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Durante la notte, il sindaco di Sambuca di Sicilia Leo Ciaccio ha firmato un’ordinanza che dispone, a partire da oggi: venerdì 16 ottobre e fino a data da destinarsi, la chiusura anticipata alle ore 18 di tutti gli esercizi commerciali e di tutte le attività di somministrazione di alimenti e bevande, artigianali, professionali e sportive. Restano escluse dalle limitazioni, le farmacie, banche, Posta, professioni mediche, di vigilanza, agricole e di trasformazione di prodotti. Pochi minuti prima era giunto l’esito di 46 tamponi – tutti positivi. Ci sono anche gli esiti dei test ai quali sono stati sottoposti gli anziani ospiti della casa di riposo. I 46 positivi delle ultime ore vanno ad aggiungersi ai 10 comunicati negli scorsi giorni. “E’ una situazione complessa – ha ammesso il sindaco Leo Ciaccio – . E’ necessaria la collaborazione di tutti. Ho già contattato il prefetto e il direttore dell’Asp, stiamo cercando di garantire azioni per garantire la salute della comunità di Sambuca. Invito i ragazzi a non andare a scuola, invito tutti a non spostarsi di casa. Questa è una comunità forte, sarà capace di superare anche questo momento e con l’aiuto di Maria Santissima dell’Udienza ce la faremo”.

I Carabinieri del NAS di Palermo, hanno proceduto al sequestro penale di un laboratorio per lo screening del covid 19 presso un centro diagnostico privato del trapanese. Gli esiti investigativi del NAS  hanno evidenziato come il laboratorio avrebbe  continuato ad analizzare tamponi molecolari per conto dell’ASP di Trapani, di cliniche delle provincie di Palermo e Trapani nonché di privati, nonostante le apparecchiature utilizzate (nei mesi di aprile ed agosto) fossero state valutate non idonee per lo screening del codiv-19 da parte dell’ente certificatore regionale di controllo qualità.

Inoltre era stato rilevato che le matrici oggetto di analisi erano risultate difformi dal reale contenuto e, in alcuni casi, l’esame analitico aveva dato esito negativo al virus quando in realtà doveva essere positivo.

Nel contempo, le indagini hanno fatto emergere che il titolare della struttura diagnostica ed il direttore tecnico del laboratorio  hanno omesso di inserire nella piattaforma web regionale per il codiv-19 i test privati eseguiti e processati ed il relativo esito; hanno praticato ai privati un prezzo per tampone variabile tra 80 e 100 euro, anziché applicare la tariffa di euro 50 a test stabilita dalla circolare regionale, una delle condizioni per la quale lo specifico esame era stato accreditato anche ai laboratori privati; non hanno adempiuto alla presenza obbligatoria del biologo specializzato in microbiologia, virologia o genetica; figura professionale indispensabile nella processazione dei tamponi oro-rino-faringei per il codiv-19. Entrambi sono stati deferiti, in concorso tra loro, alla competente Procura della Repubblica di Trapani per falso e frode nell’esecuzione del contratto con l’ente pubblico, avendo eseguito presso il laboratorio in questione, per conto dell’ASP di Trapani, n. 7.600 tamponi, richiedendo alla stessa il pagamento di fatture per complessive euro 380.000, dei quali 72.000 già corrisposti.

L’attività dell’Arma dei carabinieri rientra nell’ambito di una più ampia strategia di controllo finalizzata a perseguire illeciti connessi nell’erogazione di servizi sanitari svolti durante l’attuale emergenza pandemica.

Il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci dopo avere firmato ieri l’ordinanza con la quale recepisce l’ultimo Dpcm sull’emergenza Covid 19 che proroga lo stato di emergenza fino al 31 gennaio prossimo e che non prevede misure più restrittive rispetto a quelle disposte dal governo nazionale, ha voluto fare delle precisazioni, ribadendo alcune sue contrarietà già evidenziate nei giorni scorsi.

