Home / 2020 / Ottobre (Pagina 8)

Si fingono pescatori ed invece trasportano migranti. Per questo motivo la procura della Repubblica di Agrigento, guidata dal dott. Patronaggio, ha predisposto una serie di servizi di osservazione all’interno della acque nazionali.

Il reparto operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di stanza a Lampedusa ha provveduto ieri a fermare un motopesca battente bandiera tunisina. Le Fiamme Gialle, dopo i controlli, hanno trovato all’interno del motopesca 15 migranti, tra cui alcuni bambini, pronti a sbarcare sull’Isola di Lampedusa su due barchini, in acqua, che venivano trainati.

Nel corso dell’operazione la Guardia di Finanza ha posto in stato di fermo il comandante del motopesca, un pluripregiudicato di 39 anni e un membro dell’equipaggio di 50 anni con l’accusa di favoreggiamento della immigrazione clandestina e nello stesso tempo hanno sequestrato il motopesca.

Oggi, il Gip del Tribunale di Agrigento, dovrebbe convalidare l’arresto per i due tunisini.

 

 

 

 

La Forze dell’Ordine continuano imperterrite il lavoro capillare lavoro per confermare che vengano rispettati tutti i protocolli del nuovo Dpcm (che possa piacere o meno…).

Ieri, personale delle Forze dell’Ordine, ha inflitto una multa di 400 euro ad un dipendente di un supermercato di Villaseta perchè, durante il canonico controllo, veniva beccato senza mascherina all’interno del locale.

Lunedi scorso, invece, in via Atenea, la Polizia Locale agrigentina ha richiamato verbalmente un commerciante il quale dopo avere abbassato la saracinesca alle 18 per la chiusura della sua attività, ha pensato bene di alzare al massimo il volume del suo impianto musicale, in segno di protesta. Da qui l’intervento dei Vigili che sono riusciti a portare tutto nella normalità.

 

 

“Salviamo i servizi di ristorazione, è possibile tutelare la salute dei cittadini senza mettere in ginocchio un intero settore, soprattutto in regioni come la Sicilia. Il Dpcm del governo ha dimenticato la realtà siciliana, la cui economia uscirebbe massacrata dalla decisione scellerata di chiudere ristoranti e bar alle 18, orario in cui nel nostro territorio i servizi di ristorazione cominciano ad attrarre clientela.

Realtà locali come il Trentino si sono opposte alle politiche totalitarie di Conte e compagni: chiediamo al presidente Musumeci di sfruttare anche noi i margini di autonomia di cui gode la nostra Regione per salvare le nostre attività, tutelando allo stesso tempo la salute dei cittadini, dal momento che un governo che vive su Marte non è in grado di farlo. La Regione batta i pugni e impedisca all’esecutivo di prendere decisioni contro la volontà dei siciliani, sfruttando a pieno i poteri concessi dallo Statuto regionale”.

Lo afferma in una nota Alessandro Pagano, deputato siciliano della Lega e vice Capogruppo alla Camera

Aumentano nuovamente i casi positivi in Sicilia. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 860 nuovi casi ed effettuati 7.324 tamponi.

Purtroppo si registrano anche dieci vittime. I nuovi guariti, invece, sono 61. Le persone attualmente positive in regione sono 11.734. I pazienti ricoverati sono 830, 55 in più rispetto a ieri. Sono 103, invece, quelli ricoverati in terapia intensiva (+5).

Ed ecco i numeri nei Comuni capoluogo: Agrigento 30, 45 a Caltanissetta, 196 a Catania, 15 a Enna, 53 a Messina, 345 a Palermo, 35 a Ragusa, 30 a Siracusa e 138 a Trapani.

A meno di una vera e propria ecatombe il dott. Santo Pitruzzella andrà a ricoprire il ruolo di presidente dell’Ordine dei Medici ed Odontoiatri della provincia di Agrigento.

Pitruzzella, originario di Favara, ha passato 44 dei suoi 70 anni a svolgere il medico di Medicina Generale ed è stato anche specialista  Anestesista.

