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L’ing. D.F. S., dipendente del Comune di Agrigento con la qualifica di funzionario dell’U.T.C., era stato nominato ingegnere capo dei lavori di completamento e separazione della rete fognaria dello stesso Comune; a seguito di tale nomina, era stata disposta, in suo favore, la liquidazione del relativo onorario del quale, tuttavia, successivamente, l’Amministrazione comunale richiedeva la restituzione.
Ed allora, con ricorso patrocinato dagli Avv.ti Girolamo Rubino e Mario La Loggia, l’ing. D.F. ha adito il Tribunale di Agrigento, Sezione Lavoro, al fine di ottenere l’annullamento e/o la disapplicazione della determinazione dirigenziale a mezzo della quale era stata richiesta la restituzione della predetta somma, pari a 22.642.790 lire (oggi pari a 11.694,00 euro), corrisposta a titolo di onorario per la nomina di ingegnere capo dei lavori di completamento e separazione della rete fognaria del Comune di Agrigento; nonché, la declaratoria del proprio diritto a trattenere la suindicata somma di cui era stata chiesta la restituzione.
In particolare, gli avv.ti Rubino e La Loggia, richiamando l’ampia giurisprudenza consolidatasi in materia, hanno ribadito come, nel caso di specie, non operasse il principio di onnicomprensività del trattamento economico, sancito dall’art. 31 del D.P.R. n. 347/1983, sulla scorta del quale era stata adottata la determinazione dirigenziale impugnata con la richiesta di restituzione delle somme.
Secondo tale disposizione, è fatto divieto alla pubblica amministrazione di remunerare un proprio dipendente con compensi ulteriori per lo svolgimento di compiti rientranti nelle mansioni dell’ufficio.
Tuttavia, nel caso di specie, la nomina ad ingegnere capo disposta dal Sindaco e lo svolgimento, da parte del ricorrente, delle relative mansioni esulavano dalle ordinarie mansioni di ufficio attribuite al ricorrente in base alla categoria di inquadramento, rappresentando piuttosto l’adempimento di un ulteriore (e superiore) incarico conferito espressamente dall’Amministrazione comunale resistente.
Per tali ragioni, i legali Rubino e La Loggia ribadivano il diritto del proprio assistito a trattenere il compenso aggiuntivo per le funzioni di ingegnere capo dei lavori espletate, non potendo trovare applicazione al caso di specie il principio di onnicomprensività della retribuzione.
Il Tribunale di Agrigento, Sezione Lavoro, condividendo le tesi difensive articolate dagli avvocati Girolamo Rubino e Mario La Loggia, ha accolto il ricorso, riconoscendo il diritto del ricorrente a trattenere il compenso aggiuntivo corrisposto a seguito della suddetta nomina ad ingegnere capo, in ragione del fatto che lo stesso era stato, per l’appunto, chiamato a svolgere compiti, mansioni e funzioni istituzionali diverse da quelle ordinariamente assegnategli, con conseguente inapplicabilità del principio di onnicomprensività della retribuzione
Per effetto della superiore pronuncia, pertanto, l’ing. D.F. S., funzionario dell’U.T.C. del Comune di Agrigento, non dovrà restituire all’Amministrazione comunale la somma, pari a 22.642.790 lire (oggi pari a 11.694,00 euro), per l’espletamento dell’incarico dallo stesso svolto quale ingegnere capo dei lavori di completamento e separazione della rete fognaria del Comune di Agrigento.

Un agrigentino di 23 anni è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale in concorso, lesioni personali, danneggiamento, furto, spendita e introduzione di monete falsificate. M. G., aveva un ordine di carcerazione. Ordine che era stato sospeso ma che, lo scorso giovedì, è stato ripristinato. Il ventitreenne è stato, infatti, arrestato dai poliziotti della Squadra Mobile, che sono coordinati dal vice questore aggiunto Giovanni Minardi, ed è stato portato alla casa circondariale “Pasquale Di Lorenzo” di contrada Petrusa.

Erano sistemati nell’hotspot di Lampedusa e ieri sono stati trasferiti a Porto Empedocle per essere oggi smistati, una parte di migranti, nel centro di accoglienza di Augusta mentre un altro gruppo verrà trasferito sulla nave quarantena Azzurra.

In prima linea la Prefettura di Agrigento che ha coordinato tutte le operazioni. Si svuota, di conseguenza, l’hotspot di Lampedusa di contrada Imbriacola dove attualmente vi sono circa duecento migranti.

 

Non sarebbero stati coinvolti altri veicoli nell’incidente autonomo verificatosi ieri che ha visto uno scooter guidato da un 38enne agrigentino che si è andato a schiantare contro un palo della illuminazione pubblica.