“Ho contestato alcune misure contraddittorie del decreto del presidente del consiglio – ha sottolineato Musumeci – e mi auguro che si voglia dare ai governatori il compito caso per caso di decidere misure anche diverse, pur nel rispetto delle linee generali che il governo deve necessariamente dare”. Ma il continuo crescere dei contagi nell’isola non sembra essere al momento dalla parte del presidente Musumeci.

Aveva 77 anni Giuseppe Licalzi, il commerciante di Canicattì deceduto questo pomeriggio all’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta dove era stato ricoverato in terapia intensiva, a causa di una grave insufficienza respiratoria, risultato positivo al coronavirus e mentre insorgeva anche un infarto.

Il Covid-19 continua a mietere vittime. Il commerciante è la seconda vittima dopo l’anziana di Sambuca di Sicilia, dove dilaga la preoccupazione per il numero di positivi che continua a salire

 

Salvatore Scondotto, presidente dell’Associazione italiana di epidemiologia è il nuovo coordinatore della Struttura sanitaria di supporto per l’emergenza Covid in Sicilia. A nominarlo è stato il governatore Nello Musumeci in qualità di soggetto attuatore dell’ordinanza di Protezione civile nell’ambito del contrasto alla pandemia. Scondotto, 61 anni, è dirigente del servizio di Sorveglianza ed epidemiologia valutativa presso il dipartimento Attività sanitarie e osservatorio epidemiologico dell’assessorato regionale alla Salute e dal 2018 guida l’Associazione italiana di epidemiologia.

Nello stesso provvedimento, il presidente della Regione ha indicato i componenti del Comitato tecnico scientifico, di cui fanno parte anche il capo della Protezione civile regionale Salvatore Cocina, i dirigenti dell’assessorato regionale alla Salute Maria Letizia Di Liberti e Mario La Rocca, i  commissari per l’emergenza Coronavirus delle Città metropolitane di Palermo e Catania, Renato Costa e Giuseppe Liberti, e 13 esperti.

Ecco gli esperti che compongono il Comitato tecnico scientifico: Antonella Argo (Medicina legale); Bruno Cacopardo (Malattie infettive e tropicali); Salvatore Corrao (Medicina interna); Massimo Farinella (Malattie ifettive e tropicali); Fabio Genco (Rianimazione e terapia intensiva); Agostino Massimo Geraci (Medicina e chirurgia di accettazione e urgenza); Antonio Giarratano (Rianimazione e terapia intensiva); Giuseppe Nunnari (Malattie infettive e tropicali); Giovanni Passalacqua (Pneumologia); Cristoforo Pomara (Medicina legale); Nicola Scichilone (Pneumologia); Emanuele Scarpuzza (Rianimazione e terapia intensiva); Stefania Stefani (Microbiologia).

Il Comitato tecnico scientifico per l’emergenza ha funzioni consultive e di validazione tecnico-scientifica.

