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“Esprimiamo apprezzamento per il risultato ottenuto, al quale anche l’Anci Sicilia ha dato il proprio contributo attraverso una proficua interlocuzione con il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, con la  ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, con la vice ministra dell’economia, Laura Castelli, con il ministro per le Autonomie e per gli  Affari regionali, Francesco Boccia e con il ministro per il Sud e per la Coesione territoriale,  Giuseppe Provenzano”. Questa la dichiarazione del presidente dell’ANCI Sicilia, Leoluca Orlando a commento dell’inserimento nel cosiddetto “Decreto Ristori” (art. 31), firmato ieri dal Governo, della norma che permette alle Regioni a statuto speciale di utilizzare le quote accantonate e vincolate del risultato di amministrazione senza operare la nettizzazione del Fondo Anticipazione Liquidità.

“Chiediamo adesso alla Regione – conclude il presidente Orlando  – di assegnare le risorse ai Comuni siciliani stretti da emergenza sanitaria e da una gravissima crisi economica e sociale”.

A comunicarlo è il sindaco di Agrigento Franco Miccichè come orma fa ogni sera attraverso il collegamento sui social.

Sono sette i nuovi casi in città che portano a 36 i nuovi positivi nel Comune capoluogo. Dei sette due persone sono ricoverate, una al San Giovanni di Dio e al Sant’Elia di Caltanissetta.

“C’è un aumento seppur lieve dei contagi a livello familiare – dice il sindaco – ed è l’evoluzione quasi normale di contatti avvenuti con precedenti contagiati. Voglio rassicurare la città però non bisogna abbassare la guardia”.

La Commissione Tributaria Regionale di Palermo  ha accolto il ricorso in appello  proposto da una agrigentina difesa dall’Avv. Margherita Bruccoleri, avverso una cartella di pagamento di oltre 10.000,00 notificata da Riscossione Sicilia spa, per il mancato pagamento di  tariffe di smaltimento rifiuti   IMU e altro

Più precisamente, nell’anno 2016 Riscossione Sicilia notificava alla sig.ra C.S. una cartella  di pagamento che veniva immediatamente impugnata innanzi la Commissione Tributaria di Agrigento con il patrocinio dell’Avv. Margherita Bruccoleri,perché ritenuto illegittima

La Commissione Tributaria di Agrigento accoglieva solo in parte il ricorso proposto, ritenendo così dovute parte delle somme richieste.

Cosicchè la sig.ra C.S. , assistita dall’Avv. Margherita Bruccoleri si rivolgeva alla Commissione Tributaria Regionale di Palermo, evidenziando come nessuna delle somme richieste era dovuta

In effetti il Giudice di appello dopo ha accertato l’illegittimà e la non debenza di tutte le somme richieste, ed  accogliendo la tesi difensiva dell’Avv. Bruccoleri , ha accertato e dichiarato che le somme oggetto della richiesta di pagamento, non erano state pagate   perché non dovute

L’Avv. Margherita Bruccoleri ha dimostrato che Riscossione Sicilia spa non avrebbe dovuto notificare la cartella di pagamento che per tale ragione è stata annullata e pertanto l’agrigentino non dovrà pagare l’importo di oltre 10.000,00.

Riscossione Sicilia è stata condannata al pagamento delle spese legali per il giudizio di primo e di secondo grado del giudizio.

L’imprenditore Nino Di Maggio, proprietario dell’imbarcazione denominata “ La Quarta Isola”, è stato assolto dall’accusa di avere provocato il pericolo di naufragio.

La “Quarta Isola” è un’imbarcazione autocostruita assai nota nelle Pelagie per avere ospitato anche rinomati personaggi della musica e dello spettacolo.

