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“Covid”, allarme in Sicilia

 

Apprensione e panico tra i sindaci a fronte della progressione del coronavirus. E il Movimento 5 Stelle invoca gli ispettori dal ministero: “Situazione sfuggita di mano”.

Ancora perché la Sicilia è stata bollata come zona “arancione” nel Dcpm del 3 novembre scorso. Al perché risponde su Facebook il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, presidente dell’Anci Sicilia, l’Associazione dei Comuni. E Orlando ribadisce: “Il governo nazionale sulla base di criteri scientifici ha ritenuto che le nostre strutture sanitarie non fossero adeguatamente attrezzate per sostenere l’aumento progressivo dei contagi. Siamo in zona arancione perché il nostro sistema sanitario potrebbe non reggere l’impatto di altri ricoveri per Covid, mettendo a rischio la vita di tantissime persone. Bisogna prendere atto – aggiunge Orlando – che questa decisione produce danni alle imprese e ai lavoratori, perciò ribadisco che occorre fare presto con gli aiuti e i ristori nei confronti di quanti subiscono danni a garanzia della salute di tutti. Faccio appello al senso di responsabilità di tutti per salvare così decine di vite umane”, conclude il sindaco. Ancora nel frattempo, la progressione del virus in Sicilia preoccupa anche i sindaci di provincia, come il sindaco di Canicattì, Ettore Di Ventura, che non usa mezzi termini e afferma: “La comunità è nel panico”. Di Ventura, raccogliendo i timori provenienti dalle famiglie e dal personale scolastico, ha scritto una lettera all’assessorato alla Sanità. E il sindaco agrigentino scrive: “La comunità è comprensibilmente presa dal panico e, nonostante i continui aggiornamenti sulla situazione sanitaria in città e le varie rassicurazioni, chiediamo ulteriori provvedimenti che possano essere utili a rallentare questa ondata di contagi. Chiedo di effettuare una valutazione congiunta per l’attivazione di ulteriori misure restrittive nell’ambito del territorio comunale dal momento che, come risaputo, la città di Canicattì è importante centro nevralgico di scambi e spostamenti per tutto l’hinterland. E poi è necessaria la tempestiva attivazione di uno screening di massa per appurare la reale situazione soprattutto nelle scuole, a partire dal primo ciclo” – conclude. Toni di apprensione e di allarme sono usati anche dai deputati del Movimento 5 Stelle nella Commissione Sanità, i quali ritengono che la situazione sia sfuggita di mano al presidente Musumeci ed all’assessore Razza, e invocano gli ispettori in Sicilia inviati dal ministero. Giorgio Pasqua, Francesco Cappello, Salvatore Siragusa e Antonio De Luca affermano: “A parole i posti letto per gli ammalati Covid ci sono in tutta la Sicilia, peccato, però, che nei pronto soccorso stazionino decine e decine di pazienti in attesa di ricovero e si prospetti la chiusura di numerosi reparti ospedalieri per far posto ai contagiati. A breve la Sicilia potrebbe non essere più in grado di garantire i servizi di cura ordinari. Le immagini dei pazienti visitati dentro le ambulanze in coda davanti ai pronto soccorso parlano chiaro, non si può attendere oltre. Il commissario Covid per la provincia di Palermo, Renato Costa, sostiene che siamo di fronte ad uno tsunami. Concordiamo: il problema è che il terremoto che lo ha provocato è avvenuto a marzo. C’era tutto il tempo per correre ai ripari e approntare quei posti letto che a quanto pare ci sono solo sulla carta”.

 

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