L’uomo è stato trasportato in codice “rosso”, con un’ambulanza, al pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni di Dio”, dove attualmente si trova ricoverato con gravi traumi sparsi sul corpo. Il sinistro sarebbe avvenuto in via Esseneto, nel rione del Campo sportivo.

Il ferito, da lì a pochi minuti, è stato preso in consegna dal personale sanitario del 118, che gli hanno prestato le prime cure direttamente sul posto. Poi trasferito al presidio ospedaliero di contrada “Consolida”.

L’ex presidente della sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Palermo, Silvana Saguto è stata condannata a 1 anno e 1 mese di reclusione. Era accusata insieme al marito Lorenzo Caramma, al figlio Emanuele, che sono stati assolti, e al medico dell’ospedale Cervello di Palermo, Giuseppa Guzzetta (condannata a 1 anno di reclusione), a vario titolo, di falsità ideologica e truffa ai danni di un’assicurazione. Secondo l’accusa Silvana Saguto avrebbe chiesto a due medici dei certificati falsi per il figlio.

Un modo per ottenere un risarcimento veloce dall’assicurazione, dopo un incidente stradale. La dottoressa Crocifissa Guccione, medico di famiglia, è stata condannata per falso a un anno e quattro mesi dal giudice Marcello Testaquadra, al termine del rito abbreviato. Silvana Saguto, accusata di frode all’assicurazione, e il medico dell’ospedale Cervello Giuseppa Guzzetta avevano invece scelto il rito ordinario. Il pm Claudia Pasciuti aveva chiesto 5 anni per Silvana Saguto e 4 anni e 6 mesi ciascuno per gli altri tre imputati. (ANSA).

Un esercito di camici bianchi per contrastare la diffusione del Coronavirus nel territorio delle Aree metropolitane di Palermo, Catania e Messina e creare una sorta di “cintura di protezione”. Con una propria ordinanza, il presidente della Regione Nello Musumeci ha infatti autorizzato le tre Aziende sanitarie provinciali, competenti per territorio, a implementare il numero delle Unità speciali di continuità assistenziale (Usca) già istituite, fino al raggiungimento dello standard di una Unità ogni venticinquemila abitanti.

Le Asp potranno fare ricorso al nuovo personale sanitario attingendo anche  dagli elenchi che si stanno formando attraverso il bando predisposto dal Policlinico di Messina per l’avvio della campagna regionale di screening epidemiologico. Va ricordato che l’avviso, pubblicato sul sito dell’Azienda ospedaliero-universitaria messinese e che ha già visto l’adesione di oltre tremila professionisti, scade martedì prossimo.

Tra le misure contenute nella nuova ordinanza del governatore anche l’istituzione, in tutta la Sicilia, delle “Unità speciale di continuità assistenziale di pronto intervento” che opereranno h.24 per  prestare immediata e urgente assistenza.
Nell’ambito del mondo della scuola, invece, è confermata la figura delle Usca scolastiche prenderanno in carico i casi sospetti da Covid-19 relativi a personale docente, personale amministrativo, tecnico e ausiliario e studenti degli istituti e scuole di istruzione primaria e secondaria, delle istituzioni educative e degli istituti e scuole speciali statali.Le nuove Usca, per la loro funzione di pronto intervento, potranno avvalersi dei mezzi e delle strumentazioni della Seus e di quelli delle organizzazioni di volontariato che si svolgono servizio di emergenza-urgenza in affiancamento e integrazione al sistema sanitario regionale.

Scatta la zona rossa per due Comuni siciliani. Si tratta di Sambuca di Sicilia in provincia di Agrigento, e Mezzojuso nel Palermitano, dove a partire dalle 14 di domani (sabato 17 ottobre) sono adottate le misure più stringenti per contrastare la diffusione del Coronavirus. La decisione è stata assunta dal presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, in seguito al rapporto delle due Asp territorialmente competenti che hanno confermato la presenza di cluster locali.

In particolare nelle due cittadine siciliane (fino al 24 ottobre per Mezzojuso e al 7 novembre per Sambuca), sarà vietata la circolazione, a piedi o con qualsiasi mezzo pubblico e/o privato, all’interno del territorio comunale, fatta eccezione per indifferibili esigenze lavorative o situazioni di necessità e motivi di salute, ma anche per l’acquisto o il consumo di generi alimentari e l’acquisto di beni di prima necessità, per una sola volta al giorno. A Sambuca di Sicilia e Mezzojuso la principale modalità di lavoro sarà lo smart-working, con la promozione, da parte dei datori di lavoro pubblici e privati, della fruizione di ferie e congedi per i propri dipendenti.

