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Associazioni di consumatori e cittadini potranno presentare entro le ore 12:00 del 9 novembre le proposte e le osservazioni per una possibile rimodulazione dei contenuti del piano triennale di prevenzione della corruzione e della Trasparenza, denominato P.T.P.C.T., del Libero Consorzio Comunale di Agrigento per il triennio 2021/2023.

Il Piano è stato approvato dal Commissario Straordinario del Libero Consorzio Alberto Girolamo Di Pisa su proposta del Segretario Generale Caterina Moricca. Il Libero Consorzio ha provveduto anche ad approvare gli obiettivi strategici biennali per quanto concerne la prevenzione della corruzione e la trasparenza ai fini della redazione dei “Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza” per il triennio 2021/2023.

Tutta la documentazione e il modulo di presentazione delle osservazioni sono visionabili nella sezione “In evidenza” della home page del sito dell’Ente www.provincia.agrigento.it.

Le possibili osservazioni o proposte di modifica predisposte dai cittadini o dalle Associazioni di consumatori al Piano potranno essere consegnate direttamente alla Segreteria del Libero Consorzio comunale di Agrigento o inviate ai seguenti indirizzi di posta elettronica: g.cani@provincia.agrigento.it e i.iannuzzo@provincia.agrigento.it, oppure utilizzando la posta certificata del Libero Consorzio Comunale di Agrigento: protocollo@pec.provincia.agrigento.it. Le eventuali proposte di modifica  al piano saranno valutate entro il 31 gennaio del 2021.

Il P.T.P.C.T. individua le misure dirette a prevenire la corruzione nell’ambito dell’attività amministrativa degli Enti pubblici per tutelare e salvaguardare la correttezza e la legalità dell’azione amministrativa. Il Piano si prefigge, inoltre, di ridurre le opportunità che si verifichino casi di corruzione; aumentare la capacità di scoprire casi di corruzione; creare un contesto sfavorevole alla corruzione con l’obiettivo di creare un collegamento tra corruzione, trasparenza e performance.

Impietosi salgono i contagi anche nella provincia di Agrigento. I sindaci di Favara e Canicattì, rispettivamente Anna Alba ed Ettore Di ventura, hanno comunicato nuovi contagi nelle proprie città. A Favara sono tre i nuovi casi di Covid 19 e si tratta di soggetti che non presentano grosse difficoltà, con sintomi lievi e che si trovano in isolamento domiciliare.

Stesso discorso va fatto per Canicattì; anche in questo caso il soggetto interessato dal Covid 19 non presenta sintomi estremamente importanti e si trova anche esso in isolamento domiciliare.

L’Asp di Agrigento provvederà adesso a svolgere come prevede il protocollo tutte le indagini dei casi in questione.

 

Sempre più alto il numero dei positivi al Covid 19 in Sicilia. Sono infatti 366 i nuovi casi emersi in Sicilia nelle ultime 24 ore dopo che sono stati effettuati 7.021 tamponi.

Questo il bollettino diffuso dal ministero della Salute che conferma l’ascesa in Sicilia che nel frattempo registra anche 54 guarigioni. Al momento i positivi nelle nove province siciliane sono 5.187, di cui 447 ricoverati in ospedale. Nelle terapie intensive, inoltre, ci sono 49 pazienti. Rispetto a ieri si registrano anche due decessi, che fanno salire il computo complessivo a 343. La provincia in cui si sono registrati più casi nelle ultime 24 ore è Catania, con 117 positivi scoperti, seguita da Palermo (94) e Trapani (49). In provincia di Messina 39 casi tra ieri e oggi, 26 a Siracusa e 20 a Caltanissetta; Ragusa (10), Enna (6) e Agrigento (5).

