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Uno studente agrigentino è risultato positivo al Coronavirus, si tratta del primo caso che interessa una scuola della città dei templi. La classe del giovane, che frequenta il quarto anno del liceo Linguistico Leonardo di Agrigento, è stata, precauzionalmente messa in quarantena in attesa dei dovuti accertamenti delle autorità sanitarie. Isolamento fiduciario anche per i familiari dello studente.

Intanto, dopo la scoperta dello studente del liceo scientifico Leonardo di Agrigento positivo al Covid nel pomeriggio di oggi sono stati effettuati i tamponi rapidi dall’Asp di Agrigento a tutti i compagni di classe del giovane di quarto anno risultato contagiato: i test hanno per fortuna dato esito negativo. L’intera classe era stata comunque posta in isolamento fiduciario.

I Segretari generali Agliozzo, Montera e Tango chiedono di essere convocati in V Commissione “Lavoro” “Una legge di più di 13 anni fa, un piano del compianto assessore Sebastiano Tusa e la sentenza dello scorso febbraio della Corte Costituzionale che ha dato loro ragione non sono bastati per mettere fine alla vertenza dei catalogatori della Regione siciliana. Si tratta di lavoratori tutti altamente specializzati, tutti vincitori di concorso e tutti ancora in attesa di transitare definitivamente nei ruoli dell’Assessorato regionale dei Beni Culturali.

Negli anni hanno ricevuto tante promesse, mai mantenute, e adesso chiedono che la loro situazione venga affrontata seriamente dal governo regionale. Anche perché, assumendo direttamente questo personale, la Regione risparmierebbe quasi 1,4 milioni di euro ogni anno”.

A dirlo sono i segretari generali delle federazioni regionali della Funzione pubblica Cgil, Cisl e Uil, Gaetano Agliozzo, Paolo Montera ed Enzo Tango, che hanno siglato una nota, indirizzata a Governo regionale e Assemblea regionale siciliana, per chiedere di essere ascoltati in V Commissione “Lavoro”, guidata dal presidente Luca Sammartino.

“Nel corso dell’ultima audizione, a luglio scorso – è ricordato nella nota – era stato assunto un preciso impegno, quello di istituire, in tempi brevi, un apposito tavolo tecnico da tenersi alla presenza dell’Assessorato dei Beni culturali e dell’Identità Siciliana, dell’Assessorato della Funzione Pubblica e del Personale e delle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil. A fronte di ciò, ha fatto seguito soltanto una richiesta di parere all’Ufficio Legislativo e Legale. Come se non bastasse, è giunta notizia di una possibile richiesta da parte dell’Assessorato dei Beni Culturali alla Servizi Ausiliari Sicilia, che sembrerebbe essere finalizzata, a modificare il contratto di servizio che ad oggi determina le attività svolte da questo personale”. “Troppi punti oscuri in questa vicenda – concludono Agliozzo, Montera e Tango. – È tempo di avere delle risposte e di comprendere quali siano le reali intenzioni di questo Governo in merito ai catalogatori. Basta temporeggiare e chiedere pareri quando la strada è già indicata dagli atti che sono stati prodotti sino a oggi.

Non c’è ragione di tenere ancora nel limbo questi lavoratori, fondamentali, tra l’altro, per la tenuta di alcuni uffici della pubblica amministrazione regionale”.

Illustrissimi,
gli Ordini dei Farmacisti della Regione Sicilia, tenuto conto della decisione – assunta nella riunione del 14 settembre u.s. dalla Conferenza Stato-Regioni – di destinare alla distribuzione privata in farmacia solo l’1,5% dei vaccini antinfluenzali acquisiti dalle Regioni e manifestando il proprio plauso per la recente Ordinanza della Regione Lazio n. 62/2020, sulla prevenzione e la gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 e sull’implementazione delle sedi vaccinali, chiedono a codesta spettabile Regione di mettere a disposizione delle farmacie aperte al pubblico una quota di dosi di vaccino da destinare alla popolazione attiva.

