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Sono 85 i nuovi positivi registrati in Sicilia nelle ultime 24 ore. Salgono così a 3.247 gli attuali positivi e passano a 353 i ricoverati in ospedale.

Sono 24 quelli in terapia intensiva,  324 i ricoveri in regime ordinario e 2.894 sono i pazienti in regime di isolamento domiciliare.

I tamponi eseguiti sono stati, pero’, solo 3.498. Anche oggi si registrano due nuove vittime, una donna di Trapani di 95 anni e una di Catania di 80 anni, che portano il totale a 319. I guariti nelle ultime ore sono 7.

Per quanto riguarda la distribuzione territoriale, 3 i nuovi positivi ad Agrigento, 3 a Caltanissetta, 32 a Catania, 1 a Enna, 33 a Palermo, 6 a Ragusa, 3 a Siracusa, 1 a Trapani. 

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Il ciclista toscano Diego Ulissi si impone dopo uno sprint a tre nella gara disputata su 149 km da Alcamo ad Agrigento, con traguardo a Piazza Vittori Emanuele e vince dunque la seconda tappa del Giro d’Italia.
Il 24enne Filippo Ganna però conserva la maglia rosa guadagnata ieri a Palermo dopo la cronometro.

 

Un ulteriore gesto di vicinanza alle comunità coinvolte nell’assistenza ai migranti.

È questo il significato dell’emendamento al dl Agosto approvato in commissione bilancio Senato che prevede 3 milioni di euro ai comuni siciliani più coinvolti nella gestione dei flussi migratori durante l’emergenza coronavirus. Tra questi i comuni di Lampedusa, Linosa, Porto Empedocle e Caltanissetta.

I deputati Cimino, Martinciglio, Perconti, Sodano, Cancelleri e Pignatone, esprimono soddisfazione per il traguardo raggiunto, frutto di un percorso di lavoro che ha coinvolto i parlamentari di Camera e Senato, e che ha visto anche un incontro specifico col premier Giuseppe Conte che si è mostrato attento alle difficoltà dei comuni interessati dai flussi migratori.

Un contributo importante, da un punto di vista economico ma, soprattutto morale, sottolineano i deputati, che dimostrano come al fenomeno migratorio vadano date risposte concrete e non solo slogan pubblicitari.

In totale i comuni interessati saranno Lampedusa e Linosa, Porto Empedocle, Caltanissetta, Vizzini, Messina, Siculiana, Augusta e Pozzallo.

Le risorse destinate saranno utilizzate per fronteggiare le esigenze connesse al contenimento della diffusione del Covid-19 e garantire la regolare gestione, anche di natura sanitaria, dei flussi migratori.

L’obiettivo di questo emendamento è dare supporto a quei comuni che devono garantire al contempo la sicurezza dei cittadini e dei migranti, consapevoli che la gestione dei flussi migratori risulta ancora più complessa in questa delicata fase segnata dalla pandemia da Coronavirus.

Ovviamente, tale contributo non può e non deve essere considerata una risposta esaustiva al fenomeno migratorio ma un segno tangibile di vicinanza alle comunità locali, e un ulteriore passo verso la definizione di questo complesso fenomeno .

La Sicilia non può essere lasciata sola, perché ad oggi è proprio la Sicilia quella che sta pagando il prezzo più alto e di conseguenza, anche per i futuri atti normativi, sarà necessario dare un maggiore sostegno.

“Il portale allestito dalla Regione Siciliana per il click day è già andato in tilt. Stiamo ricevendo decine di segnalazioni di aziende che, entrate nel proprio profilo dove è caricata la domanda della propria azienda, trovano nomi di altre aziende, compresi dati sensibili, capitale sociale, riferimenti etc. In questo modo moltissime imprese che lunedì parteciperanno al click day, in sostanza cliccheranno per altre aziende e non per la propria. Alla Regione non risponde nessuno e il disastro annunciato ha già preso forma”. A denunciarlo è il capogruppo del Movimento 5 Stelle Giorgio Pasqua.

“Vi sono imprese – spiega Pasqua – che hanno caricato la loro domanda e oggi, entrando con ID riservato nella loro pagina, si trovano la domanda di altri. Il portale è andato in data breach, cioè di una violazione di sicurezza che comporta, accidentalmente o in modo illecito, la distruzione, la perdita, la modifica, la divulgazione non autorizzata o l’accesso ai dati personali trasmessi, conservati o comunque trattati. Una violazione dei dati personali che può compromettere la riservatezza, l’integrità o la disponibilità di dati personali. E’ un fatto gravissimo che testimonia la totale inaffidabilità del bando predisposto da Musumeci e dai  suoi assessori, che si sono incaponiti a voler proseguire su questa strada mentre nel resto d’Italia, l’erogazione dei bonus avviene tramite l’Agenzia delle Entrate. Evidentemente a Turano, Musumeci e soci, questo caos non dispiace. Non ci interessa sapere il perché, ma il risultato è quello dell’ennesimo disastro per le aziende che sono state messe in crisi dalla pandemia, hanno dovuto fare i salti mortali in termini di burocrazia per partecipare al bando e da lunedì, fatidica data del click, subiranno l’ennesima doccia fredda per avere a che fare con un sistema elefantiaco ed inefficiente. I deputati del M5S all’Ars hanno a più riprese chiesto una discussione in commissione Attività produttive, ma si sono visti rispondere picche, salvo una convocazione per il 7 ottobre, quando cioè il click day sarà avvenuto e qualsiasi discussione sulla proroga o modifica del bando sarà totalmente inutile. Anziché pensare a Pontida, Musumeci pensi ai siciliani”,   conclude Pasqua.