“Per un anno abbiamo concesso un’ampia linea di credito alla Cmc, ma ad oggi il bilancio è deludente. Sul completamento della Ss 640 Agrigento-Caltanissetta non si registrano passi in avanti e poca cosa sono uno o due milioni di produzione negli ultimi mesi, a fronte dei 150 milioni ancora da compiere nei prossimi due anni. Ecco perché abbiamo deciso, nel corso della riunione di stamane con Anas e l’azienda contraente generale, di mettere nero su bianco un ultimatum: il committente Anas dovrà impegnarsi alla rescissione del contratto di Cmc se, entro il 30 novembre, non si saranno registrati progressi reali, sensibili e davvero significativi sull’avanzamento dei lavori. Dobbiamo porre fine a questa infinita vertenza anche perché rischiamo di dover restituire all’Europa, come Regione Siciliana, ben 465 milioni di euro di finanziamenti qualora la Ss 640 non sia completa e in esercizio nel 2023”.

Lo rende noto l’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone, a seguito della riunione di stamane a Palermo con Anas e Cmc sui lavori di ammodernamento della Ss 640 “Strada degli scrittori” Ag-Cl. Presenti al tavolo il presidente della IV Commissione all’Ars on. Giusy Savarino, per Anas il direttore progettazione e realizzazione lavori Eutimio Mucilli, il dirigente tecnico Ettore de la Grennellais, il Responsabile Struttura Territoriale Valerio Mele; collegato in videoconferenza il direttore generale Cmc Paolo Porcelli.

“Stiamo col fiato sul collo di Cmc e seguiamo da vicino la vicenda – ha aggiunto l’on. Savarino – perché vogliamo che queste opere arrivino a conclusione velocemente. Siamo al fianco e a sostegno del Governo Musumeci”.

Anche il Libero Consorzio di Agrigento o ex Provincia regionale, è stata intaccata dal coronavirus. Un impiegato, in servizio negli uffici di via Acrone, è stato colpito dal Covid 19. Per tale nuovo increscioso episodio, ovviamente, gli uffici sono stati immediatamente chiusi in attesa della sanificazione di tutti i locali.

Si tratta dei due casi segnalati ieri dal sindaco di Agrigento Calogero Firetto; anche la moglie del dipendente è risultata positiva. Sembrerebbe che il dipendente in questione lavorava già in lavoro agile da casa.

 

 

 

 

Il sistema frenante è uno degli organi più importanti di un’auto, poiché è importante non solo per il corretto funzionamento dell’auto, ma anche per la sicurezza del conducente, dei passeggeri e degli altri utenti della strada. Affinché il sistema di frenata dell’auto funzioni a lungo e regolarmente senza il minimo malfunzionamento, è necessario monitorarlo e prendersene cura adeguatamente. Si consiglia un’ispezione professionale dell’impianto frenante almeno due volte all’anno. Per comodità, è ragionevole combinare il controllo con un cambio stagionale delle ruote quando i freni diventano accessibili per l’ispezione. È necessario cambiare pastiglie, dischi o altri elementi dell’impianto frenante solo dopo aver controllato l’intero meccanismo frenante e individuato tutti i difetti e le cause del rumore.

Potenziali problemi al sistema frenante

Un sintomo può anche indicare un problema con il sistema frenante di un veicolo. Potrebbe trattarsi di un’eccessiva corsa del pedale del freno libera o dura. In caso di malfunzionamento del sistema frenante, il pedale del freno, molto spesso, cade ed è elastico e il processo di frenata stesso diventa difficile da controllare. Inoltre, in caso di guasto all’impianto frenante, l’auto viene tirata di lato.

In caso di malfunzionamento del sistema frenante dell’auto, le pastiglie dei freni, di regola, non si separano dal disco del freno e le pastiglie stesse si usurano in modo non uniforme. Con tutto ciò, c’è una diminuzione dell’efficacia del freno a mano e della frenata con pulsazione simultanea dei freni.

Inoltre, prestare attenzione a rumori anomali durante la frenata, il rumore, lo scricchiolio o lo stridore. Ad esempio, i dadi delle ruote che vengono serrati eccessivamente senza una chiave dinamometrica possono causare rumore. Come risultato della costrizione, il disco “guiderà” e appariranno i battiti.