Firmato il protocollo per il Partenariato di Comunità del Primo parco mondiale policentrico e diffuso dello stile Mediterraneo.  A sottoscriverlo il sindaco Lillo Firetto e il sindaco di Caltanissetta, Roberto Gambino. Ieri, a Caltanissetta, si è riunita l’Assemblea costituente a cui hanno partecipano tutti i partner istituzionali pubblici e privati che hanno aderito al progetto.
Il Parco mira a valorizzare il territorio del Centro Sicilia, comprendente buona parte del territorio agrigentino, sotto il profilo culturale e sociale attraverso progetti concreti e sostenibili che, nel tempo, puntano a crescere in visibilità e importanza. Il sindaco di Caltanissetta ha sottolineato i risvolti positivi legati a un indotto che, adeguatamente stimolato e sviluppato, potrà portare un incremento del tasso di occupazione soprattutto delle due filiere cardine: agricoltura e turismo. Ieri sono state anche fissate le tempistiche indispensabili per garantire il raggiungimento del risultato.
L’iniziativa in questa prima fase ha incamerato per Agrigento due progetti del valore di, rispettivamente 52,5 milioni e 12 milioni di euro. Il primo è finalizzato a realizzare iniziative di carattere produttivo, culturale e turistico e un Parco Urbano tra la Valle dei Templi e la città, che traccia una connessione con il mare e i quartieri e crea un unicum che include il parco archeologico; un altro istituisce un Centro di Ricerca Permanente su Benessere Sostenibile e Qualità della Vita.
Il secondo, progetto di 12 milioni – cui aderisce Topnetwork, già protagonista ad Agrigento con Datafactor, polo d’innovazione e ricerca sulla Data Science – si propone di realizzare nella Città dei Templi un Centro servizi informatici a supporto delle amministrazioni locali coinvolte nel piano di rilancio regionale per il Benessere Equo Sostenibile e la Qualità della Vita in Sicilia.
“Il futuro dei giovani agrigentini è per noi fondamentale – ha affermato Firetto – e per tale ragione abbiamo voluto mantenere gli impegni nel raggiungere obiettivi di lungo periodo che possano avere effetti durevoli sull’economia della città. Per crescere serve progettualità seria e atti concreti come questo. Agrigento mira a essere nella Sicilia centro meridionale un punto di riferimento per un corretto stile di vita, per il buon cibo, per una vita sana. Il parco urbano di Agrigento – ha detto al ministro il sindaco Lillo Firetto – colma formalmente una lacuna antica: Agrigento non è più la città che ha aggredito la sua Valle dei Templi, ma che l’ha valorizzata sotto il profilo del paesaggio, vincendo riconoscimenti nazionali ed europei. Oggi con questo progetto riconnette il centro storico fino alla Valle dei Templi e al mare attraverso una cintura verde in cui confluiscono mobilità sostenibile, land art e orti urbani”.

Inaugurato presso l’Unità operativa di oncologia del presidio ospedaliero “San Giovanni di Dio” di Agrigento un moderno impianto di filodiffusione acustica. La nuova dotazione, già funzionante in tutti gli ambienti del reparto, rappresenta il frutto dell’ultima donazione compiuta da AMICO onlus in favore dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento. L’inaugurazione è stata preceduta da un incontro con i sanitari e gli operatori presieduto dal commissario straordinario ASP Mario Zappia. Obiettivo della donazione è stato quello di incrementare il livello di benessere psico-fisico e di confort dei pazienti e dei loro familiari in un reparto dove, grazie alla sinergia operativa tra ASP e AMICO, sono stati compiuti tanti passi in avanti lungo questa direzione. “La forte collaborazione con le associazioni – ha dichiarato il commissario Zappia – costituisce un elemento di grande importanza su cui incentrare le azioni di miglioria della qualità dei servizi offerti ai cittadini. Questa partecipazione non si concretizza solo nel ricevere donazioni di strumenti e supporti, per i quali comunque la direzione strategica è estremamente grata a tutti i volontari, ma rappresenta un’occasione costante di dialogo e confronto finalizzata a concertare insieme nuovi scenari di sviluppo e crescita dei servizi”.

Presenti all’incontro anche il direttore sanitario di presidio, Antonello Seminerio, il primario del reparto, Antonino Savarino, la psico-oncologa Gabriella Vella ed il presidente di AMICO onlus, Riccardo Barrano.

Sono 399 i nuovi positivi al Covid19 registrati in Sicilia nelle ultime 24 ore. Salgono a 5487 gli attuali positivi e passano a 520 i ricoverati in ospedale con un incremento di 22 ricoveri rispetto a ieri.