E’ bastata una perquisizione da parte dei Carabinieri del Nucleo Radiomobile nella casa di un 36enne agrigentino,S.P., nei pressi del campo sportivo, per arrestarlo ai domiciliari.

I Carabinieri, infatti, hanno trovato su precisa segnalazione dello stesso S.P. 64 grammi di marijuana che era custodina in una busta di cellophane. I militari inoltre hanno trovato anche 1500 euro la cui provenienza è da addebitare allo spaccio.

 

 

“E’ un giovane, è asintomatico. L’Asp mi ha comunicato purtroppo di un nuovo caso positivo. Ho chiamato il ragazzo è già in quarantena ma in realtà lo era già prima perchè aveva un sospetto. Dunque era in quarantena fiduciaria. Siamo in attesa dei risultato degli altri tamponi delle due persone coinvolte e preso daremo notizie.

Ovviamente le raccomandazioni non sono mai troppe. Responsabilità e non dimenticare mai la mascherina. Ormai dobbiamo conviverci”.

Lo ha dichiarato il sindaco di Favara Anna Alba con un post nella sua pagina di facebook.

In Sicilia il Covid 19 comincia a far ripreoccupare seriamente. Sono infatti 182 i nuovi casi positivi che fanno crescere il numero degli attuali casi a 2.761: 322 ricoverati con sintomi, 20 in terapia intensiva e 2.829 in isolamento domiciliare.

Sono 317 i deceduti, tre in più rispetto a ieri; 7.596 i casi totali e 4.108 i dimessi guariti, con un incremento di tamponi effettuati pari a 6.638. In provincia di Palermo sono 52 i nuovi casi, 42 a Catania, 28 a Trapani, 26 nella provincia di Caltanissetta, 11 a Messina.

Dare vita al “Next generation Sicily”, un piano strategico chiaro, condiviso e percorribile che permetta di essere proiettati e collegati all’Europa, partendo da quattro assi portanti: investimenti, infrastrutture, digitalizzazione, burocrazia. I Giovani imprenditori siciliani di Confindustria che, oggi, ad Agrigento, presso l’impianto “Empedocle” di Ecoface, si sono riuniti in occasione dell’incontro “Trasformazioni: uscire dal labirinto rompendo gli schemi”, non hanno dubbi: “Questa è l’ultima chiamata per la Sicilia – ha detto in apertura dei lavori il presidente Gero La Rocca – e non vorremmo raccontare ai nostri figli, magari fra dieci o vent’anni, che quando eravamo giovani la nostra regione ha avuto l’opportunità di rimettersi in piedi e noi non siamo stati in grado di fare le scelte giuste”. È per questo che gli imprenditori under 40 hanno chiamato a raccolta rappresentanti dei governi nazionale e regionale, economisti, esponenti del mondo delle associazioni, del credito e della cultura, per lanciare un messaggio chiaro e univoco: rimettere i giovani al centro dell’agenda politica, perché “noi – ha detto La Rocca – siamo i primi ad essere stati dimenticati. Siamo stati privati di alcuni diritti sanciti dalla nostra Costituzione, a partire dal diritto alla coesione e alla perequazione. Abbiamo assistito a un disinvestimento progressivo che ha condannato la Sicilia a un crescente ritardo rispetto alle altre regioni d’Europa. Non è più possibile andare avanti così. L’onda d’urto della pandemia ha investito tutti, ma la Sicilia così come l’intero Mezzogiorno, già sfiancati da una erosione economica e sociale permanente, si stanno trovando a gestire una scia di conseguenze pesantissime destinate a durare chissà ancora per quanto tempo”.

Da qui la proposta: “Creiamo un fronte comune. Diamo una forma più compiuta a un orientamento politico e intellettuale che oggi è già riconoscibile, al di là delle casacche indossate. Facciamo in modo che da questo fronte possa prendere vita un ‘Next generation Sicily’, perché sono questi i giorni e i mesi in cui dobbiamo unirci in uno sforzo comune, che parta dalla consapevolezza che fare crescere il Mezzogiorno rappresenta una enorme opportunità per tutto il Paese”.