Come è noto, vi è un rischio fondato che chi non ha diritto all’immunizzazione gratuita abbia difficoltà a trovare il vaccino in farmacia, considerato che, come segnalato dall’industria farmaceutica, la quantità di dosi prodotte è sufficiente esclusivamente per coprire il fabbisogno delle Regioni per i soggetti rientranti nelle fasce protette. In effetti, sono molto numerose le richieste arrivate nelle farmacie per prenotare i vaccini a pagamento e la scarsità delle dosi di vaccino destinate alle stesse renderebbe impossibile la vaccinazione dei cittadini che non rientrano nelle categorie a rischio e che provvedono privatamente ad acquistarlo con oneri a proprio carico.

Si chiede, pertanto, di consentire il reperimento nelle farmacie di dosi di vaccino antiinfluenzale, al fine di raggiungere l’obiettivo generale di copertura vaccinale e assicurare che il Servizio Sanitario Regionale possa fronteggiare l’aumento di domanda anche per persone di età compresa tra 18-59 anni. Gli scriventi sono, infatti, convinti che soltanto attraverso il coinvolgimento dei farmacisti e delle farmacie nella campagna stagionale antinfluenzale 2020-21, con la possibilità – oltre che di dispensare, anche di somministrare il vaccino analogamente alla Regione Lazio – si potrà assicurare la più ampia copertura vaccinale della popolazione, particolarmente importante in un momento emergenziale come quello attuale”.

“Pochi minuti fa l’ASP mi ha comunicato che un nostro anziano concittadino è risultato positivo al Covid. Il soggetto in questione si è recato nelle scorse ore d’urgenza presso la nostra struttura ospedaliera per motivi non legati al Coronavirus. Durante la normale prassi per le cure del caso è emersa la positività al virus. È già stata avviata l’indagine epidemiologica per ricostruire i contatti ristretti”.

Lo ha comunicato il sindaco di Canicattì Ettore Di Ventura.

“Il disastroso risultato elettorale di queste ultime amministrative comunali è un dato innegabile. Un chiaro segnale dei gravi errori politici fatti dal nostro partito. La Lega, primo partito italiano, non può certamente restare indifferente al dato politico dei risultati in Sicilia, soprattutto dopo il largo consenso ottenuto solo un anno fa alle Europee. Un segnale inequivocabile che deve servire a chi guida il partito, per comprendere le dinamiche del territorio siciliano e riorganizzare la struttura locale del partito. Serve un cambio di passo per il bene stesso della Lega”. È quanto afferma l’europarlamentare della Lega Francesca Donato, che stigmatizza il dato elettorale siciliano della Lega uscito dalle urne.

Il nostro segretario regionale, a cui va riconosciuto il merito di aver assolto al difficile compito di creare una struttura organizzata, dove prima non c’era nulla, ha creato le condizioni perché il partito iniziasse a strutturarsi, dando un ordine e delle regole precise di organizzazione. Questo lavoro, però, ha purtroppo distratto da una azione politica sui territori e dalla necessità di affrontare e risolvere i problemi reali dei cittadini siciliani. La struttura messa in piedi si è rivelata troppo rigida e poco permeabile agli appelli di attenzione e coinvolgimento da parte del territorio e molte energie positive non sono state messe nelle condizioni di potersi esprimere. Penso ai vari consiglieri espulsi dopo aver protestato pubblicamente per non aver ricevuto l’attenzione richiesta; ai commissari cittadini che si sono dimessi dal loro incarico non trovando interlocuzioni proficue con il direttivo regionale. Problemi comprensibili quando si crea da zero una struttura, scegliendo tra giovani volenterosi, ma non sempre all’altezza del ruolo assegnato. Però quelle voci occorreva ascoltarle”.

“E fino adesso è mancata una forte affermazione del nostro ruolo in Regione. Abbiamo assunto la responsabilità di governo in un assessorato importante e fortemente simbolico, quale quello dei beni culturali e dell’identità siciliana, ma ancora non abbiamo dato il segnale di discontinuità che i nostri elettori si aspettavano. Quello che i siciliani ci chiedono è rappresentare i loro interessi ad ogni livello e lottare per difenderli. Ritengo che ciascuno di noi possa e debba fare di più per rendere determinante l’azione politica del partito sul territorio regionale”.