Il proprietario Nino di Maggio, titolare di un cantiere nautico e costruttore dell’imbarcazione, un quadrimarano su due livelli, era stato tratto in un giudizio con l’accusa di avere provocato, ad avviso della Guarda Costiera, il pericolo di naufragio per avere imbarcato nel corso di una serata danzante fuori porto circa 160 persone, rispetto alle 90 che l’imbarcazione era abilitata a trasportare.

I fatti risalgono all’estate 2016, e il processo ha preso le mosse da un’informativa a firma dell’allora Comandante della Capitaneria di Porto di Lampedusa, secondo la quale l’imprenditore avrebbe imbarcato circa 160 persone a bordo dell’imbarcazione in tal modo esponendoli al pericolo di naufragio.

Il difensore dell’imputato, Avv. Angelo Farruggia, ha sostenuto che non vi fosse prova della compresenza di 160 persone a bordo, poiché la Capitaneria si era limitata ad osservare da lontano l’imbarcazione, senza procedere alla identificazione dei soggetti presenti sulla stessa.

In ogni caso, ha sostenuto il difensore, le caratteristiche tecniche dell’imbarcazione, non verificate dalla Capitaneria, per dimensioni, forma e peso, erano tali che anche nell’ipotesi in cui fossero stati presenti 160 persone, anche per le ottime condizioni meteo, non poteva configurarsi alcun pericolo di naufragio.

La tesi sostenuta dalla difesa ha trovato piena conferma in una perizia tecnica disposta dal Tribunale,  affidata all’Ing. Guagenti.

Il Tribunale di Agrigento, in persona del Dott. Sciarrotta, quindi, accogliendo le istanze del difensore, ha assolto l’imprenditore perché il fatto non sussiste.

“E’ in atto una vera e propria speculazione silenziosa sugli alberghi italiani in crisi e sulle piccole e medie imprese del settore ricettivo. In queste settimane molte strutture alberghiere italiane in difficoltà economica, dalla Sicilia al Veneto, stanno ricevendo proposte da parte di intermediari di fondi internazionali di investimento. La crisi dovuta al coronavirus potrebbe favorire anche la criminalità organizzata. L’Europa lo impedisca”.

A denunciarlo è l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Ignazio Corrao che, con una interrogazione alla Commissione Europea espone il problema del rischio di speculazioni finanziarie e dell’infiltrazione della criminalità organizzata nelle acquisizioni delle strutture alberghiere e ricettive in ginocchio a causa degli effetti economici della pandemia da Covid-19.

“E’ evidente – spiega Corrao che si stanno attivando grandi cordate nazionali e internazionali che speculano sulla crisi per rafforzare la concentrazione il loro potere economico ed eliminare la concorrenza. Un momento pericolosissimo per la tenuta del nostro sistema turistico che rischia di perdere per sempre i suoi pezzi pregiati. Inoltre, esiste il rischio concreto che tali acquisizioni avvengano da parte di soggetti contigui alla criminalità organizzata di stampo mafioso. In tale contesto, molte strutture, in assenza di tutela e supporto economico adeguato, soprattutto in vista di una seconda ondata pandemica e il connesso rischio di ulteriore lockdown, potrebbero decidere di cedere”.

“La crisi causata dalla pandemia si è abbattuta sul settore alberghiero italiano, causando il crollo delle prenotazioni (circa 6,8 milioni di presenze in meno solo in Sicilia), degli introiti, con il rischio di fallimento per molte strutture. Nell’ultima settimana di ottobre è addirittura prevista, in alcune zone della Sicilia, la chiusura dell’80% delle strutture. In tutto ciò, l’Europa ha fatto poco o nulla per sostenere il settore. Per questo ho sottoposto la questione alla Commissione UE, spingendola a vigilare ed intervenire con un supporto economico al settore alberghiero, combattendo il fenomeno speculativo e contrastando l’infiltrazione mafiosa” – conclude Corrao.