Un pensiero condiviso e rilanciato dal presidente nazionale dei Giovani imprenditori di Confindustria, Riccardo Di Stefano, che ha sottolineato come ci sia bisogno “di un piano di investimenti concreti che colmi il divario tra Nord e Sud del Paese. Dal Mezzogiorno si può far partire il riscatto di un Paese in deficit di produttività e crescita duratura. Bisogna però investire sul nostro immenso potenziale, fare in modo che le risorse arrivino dove serve, a partire da un sistema di opere pubbliche e infrastrutture, senza le quali qualsiasi progetto di sviluppo è destinato a rimanere lettera morta”.

In questo senso, ha rilanciato La Rocca “diciamo a gran voce che i giovani siciliani meritano di essere allacciati anche fisicamente al continente. Anche questo è coesione e rispetto dei diritti di cittadinanza. Vorremmo anche noi poter prendere un treno e raggiungere in poche ore Napoli, Roma o Milano. Per questo chiediamo che non si tergiversi e si colga l’opportunità, forse unica, di procedere con una soluzione concreta e cantierabile per collegare le due sponde dello Stretto di Messina”.

I giovani imprenditori si sono quindi soffermati sull’idea di futuro che si vuole per la Sicilia: “Saranno necessarie precisione e accuratezza nell’individuare i settori su cui puntare per la nostra regione. Non possiamo immaginare di allocare le risorse con la logica approssimativa del click-day. C’è bisogno di capire cosa, esattamente, vogliamo che la Sicilia diventi”. Fari accesi anche sulla giungla normativa che presuppone infiniti passaggi e cavilli che “spingono – denunciano i giovani imprenditori – più verso un disimpegno che verso l’assunzione di responsabilità”, sul depauperamento delle competenze nella Pubblica amministrazione, che necessiterebbe di innesti giovani per rinvigorire un settore strategico della Regione, e sull’assenza di digitalizzazione, quando “una digitalizzazione spinta del sistema-regione consentirebbe di velocizzare i controlli formali sui documenti; darebbe la disponibilità di accesso alle pratiche all’interno di un unico database, eliminando la sgradevole abitudine di chiedere più volte lo stesso documento all’utente, magari a distanza di mesi; assicurerebbe più trasparenza e certezza nei tempi di risposta e nell’attribuzione di responsabilità in caso di inerzia e, cosa fondamentale, di ridurre al minimo il contatto tra utente e funzionari”. “Partiamo dall’attuazione delle norme già in vigore – è la richiesta degli imprenditori – perché è semplicemente assurdo che non si riesca a far rispettare regole che già prevedono tempi certi, poteri sostitutivi in caso di inerzia e provvedimenti sanzionatori nei confronti di funzionari inefficienti”.

Sollecitazione raccolta subito dal vicepresidente della Regione siciliana, Gaetano Armao, che ha sottolineato come la “semplificazione della pubblica amministrazione sia fondamentale e passi da tre assi: snellimento delle procedure, digitalizzazione e ricambio generazionale immediato senza il quale non riusciremo a raggiungere alcun obiettivo. Dobbiamo lanciare un piano straordinario di assunzioni di giovani dentro la pubblica amministrazione per introdurre quegli elementi di rottura che occorrono per la trasformazione reale”. Trasformazione che non può prescindere da un importante piano di investimenti come ha affermato il ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano, in collegamento video: “La priorità è rilanciare gli investimenti pubblici e privati e gli investimenti pubblici in primo luogo devono puntare a rendere il contesto più favorevole allo sviluppo, al lavoro e all’impresa. Questo significa infrastrutture e servizi, perché dove sta bene un cittadino sta bene anche una impresa”. “Dobbiamo parlare non di singoli progetti, ma avere una visione di insieme”, ha commentato il viceministro per le Infrastrutture e i Trasporti, Giancarlo Cancelleri. “Occorre – ha aggiunto – una collaborazione istituzionale che non deve vederci ai tavoli in maniera contrapposta. Dobbiamo dar vita a un piano per il Mezzogiorno che deve mettere la parola fine a quella questione meridionale di cui tutti hanno sempre parlato, ma che nessuno ha mai risolto”.

All’incontro, che ha visto la partecipazione straordinaria di Stefania Auci, autrice del best seller “I leoni di Sicilia” dedicato al successo imprenditoriale della famiglia Florio, e ha avuto il supporto dell’associazione “La strada degli scrittori”, progetto nato da un’idea di Felice Cavallaro, giornalista del Corriere della Sera, che ha così ribattezzato la SS 640, itinerario che attraversa la Valle dei Templi, unendo i luoghi vissuti dai grandi autori, hanno preso parte Stefano Ciafani, presidente di Legambiente; Giuseppe Cicero, direttore Area Imprese Sicilia di Intesa Sanpaolo; Ignazio Infantino, ricercatore Cnr e coordinatore nodo Sicilia del Comitato di competenza Artes 4.0; e Gianni Silvestrini, direttore scientifico Kyoto Club; Gaetano Aronica, presidente della Fondazione Teatro Pirandello di Agrigento; il teologo Rocco Gumina; Giuseppe Taibi, presidente Fai Sicilia; e Giulio Xhaet, partner Newton spa.