“Il successo storico della Lega è sempre consistito nella capacità di ascolto dei territori. Questo vale al nord e deve valere anche al sud ma con una variabile: la Sicilia non è la Lombardia. Qui i linguaggi, i codici di comportamento, le gerarchie dei valori e anche le priorità sono diversi. Nella nostra isola mancano le strade, le infrastrutture, i centri di studio e ricerca di alto livello e i giovani sono costretti ad emigrare per studiare e trovare lavoro.  La Lega in Sicilia non ha ancora fatto propri questi temi, ricalcando troppo ciecamente le linee tracciate dai leader del nord, senza elaborare un proprio progetto per la regione siciliana. Credo che questo sia il principale problema che gli elettori siciliani, in queste amministrative, hanno evidenziato con il loro mancato voto per la Lega. Dobbiamo concentrarci su questo oggi: il nostro progetto per la Sicilia, che affronti i problemi drammatici ed irrisolti del nostro territorio: le infrastrutture, il lavoro, l’istruzione, la sanità, l’industria e la ricerca, le comunicazioni, la transizione energetica e digitale, la tutela ambientale, il tutto con un semplice e chiaro obiettivo: lo sviluppo economico dell’isola”.

“Parte fondamentale di questo progetto deve essere la realizzazione della piena autonomia, tramite la completa attuazione del nostro Statuto. Una Lega che non persegua l’obiettivo dell’autonomia speciale effettiva e dello sviluppo economico del territorio, in Sicilia non ha alcuna ragione di esistere, né pertanto alcuna possibilità di crescere e consolidarsi”.

“Tutto questo, a mio parere, deve svolgersi nell’alveo di un centrodestra unito, che guardi con fiducia alla grande tradizione moderata della Sicilia, nella quale la Lega può e deve essere un pilastro portante”.

Il nostro segretario regionale, Stefano Candiani ha sempre sostenuto che la guida del partito in Sicilia, appena possibile, avrebbe dovuto essere affidata ad un siciliano. Lo ha detto spesso in privato e dichiarato pubblicamente nei giorni scorsi. Io credo che i tempi per questo cambio di passo siano maturi, e che se sapremo ascoltare cosa gli elettori hanno voluto dire alla Lega in Sicilia in queste amministrative, potremo partire con un nuovo grande progetto, in un centrodestra vincente, per una Sicilia finalmente protagonista in Italia ed in Europa”.

E’ in scadenza il prossimo 16 ottobre il termine per aderire alla partecipazione collettiva alla Fiera “Boot” in programma in Germania, a Düsseldorf, dal 23 al 31 gennaio 2021, i cui bando e scheda riepilogativa sono pubblicati sul sito istituzionale del Libero Consorzio Comunale di Agrigento (sez. “In evidenza”) nell’ambito della continua attività di informazione da parte del Settore Politiche Comunitarie su tutte le opportunità di finanziamento per le imprese siciliane ed agrigentine in particolare. In questo caso si tratta di risorse stanziate dal PON IC–PO FESR 2014-2020, Azione 3.4.1 “Progetti di promozione dell’export destinati a imprese e loro forme aggregate individuate su base territoriale o settoriale”.

Si tratta di una importante iniziativa promozionale organizzata dalla ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane,  nell’ambito  del Piano Export Sud-2,. In questo caso la partecipazione collettiva è riservata alle aziende del settore nautico con sede operativa nelle Regioni del Sud Italia che operano nel Mezzogiorno (ovvero quelle sede operativa in Basilicata, Campania, Calabria, Puglia, Sicilia).

Obiettivo dell’azione PON è quello di selezionare operatori nel settore nautico per la partecipazione a manifestazioni fieristiche, promuovendo l’ampliamento e il rafforzamento dei processi di internazionalizzazione delle PMI siciliane.

“Torni l’attenzione massima da parte delle istituzioni competenti nei confronti delle famiglie dei pescatori di Mazara del Vallo e si diano risposte a queste donne che, dopo 37 giorni, passano le notti sotto Montecitorio per chiedere di riportare a casa i loro cari. Ci uniamo a loro nell’appello al governo affinché ci diano notizie sui nostri connazionali e tornino a casa, è assurdo che ancora non sia stato fatto nulla”.

