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Ennesima rissa, ieri sera, tra extracomunitari nei pressi di Porta di Ponte, a pochi metri dalla via Atenea.
Nell’ultimo episodio in ordine di tempo è toccato a un gruppo di cinque persone darsele di santa ragione. Nulla si conosce sull’origine della baruffa, anche se è probabile che il contrasto sia nato per dissidi, verosimilmente, riconducibili allo spaccio di stupefacenti.
Alla vista di calci, e pugni, alcune persone hanno segnalato il fatto alle forze dell’ordine. Il provvidenziale e tempestivo intervento di alcune pattuglie ha impedito che la situazione degenerasse. I facinorosi, infatti, appena hanno sentito arrivare le forze dell’ordine hanno preferito allontanarsi velocemente.

Non voglio scendere nella polemica nella quale vuole il mio competitor vorrebbe trascinarmi. Ho solo spiegato i motivi che mi hanno fatto prendere la decisione di apparentarmi con due partiti per suscitare le sue reazioni. Fiumi di parole per contestare la mia prima dichiarazione e un altro fiume di parole per criticare la mia tranquilla nota di chiarimento. Toni pesanti, a tratti offensivi. Non crede che prendo appunti a penna… guarda i video degli incontri tematici e vedrai con i tuoi occhi che uso farlo. Naturalmente se posso. In caso contrario cambierò questa mia abitudine per farlo contento.
Vuole che preciso il termine sistemare, bene, prendiamo ad esempio il progetto della rete idrica di Agrigento. Con delibera di Giunta Regionale n. 29 del 21 gennaio 2017 è stato inserito fra gli investimenti del “Patto per la Sicilia”, per l’importo complessivo di circa € 25.500.000. Ma avendo l’ATI AG 9 rescisso il contratto con il gestore, l’opera non può essere più realizzata dall’ATI attraverso il gestore. La Giunta Regionale con deliberazione n. 80 del 27/02/2019, in mancanza di gestore, consente ai Comuni interessati degli investimenti di realizzare direttamente le opere, eseguendo uno stralcio senza il cofinanziamento del gestore. Cosa ha fatto il Comune di Agrigento? Su questo c’è il silenzio.
La prima cosa che farò, una volta sindaco, sarà riunirmi con il presidente Musumeci e l’ing. Foti per bandire la gara d’appalto. Solo così gli agrigentini potranno avere un servizio efficiente e meno costoso.
Franco Miccichè

Calendarizzare al più presto in Conferenza dei capigruppo all’Ars la trattazione del tema dell’attuazione dello Statuto siciliano e di conseguenza delle maggiori risorse che spettano alla Sicilia. Lo chiede il gruppo di Attiva Sicilia, in una lettera indirizzata al presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Gianfranco Miccichè.

“L’obiettivo è quello di trovarsi pronti in occasione dei lavori della Commissione Paritetica che proprio in questo mese dovrebbe affrontare la discussione sulle norme di attuazione dello Statuto e probabilmente le esiterà”, spiegano i deputati di Attiva Sicilia, Matteo Mangiacavallo, Angela Foti, Elena Pagana, Valentina Palmeri e Sergio Tancredi.

“La questione è di importanza fondamentale – sottolineano – perché da queste norme dipendono le reali opportunità di sviluppo della Sicilia. La nostra regione non merita ancora di stare con il cappello in mano, elemosinando risorse dallo Stato, attraverso accordi utili solo a tamponare emergenze, chiediamo un riconoscimento strutturale delle risorse commisurate alle funzioni attribuite. La questione siciliana riguarda l’Italia intera, un passo decisivo per colmare il divario economico e sociale fra Nord e Sud”.

