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Arresti nel capoluogo siciliano, da parte dei finanzieri impegnati in un nuovo colpo al giro di scommesse illegali. Finisco in manette a vario titolo, 15 persone, accusate di associazione a delinquere finalizzata all’esercizio abusivo delle scommesse e truffa ai danni dello Stato, nonche’ di trasferimento fraudolento di valori. Dei 15 arrestati, 6 finiscono in carcere e 9 agli arresti domiciliari.

L’operazione che ha fatto scaturire gli arresti, la “All in si gioca” – coordinata dal procuratore aggiunto della Dda Salvatore De Luca – segue a quella dello scorso giugno. Con lo stesso provvedimento il gip ha disposto il sequestro preventivo di 6 agenzie di scommesse, che si trovano a Palermo e in provincia di Napoli, per un valore complessivo stimato di circa un milione di euro. Sono in corso perquisizioni in casa e negli uffici degli indagati tra la Sicilia e la Campania.

Con queste nuove indagini i finanzieri del Gico del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Palermo hanno ricostruito la complessa ed articolata presunta rete di persone fisiche e giuridiche che si e’ occupata della diffusione e della gestione della raccolta illegale delle scommesse. Le indagini hanno fatto emergere la presenza di due distinte associazioni a delinquere parallele, entrambe con a capo Salvatore Rubino. Sarebbe stato lui a costruire la rete commerciale illecita con la quale venivano raccolte giocate per almeno 2,5 milioni di euro al mese, come emerso da alcune intercettazioni telefoniche.

Secondo la Guardia di Finanza, la raccolta illegale delle scommesse avveniva attraverso lo schermo di agenzie che operavano regolarmente in forza di diritti connessi a concessioni assegnate dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Secondo le indagini, i gestori di agenzie abilitate alla raccolta lecita di scommesse “da banco”, in accordo con gli indagati, alimentavano parallelamente un circuito illecito accettando scommesse in contanti dai clienti che venivano convogliate su “conti gioco” intestati a soggetti terzi mediante l’utilizzo di piattaforme straniere illegali.

La Corte d’Assise d’Appello ha confermato la sentenza di condanna emessa dal Tribunale di Agrigento l’11 luglio del 2019, quando il giudice per le udienze preliminari del Tribunale, Francesco Provenzano, ha inflitto 30 anni di carcere ciascuno a due romeni domiciliati a Naro, Vasile Lupascu, 44 anni, e il figlio Vladut Vasile Lupascu, 19 anni, imputati, e giudicati in abbreviato, dell’omicidio di Pinau Constantin, 37 anni, massacrato a colpi di zappa e bastone l’8 luglio del 2018, e del tentato omicidio della moglie di Constantin, ferita nell’agguato. I familiari della vittima sono parte civile.

A Canicattì, nel centro abitato, in via dei Bancari, nottetempo, intorno all’una, i Carabinieri del Nucleo operativo radiomobile della locale Compagnia hanno sorpreso tre malviventi intenti a rubare gasolio da un furgone Iveco parcheggiato in strada. I tre, che avevano già asportato circa 20 litri di carburante versati in una tanica, hanno tentato la fuga ma i militari li hanno rapidamente raggiunti, bloccati e condotti in Caserma. Tutti e tre, di 31, 35 e 41 anni, sono pluripregiudicati per reati contro il patrimonio. Sono stati denunciati a piede libero per tentato furto aggravato in concorso alla Procura della Repubblica di Agrigento.

Ad Agrigento l’associazione ambientalista MareAmico segnala che è in corso la formazione di una maxi discarica lungo la strada di contrada Maddalusa. Claudio Lombardo afferma: “Non si tratta più del maleducato isolato, ma qualcosa di organizzato sta inquinando la strada di Maddalusa a pochi metri dal mare. Diversi automezzi ogni giorno depositano sfabbricidi, resti di giardinaggio e rifiuti vari in questa zona che fa parte del Parco della Valle dei Templi

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L’attacco di Lupo, Pasqua e Fava che insistono per la rimozione dell’assessore Razza. Il contrattacco del presidente Musumeci: “Operazione politica”.

