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“Due miliardi al mese”

Secondo lo Svimez la Sicilia durante il lockdown ha perso più di 2 miliardi di euro al mese. I ritardi sul prodotto interno lordo e nella ripresa. Il dramma occupazione.

Secondo l’ultimo rapporto dello Svimez, appena presentato, la crisi scatenata dalla pandemia covid è costata alla Sicilia il 6,9 per cento del Pil, il prodotto interno lordo, che è tuttavia meno della media del sud Italia, con il meno 9 per cento, e della media nazionale, con il meno 9,6 per cento. Dunque è un dato positivo? No, perché, come si legge nel report, “quella siciliana è un’economia regionale meno coinvolta negli interscambi commerciali interni ed esteri, e perciò è più al riparo dalle ricadute economiche della pandemia”. In termini più semplici, il lockdown in primavera è costato in Sicilia due miliardi di euro al mese e l’Isola perde meno rispetto al resto d’Italia solo perché ha meno da perdere, ma si riprenderà più lentamente rispetto ad altre regioni, mentre la crisi la pagano i più deboli del mercato del lavoro: le donne, i giovani e i precari. Il dato più negativo è che la Sicilia non avrà un “rimbalzo” dell’economia nel 2021, quando in Sicilia si prevede una crescita dello 0,2 per cento, a fronte del 3,8 cento della media nazionale, trainata dal Nord, ma peggio anche di altre regioni del Sud, come la Campania, più 1,6, e la Puglia, più 1,7 per cento. Piove sul bagnato. Sì perché le conseguenze della pandemia aggravano l’impoverimento e la stagnazione che ha colpito la Sicilia negli ultimi 12 anni: con la crisi del 2008-2014 la Sicilia ha perso il 14 per cento del prodotto interno lordo, e negli anni successivi è cresciuta dello 0,7 per cento, meno anche della media del sud Italia, che è al 2,5 per cento. Più nel dettaglio, per comprendere l’impatto del lockdown per contenere i contagi del covid, lo Svimez ha calcolato che durante le chiusure della primavera la Sicilia ha perso 2,1 miliardi di euro al mese di valore aggiunto, che si traducono in circa 420 euro al mese per ciascun cittadino. Un altro macigno si è abbattuto pesante e devastante sul lavoro. Come già anticipato dalla recente relazione semestrale della Banca d’Italia, anche secondo lo Svimez la Sicilia ha subito un diminuzione del numero di occupati di 34mila unità. I più danneggiati da ciò sono i giovani e le donne. L’occupazione dei giovani, in particolare, nel sud Italia è calata del 12 per cento, e si stima che molti troveranno le porte del mercato del lavoro chiuse anche nei prossimi mesi.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

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