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Il giudice monocratico del Tribunale di Agrigento ha assolto un agrigentino imputato per l’ipotesi di reato di inquinamento ambientale accertato nell’aprile 2015 dagli agenti del corpo forestale congiuntamente ai tecnici dell’ARPA di Agrigento.
La difesa, rappresenta dall’avv. Salvatore Butera, ha eccepito che la norma che prevede il reato contestato è entrata in vigore successivamente all’accertamento del fatto.
In accoglimento della suddetta eccezione il giudice ha assolto l’imputato poiché il fatto non costituisce reato.

“La crisi economica provocata dall’emergenza coronavirus, che sta mettendo a durissima prova il mondo imprenditoriale, rischia di favorire il fenomeno dell’usura. Un pericolo reale, che va arginato con aiuti più efficaci”

Il presidente vicario di Confcommercio Agrigento, facendo eco al presidente nazionale  Sangalli, commenta così l’analisi dell’Ufficio Studi della Confederazione sulla percezione dell’usura tra le imprese del commercio e dei servizi.

“Soprattutto l’usura con migliaia di imprese, in particolare nel nostro territorio, già disagiato per una miriade di motivi, ancora più in difficoltà per effetto del covid, finiscono nel mirino della malavita organizzata.  Un pericolo reale, che come sottolineato dal nostro presidente nazionale va affrontato. Dunque – continua Valenza – occorrono ampie moratorie fiscali,  prestiti bancari e più indennizzi a fondo perduto per ridare ossigeno alle imprese”.

Ed a questo proposito, sottolinea ancora Valenza, va ricordato l’importante risultato raggiunto, con il recente annullamento del Clik Day.

“Stiamo vivendo un momento storico con problemi inaspettati che rischiano di danneggiare definitivamente il nostro tessuto economico. Grazie al confronto e al dialogo con le Amministrazioni, Confcommercio è riuscita ancora una volta a tutelare gli interessi degli imprenditori”.

Sono, infatti, circa 40mila le imprese seriamente minacciate dal fenomeno dell’usura che risulta in crescita e che è ancora più grave, in particolare, nel Mezzogiorno e nel comparto turistico-ricettivo. Questi i principali risultati che emergono da un’analisi dell’Ufficio Studi Confcommercio sulla percezione dell’usura tra le imprese del commercio e dei servizi. Da aprile ad oggi le imprese del commercio al dettaglio, dell’abbigliamento, della ristorazione e quelle del comparto turistico (strutture ricettive e balneari) hanno dovuto affrontare una serie di problematiche che hanno complicato ulteriormente la gestione della loro attività. Tra queste, le principali sono state la riduzione del volume d’affari.

La Società Semplice Agricola “M. S. FRUIT” aveva partecipato al bando pubblico indetto nel 2016 dall’Assessorato Regionale dell’Agricoltura dello Sviluppo rurale e della Pesca mediterranea per l’erogazione dei contributi di cui alla Sottomisura 4.1 “Sostegno a investimenti nelle aziende agricole” del PSR 2014-2020, presentando un progetto di investimenti per la propria impresa dell’importo di oltre un milione e mezzo di euro, il quale, tuttavia, veniva ritenuto non ricevibile in quanto, al momento della presentazione della domanda, non risultava ancora l’iscrizione alla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura.
La società “M. S. FRUIT”, pertanto, decideva di agire in giudizio, dinanzi al T.A.R. Sicilia – Palermo, assistita dagli Avv.ti Girolamo Rubino e Massimiliano Valenza, chiedendo l’annullamento, previa sospensione, dei provvedimenti con i quali il progetto presentato dalla società era stato definitivamente escluso dalla suddetta procedura di erogazione dei contributi di cui al Bando pubblico 2016 – Sottomisura 4.1 “Sostegno a investimenti nelle aziende agricole” del PSR 2014-2020.
In particolare, i legali Rubino e Valenza contestavano sia la mancata considerazione, da parte dell’Amministrazione regionale, della proroga dei termini dalla stessa stabiliti per la presentazione delle domande, sia, comunque, l’avvenuto decorso, alla data di presentazione delle domande di partecipazione, dei termini entro i quali la Camera di Commercio avrebbe dovuto esitare la istanza di iscrizione, decorsi i quali quest’ultima era da intendersi tacitamente acquisita.
L’Amministrazione regionale, infatti, con successivo avviso, aveva prorogato i termini di deposito delle istanze presso l’Ispettorato Provinciale per l’Agricoltura.
Nelle more del giudizio, intanto, a seguito all’accoglimento della richiesta cautelare presentata dai legali della società agricola, l’Amministrazione regionale provvedeva al riesame della domanda di partecipazione presentata dalla società medesima, non riconoscendo, tuttavia, il punteggio auto-attribuito dalla stessa società in relazione al criterio premiale dell’ “Innovazione” (3 punti).
La stessa Amministrazione regionale, infatti, ritenendo l’incidenza degli investimenti convalidati quali “innovativi” inferiore al 20% della spesa complessiva del progetto prevista dal bando, non aveva convalidato i tre punti autoattribuiti relativi al suddetto criterio.
La “M. S. FRUIT”, pertanto, si vedeva costretta ad impugnare con ulteriori motivi aggiunti di ricorso, tale ulteriore provvedimento.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia, definitivamente pronunciando sul ricorso introduttivo e sui successivi motivi aggiunti, li ha accolti entrambi, annullando, per l’effetto, sia i provvedimenti impugnati con cui il progetto di parte ricorrente era stato ritenuto non ricevibile per mancanza della tempestiva iscrizione alla Camera di Commercio, sia i provvedimenti con i quali non era stato assegnato il punteggio per il criterio relativo all’innovazione.
Con tale statuizione, i Giudici Amministrativi, in adesione alle tesi difensive articolate dagli avvocati Girolamo Rubino e Massimiliano Valenza, hanno infatti rilevato, per un verso, che l’iscrizione alla Camera di Commercio della società “M. S. FRUIT” risultava anteriore rispetto al termine prorogato di presentazione della domanda; per altro verso, hanno ritenuto sufficientemente comprovato il carattere innovativo del progetto, considerata la recente immissione in commercio del prodotto utilizzato dalla “M. S. FRUIT” per la realizzazione dell’impianto tecnologico di raccolta delle acque derivanti dalla copertura (rinnovata) dei vigneti.
Per effetto della superiore sentenza, dunque, la Società Semplice Agricola “M. S. FRUIT” verrà riammessa in graduatoria tra le istanze ammissibili e cantierabili, con il punteggio comprensivo anche del quoziente previsto per il criterio premiale dell’innovazione, ottenendo, così, il contributo richiesto pari ad oltre un milione e mezzo di euro.