Lo afferma in una nota il deputato siciliano Alessandro Pagano, vice presidente del gruppo Lega alla Camera.

L’Anci Sicilia aderisce alla campagna della presidenza del Consiglio dei Ministri e invita i sindaci siciliani ad incoraggiare i propri cittadini a scaricare l’app Immuni  sul proprio cellulare per  assicurare il  tracciamento dei casi di Covid-19 e dei loro contatti  e per ridurre la diffusione dell’infezione.

“Scaricare l’applicazione Immuni è  un obbligo morale per tutti noi – ha sottolineato Leoluca Orlando, presidente di ANCI Sicilia – come Anci Sicilia stiamo inserendo il banner in evidenza del nostro sito internet e abbiamo chiesto ai comuni siciliani di fare altrettanto,  soprattutto in considerazione del fatto che la nostra regione risulta essere fanalino di coda con il 7,8% dei download complessivi”.

“Scaricare L’APP Immuni, creata per aiutare a combattere l’epidemia della Covid-19 – conclude il presidente Orlando –  è un gesto di responsabilità nei confronti di noi stessi e degli altri, al quale non possiamo e non dobbiamo sottrarci”.

“Erogare il bonus del mancato click day prendendo in considerazione tutte le domande pervenute sulla piattaforma informatica è una fregatura per migliaia di imprenditori che non si erano potuti iscrivere magari perché non in grado di gestire una procedura complessa dove conta essere i più abili al pc, sicuramente i più veloci, non certo non i più bisognosi di sostegno economico. Concedere adesso soldi a pioggia a tutti coloro che si sono registrati penalizza due volte migliaia di titolari d’impresa meno tecnologici di altri, non per colpa, che con questa nuova impostazione avrebbero certamente avuto il tempo e il modo di aderire alla procedura. La classica toppa peggiore del buco”.

Lo dice Giuseppe Sciarabba, responsabile regionale del dipartimento Fondi strutturali della Lega, in riferimento alla dietro front della Regione sul bonus con la formula click day che sarebbe dovuto partire oggi ma che è stato annullato per disservizi legati al fornitore del servizio Tim.

“Invece di modificare le regole a bando chiuso – conclude Sciarabba – sarebbe opportuno aprire una nuova finestra di registrazione magari di sette giorni per dare la possibilità a tutte le imprese bisognose di aiuto di partecipare al nuovo bando, dando peraltro un senso alla scelta del governo regionale di sottrarre 50 milioni di euro alla programmazione comunitaria 2014-2021 per finanziare un bonus che, se restano così le cose, ha un sapore discriminatorio”.

“Tanti imprenditori hanno aspettato le risorse promesse con il tanto celebrato click day. Hanno sostenuto ingenti spese, magari pure indebitandosi per avere il Durc in regola – visto che era uno dei requisiti richiesti per accedere acontributi – e adesso come si ritrovano? Con un pugno di mosche. Il click day era uno specchietto per le allodole già dal suo concepimento, perché creava illusioni, come d’altronde ha creato illusioni il Governo Musumeci ai Comuni della Sicilia, quando il 28 marzo scorso ha annunciato in pompa magna 100 milioni di euro in aiuti alimentari e ad oggi ne ha erogati soltanto 30 milioni. La cosa peggiore è che ancora non sappiamo se la differenza, pari al 70% sarà mai erogata. Siamo purtroppo dinanzi asolito festival degli annunci. Musumeci va avanti a forza di slogan, preoccupandosi di essere il Presidente di alcuni piuttosto che di tutti i siciliani. Così però dimostra la sua inadeguatezza al Governo. Sta affossando il territorio che è già alla canna del gas per via della crisi economica scaturita dalla Pandemia”. Lo afferma il Sindaco di Messina, Cateno De Luca, a seguito del flop del click day del Governo Musumeci, che adesso cerca di correre ai ripari con soluzioni alternative e improvvisate.