Cosa devi sapere per sostituire i dischi dei freni

Per acquistare parti di ricambio per l’impianto frenante, i conducenti possono procedere in due modi: acquistare parti nuove o acquistare quelle usate. Nei casi con una nuova parte, è possibile utilizzare il negozio online tuttiautopezzi.it o analoghi simili. Non ha senso concentrarsi sui vantaggi delle nuove parti, poiché sono evidenti. Quante volte riesci a trovare la parte giusta per qualsiasi marca di auto. La seconda categoria di ricambi: pastiglie freno usate. I kit pastiglie freno usate sono solitamente venduti attraverso siti web, forum, annunci privati ​​o negozi online, dove provengono da concessionarie auto e da privati, ad esempio, per il mercato italiano ricambiusatiautosanvittorino.it.

Il prezzo di tali kit dipende dal modello dell’auto, dalla marca del produttore delle parti, dall’usura fisica e dalle condizioni generali delle parti. In questi casi, non stiamo parlando di parti fortemente usurate. Durante lo smantellamento forzato di auto straniere, spesso vengono messe in vendita pastiglie usate di qualità originale con guarnizioni di attrito minimamente usurate. 

Quando si inizia a sostituire i dischi dei freni, tenere presente quanto segue:

  • i dischi dei freni vengono cambiati solo in coppia, di solito su uno degli assi del veicolo. Anche se uno dei dischi si consuma rapidamente (ad esempio a causa di una pinza inceppata), devono essere comunque cambiati entrambi, altrimenti dovrai dimenticare l’uniformità della frenata
  • i dischi cambiano sempre insieme alle pastiglie, quindi è ancora meglio cambiare un po ‘in anticipo anche i dischi non completamente usurati, se c’è il dubbio che “usciranno” ancora un giro delle pastiglie.
  • corpo durante la guida, nonostante il fatto che le ruote siano equilibrate e che i cuscinetti e le trasmissioni delle ruote siano normali.

Venerdì, alle 13.15, il sindaco Lillo Firetto sarà ospite a Tgr Rai Sicilia. Si parlerà delle sue idee per la città di Agrigento per i prossimi 5 anni, nell’ambito delle tribune elettorali organizzate dalla testa giornalistica regionale. L’intervista è stata registrata questa mattina nella sede Rai di Palermo.

“Avrei preferito però che l’altra sedia non fosse vuota. Considero il confronto come un’occasione sempre preziosa, sia per i cittadini, che possono votare più consapevoli, sia per i candidati.
Io sono e sarò sempre disponibile, perché per il bene dei cittadini e della democrazia il confronto sui temi e sulle proposte è essenziale” ha commentato Firetto.

Condanne anche per Francesco Capizzi, inteso “il milanese”, 50 anni, di Porto Empedocle (10 anni); Francesco Tarantino inteso “Paolo”, 29 anni, di Agrigento (10 anni); Mauro Capizzi, 47 anni, di Ribera (10 anni e 8 mesi); Santo Interrante, 34 anni, di Santa Margherita Belice (10 anni); Giacomo La Sala, 47 anni, di Santa Margherita Belice (10 anni e 4 mesi); Rocco D’Aloisio, 46 anni, di Sambuca di Sicilia (10 anni); Tommaso Baroncelli, 40 anni, di Santa Margherita Belice (8 anni e 8 mesi).

Per Diego Grassadonia, 54 anni, di Cianciana la condanna a 10 anni di reclusione in appello è stata ridotta a 9 anni per effetto dell’esclusione dell’aggravante di essere stato un capo promotore ed è arrivata la conferma. Per Giuseppe Lo Pilato, 47 anni, di Giardina Gallotti (frazione di Agrigento(, assolto in primo grado, in appello era stata decisa la condanna a 9 anni di reclusione per l’accusa di associazione mafiosa e anche per lui è arrivata la conferma.

Per Emanuele Riggio, 45 anni, di Monreale, condannato in appello a 3 anni e 4 mesi, è stata pronunciata una sentenza di “annullamento senza rinvio per morte del reo”, essendosi tolto la vita in cella la scorsa estate.

