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Il disastroso e impietoso risultato elettorale registratosi a Raffadali da parte del candidato Domenico Tuttolomondo ha una sua precisa logica e ragionevolezza. Era pure preventivabile ed affonda le radici nei cinque anni precedenti nel quale il PD, invece di svolgere in consiglio comunale e nella città, una reale opposizione al sindaco Cuffaro, ha preferito disputare al proprio interno per svegliarsi solamente nell’ultimo periodo intestandosi alcune battaglie, già perse in partenza. Per la segreteria locale di Risorgimento Socialista adesso, alla luce di queste macerie, occorre rifondare profondamente il centro sinistra per tentare di contrastare la saga familiare che gestiste la cosa pubblica. Per i cittadini raffadalesi che hanno tributato l’amministrazione uscente, evidentemente, le cose vanno a meraviglia ( acqua, rifiuti, tasse, viabilità, servizi, etc..) e pertanto desiderano essere ardentemente governati in questo modo per altri cinque anni. Per quanti invece, continuano a pensarla diversamente, nonostante tutto, Risorgimento Socialista mette a disposizione le proprie energie per costruire l’alternativa anche in vista delle prossime elezioni regionali. Auguriamoci che adesso il Pd, una volta toccato il fondo, si svegli e svolga in pieno la sua funzione di opposizione consiliare per gli anni a venire, coordinata in consiglio dal candidato sconfitto, Tuttolomondo, cui va dato atto di essersi caricato la croce in una battaglia in parte già segnata fin dall’inizio. Nonostante Risorgimento Socialista, suo malgrado, sia stato messo fuori gioco volutamente da qualche capetto locale del Pd- scelta questa avallata pure dal deputato regionale di riferimento- e non  avendo partecipato quindi direttamente alla competizione elettorale con propri rappresentanti, si dichiara disponibile, fin da subito, al confronto e al dialogo per cercare di allestire una seria e dura opposizione all’attuale maggioranza che è innegabilmente forte nei numeri e nella sua rappresentanza.

Nel 1998, la signora M.A. ha acquisito la gestione di un posto ristoro, a carattere stagionale, sito in località Bovo Marina nel territorio del Comune di Montallegro su area demaniale marittima.
L’attività si è sempre svolta all’interno di uno stabilimento balneare costruito alla fine degli anni ’80 in legno ed elementi prefabbricati in cemento.
Tra il 2003 ed il 2005, la Ditta titolare ha ottenuto dalle competenti autorità amministrative i necessari titoli per poter eseguire dei lavori aggiuntivi al fine di migliorare e ampliare la struttura preesistente.
Tuttavia, a distanza di diversi anni, nel novembre 2016, la Soprintendenza di Agrigento, ha intimato l’integrale demolizione dello stabilimento balneare in questione, ritenendo che la struttura fosse priva di autorizzazione paesaggistica, in quanto scaduta, e comunque in difformità rispetto al progetto approvato.
Avverso l’ingiunzione alla demolizione, la signora M.A., con il patrocinio degli Avvocati Girolamo Rubino, Vincenzo Airo’ e Calogero Marino, ha promosso ricorso innanzi al Giudice Amministrativo per chiederne l’annullamento previa la sospensione dell’efficacia.
In particolare gli Avv.ti Rubino, Airo’ e Marino, hanno dedotto l’illegittimità dell’ordine di demolizione affermando che la validità dell’autorizzazione paesaggistica deve essere agganciata alla durata della concessione demaniale.
Parimenti, i predetti difensori hanno sostenuto che lo stabilimento balneare in questione, anche per la parte realizzata in cemento, fosse conforme ai titoli edilizi rilasciati in precedenza anche dalla stessa Soprintendenza.
In accoglimento delle difese degli Avv.ti Rubino, Airo’ e Marino il Giudice Amministrativo ha accolto la domanda cautelare sospendendo gli effetti dell’ordine di ripristino, così da poter consentire alla Ditta titolare di poter svolgere le diverse stagioni balneari che si sono svolte fino alla celebrazione del merito.
In sede di merito, il CGA sempre sulla scorta delle argomentazioni dei difensori della titolare dell’attività, ha disposto anche una apposita consulenza tecnica d’ufficio al fine di verificare le conformità dello stabilimento balneare in questione rispetto ai diversi titoli edilizi rilasciati nel tempo.
In esito alle risultanze della CTU, il CGA ha ritenuto che “non sono state riscontrate difformità urbanistiche in detto stabilimento”  e per tanto ha accolto le doglianze della titolare dell’attività, annullando l’ingiunzione alla demolizione intimata.
Per effetto della sentenza del CGA la signora M.A. potrà mantenere integro il proprio stabilimento, mentre la Soprintendenza di Agrigento dovrà pagare le spese legali e quelle per la consulenza tecnica.

