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Aveva 77 anni Giuseppe Licalzi, il commerciante di Canicattì deceduto questo pomeriggio all’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta dove era stato ricoverato in terapia intensiva, a causa di una grave insufficienza respiratoria, risultato positivo al coronavirus e mentre insorgeva anche un infarto.

Il Covid-19 continua a mietere vittime. Il commerciante è la seconda vittima dopo l’anziana di Sambuca di Sicilia, dove dilaga la preoccupazione per il numero di positivi che continua a salire

 

Salvatore Scondotto, presidente dell’Associazione italiana di epidemiologia è il nuovo coordinatore della Struttura sanitaria di supporto per l’emergenza Covid in Sicilia. A nominarlo è stato il governatore Nello Musumeci in qualità di soggetto attuatore dell’ordinanza di Protezione civile nell’ambito del contrasto alla pandemia. Scondotto, 61 anni, è dirigente del servizio di Sorveglianza ed epidemiologia valutativa presso il dipartimento Attività sanitarie e osservatorio epidemiologico dell’assessorato regionale alla Salute e dal 2018 guida l’Associazione italiana di epidemiologia.

Nello stesso provvedimento, il presidente della Regione ha indicato i componenti del Comitato tecnico scientifico, di cui fanno parte anche il capo della Protezione civile regionale Salvatore Cocina, i dirigenti dell’assessorato regionale alla Salute Maria Letizia Di Liberti e Mario La Rocca, i  commissari per l’emergenza Coronavirus delle Città metropolitane di Palermo e Catania, Renato Costa e Giuseppe Liberti, e 13 esperti.

Ecco gli esperti che compongono il Comitato tecnico scientifico: Antonella Argo (Medicina legale); Bruno Cacopardo (Malattie infettive e tropicali); Salvatore Corrao (Medicina interna); Massimo Farinella (Malattie ifettive e tropicali); Fabio Genco (Rianimazione e terapia intensiva); Agostino Massimo Geraci (Medicina e chirurgia di accettazione e urgenza); Antonio Giarratano (Rianimazione e terapia intensiva); Giuseppe Nunnari (Malattie infettive e tropicali); Giovanni Passalacqua (Pneumologia); Cristoforo Pomara (Medicina legale); Nicola Scichilone (Pneumologia); Emanuele Scarpuzza (Rianimazione e terapia intensiva); Stefania Stefani (Microbiologia).

Il Comitato tecnico scientifico per l’emergenza ha funzioni consultive e di validazione tecnico-scientifica.

Firmato il protocollo per il Partenariato di Comunità del Primo parco mondiale policentrico e diffuso dello stile Mediterraneo.  A sottoscriverlo il sindaco Lillo Firetto e il sindaco di Caltanissetta, Roberto Gambino. Ieri, a Caltanissetta, si è riunita l’Assemblea costituente a cui hanno partecipano tutti i partner istituzionali pubblici e privati che hanno aderito al progetto.
Il Parco mira a valorizzare il territorio del Centro Sicilia, comprendente buona parte del territorio agrigentino, sotto il profilo culturale e sociale attraverso progetti concreti e sostenibili che, nel tempo, puntano a crescere in visibilità e importanza. Il sindaco di Caltanissetta ha sottolineato i risvolti positivi legati a un indotto che, adeguatamente stimolato e sviluppato, potrà portare un incremento del tasso di occupazione soprattutto delle due filiere cardine: agricoltura e turismo. Ieri sono state anche fissate le tempistiche indispensabili per garantire il raggiungimento del risultato.
L’iniziativa in questa prima fase ha incamerato per Agrigento due progetti del valore di, rispettivamente 52,5 milioni e 12 milioni di euro. Il primo è finalizzato a realizzare iniziative di carattere produttivo, culturale e turistico e un Parco Urbano tra la Valle dei Templi e la città, che traccia una connessione con il mare e i quartieri e crea un unicum che include il parco archeologico; un altro istituisce un Centro di Ricerca Permanente su Benessere Sostenibile e Qualità della Vita.
Il secondo, progetto di 12 milioni – cui aderisce Topnetwork, già protagonista ad Agrigento con Datafactor, polo d’innovazione e ricerca sulla Data Science – si propone di realizzare nella Città dei Templi un Centro servizi informatici a supporto delle amministrazioni locali coinvolte nel piano di rilancio regionale per il Benessere Equo Sostenibile e la Qualità della Vita in Sicilia.
“Il futuro dei giovani agrigentini è per noi fondamentale – ha affermato Firetto – e per tale ragione abbiamo voluto mantenere gli impegni nel raggiungere obiettivi di lungo periodo che possano avere effetti durevoli sull’economia della città. Per crescere serve progettualità seria e atti concreti come questo. Agrigento mira a essere nella Sicilia centro meridionale un punto di riferimento per un corretto stile di vita, per il buon cibo, per una vita sana. Il parco urbano di Agrigento – ha detto al ministro il sindaco Lillo Firetto – colma formalmente una lacuna antica: Agrigento non è più la città che ha aggredito la sua Valle dei Templi, ma che l’ha valorizzata sotto il profilo del paesaggio, vincendo riconoscimenti nazionali ed europei. Oggi con questo progetto riconnette il centro storico fino alla Valle dei Templi e al mare attraverso una cintura verde in cui confluiscono mobilità sostenibile, land art e orti urbani”.

