito della Galleria Spinasanta. Sarà il vice ministro ai Trasporti, Giancarlo Cancelleri, a tagliare il tanto atteso nastro mercoledì prossimo, sul posto, alle ore 11. Nel pomeriggio invece Cancelleri sarà impegnato in Prefettura in una conference call con sindaci e Anas sull’opera stradale Gela – Castelvetrano. Oggi il vice ministro compie un sopralluogo lungo la statale 640, in territorio di Caltanisetta, per l’apertura del nuovo viadotto Salso e dello svincolo – innesto per l’A 19. Infine, venerdì prossimo, Cancelleri compirà un sopralluogo lungo la statale 121, la Agrigento-Palermo, per l’apertura di nuovi tratti in territorio Palermitano.

Un migrante positivo al covid è attualmente ricercato dopo essere fuggito da un’ambulanza del 118 diretta in ospedale. L’uomo ha strattonato medico e infermiere e si è dileguato nei pressi di contrada Consolida. Il migrante è stato a bordo della nave quarantena Rhaposdy, ha avvertito un malore, è stato trasportato in ospedale dove non è stato ritenuto necessario il ricovero, è ritornato in ambulanza a Porto Empedocle dove nel frattempo la nave si è spostata in rada, e allora è stato diretto nuovamente in ospedale. Prima di giungere al “San Giovanni di Dio” la fuga.

Antonello Giarratano, componente del Comitato tecnico scientifico della Regione siciliana, è intervenuto nel merito della questione sull’effettivo numero dei posti covid in Sicilia. Ed ha affermato: “Senza entrare nel merito dei criteri previsti dal ministero per identificare i posti letto di area critica intensiva, a noi nel Comitato tecnico scientifico risultano sicuramente operativi in Sicilia, e dedicati ai pazienti Covid19, 344 posti letto intensivi quindi con ventilatore, monitoraggi, sistemi infusionali e specialista in anestesia e rianimazione dedicati, di cui 242 occupati. Il dato dei posti letto intensivi occupati da pazienti Covid 19 è in linea con i dati che sono in nostro possesso della rete nazionale Siaarti. La programmazione prevede di raggiungere il 30 novembre 416 posti letto che il Cts ha approvato, sempre nella convinzione che le necessarie attuali restrizioni appiattiscano la curva di crescita del contagio”.

Il ministero invia ispettori e agenti del Nas per verificare il numero dei posti letto covid. Le repliche di Razza e Musumeci, convocati in Commissione da La Rocca Ruvolo.

Il ministero della Salute ha disposto l’invio di personale tecnico e agenti dei Carabinieri del Nas in Sicilia, in merito alla disponibilità di posti letto ospedalieri e di terapia intensiva dopo il caso “La Rocca”. L’assessore alla Salute Ruggero Razza, in conferenza a Catania, ha replicato così: “Ho sentito il Ministero e ho detto ‘guardate che è il caso, concordemente, nell’ambito del principio della reale collaborazione, che assieme ai Nas si faccia un immediato controllo di tutto quello che è stato caricato sulle nostre piattaforme. Si è creata una polemica surreale. E’ surreale perché non riguarda la veridicità dei dati, non si mette in dubbio che ciò che è stato caricato effettivamente sulle piattaforme corrisponde a ciò che è disponibile, ma si utilizza un ‘non detto’ per valutare come se ci fosse la volontà di realizzare un dato diverso”. Nel frattempo, il presidente della Regione, Nello Musumeci, ha sottolineato: “La Sicilia è governata da persone perbene. E questo dovrebbe averlo già capito il ministro Francesco Boccia. Abbiamo chiesto noi a Roma, ormai una settimana addietro, che si mandino dieci-cento ispettori per fare chiarezza sulla gestione dei numeri nella gestione dell’epidemia in Sicilia: non temiamo alcun controllo e mettiamo così fine a ogni tentativo di speculazione. Per noi leale collaborazione istituzionale significa questo”. E come sa Boccia non ci siamo mai sottratti al rispetto di questo principio. Stiamo vivendo una terribile pandemia, un’emergenza sanitaria mondiale senza precedenti, nella quale salvaguardare vite umane dovrebbe essere in politica il primo impegno di tutti, anche in Sicilia, al di là delle appartenenze. L’appello all’unità d’intenti del capo dello Stato per noi è molto chiaro. Spero lo sia per tutti” – conclude. Ancora nel frattempo, la presidente della Commissione Sanità ha convocato per domani, martedì, in audizione urgente l’assessore Razza e il presidente Musumeci. Margherita La Rocca Ruvolo spiega il perché della convocazione così: “Preme innanzitutto chiarire se il messaggio vocale con cui il dirigente La Rocca invita con veemenza i manager di Asp e ospedali a caricare sulle piattaforme Cross e Gecos i dati sui posti letto da attivare in Sicilia, siano delle pressioni finalizzate ad evitare restrizioni da parte del governo nazionale rappresentando però una situazione non corrispondente alla realtà o se sia, invece, un modo per accelerare l’attivazione dei posti letto previsti dalla pianificazione ospedaliera anti Covid perché forse aveva notato dei ritardi da parte delle aziende. Se qualcuno ha delle responsabilità è giusto che se le assuma”.

