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Covid, numeri e interventi

Tra sabato e domenica 1095 nuovi positivi in Sicilia. Efficace il “drive in” per i tamponi allestito alla Fiera di Palermo. Musumeci: “Ridurre mobilità e pressione sugli ospedali”.

I contagiati in Sicilia dal coronavirus sono 15.324. Tra sabato e domenica vi è stato un aumento di 1.095 nuovi positivi su 8.547 tamponi effettuati. 16 i morti, e complessivamente sono 518. 1.131 sono i ricoverati, tra 999 in regime ordinario e 132 in terapia intensiva, e tra sabato e domenica vi sono stati 10 ricoveri in terapia intensiva in più. I guariti sono 197. I nuovi positivi sono così distribuiti per province: 277 in più a Palermo, Catania 316, Messina 106, Trapani 10, Ragusa 82, Siracusa 100, Agrigento 110, Enna 49, Caltanissetta 45. Nei prossimi giorni, anche in altre località della Sicilia, sarà replicata l’esperienza del “drive in” con tamponi antigienici, quindi più rapidi, così come è stata organizzata alla Fiera di Palermo dove sono stati individuati e isolati circa 300 soggetti positivi. Nel caso in cui il test rapido riveli il contagio, si procede subito con il tampone molecolare. Se la positività è confermata interviene il Dipartimento Prevenzione dell’Azienda sanitaria secondo i protocolli vigenti. Nel frattempo, nella prospettiva di un nuovo Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri su nuove misure restrittive, le Regioni, i Comuni e le Province hanno partecipato ad un confronto con il Governo Conte. A rappresentare la Sicilia sono stati il presidente Musumeci e l’assessore regionale alla Sanità, Ruggero Razza. Musumeci ha ribadito due priorità: ridurre la mobilità e la pressione sugli ospedali. E il presidente spiega: “C’è una condivisione di fondo tra tutti i livelli amministrativi dello Stato: la drammatica situazione che in tutta Europa sta condizionando la vita di milioni di persone. La nostra posizione è uniforme a quella di tutte le Regioni italiane. Due le priorità che poniamo: la riduzione della mobilità e l’adozione di piani terapeutici/farmacologici per l’assistenza al domicilio, limitando così la pressione sugli ospedali. Più cresce la mobilità delle persone più crescono le probabilità di contagio. Per questo motivo stiamo valutando la possibilità, assieme alle altre Regioni ed al governo centrale, di ridurre ogni occasione di movimento non proprio necessario. Altra priorità resta la riduzione della pressione sui Pronto Soccorso ospedalieri dei positivi o di quelli che temono di esserlo. Serve quindi più collaborazione da parte della medicina di base affinché si intervenga nel domicilio di chi ne ha necessità” – conclude il governatore.

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