Inaugurato presso l’Unità operativa di oncologia del presidio ospedaliero “San Giovanni di Dio” di Agrigento un moderno impianto di filodiffusione acustica. La nuova dotazione, già funzionante in tutti gli ambienti del reparto, rappresenta il frutto dell’ultima donazione compiuta da AMICO onlus in favore dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento. L’inaugurazione è stata preceduta da un incontro con i sanitari e gli operatori presieduto dal commissario straordinario ASP Mario Zappia. Obiettivo della donazione è stato quello di incrementare il livello di benessere psico-fisico e di confort dei pazienti e dei loro familiari in un reparto dove, grazie alla sinergia operativa tra ASP e AMICO, sono stati compiuti tanti passi in avanti lungo questa direzione. “La forte collaborazione con le associazioni – ha dichiarato il commissario Zappia – costituisce un elemento di grande importanza su cui incentrare le azioni di miglioria della qualità dei servizi offerti ai cittadini. Questa partecipazione non si concretizza solo nel ricevere donazioni di strumenti e supporti, per i quali comunque la direzione strategica è estremamente grata a tutti i volontari, ma rappresenta un’occasione costante di dialogo e confronto finalizzata a concertare insieme nuovi scenari di sviluppo e crescita dei servizi”.

Presenti all’incontro anche il direttore sanitario di presidio, Antonello Seminerio, il primario del reparto, Antonino Savarino, la psico-oncologa Gabriella Vella ed il presidente di AMICO onlus, Riccardo Barrano.

Sono 399 i nuovi positivi al Covid19 registrati in Sicilia nelle ultime 24 ore. Salgono a 5487 gli attuali positivi e passano a 520 i ricoverati in ospedale con un incremento di 22 ricoveri rispetto a ieri.

Di questi 52 si trovano in terapia intensiva, ben 3 in più rispetto a ieri, mentre sono 468 i ricoveri in regime ordinario; 4.967 sono i pazienti in regime isolamento domiciliare. I tamponi eseguiti sono stati 7444. Anche oggi si registrano 7 nuove vittime che portano il totale a 350. I guariti sono 92. I dati nei Comuni capoluogo: 154 a Palermo di cui 14 sono migranti ospitati all’hotspot di Lampedusa, 126 a Catania, 22 a Messina, 21 a Caltanissetta, 19 a Trapani, 19 a Siracusa, 15 a Ragusa, 14 a Enna e 9 Agrigento.

Povera campagna elettorale agrigentina.

Fino ad ora i due candidati sindaco alle prossime amministrative di Agrigento, Lillo Firetto e Franco Miccichè, erano stati buoni, quanto meno apparentemente.