Questa mattina il giovane canicattinese, Carmelo Pontillo di 26 anni, ha perso la vita in un grave incidente stradale sulla statale 122 “Agrigentina” all’altezza del chilometro 27,800, in località Canicattì, quando il veicolo si è ribaltato.

Sul posto sono intervenute le squadre Anas, i Vigili del Fuoco, la Polizia Stradale e il personale del 118 per gli accertamenti della dinamica e per ripristinare la circolazione in sicurezza nel più breve tempo possibile.

Dopo esser stato trasportato al pronto soccorso per essere stabilizzato in attesa dell’arrivo dell’elisoccorso, che lo ha trasferito all’ospedale Civico di Palermo, Carmelo Pontillo, è deceduto per le gravi lesioni riportate.

Nuova emergenza rifiuti in Sicilia per i casi Bellolampo e Alcamo. Nel frattempo l’assessore regionale Alberto Pierobon non esclude gli inceneritori.

La Sicilia è tormentata da una nuova emergenza rifiuti. Quasi 50 Comuni, tra cui Palermo, sono con la spazzatura in strada a causa della chiusura delle discariche di Bellolampo, dove non è ancora disponibile la sesta vasca, e di Alcamo. L’assessore regionale ai servizi primari, Alberto Pierobon, ha autorizzato un conferimento straordinario in un impianto pubblico e altri impianti di trattamento sono in fase di autorizzazione. E Pierobon punta il dito contro la discarica di Bellolampo, dove sono ricorrenti i problemi, e afferma: “Purtroppo non esiste una bacchetta magica per problemi che si trascinano da anni. Su Bellolampo pesano gli effetti nefasti di una gestione molto carente e di una raccolta differenziata che non decolla. A Palermo la differenziata è inchiodata al 20%. Se l’impianto continua a ricevere il doppio di quanto potrebbe, tutto si fa difficile. Con questi numeri non ci sono discariche che tengano o possano mai bastare. Sono contento che molti sindaci abbiano compreso che, dove la raccolta differenziata procede spedita, i disagi sono stati minimi o nulli. Tanti amministratori stanno sposando questo processo di cambiamento e di rispetto delle regole nonostante i disagi, siamo felici e questo ci dà una carica in più”. Per tanti anni, nella gestione dei rifiuti, il privato è prevalso sul pubblico, coltivando spesso speculazioni e interessi illeciti. La Regione adesso ha deviato la rotta dal privato verso il pubblico, almeno nelle intenzioni. E l’assessore Pierobon spiega: “Noi abbiamo lavorato senza demonizzare i privati ma convinti che servisse riequilibrare il rapporto pubblico-privato, che al mio arrivo era molto sbilanciato. Parliamo di una incidenza dei privati di circa il 90 per cento contro il 10 del pubblico. Non abbiamo fatto sconti a nessuno, abbiamo stanziato in giunta 150 milioni di euro per impianti pubblici, inaugurando e potenziando quelli esistenti. Dove abbiamo rilevato una inerzia delle Srr, il governo Musumeci si è sostituito inviando i commissari. Abbiamo sostenuto i Comuni nel potenziare la differenziata che è salita al 40 per cento ed è raddoppiata in pochi anni, e in questo modo abbiamo ridotto i flussi in discarica di quasi 300mila tonnellate di rifiuti in due anni. Sono dati oggettivi, risultati raggiunti partendo praticamente da zero”. Tuttavia, nel frattempo, le discariche si esauriranno. E Pierobon conferma l’ipotesi degli inceneritori. Le sue parole: “Non è per niente esclusa ed è tutto contenuto nel piano rifiuti varato dal governo Musumeci che recepisce in toto le regole europee, per le quali le discariche devono essere residuali e si punta alla differenziata”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)