“La Sicilia è sempre più plastic free e sperimenta anche nuove misure di sostegno economico, a favore prioritariamente delle start up che sviluppano tecnologie innovative sul biodegradabile e su nuovi materiali con le medesime caratteristiche di auto smaltimento. La legge che abbiamo approvato all’Ars permette di utilizzare i proventi delle royalty corrisposte dalle società petrolifere per finanziare nuovi investimenti imprenditoriali in materia di ambiente ed ecologia. La nostra Regione diventa così paradigma delle best pratices per l’eliminazione dell’uso della plastica. Abbiamo ora norme specifiche che impongono alle pubbliche amministrazioni regionali di virare sui materiali biodegradabili ed a basso inquinamento. Sottolineo come la nuova legge abbia avuto il via libera da tutte le forze parlamentati, a riprova che sui temi dell’ambiente esiste una comunanza di intenti che fa fare un passo avanti e decisivo alla nostra Isola, sempre più ecologica e determinata nel raggiungimento degli obiettivi ambientali conseguenti all’economia circolare nel settore dei rifiuti e del loro smaltimento. Spero che la stessa unanime sensibilità si trovi attorno alla riforma dei rifiuti che sarà presto in Aula”. Lo afferma Eleonora Lo Curto, capogruppo Udc all’Assemblea regionale siciliana.Sici

Mentre continuano incessantemente ad effetuarsi tamponi, nell’Isola di Lampedusa il numero dei contagiati è salito a 11 e riguarda il piccolo focolaio che si è acceso nella scuola che originariamente aveva colpito solo quattro alunni e due insegnanti.

Nella giornata di ieri due classi hanno effettuato il tampone e per fortuna gli esiti di 45 alunni sono risultati tutti negativi. Nel frattempo e temporaneamente il sindaco di Lampedusa Totò Martello ha chiuso l’istituto scolastico.

Dunque, si è in presenza di due piccoli focolai che sono sorti all’interno dell’Isola; quello della scuola, come detto, e quello di qualche giorni fa che ha riguardato il Poliambulatorio.

 

 

Sono 334 i nuovi positivi al Covid registrati in Sicilia nelle ultime 24 ore. Salgono così a 4.877 gli attuali positivi e passano a 470 i ricoverati in ospedale, con un incremento di 24 rispetto a ieri. Di questi 44 si trovano in terapia intensiva, 2 in più rispetto a ieri, mentre sono 426 i ricoveri in regime ordinario; 4.407 i pazienti in regime isolamento domiciliare.

I tamponi eseguiti sono stati 8.340. Anche oggi si registrano 2 nuove vittime che portano il totale a 341. I morti sono entrambi uomini: un novantunenne, a Catania, e un settantasettenne a Palermo. I guariti sono 137. Sul fronte della distribuzione provinciale, 139 sono i nuovi casi a Palermo, 93 a Catania, 34 a Messina, 22 a Trapani, 20 a Siracusa, 10 a Ragusa, 9 a Caltanissetta e 7 ad Agrigento.

A comunicare i due nuovi casi positivi al Covid 19 è il sindaco di Agrigento Calogero Firetto con un post su facebook.

Si tratta di una coppia, marito e moglie; con i due nuovi casi salgono a 15 i contagiati nella Città dei Templi, come dice lo stesso Firetto: “Sono 15 i casi positivi al coronavirus ad Agrigento. Oggi a due persone è stata confermata la positività al virus; non mi risulta che siano sintomatici ma sono in isolamento e anche per loro è in atto il protocollo che prevede l’isolamento fiduciario e il tampone per gli eventuali contatti. C’è anche una buona notizia. Una persona è guarita e gli porgiamo i migliori auguri perché potrà uscire dall’isolamento.”

“Dobbiamo assumere comportamenti più corretti anche nelle abitazioni private, stiamo assistendo a una evoluzione della curva del contagio e a un innalzamento dovuto soprattutto a dinamiche in ambito familiare e amicale. Dobbiamo indossare le mascherine se si ricevono ospiti non conviventi, vi invitiamo a limitare il numero di ospiti non superiori a 6, vi invitiamo a non svolgere feste e party. Sono situazioni di pericolo e insidiose, dobbiamo evitarle. Non manderemo le forze di polizia nelle abitazioni private. La sfera di vita privata la vogliamo tutelare”. Lo ha detto il premier, Giuseppe Conte, in un punto stampa a Palazzo Chigi.
“Queste nuove misure comporteranno dei sacrifici ulteriori, ma siamo convinti che con questi sacrifici e rispettando le misure potremo adeguatamente affrontare questa nuova fase. Il nostro obiettivo è evitare di far ripiombare il nostro Paese in un lockdown generalizzato”, ha proseguito Conte.