Firetto gran signore, Miccichè quantomeno altrettanto.

Sono bastate alcune uscite sui cortili preferiti da chi non ha altro da fare nella vita, cioè su facebook e roba varia, per scatenare un vero e proprio putiferio generato e fatto degenerare da alcuni supporter dei due contendenti alla poltrona di primo cittadino di Palazzo dei Giganti.

Qualcuno ha perso una memorabile occasione per stare zitto; ma è più forte di ogni altra cosa. Scrivere e offendere gli avversari con contumelie e accuse gratuite, in modo scomposto e con odio personale è roba veramente da piccoli figuri.

Miccichè, candidato di un Centro Destra che invece di unire disunisce, ha dovuto replicare ad una serie di attacchi pervenuti da uno specifico gruppo dopo una “postata” rimasta on line per pochi minuti. Di tutto, di più; poi il contrario di tutto. E il mansueto dott. Franco ha dovuto rettificare e precisare.

Dall’altra sponda, Lillo Firetto, da sempre compassato e in ordine; ha dovuto sfoderare qualche barlume di un Firetto sconosciuto a seguito di un replicare, sempre attraverso i cortili di facebook, scomposto e non certo degno della sua persona. O, almeno, non eravamo mai abituati a vederlo reagire in questo modo.

Il tutto causato da una supporter dello stesso primo cittadino la quale, non avendo altro da fare, gioisce a passare il proprio tempo a sciorinare idiozie in quel cortile che comunemente si chiama social.

Ed ecco che viene a mancare in modo palese quel lume della ragione, quel bon ton che da sempre eravamo abituati a vedere ed ascoltare. Sarà stata tutta apparenza?

Una supporter, una dichiarazione, un caos; una frase profferita da una persona che per una regola naturale avrebbe dovuto seguire altri istinti.

Non c’è cosa più bella per una donna che allattare, tirare fuori una mammella e dare vita alla propria creatura. Ed invece no; la natura si snatura, è viziata, è controcorrente.  Forse è più bello mungere che allattare…

E’ la vita, lo sappiamo bene. Con tutti i suoi pregi e i suoi difetti, con gli orrori e gli errori, con le contrapposizioni e le contraddizioni.

La figura avrebbe fatto meglio a stare zitta. Solo lo smemorato di Collegno la frega in fatto di memoria. Poi viene lei, unica e inscindibile persona attaccata al potere, alla politica, senza mai aver lavorato per meriti propri, a scapito di persone magari più bisognose. Donna per tutte le stagioni, camaleontica a seconda delle esigenze “politiche”. Sciorina, sproloquia. Trova la forza di parlare di “rapporti fiduciari” senza provare un briciolo di vergogna. La concitazione della favela, dell’ars oratoria, le fa perdere il lume della ragione. Non capisce lei stessa ciò che dice.

In questo momento apprendiamo che anche “lui” scende in campo. Ma è peggio di lei.  E anche lui, nel perdere una clamorosa occasione per stare zitto, non riesce a vergognarsi.

Nella vita si vince, si perde. Lei (loro) non sa (sanno) perdere. Forse percepisce (percepiscono) che la “minneddra” dalla quale ha (hanno) sempre attinto (con politici diversi) sta per svuotarsi, perché il latte prima o poi, finisce.

Si nasce, si muore.

Lei (e lui) non riesce (riescono) a rassegnarsi…

Attiva Sicilia sarà presente al presidio in programma domani a Catania per chiedere la liberazione dei 18 pescatori ostaggio dei libici di Bengasi. Erano a bordo dei​ pescherecci siciliani Antartide e Medinea salpati da Mazara del Vallo e da oltre 40 giorni sono prigionieri in Libia. La manifestazione, organizzata dalla Federazione del Sociale USB Catania, si svolgerà domani alle 17 davanti alla prefettura di Catania e sarà presente il vicepresidente dell’Ars e componente del gruppo Attiva Sicilia, Angela Foti.