Domani, mercoledì 25 novembre, all’ordine del giorno dell’Assemblea Regionale vi è la mozione di censura contro l’assessore regionale alla Sanità, Ruggero Razza, presentata da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e “Cento passi”. Nel frattempo i tre capigruppo Giuseppe Lupo, Giorgio Pasqua e Claudio Fava, insistono nella richiesta di rimozione dell’assessore Razza a seguito del caso delle chat del dirigente Mario La Rocca. Lupo, Pasqua e Fava dichiarano: “Razza è il colpevole dell’incapacità del sistema sanitario regionale di reagire al Covid e per questo deve andare a casa. Da Razza c’è stato un atteggiamento di assoluta irresponsabilità. La Sicilia è diventata arancione per il mancato rispetto dei 21 parametri previsti da un decreto varato 7 mesi fa: l’assessore e il presidente Musumeci fingevano stupore per quella decisione ma l’indice Rt era alto, i tamponi erano insufficienti come le terapie intensive, sub intensive e i posti letto, ed era saltato il tracciamento. Oggi le terapie intensive vanno verso il collasso con un’occupazione del 40%. Musumeci ha consentito l’occupazione del 100% di tutti i posti a sedere nei mezzi di trasporto: quella decisione ha causato l’esplosione del contagio. I manager li hanno scelti Musumeci e Razza e se ritengono che ci siano direttori così poco reattivi e consenzienti a questa operazione di falsificazione vanno rimossi. Il punto non è l’audio di La Rocca, qui la politica deve agire di conseguenza. Si facciano i nomi alla Procura, e i manager che non sono all’altezza di gestire con rigore questa fase vadano a casa. Il tracciamento nei casi di Covid-19 in Sicilia è saltato e questo porterà l’isola a diventare zona rossa. Musumeci e Razza ci hanno messo in zona arancione e hanno ricondotto questa situazione a famigerate ‘ragioni politiche’ da parte del governo nazionale, ma la verità è che il sistema sanitario regionale è stato incapace di reagire alla diffusione del Covid ed è così che è nata la zona arancione. Razza aveva il tempo e la possibilità di organizzare il sistema sanitario ma non lo ha fatto. L’Isola ha un problema enorme e il colpevole è l’assessore alla Salute, che deve andare a casa” – concludono Lupo, Pasqua e Fava. Nel frattempo, immediata è stata la replica del presidente Musumeci. Le sue parole: “Smettiamola con queste stupide operazioni politiche, l’opposizione deve dimostrare di esistere e quindi ricorre a tutti i mezzi. Noi andiamo avanti, dritti come un treno. Non possiamo lasciarci distrarre. Mentre la gente muore, rischia di morire e continua a far ricorso agli ospedali, non possiamo abbandonarci a inutili polemiche. Speriamo di poter allargare le misure, ma non dipende da noi, dipende essenzialmente dalla condotta collettiva di ciascuno di noi. L’obiettivo è sicuramente quello di consentire una boccata d’ossigeno alle imprese economiche siciliane”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Una ventina di migranti, di nazionalità tunisina, è riuscita a scappare dalla nave quarantena Rhapsody dove erano in sorveglianza sanitaria anti Covid. L’imbarcazione era attraccata alla banchina di Porto Empedocle (Ag) per fare rifornimento di carburante e, in attesa dell’arrivo del traghetto di linea da Lampedusa (Ag) con 34 migranti trasferiti dall’hotspot, ha aperto il portellone. Cosi’ i tunisini si sono precipitati fuori.

La Guardia di finanza ha già acciuffato parecchi fuggitivi e le ricerche – ad opera di polizia e finanzieri – vanno avanti in tutta l’area portuale. Appena qualche giorno addietro, sempre dalla stessa nave quarantena, un altro gruppetto di tunisini erano riuscito a scappare calandosi dalla nave con una scala di corda . (ANSA).

In Via Atenea, ancora cambio di circolazione.
L’esperimento fatto in questi giorni e legato alla crisi conseguente all’emergenza Covid-19, alla luce anche delle nuove direttive impartite dal presidente della Regione Nello Musumeci, hanno spinto il sindaco Miccichè e la sua giunta ad apportare dei correttivi agli orari della Ztl alla via.

Da venerdì prossimo, quindi, via Atenea resterà chiusa al traffico automobilistico dalle 10,30 alle 12,30 e nel pomeriggio, dalle 17,30 alle 20,30. Negli altri momenti, compresa la domenica, la Ztl non sarà operativa e quindi la via sarà aperta al traffico automobilistico.

1.249 i nuovi positivi al Covid-19 registrati in Sicilia nelle ultime 24 ore, su 7.712 tamponi effettuati;

41 i decessi, che portano il totale a 1.227.

Con i nuovi casi salgono a 37.913 gli attuali positivi con un incremento di 751. Di questi 1.847 sono i ricoverati, 7 in piu’ rispetto a ieri: 1.604 in regime ordinario e 243 in terapia intensiva con due in piu’ rispetto a ieri. In isolamento domiciliare sono 36.066.

I guariti sono 457.

I nuovi positivi divisi per province:

Palermo 413,

Catania 434,

Messina 45,

Ragusa 160,

Trapani 14,

Siracusa 101,

Agrigento 4,

Caltanissetta 44,

Enna 34.

La Camera di Commercio di Agrigento partecipa a “Eccellenze in digitale 2020 – 2021”, la nuova edizione del progetto di Unioncamere supportato da Google, che si propone di aiutare le imprese italiane a potenziare le competenze dei propri lavoratori. Un primo corso di formazione è in programma domani, martedì 24 novembre, dalle ore 9:30 sul tema: “La trasformazione digitale al tempo del Coronavirus”. L’iniziativa, in ambito nazionale, intende formare gratuitamente almeno 30mila persone, tra imprenditori, dipendenti, collaboratori e tirocinanti, sulle competenze digitali di base e sull’uso di strumenti sempre più essenziali per superare la seconda ondata di una pandemia che ha colpito con forza le aziende italiane.