Palma di Montechiaro, Volterra, Isernia, L’Aquila e Fano progettano insieme il futuro della cultura in Italia al di là di chi vincerà la competizione per Capitale Italiana della Cultura 2022.

E’ successo oggi a Lucca Beni Culturali (Lubec). Lubec è considerato uno degli appuntamenti di confronto culturale più importante a livello internazionale; nella città toscana, infatti, dal 2005 si danno appuntamento operatori culturali e turistici italiani ed esteri in un contesto di convegni, laboratori e dibattiti e sessioni tematiche.

“Il tema principale dell’incontro di quest’anno – dice il sindaco di Palma di Montechiaro, Stefano Castellino – è stato “Il futuro delle città della cultura: tra visione e azione attraverso modelli di produzione culturale, abitare e turismo”. Le città interessate hanno avviato un confronto sulle modalità di produzione culturale, dell’appettibilità dei territori e dunque del turismo. In questo senso, verranno affrontati gli argomenti riconducibili ai progetti avviati nel quadro delle varie candidature, anche in relazione all’emergenza coronavirus. Proprio sotto questo profilo, l’organizzazione ha presentato l’iniziativa come ‘un ritorno alla dimensione fisica nel settore della cultura. E qui possiamo davvero dire la nostra perché abbiamo deciso di puntare ad essere la capitale della cultura del perdono, come città abbiamo bisogno di rinascere dalle nostre ceneri. In questi anni, siamo riusciti a far innamorare di nuovo i cittadini della loro città”.

La rielezione è avvenuta ieri durante l’assemblea di Uras Federalberghi Sicilia svoltasi a Catania. Confermati all’unanimità il presidente Nico Torrisi e i vice presidenti , Nicola Farruggio (Palermo), Italo Mennella (Taormina) e Rosario Dibennardo (Ragusa), ai quali si aggiungono Christian Del Bono (Isole minori) e Francesco Randone (Cefalù)

Eletta anche la nuova presidente dei giovani albergatori, Mavie Fesco, e i presidenti onorari: Giuseppe Trefiletti, storico presidente dell’associazione degli albergatori di Taormina, e Giuseppe Neri, già vicepresidente dell’associazione regionale e di Federalberghi Palermo. Completano la giunta i presidenti delle associazioni degli albergatori di Caltanissetta, Giuseppe Impaglione; Enna, Giuseppe Spampinato; Messina, Giuseppe Minniti Traina; Isole Pelagie, Giandamiano Lombardo; Giardini Naxos, Giovanni Russotti; Riviera Jonica Messina, Pierpaolo Biondi; Trapani, Antonio Marino. Compongono l’assemblea regionale anche gli agrigentini Giovanni Sciacca, Alessandro Bufano, Mauro Palumbo e Giovanni Lopez.