Per la liberazione dei pescatori, l’autoproclamato LNA, l’Esercito Nazionale Libico, ha chiesto l’estradizione di quattro scafisti libici detenuti in Italia perché condannati dal Tribunale di Catania per quella che viene definita la “Strage di Ferragosto” che, nell’estate del 2015, causò la morte di 49 migranti.

“E’ forte il timore per le sorti dei nostri concittadini rapiti – dicono i deputati di Attiva Sicilia – Abbiamo già chiesto nei giorni scorsi un intervento diretto della Presidenza del Consiglio per trovare una soluzione rapida alla vicenda, coinvolgendo nelle interlocuzioni anche l’Europa. Bisogna agire in fretta perché un’eventuale condanna dei pescatori aprirebbe scenari ancora più complessi. Per questo l’attenzione va mantenuta alta sulla vicenda ma anche sul sostegno alle famiglie che si trovano adesso senza alcuna fonte di reddito e quindi vivono ore di difficoltà economica oltre che di angoscia per i loro cari”.

“È inaccettabile che la Libia chieda la liberazione di quattro cittadini libici condannati dal Tribunale di Catania a 30 anni di carcere per traffico di esseri umani e per la morte in mare di 49 immigrati, in cambio del rilascio dei diciotto pescatori di Mazara del Vallo, trattenuti assieme ai loro pescherecci dalle milizie del generale Haftar dal primo settembre, mentre si trovavano per una battuta di pesca. Un vero e proprio ricatto nei confronti del governo italiano che, in questo momento, si mostra completamente silente e inerme di fronte ad una vicenda così drammatica”.È quanto afferma l’europarlamentare della Lega, Francesca Donato, prima firmataria di un’interrogazione urgente alla Commissione eruropea, assieme agli europarlamentari Marco Zanni (presidente gruppo ID), Marco Campomenosi (capo delegazione), Alessandro Panza, Paolo Borchia, Annalisa Tardino, Antonio Maria Rinaldi, Stefania Zambelli, Vincenzo Sofo, Angelo Ciocca, Gianantonio Da Re.

“L’Europa – aggiunge l’esponente dell’europarlamento –  faccia sentire la propria voce per far liberare i pescatori italiani. Ho presentato un’interrogazione prioritaria, come prima firmataria, alla Commissione Europea, per sollecitare un suo intervento e per chiedere quali azioni possa intraprendere per risolvere rapidamente questa situazione angosciante per i pescatori coinvolti, le loro famiglie e per i tanti pescatori che si trovano a operare in queste zone del Mediterraneo dove azioni piratesche a scopo ricattatorio continuano ad avvenire in palese violazione del diritto internazionale. Anche da Bruxelles, il messaggio deve arrivare forte e chiaro: liberate i nostri pescatori, subito”.

 Ho provato a riscrivere la pagina PRECARIO su Wikipedia, la libera enciclopedia per la quale scrivo,ma basta entrare nella pagina per comprendere tutte le mie perplessità a distinguerlo dal lavoro nero“. Il dramma dell’incertezza,la violenza della precarietà che colpisce i diritti e la stessa dignità dei lavoratori,può essere definito come un rapporto di lavoro in un ambiente di mafia. Proviamo ad immaginare la precarietà all’infinito, quando con qualche gioco delle tre carte, manipolati dalla stessa legge si è precari a tempo indeterminato. Proviamo ad immaginare i cambi di funzionari generali alla provincia,di direttori generali,alle asl, di segretari generali ai comuni,di presidenti etc ai quali si devono presentare I LAVORATORI PRECARI per subire l’esame di lavoro per continuare ad essere sfruttati e vessati“.

“La precarietà del lavoro marcia a tappe forzate verso lo schiavismo e le leggi che da trent’anni l’hanno autorizzata, incentivata, diffusa, hanno la stessa portata sociale e morale di quelle che nell’800 disciplinavano l’Asiento. ( il termine asiento in origine indicava qualsiasi accordo stipulato tra il sovrano spagnolo ed un privato cittadino, un contratto per l’importazione di schiavi neri nelle colonie spagnole in condizioni di monopolio)“.