Con ricorso proposto innanzi al TAR Sicilia Palermo, la sig.ra Cavallo Sara Silvana, candidata alla carica di consigliere comunale di Gela e prima dei non eletti della lista “Avanti Gela” (collegata al candidato sindaco sconfitto Spata), ha sostenuto che l’Ufficio Centrale non avrebbe correttamente determinato il premio di maggioranza e che, conseguentemente, la stessa avrebbe dovuto essere proclamata eletta in luogo dell’avv. Adriana Romina Morselli.
L’avv. Morselli si è costituita in giudizio, con il patrocinio degli avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, chiedendo il rigetto del ricorso.
Frattanto, il legislatore regionale con l’art. 3 della l.r. n. 6 del 3 marzo 2020 ha espressamente previsto – ai fini dell’attribuzione del premio di maggioranza-  una nuova di modalità di arrotondamento dei seggi favorevole alla sig.ra Cavallo. Sulla base della predetta ultima norma, il ricorso avrebbe dovuto essere accolto.
Di contro, in assenza della norma in parola, ovvero di declaratoria di sua illegittimità costituzionale, il ricorso avrebbe dovuto essere rigettato atteso l’orientamento granitico della giurisprudenza amministrativa, favorevole all’avv. Morselli.
Con apposita memoria, gli avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia – nell’interesse dell’avv. Morselli – hanno chiesto al TAR Sicilia Palermo di sospendere il giudizio e di sollevare una questione di legittimità costituzionale in ordine alla suddetta norma di interpretazione autentica.
In particolare, con tale memoria, è stato rilevato che la suddetta norma è stata emanata al fine di interferire con le funzioni costituzionalmente riservate al potere giudiziario e, in particolare, al fine di determinare “fatalmente” l’esito della controversia a favore di una parte (Cavallo) e a discapito dell’altra (Morselli). E’ stato, altresì rilevato che la suddetta norma è stata adottata in assenza di ragioni oggettive idonee a giustificare l’effetto retroattivo ed ha innovato l’art. 4 comma 6 della l. r. 35/1997, attribuendogli un significato diverso da quello testuale, così come interpretato dalla giurisprudenza. A sostegno dei suddetti assunti, sono stati citati precedenti della Corte Costituzionale e della Corte Europea dei diritti dell’Uomo.
Il TAR Sicilia Palermo sez. I – Presidente dott. Calogero Ferlisi, Relatore dott. Roberto Valenti-, condividendo gli assunti degli avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia ha sospeso il giudizio e dichiarato rilevanti e non manifestamente infondate la questioni di legittimità costituzionale della suddetta norma.
In particolare, il TAR ha rilevato che la suddetta norma di interpretazione autentica “appare del tutto irrazionale” – giacchè adottata “in assenza dei presupposti per un intervento chiarificatore” – e si pone “in contrasto con il principio di ragionevolezza enucleabile dall’art. 3 comma 2 della Cost. in quanto, lungi dall’esplicitare una possibile variante di senso della norma interpretata, incongruamente le attribuisce un significato non compatibile con la sua formulazione, così ledendo la coerenza e la certezza dell’ordinamento giuridico”.
Il TAR ha, inoltre, evidenziato come la suddetta norma viola l’art 24 Cost. – giacchè “è destinata ad incidere a vantaggio di una delle due parti del giudizio pendente, precludendo la stessa autonomia della funzione giurisdizionale assegnata al giudice amministrativo (art. 103 Cost.)” – e si pone, altresì, in contrasto con “il principio del giusto processo di cui all’art. 111 Cost. declinato sotto il profilo della parità di trattamento tra tutte le parti processuali…La nuova disposizione normativa “interpretativa” è stata emanata, rispetto ad una norma risalente al 1997, solo a seguito dello svolgimento delle consultazioni amministrative del 2019 e financo dopo la proposizione dei giudizi elettorali pendenti, vertenti sulla medesima questione di diritto sui cui è successivamente intervenuto il legislatore regionale: …all’atto dell’approvazione della legge contestata i suoi destinatari erano immediatamente e aprioristicamente individuabili, tanto dal Legislatore regionale, quanto dalla Pubblica Amministrazione”.
Per effetto dell’ordinanza del TAR Sicilia Palermo, il giudizio rimarrà sospeso fino alla pronuncia della Corte Costituzionale e frattanto l’Avv. Morselli continuerà a ricoprire la carica di Consigliere Comunale di Gela.