Gli agenti della sezione Volanti della Questura di Agrigento, hanno denunciato due ragazze di 24 e 22 anni, di Agrigento, poco dopo avere rubato prodotti elettronici all’interno di un supermercato.
A incastrarle le immagini degli occhi elettronici dell’impianto di video sorveglianza dell’esercizio commerciale. Le due donne sono state, inoltre, segnalate anche alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Palermo, perché in loro compagnia c’era anche un bambino.
E’ successo, l’altro giorno, in un esercizio commerciale di Agrigento. Le due donne si sono mescolate agli altri clienti, e dopo aver nascosto i materiali, hanno guadagnato l’uscita senza passare per le casse. Quando il personale si è reso conto dell’ammanco ha subito allertato la polizia di Stato, e consegnato loro i filmati delle telecamere a circuito chiuso disseminate per il negozio.

Gli agenti della sezione Volanti della Questura di Agrigento hanno elevato due multe da 400 euro, ciascuna, ad altrettanti cittadini sorpresi, in via Atenea, senza mascherina.
Sono i primi due verbali da 400 euro, e non più da 280, dopo l’entrata in vigore del nuovo decreto ministeriale. Nel corso di un vertice svoltosi nei giorni scorsi in Prefettura era stato preannunciato un giro di vite sul fronte delle sanzioni a chi non rispetta le regole anticontagio.

Era ubriaco ed ad un certo punto, seminando per l’ennesima volte il panico tra i presenti, ha puntato un coltello che portava con se al titolare di un locale. Le ragioni di tale gesto non si comprendono ma rimane il fatto che ancora una volta la movida agrigentina si trova al centro di violenze e paura che non vengono sconfitte.

Prontamente intervenuti i Carabinieri (teatro della scena la parallela alla via Atenea, via Pirandello) chiamati dal titolare del locale, subito sono scattate le indagini e la ricerca del delinquente africano, ma di lui, purtroppo, nessuna traccia. Nè il titolare stesso ha saputo spiegare ai militari dell’arma il perchè di quel gesto violento.

 

 

Per i reparti di terapia intensa è scattata l’allerta gialla. Con il costante aumento dei casi di Covid-19, ormai da 10 settimane consecutive, anche i posti letto in rianimazione si stanno progressivamente occupando ed a preoccupare sono soprattutto le Regioni del Centro-Sud.

Se il trend dei casi continuerà a crescere, senza ulteriori misure di contenimento, avvertono gli anestesisti-rianimatori, le terapie intensive nel Meridione entreranno in sofferenza nel giro di meno di un mese.

“Al momento siamo in una situazione di semaforo giallo di allerta per le Terapie intensive”, avverte Flavia Petrini, membro del Comitato tecnico scientifico (Cts) e presidente della Società Italiana di Anestesia Analgesia Rianimazione e Terapia Intensiva (Siaarti). La situazione “è in evoluzione – rileva – e negli ospedali con terapie intensive per pazienti Covid stiamo stimando il progressivo andamento”.

Al momento, spiega, “in nessuna Regione si registra ancora una situazione di criticità legata alla disponibilità di posti letto. Tuttavia, se l’andamento dei casi continuerà con i ritmi ed i numeri attuali, e senza misure ulteriori,stimiamo che in meno di un mese le terapie intensive al Centro-Sud, soprattutto in Lazio, Campania e Sicilia, potranno andare in sofferenza in termini di posti letto disponibili”.

Venti persone denunciate, tre delle quali arrestate in flagranza per detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico e istigazione a pratiche di pedofilia, e numerosi stranieri segnalati alle autorità degli Stati di residenza. E’ il bilancio dell’operazione “Scacco Matto” contro la pedopornografia online condotta dalla Polizia in diverse regioni italiane e coordinata dalla Procura distrettuale di Catania. Perquisizioni e sequestri a Bolzano, Brescia, Catania, Chieti, Como, Lecco, Milano, Napoli, Parma, Pisa, Roma, Savona, Sassari, Torino, Treviso e Varese oltre che in altre città straniere.

L’indagine è frutto di una lunga attività sotto copertura, con gli indagati che secondo le indagini utilizzavano sistemi di anonimi come Tor e Vpn e servizi di messaggistica crittografata per scambiarsi tra loro foto e video di natura pedopornografica, catalogati in base a criteri di età, sesso ed etnia, con contenuti raccapriccianti di abusi su minori, anche neonati, alcuni dei quali vittime di pratiche di sadismo. In diverse occasioni condividevano racconti di loro esperienze sessuali con minorenni. Durante le indagini agenti della Polizia Postale di Catania e del Centro Nazionale di contrasto alla Pedofilia online, grazie ad una meticolosa ricerca, raccolta e analisi di dati, sono riusciti anche a localizzare alcuni dei luoghi degli abusi e a identificare tre vittime.