Un vero e proprio plebiscito i voti che ha ottenuto grazie anche ad una lista che si preannunciava già molto forte. Quasi mille i voti, per l’esattezza 986, che lo hanno proclamato primo eletto, distanziando di oltre cento voti il secondo classificato, il dott. Giuseppe Amico

Adesso, per avere il nuovo consiglio direttivo, si attenderà la riunione prevista nei prossimi giorni. Come detto, se non ci saranno colpi di scena, Santo Pitruzzella non dovrebbe avere problemi a ricoprire la carica di presidente provinciale.

E il sindaco di Agrigento, Franco Miccichè, è stato il primo a congratularsi con Santo Pitruzzella per il risultato ottenuto nel corso delle votazioni. In proposito ha dichiarato: “Complimenti al collega Santo Pitruzzella per l’ottimo risultato ottenuto. Anche io domenica scorsa sono andato a votare nella sede dell’Ordine dove, per l’occasione, sono stato festeggiato dai colleghi per la mia elezione a primo cittadino”.

 

 

“Sig. Procuratore, abbiamo atteso mesi nella speranza che si avesse qualche notizia sulla scomparsa dei supporti telematici dell’Appuntato Calogero Pulici, contenenti i verbali di interrogatorio di un collaboratore di giustizia, coperti da segreto investigativo” – scrive Giuseppe Ciminnisi, Coordinatore Nazionale Familiari Vittime di mafia dell’Ass. ‘I Cittadini contro le mafie e la corruzione’.

“Non si tratta certamente del caso dell’agenda rossa del giudice Borsellino, né del mistero della scomparsa del fascicolo del processo per la strage in cui fu ucciso il giudice Rocco Chinnici, ma la scomparsa di supporti telematici contenenti informazioni top secret sulla caccia a Matteo Messina Denaro da uno dei più importanti uffici della Procura di Palermo, pone comunque inquietanti interrogativi.

I fatti, come Lei ben sa, risalgono al 2015, quando a seguito di un’indagine che vide coinvolti  due magistrati (Marcello Viola e Teresa Principato) che davano la caccia al latitante, l’appuntato della Guardia di finanza Calogero Pulici, assistente della Principato, venne allontanato dagli uffici della procura.

Prosciolto Viola e assolta la Principato per quello che era soltanto uno scambio di informazioni tra due magistrati visto che era “processualmente accertato un continuo rapporto di collaborazione e di scambio di atti tra le Autorità Giudiziarie di Trapani e Palermo, Pulici subì altri processi riportando ben sette assoluzioni.

Tra le accuse mosse – continua Ciminnisi – anche quella di aver consegnato nell’ottobre 2015, all’allora capo della Procura di Trapani, Marcello Viola, un pc e pendrive contenenti i verbali di interrogatorio di un collaboratore di giustizia, coperti da segreto investigativo.

Lo scorso anno è emerso il particolare della scomparsa del pc e  delle due pendrive che contenevano tutti i file delle attività di indagini sulla latitanza di Matteo Messina Denaro  e che erano di proprietà dell’appuntato. Supporti informatici contenenti atti d’indagine, scomparsi misteriosamente  dalla stanza della Dottoressa Principato.

A distanza di cinque anni, non è dato sapere chi e perché si impadronì di quegli atti d’indagine che, a seguito di quanto emerso a Caltanissetta nel corso del processo nei confronti di Matteo Messina Denaro per essere stato tra i mandanti delle stragi del ’92, potrebbero oggi avere particolare rilevanza, visto che il processo ha aperto a nuove ipotesi investigative sulla genesi delle stragi di Capaci e di via D’Amelio, sui depistaggi avvenuti prima e dopo gli attentati e sui possibili mandanti esterni.

Considerato che dopo cinque anni non risulta ufficialmente si sia arrivati a individuare un colpevole del grave gesto, né a recuperare i supporti informatici trafugati da un ufficio della procura – conclude Ciminnisi – consapevole del Suo impegno e determinazione nel dirigere una procura in prima linea, qual è quella di Palermo, un lavoro non certo facile, mi trovo a chiederLe, qualora non sia già avvenuto, che voglia far avviare – o sollecitare – accurate indagini, affinchè venga fatta piena luce e si risalga ai responsabili di un gesto gravissimo avvenuto all’interno di quello che per noi cittadini rappresenta il Tempio della Giustizia e che dovrebbe essere un luogo sicuro.”