Il magistrato Silvana Saguto è stato condannato a otto anni e sei mesi di reclusione. Così ha deciso il Tribunale di Caltanissetta a seguito del processo dove il magistrato è accusato di avere gestito le nomine degli amministratori giudiziari dei patrimoni sequestrati e confiscati alla mafia in modo poco cristallini decidendo le nomine in cambio di denaro e favori.

Dunque si chiude la prima fase del cosiddetto “Sistema Saguto”; il Tribunale di Caltanissetta, nell’ambito dello stesso procedimento, ha anche condannato il marito della Saguto, Lorenzo Caramma, a sei anni e due mesi di reclusione.

 

Il mondo imprenditoriale agrigentino, perde un’altra delle sue figure di spicco della storia recente. Si è spento, all’età di 87 anni, Pasquale Mirabile, Cavaliere del Lavoro e fondatore nella prima metà degli anni ‘70, insieme ai tre fratelli, del gruppo imprenditoriale che si occupava di diversi settori, dalla distribuzione alimentare ai trasporti postali fino alla raccolta dei rifiuti. In particolare, il Cavaliere Mirabile, si era occupato in prima persona della sua azienda che curava il settore della distribuzione per conto di grandi marchi come Alemagna e Algida. Si è poi dedicato ai trasporti per conto di Poste italiane fino a collaborare insieme agli altri fratelli Mirabile, al comparto legato ai rifiuti incentrando i suoi sforzi sul territorio di Sciacca dove ha anche fondato la Sam, azienda che si occupa di riciclo dei rifiuti. Imprenditore noto ed apprezzato, Pasquale Mirabile, ha dato un contributo importante alla crescita socio-economica del territorio. Lo scorso aprile, al termine di una lunga malattia, era venuto a mancare il fratello Antonio. Per la scomparsa del Cavaliere Mirabile, i dipendenti della Sea hanno espresso il loro cordoglio ricordando la sua figura come “un uomo dalla grande disponibilità e caratura umana ed imprenditoriale”

Ancora elevato i numeri di casi positivi Covid 19 in Sicilia. Nelle ultime 24 ore ore sono 708 e dieci le persone decedute. Attualmente nell’isola sono 12.188 i positivi per un totale di 19.033 casi dall’inizio della pandemia.

Il bollettino del Ministero della Salute comunica altresì che è cresciuto il numero dei ricoverati che oggi risultano essere 787. Aumentano anche i pazienti ricoverati in terapia intensiva che sono 111.

Ed ecco adesso i dati nei Comuni capoluogo: Palermo 228, Catania 173, Messina 24, Trapani 53, Ragusa 99, Siracusa 42, Agrigento 80, Caltanissetta 9.

Un alunno positivo, alla media Balsamo di Castrofilippo. Tale circostanza costringe a tutto il personale, oltre che tutti gli alunni della scuola, a sottoporsi a tamponi per verificare se sussistono altri casi positivi.

Il sindaco di Castrofilippo, Franco Badalamenti, fino al 2 novembre ha chiuso tutti i plessi scolastici del piccolo Comune agrigentino affinchè nei locali vengano effettuati interventi di sanificazione, igienizzazione e disinfezione.

A Licata, il sindaco ha disposto la chiusura di tre istituti scolastici (fino a nuove disposizioni) in quanto un operatore della scuola e due alunni sono risultati positivi al coronavirus.

Si tratta dell’istituto Marconi, del Quasimodo e Dino Liotta.