“Non si dice forse da trenta anni che le leggi sulla precarietà servono a far emergere il lavoro nero? Questo del resto sostengono tutte le istituzioni della Unione Europea, per le quali la merce lavoro non deve essere sottoposta a vincoli e controlli che ne impediscano la libera concorrenza. Se c’è disoccupazione è perché il lavoro costa troppo, bisogna che la concorrenza tra le persone ne abbassi il prezzo fino a che le imprese non trovino conveniente assumere. È la filosofia liberista della riduzione del costo del lavoro che dagli anni 80 ha ispirato tutte le leggi e tutti gli interventi sul mercato del lavoro delle istituzione europee e dei governi italiani“.

Negli anni 70 il contratto di assunzione era tempo indeterminato con l’articolo 18, salvo eccezioni che erano davvero tali. Il collocamento allora era pubblico e numerico, cioè le imprese dovevano assumere seguendo le liste pubbliche di chi cercava occupazione, non servivano curriculum o altro. E la pubblica amministrazione non era sottoposta ai vincoli massacranti del fiscal compact e ai conseguenti tagli al personale stabile, sostituito dall’appalto e dal lavoro precario. Poi, tutto è cambiato, nel nome del mercato, della modernità, dell’Europa, questo sistema semplice, giusto e anche efficiente è stato metodicamente smantellato da tutti i governi, senza distinzioni di colore, con la il silenzio di Cgil Cisl Uil. Un silenzio storicamente granitico. Oggi il collocamento è un affare delle agenzie interinali,una volta vietate come caporalato, i rapporti di lavoro precari sono una quarantina e lo stesso contratto a tempo indeterminato è una finta, visto che grazie al jobsact i nuovi assunti possono essere licenziati in qualsiasi momento, e se un sindaco di qualsiasi città o paesino di provincia, si azzarda a regolarizzare i dipendenti del suo comune, apriti cielo tutti addosso, per non parlare del rischio di finire in tribunale”.

Oggi è dilagato il precariato, ma contrariamente alle giustificazioni ufficiali la disoccupazione è esplosa e il lavoro nero continua a espandersi. I devastatori del diritto però non hanno fallito, perché alla fine hanno realizzato esattamente ciò che volevano, riportare le lavoratrici e i lavoratori nella condizione di soggezione degli schiavi. Il sistema di lavoro fondato sulla precarietà è prima di tutto una organizzazione violenta e criminale dello sfruttamento e della schiavizzazione delle persone”. “La riforma dell’articolo 18 ha portato ad un clima peggiore nelle fabbriche e negli uffici. Dove si avrà sempre più timore a chiedere aumenti, a rifiutare gli straordinari, a protestare. Non c’è alternativa, la scelta oggi è tra condurre una vita di stenti, tra un lavoretto malpagato e l’altro, tra periodi di disoccupazione folli, senza stabilità o certezze, oppure scegliere di rompere il silenzio, l’isolamento, organizzarsi per lottare e riconquistare in prima persona la possibilità di decidere sulla propria vita”.

L’abbandono dei giovani, completamente lasciati a se stessi e senza la possibilità di costruirsi un futuro, costituisce senza dubbio uno dei tratti più inquietanti dell’attuale società capitalistica occidentale. Varie sono le responsabilità dietro a una situazione così drammatica, che vede oggi il dilagare di occupazioni precarie prive di sicurezza sociale e individuale. In primo luogo quella di governi come l’attuale e quelli che l’hanno preceduto, composti da ministri le cui politiche sciagurate hanno ingigantito la precarietà sopprimendo il futuro di milioni di giovani”.

 “A questo proposito voglio ricordare una frase dello scrittore Leonardo Sciascia “Il popolo, la democrazia […] sono belle invenzioni: cose inventate a tavolino, da gente che sa mettere una parola in culo all’altra e tutte le parole nel culo dell’umanità”