La partecipazione al concorso è riservata a tutte le ragazze di età compresa tra i 16 e i 22 anni che risiedono nella provincia di Agrigento o sono legate al territorio da interessi stabili come studio o lavoro, il regolamento integrale è pubblicato sul sito www.missagrigento.it .

Le selezioni si svolgono ad Agrigento e per parteciparvi basta contattare l’organizzazione al numero telefonico 0922 25 019 o mandare un messaggio su WhatsApp al n. 328 10 80 801 e dureranno fino a quando non si selezioneranno 14 ragazze che accederanno alla fase finale. La sfilata è prevista tra il 27 e il 30 dicembre 2020, la data precisa verrà fissata non appena si saprà con certezza cosa prevederanno le norme ANTICOVID, tuttavia le finaliste registreranno per tempo il video delle sfilate individuali, effettuate senza presenza di pubblico, e poseranno
anche per i fotografi accreditati, mantenendo rigidamente osservate le distanze suggerite dalle norme vigenti, il materiale video e fotografico verrà trasmesso da emittenti locali e sui canali web di Miss Agrigento.

E’ prevista una sezione teenagers, riservata alla ragazze di età compresa tra i 13 ei 15 anni, che si esibiranno in una versione meno impegnativa che assegnerà la fascia di “MISS AGRIGENTO TEENAGER 2020”.

La giuria sarà formata, per metà, da personalità della cultura, arte e spettacolo l’altra metà da ragazze che hanno partecipato alle precedenti edizioni della kermesse e sarà presieduta dalla Professoressa Alessia Cilona, docente universitaria. L’organizzazione è affidata a Mario Pardo coadiuvato dai fotografi Giuseppe Spoto e Lillo Arcieri.

“Dagli elementi del quadro probatorio in atti emerge che il Clemente ha mostrato una condotta totalmente incompatibile con la volontà di partecipare ad una presunta associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti”.
Così ha replicato l’avvocato Salvatore Butera, difensore del 27enne nel corso della discussione finale alle accuse mosse dalla DDA di Palermo nei confronti di Clemente Marco Davide, tratto in arresto lo scorso 4 marzo nell’ambito dell’operazione “KERKENT”.
Nei confronti di Clemente Marco Davide è stata chiesta la condanna a 14 anni di reclusione poiché ritenuto partecipe alla presunta associazione che avrebbe operato tra Villaseta e zone limitrofe.
Come si ricorderà, su istanza degli avv. Salvatore Butera e Marco Aloisio all’imputato sono stati concessi gli arresti domiciliari in luogo della custodia in carcere in ragione del regolare percorso lavorativo svolto e della regolare condotta tenuta successivamente ai fatti contestati.
Il processo per tutti gli imputati che hanno scelto il rito abbreviato verte verso la fase finale.

“È giunto il momento di usare il nostro Statuto speciale, che ci pone in una condizione di autonomia non solo per quelli che sono i privilegi ma per quelle che sono le prerogative che la Sicilia deve saper rappresentare e utilizzare a cospetto dello Stato centrale. Ribadisco che la nostra Regione è uno Stato nello Stato. Forse chi è al Governo dimentica troppo spesso questo dato di fatto. Pertanto, rispetto al settore della ristorazione, delle pasticcerie, dei bar e servizi affini, la soluzione per chiudere alle ore 24 piuttosto che alle 18 è a portata di mano e con il buonsenso e la sinergia istituzionale, le soluzioni si trovano, basta volerlo”. Lo afferma il Sindaco di Messina, Cateno De Luca che per l’occasione annuncia una diretta streaming dalla sua pagina Facebook, De Luca Sindaco di Messina, oggi a partire dalle ore 19:00, per spiegare al meglio le proposte attuative.