I Sottoscritti Consiglieri Comunali Di Emanuele e Giuseppe Todaro  del Comune di Porto Empedocle, visto la preoccupazione di molti concittadini in merito alla richiesta di autorizzazione da parte di Icolen al Demanio di un’area dove verrà depositato materiale non pericoloso vicino la struttura Vetem,tengono a precisare che erano al corrente di codesta lettera per Conoscenza al Comune di Porto Empedocle ma non approfondendo la questione non potevano fare all’armismo alla città tutta, considerato che mercoledì C. M si terrà una Conferenza dei Capigruppo in cui i sottoscritti chiederanno il fascicolo all’Amministrazione, chiedere al Presidente del Consiglio di inserire questo Punto all’Ordine del Giorno  al primo Consiglio Comunale Utile, in deroga al regolamento del Consiglio comunale senza aspettare i Canonici 30 giorni. Di certo è una questione che interessa il Demanio ma l’Amministrazione 5 stelle cosa ne pensa?

San Biagio Platani che, su indicazione del ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, andrà a scegliere il nuovo sindaco e il nuovo consiglio comunale domenica 22 e lunedi’ 23 novembre. A essere interessati saranno comuni recentemente sciolti per mafia, ovvero per accertati condizionamenti da parte della criminalità organizzata, secondo quanto prevede l’articolo 143, comma 10, del testo unico degli enti locali.
In Sicilia si voterà anche a Vittoria in provincia di Ragusa, dalle ore 7 alle ore 23 domenica 22 novembre e della 7 alle 15 lunedì 23. Eventuale ballottaggio il 6 e 7 dicembre.

Salgono a otto i contagi da Coronavirus ad Agrigento, 5 sono i nuovi positivi comunicati dall’Asp al sindaco uscente Lillo Firetto.

“Tra i nuovi contagiati una bambina di 5 anni, scrive Firetto sui social. Si tratta in città del primo caso di contagio in tenera età dall’inizio della pandemia. Tre sono trentenni, un ragazzo ha poco più di vent’anni. Si trovano ora tutti in isolamento così come i loro contatti più stretti. Casi sono in aumento in tutta Italia. Occorre un ulteriore sforzo. Bisogna usare le mascherine anche quando si incontrano amici e familiari non conviventi”, ha concluso Firetto.

Quello del Bonus Sicilia è un fallimento annunciato. Non c’è solo il crash tecnico di ieri, infatti, ma imprese escluse in modo arbitrario, troppi adempimenti e un metodo, quello del click-day, profondamente sbagliato perché subordina la sopravvivenza di un’azienda a un colpo di fortuna. Riproporre a domani il click-day sarebbe doppiamente grave. Adesso, come presidente nazionale di Confimprenditori, chiedo un incontro urgente con le istituzioni al fine di modificare interamente il bando e mettere a disposizione delle imprese un reale aiuto economico piuttosto che un aggravio di adempimenti. Siamo ancora in tempo.

Marco Zambuto si dichiara soddisfatto del risultato ottenuto alle amministrative. “Voglio ringraziare – ha detto – non solo tutti gli agrigentini che hanno creduto nel nostro progetto preferendoci con il voto alle urne, ma soprattutto le liste e i partiti che mi hanno supportato: Forza Italia che si conferma primo partito in città, Diventerà Bellissima e l’UDC. Un grande ringraziamento anche a tutti i candidati al Consiglio comunale che sono stati al mio fianco. Abbiamo fatto una bellissima campagna elettorale coinvolgendo, con grande entusiasmo, ogni angolo della città. Superare 5000 voti è un risultato importante e di assoluto rilievo, che ci fa capire quanto sia fondamentale continuare a portare avanti l’impegno per Agrigento. Perché noi vogliamo far vincere Agrigento”.

Non si capisce quando e come, ma se è contento lui tutti sono contenti.