Dopo la prima tornata elettorale, che mi ha dato il vostro grande e caloroso consenso, ho riflettuto molto sulla scelta che mi presenta la legge: apparentarsi o meno con liste e partiti che al primo turno avevano appoggiato altri candidati. Immediate sono arrivate le richieste di apparentamenti, ma confesso che ho riflettuto molto prima di prendere la mia decisione. Ma più ci pensavo e più mi convincevo che la scelta non poteva essere diversa dall’apparentarsi.

Da soli, ho riflettuto, non si va da nessuna parte. Ma quando c’è la possibilità di avere come partner il governo regionale, allora è anche meglio.

Con questo accordo, infatti, Agrigento potrà sistemare il proprio territorio grazie alle risorse comunitarie e a quelle nazionali e regionali.

Il Governo regionale, infatti, oltre a potere utilizzare i fondi del Patto per la Sicilia, darà le linee strategiche dei finanziamenti del recovery fund per gli interventi di ripresa economica della Sicilia. E Agrigento è certamente una città che ha bisogno di un aiuto per la ripresa. Ben 193 miliardi sono previsti dal Recovery fund per il recovery plan, ovvero il piano nazionale di ripresa e resilienza. Prevede finanziamenti per la digitalizzazione, l’innovazione e la competitività del sistema produttivo, la rivoluzione verde e la transizione ecologica, infrastrutture per la mobilità, l’istruzione, la formazione, la ricerca e la cultura, la salute e l’equità sociale, di genere e territoriale.

E non ci vuole molto a capire che con queste risorse e con la sinergia con la Regione, Agrigento avrà una marcia in più per sistemare le sue strade, rifare i marciapiedi, realizzare finalmente il depuratore del Villaggio Mosè, intervenire sul suo centro storico, sui quartieri periferici, soprattutto i più degradati, aiutare le attività produttive e intervenire sul turismo.

Ecco cosa mi ha spinto a realizzare l’apparentamento con i partiti del Governo regionale, con in testa il presidente Musumeci. L’ho fatto per poter portare avanti il mio progetto di risanamento di questa città. Per Agrigento e gli agrigentini.

Se a settembre la sentenza di I grado del TAR aveva stabilito che l’aumento della Tari disposto nel 2018 dal Comune di Campobello nell’Agrigentino, era illegittimo, oggi anche il secondo grado del CGA conferma che quanto denunciava il Movimento 5 Stelle era esatto. I cittadini di Campobello adesso meritano la restituzione delle somme a questo punto indebitamente incassate dal Comune a causa di una scelta scellerata del primo cittadino”. A dichiararlo sono i deputati regionali del Movimento 5 Stelle Giovanni Di Caro e Francesco Cappello a proposito della della sentenza di II grado del Consiglio di Giustizia Amministrativa che boccia deliberazione comunale con la quale il comune di Campobello di Licata nell’Agrigentino aveva stabilito nel 2018 un aumento del 30 per cento della tariffa della tassa sui rifiuti (TARI). “È il 28 Marzo 2018 – ricostruiscono i deputati – quando gli attivisti del Meetup 5 stelle Campobello di Licata assistono e trasmettono la diretta della seduta consiliare in cui si è votato all’unanimità l’aumento del costo della tari per circa il 30%. Un aumento che ha messo fortemente in crisi le famiglie e le attività commerciali della comunità.
Così con il gruppo locale del Movimento 5 Stelle coordinato da Giuseppe Sicilia, Roberto Casuccio, Salvatore Gravotta e Davide Lo Leggio e dal senatore Rino Marinello, abbiamo portato avanti un’azione legale contro tale delibera portando quindi il Comune di Campobello in Tribunale. Morale, oggi anche il CGA ci ha dato ragione dopo che il TAR aveva annullato gli atti comunali impugnati, riconoscendo le ragioni dei ricorrenti. Nel caso di specie, il Comune di Campobello di Licata dovrà prendere atto di quanto stabilito anche in questa sentenza, trovando il modo di restituire le somme ai cittadini. Siamo stati al fianco della cittadinanza e abbiamo vinto. Un modello virtuoso di partecipazione dal basso che contiamo di estendere in tutta la Sicilia” – concludono i deputati.