Le nuove famiglie mafiose della provincia di Agrigento si erano riorganizzate attorno al 67enne Pietro Campo, fedelissimo del boss Matteo Messina Denaro. Una relazione segretissima del Ros – risalente al 2012, talmente riservata che non fu neppure inserita, in un primo momento agli atti dell’inchiesta per evitare di compromettere le indagini che cercavano di stringere il cerchio attorno al superlatitante – rivela un incontro fra i due avvenuto in un ovile. Il reparto speciale dell’Arma lo scopre in un secondo momento, perchè Campo lo racconta, con numerosi particolari, ad un altro “fedelissimo”, Leo Sutera.

Per i dodici imputati processati col rito abbreviato, dunque,  è arrivata la condanna definitiva perchè la Cassazione ha rigettato i ricorsi della difesa.

Momento di indubbio valore simbolico questa mattina presso la Cittadella della Salute di Agrigento: nell’intento di offrire un chiaro messaggio sulle buone prassi da seguire, la direzione ASP si è sottoposta a vaccinazione antinfluenzale. Il commissario straordinario, Mario Zappia, insieme al direttore sanitario, Gaetano Mancuso, ha voluto offrire un esempio diretto alla cittadinanza sensibilizzando la collettività a compiere un gesto semplice ma di grande efficacia nella tutela della salute.

La campagna di vaccinazione contro l’influenza stagionale, per la prevenzione della malattia e delle sue complicanze, è già scattata in provincia di Agrigento lo scorso 5 ottobre. Le vaccinazioni vengono effettuate su tutto il territorio Asp presso gli studi dei medici di famiglia, dei pediatri di libera scelta ed in tutti i presidi vaccinali aziendali. Il servizio è gratuito per chi ha compiuto i sessant’anni, per i bambini dai sei mesi ai sei anni, per i soggetti di ogni età con patologie a rischio, per le  persone ricoverate in strutture per lungodegenti, per i  familiari di persone ad alto rischio e, soprattutto, per gli operatori sanitari e di assistenza, gli addetti ai servizi di pubblica utilità, i donatori di sangue ed il personale che, per motivi di lavoro, è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzale non umana. La campagna per la somministrazione del vaccino antinfluenzale stagionale va da ottobre sino a fine a febbraio e ciò per poter garantire livelli efficaci di copertura anticorpali nel tempo dal momento che i virus dell’influenza raggiungono l’apice della diffusione nella nostra regione tra dicembre e marzo.

L’assessore regionale dell’Ambiente Toto Cordaro, nella qualità di autorità ambientale nell’Isola, ha firmato stamane il decreto con il quale viene dato il via libera al Piano regionale per l’amianto. Un ulteriore passo in avanti per rendere operativo uno strumento atteso da 28 anni. Nelle scorse settimane il documento aveva ricevuto il parere favorevole della Commissione tecnica specialistica per le autorizzazioni ambientali dell’assessorato, presieduta dal professore Aurelio Angelini. Ultimo passaggio, adesso, sarà la trasmissione alla Protezione civile regionale che potrà così procedere con le previsioni che ha fatto per quanto riguarda stoccaggio, smaltimento e trattamento dei rifiuti speciali.
Il Piano, fortemente voluto dal governo Musumeci, consentirà di intensificare la lotta contro lo smaltimento irregolare e bonificare moltissime aree della Sicilia. Ogni ente locale dovrà varare, a sua volta, un proprio Piano e potrà avvalersi del lavoro svolto dalla Regione che mapperà, anche tramite foto satellitari, la presenza di potenziali manufatti in amianto anche per evitarne la rimozione in maniera arbitraria: un rischio per la salute e per le salatissime multe.Tra gli aspetti principali del documento anche le informazioni epidemiologiche aggiornate, le ipotesi sul fabbisogno e le tipologie tecnologiche degli impianti, i criteri di localizzazione e la definizione degli scenari nel breve, medio e lungo periodo.