“Esprimiamo i nostri migliori auguri di buon lavoro ai  sindaci riconfermati e neo eletti, in queste ore, in Sicilia per l’impegnativo lavoro che li attende al governo delle proprie città”. Hanno dichiarato Leoluca Orlando e Mario Emanuele Alvano, presidente e segretario generale di ANCI Sicilia.

“Nelle  complesse vicende che segnano l’attività amministrativa all’interno dei comuni siciliani- continuano Orlando e Alvano – troveranno sempre, da parte di ANCI Sicilia,  sostegno e  disponibilità a lavorare per obiettivi condivisi”.

Attiva Sicilia, il gruppo parlamentare all’Assemblea Regionale Siciliana composto da Angela Foti, Matteo Mangiacavallo, Elena Pagana, Valentina, Palmeri e Sergio Tancredi, chiede ufficialmente le dimissioni dell’assessore alle Attività Produttive, Mimmo Turano.

“Il flop del clickday è una vergogna che non può avere giustificazioni e che evidenzia l’incapacità di chi è chiamato a gestire il rapporto con le imprese, come se il Covid e i suoi effetti non fossero già abbastanza. L’assessore Turano dovrebbe soltanto mettere le sue cose in una scatola e lasciare il suo posto. Non si può giocare con le esigenze di tutte quelle imprese siciliane a cui tanto è stato promesso e ancora niente è stato dato. L’immagine della Regione esce frantumata da un episodio inaccettabile. Senza considerare che questo scherzetto è costato soldi usciti dalle tasche dei siciliani”.

E sul costo del clickday Attiva Sicilia ha pubblicato un post su Facebook di denuncia sulla pagina del gruppo. “Siamo andati a vedere fra le carte, abbiamo scoperto che il sistema è costato ai cittadini un milione e 300 mila euro #flopday”.

Le accuse di Attiva Sicilia si concentrano anche sull’incapacità di prevenire una emergenza intuibile.

Si sapeva da tempo che con un sistema già discutibile come il clickday il rischio della paralisi informatica era dietro l’angolo. E ancora una volta non si è fatto nulla se non ridicolizzare la reputazione della Regione e trasformare il clickday in un flopday. E’ ora che finisca questa abitudine di diluire le responsabilità o addebitarle a terzi, la responsabilità è di chi regge le sorti dell’assessorato e il presidente Musumeci non può non tenerne conto. Turano per noi è già un ex assessore”.

Continuano le manifestazioni di apprezzamento e stima per le attività di protezione civile e in favore della popolazione da parte del Libero Consorzio Comunale di Agrigento. Il coordinatore nazionale dei volontari per l’Italia della International Human Rights Commission (IHRC), cav. Pietro Sicurelli, ha infatti inviato una nota all’Ufficio di Protezione Civile del Libero Consorzio, comunicando che la stessa IHRC ha conferito un riconoscimento speciale per l’impegno che tutti gli operatori dell’Ufficio e i volontari delle Associazioni coinvolte hanno profuso sia per contenere la diffusione del Covid-19 che per arginare o mitigare le conseguenti situazioni di criticità. La IHRC è infatti una organizzazione internazionale che ha come obiettivo prioritario il monitoraggio costante del corretto e concreto riconoscimento dei diritti di ogni essere umano, secondo i principi contenuti nella “Dichiarazione universale dei diritti umani”.

Con l’assegnazione di un “Certificato di Apprezzamento” personalizzato per il funzionario responsabile dr. Marzio Tuttolomondo e tutti i componenti dell’Ufficio di Protezione Civile, la IHRC ha voluto dare un piccolo ma importate segnale di gratificazione, semplice nella forma ma profondo nel contenuto, ad una istituzione che non ha risparmiato le forze per aiutare quanti si sono trovati in seguito alla pandemia in situazioni veramente difficili. Grazie all’impegno dell’Ufficio di Protezione Civile del Libero Consorzio e ai volontari di diverse associazioni iscritte nel registro provinciale di protezione civile (anch’esse destinatarie di riconoscimenti per queste e altre attività, ad esempio la ricerca di persone scomparse) è stato infatti possibile consegnare durante il lockdown derrate alimentari alle famiglie meno abbienti e i tablet agli studenti per la didattica a distanza in vari comuni della provincia.