Stop alle lezioni nelle scuole di ogni ordine e grado, così come ai servizi dell’infanzia. Chiusi musei, biblioteche e luoghi di cultura, inoltre saranno vietati banchetti e feste private di qualunque tipo. Da domani, nei due centri, saranno sospesi tutti gli eventi sportivi, (incluse le attività di allenamento), le manifestazioni culturali, ludiche e religiose (grandi eventi,cinema, teatri, pub, scuole ballo, sale giochi, discoteche, ecc.). Sospese altresì le cerimonie civili e religiose, a eccezione dei funerali a cui potranno partecipare massimo 15 persone.

Negli esercizi commerciali delle due comunità sarà consentito l’accesso a una sola persona per volta e sempre con l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale. Sono, comunque, consentiti l’asporto e la vendita al domicilio sempre all’interno del territorio comunale. Nei due paesi è consentito il transito, dai rispettivi territori comunali, per l’ingresso e l’uscita di prodotti alimentari, sanitari e di beni e/o servizi essenziali. Inoltre, è consentita la circolazione dei residenti o domiciliati (anche di fatto) nei Comuni interessati, esclusivamente per garantire le attività necessarie per la cura e l’allevamento degli animali, nonché per le attività imprenditoriali non differibili in quanto connesse al ciclo biologico di piante, purché condotti a titolo individuale.

Sono in corso interlocuzioni con altre amministrazioni locali per valutare eventuali misure contenitive dedicate, sulla base dell’andamento epidemiologico giornaliero.

All’inizio degli anni Cinquanta, ma già dall’immediato  dopoguerra, l’americana  fabbrica di sogni, Hollywood, spediva a pieno carico tutta la sua cinematografia che in Italia, come in Europa, non era stata  vista a causa degli eventi bellici.

Ad Agrigento giungevano a ritmo serrato quei meravigliosi film a colori che narravano della sfavillante e opulenta, (per noi molto opulenta), società americana. Nelle fresche serate d’estate, i favolosi film americani si godevano al Cinema estivo.

Da una traversa di via Atenea, tra il palazzo con la balconata del ristorante “da Giugiù”,  e il palazzetto gotico dell’Orologio, una rapida discesa  conduceva proprio di fronte ad una piccola nicchia dove vi era il botteghino del Cinema estivo. Attraversato l’ingresso,  scale bianche e sinuose portavano alla platea, che vasta e compatta di sedili in ferro e a listelli in legno, era allineata davanti ad un grande  schermo bianco.

Nella luce incerta di  prima sera partivano le immagini fortemente cromatiche che, nel vortice delle sigle musicali, avviavano le vicende del film in programmazione.  Scorrevano le immagini della società americana, le città dai grattacieli alti, altissimi, le strade larghe, le auto lunghe dalle preziose finiture cromate; narravano l’America, che era il sogno del dopoguerra,  un’America tutta cinematografica, da sogno appunto, alla quale destinare  tutti i nostri desideri e tutto il nostro immaginario  fantastico.

Tutti volevamo sapere tutto di quella società, e tutto era bello e gradevole: i personaggi agili ed eleganti, con i cappelli a falde larghe di James

Stewart e Cary Grant, i vestiti di seta di Haddy Lamar e quelli leggeri come una nuvola di Ginger Rogers danzante con Fred Astaire in smoking bianco o nero.

E’ passato anche sugli schermi del Cinema Estivo, alternandosi con la cinematografia americana, il nuovo  cinema italiano del dopoguerra,  il  neorealismo, scarno ed essenziale, di Zavattini  e De Sica.

Ma torniamo al  Cinema estivo, è uno dei più bei ricordi della città degli anni Cinquanta. Poi è  scomparso per fare posto ad uno dei palazzoni di cinta all’antico Centro storico.

La  scomparsa del Cinema estivo è stata una ferita  nel cuore della città perché è mancato, con la sua aerea platea, con la sua attività culturale e ricreativa, un apporto alla formazione e alla visione  del mondo contemporaneo.

E’ stato anche un luogo di bellezza, di fantasia e di sogno, era una terrazza distesa  nella frescura della sera estiva appena  rischiarata, a tratti, da quel singolare chiaroscuro  baluginante della pellicola che ronzava nel proiettore rumoroso come una trebbiatrice.

Luogo di bellezza immaginativa, dinamica,  ricco di   quel fascino e di mistero  dato dal  fantastico sortilegio virtuale che è il cinema, e che svanisce  di colpo, al termine  del racconto cinematografico, con la parola FINE, e a volte THE END.

Ad annunciarlo il Presidente della partecipata, Michele Cimino, che con l’occasione esorta, ancora una volta , tutti gli utenti del trasporto pubblico ad indossare, correttamente la mascherina a bordo dei mezzi Amat e non solo. Da oggi su tutti i bus e tram di Palermo verranno installati anche i dispenser necessari per disinfettare le mani; gesti semplici ma necessari per garantire maggior sicurezza sui mezzi. Un contributo,  quello dell’Amat, in un momento nel quale è fondamentale la collaborazione di qualsiasi soggetto sia pubblico sia privato