Di questi 52 si trovano in terapia intensiva, ben 3 in più rispetto a ieri, mentre sono 468 i ricoveri in regime ordinario; 4.967 sono i pazienti in regime isolamento domiciliare. I tamponi eseguiti sono stati 7444. Anche oggi si registrano 7 nuove vittime che portano il totale a 350. I guariti sono 92. I dati nei Comuni capoluogo: 154 a Palermo di cui 14 sono migranti ospitati all’hotspot di Lampedusa, 126 a Catania, 22 a Messina, 21 a Caltanissetta, 19 a Trapani, 19 a Siracusa, 15 a Ragusa, 14 a Enna e 9 Agrigento.

Povera campagna elettorale agrigentina.

Fino ad ora i due candidati sindaco alle prossime amministrative di Agrigento, Lillo Firetto e Franco Miccichè, erano stati buoni, quanto meno apparentemente.

Firetto gran signore, Miccichè quantomeno altrettanto.

Sono bastate alcune uscite sui cortili preferiti da chi non ha altro da fare nella vita, cioè su facebook e roba varia, per scatenare un vero e proprio putiferio generato e fatto degenerare da alcuni supporter dei due contendenti alla poltrona di primo cittadino di Palazzo dei Giganti.

Qualcuno ha perso una memorabile occasione per stare zitto; ma è più forte di ogni altra cosa. Scrivere e offendere gli avversari con contumelie e accuse gratuite, in modo scomposto e con odio personale è roba veramente da piccoli figuri.

Miccichè, candidato di un Centro Destra che invece di unire disunisce, ha dovuto replicare ad una serie di attacchi pervenuti da uno specifico gruppo dopo una “postata” rimasta on line per pochi minuti. Di tutto, di più; poi il contrario di tutto. E il mansueto dott. Franco ha dovuto rettificare e precisare.

Dall’altra sponda, Lillo Firetto, da sempre compassato e in ordine; ha dovuto sfoderare qualche barlume di un Firetto sconosciuto a seguito di un replicare, sempre attraverso i cortili di facebook, scomposto e non certo degno della sua persona. O, almeno, non eravamo mai abituati a vederlo reagire in questo modo.

Il tutto causato da una supporter dello stesso primo cittadino la quale, non avendo altro da fare, gioisce a passare il proprio tempo a sciorinare idiozie in quel cortile che comunemente si chiama social.

Ed ecco che viene a mancare in modo palese quel lume della ragione, quel bon ton che da sempre eravamo abituati a vedere ed ascoltare. Sarà stata tutta apparenza?

Una supporter, una dichiarazione, un caos; una frase profferita da una persona che per una regola naturale avrebbe dovuto seguire altri istinti.

Non c’è cosa più bella per una donna che allattare, tirare fuori una mammella e dare vita alla propria creatura. Ed invece no; la natura si snatura, è viziata, è controcorrente.  Forse è più bello mungere che allattare…

E’ la vita, lo sappiamo bene. Con tutti i suoi pregi e i suoi difetti, con gli orrori e gli errori, con le contrapposizioni e le contraddizioni.

La figura avrebbe fatto meglio a stare zitta. Solo lo smemorato di Collegno la frega in fatto di memoria. Poi viene lei, unica e inscindibile persona attaccata al potere, alla politica, senza mai aver lavorato per meriti propri, a scapito di persone magari più bisognose. Donna per tutte le stagioni, camaleontica a seconda delle esigenze “politiche”. Sciorina, sproloquia. Trova la forza di parlare di “rapporti fiduciari” senza provare un briciolo di vergogna. La concitazione della favela, dell’ars oratoria, le fa perdere il lume della ragione. Non capisce lei stessa ciò che dice.

In questo momento apprendiamo che anche “lui” scende in campo. Ma è peggio di lei.  E anche lui, nel perdere una clamorosa occasione per stare zitto, non riesce a vergognarsi.

Nella vita si vince, si perde. Lei (loro) non sa (sanno) perdere. Forse percepisce (percepiscono) che la “minneddra” dalla quale ha (hanno) sempre attinto (con politici diversi) sta per svuotarsi, perché il latte prima o poi, finisce.

Si nasce, si muore.

Lei (e lui) non riesce (riescono) a rassegnarsi…