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“Inevitabile  l’ordinanza di chiusura dell’istituto Politi dopo i casi accertati di positività di 2 studenti e una  docente. Serve ora anche intervenire subito sia sui trasporti, anche quelli extraurbani, chiedendo il raddoppio dei mezzi a disposizione così da garantire il distanziamento, sia sulla flessibilità oraria  e su un maggiore controllo all’ingresso e all’uscita da scuola e nei consueti luoghi di ritrovo.  Aprire le scuole è una direttiva ministeriale ma il rischio era noto. Oggi ci sentiamo tutti meno sicuri.

La situazione di emergenza è senza precedenti e occorre salvaguardare la salute. In questo caso indispensabile anche garantire il diritto all’istruzione. Servono scelte coraggiose e l’aiuto di tutti”.

Lo dichiara l’ex sindaco di Agrigento Lillo Firetto.

Non prendente impegni per il prossimo fine settimana! Dopo il successo del primo weekend, sabato 24 e domenica 25 ottobre continuano le Giornate FAI d’Autunno, la manifestazione nazionale promossa dal FAI –Fondo Ambiente italiano in 400 città italiane e dedicata a Giulia Maria Crespi, fondatrice e presidente Onoraria del Fai,  recentemente scomparsa.

Anche quest’anno promotori e protagonisti dell’iniziativa sono i Gruppi Fai Giovani che, con la collaborazione della Delegazione Fai, accompagnano il pubblico, nel pieno rispetto delle norme di sicurezza sanitaria vigenti, alla scoperta di luoghi di straordinaria bellezza per seminare conoscenza e consapevolezza del patrimonio di storia, arte e cultura del territorio.

Di seguito l’elenco completo dei luoghi aperti ad Agrigento ed Aragona (AG) con orario di apertura dalle 9 alle 13.30 e dalle 15.30  alle 18.

Agrigento, Biblioteca Lucchesiana (Via Duomo):

La storia della Biblioteca Lucchesiana di Agrigento, una delle più antiche e prestigiose istituzioni bibliotecarie della Sicilia, è strettamente legata alla figura di Mons. Andrea Lucchesi Palli dei principi di Campofranco, che la fondò   nel   1765.   Il   Lucchesi   Palli   fu   un   uomo   di   notevole   cultura, largamente partecipe di quel rinnovato interesse per gli studi umanistici che nel XVIII secolo determinò il sorgere di grandi raccolte.

La Biblioteca è inserita nella lista dei Luoghi del Cuore FAI. Per votare: https://www.fondoambiente.it/il-fai/grandi-campagne/i-luoghi-del-cuore/cerca-un-luogo?search=LUCCHESIANA

Agrigento, Casa Museo dei Padri Liquorini (Via Duomo): Nella storia della città di Agrigento, un gruppo di Padri Liguorini, guidati

da   P.   Blasucci,   giunse   per   predicare   le   Missioni   su   invito   di   Mons.Lucchesi,   vescovo   di   Agrigento.   Trovarono   inizialmente   ospitalità nell’Ospizio degli Oblati e a loro fu affidata dapprima la chiesa di S.Giorgio e poi la chiesa di S. Maria dell’Itria.  Oggi il Complesso monumentale dei Padri Liguorini di Agrigento è sede della casa-museo, degliarredi e delle collezioni d’arte della Casa dei Missionari Redentoristi dal   titolo:   “Arredi   e   Collezioni   dei   Padri   Liguorini. Tutela e Conservazione”.

Aragona,   Museo   Diocesano   Chiesa   Madre   e   Cripta   Madonna   del Rosario ( Piazza Matrice): 

Il Musei Diocesani di Aragona costituiscono il polo distaccato in territorio aragonese del MUDIA di Agrigento. Essi si compongono di due sedi che conservano ed espongono, sotto forma di mostra permanente, beni ed opere d’arte la cui storia si radica nel comune di Aragona.

Aragona, Chiesa di Santa Maria della Provvidenza e Cristo Nero (Via Nazareno):

Le prime fonti della presenza di una chiesa rurale dedicata alla Vergine della Provvidenza, già sono presenti negli Atti del notaio Pietro Chiarelli, in data 22 maggio 1626, il quale parla della Cappellania dell’omonima chiesa, sita sull’eminente collina detta Belvedere. L’opera più   importante  è   il   particolare   crocefisso   ligneo deposto   nella   parte   destra   della   chiesa.   Il   “Cristo   nero”   come   viene denominato dal popolo aragonese è un’opera lignea di scultore ignoto.

Casa dell’artista atelier Bellanca (Via Elia Rotolo): Tipica   abitazione   della   cultura   siciliana   è,   sicuramente,   quelle del contadino agiato o ‘burgisi’. L’arredamento interno, che originariamente, variava a seconda della zona e delle condizioni economiche del contadino, oggi è composto da circa 300 tele del pittore Salvatore Bellanca  che recentemente ha acquistato la casa e   l’ha   ristrutturata   facendone   un   atelier   per   realizzare   le   sue   opere ispirandosi all’espressionismo astratto “Action paiting” diffuso negli anni quaranta e sessanta del Novecento soprattutto negli Stati Uniti d’America.

Come partecipare:

Partecipare alle Giornate Fai d’Autunno vuol dire non solo godere della bellezza che pervade ogni angolo del nostro Paese e “toccare con mano” ciò che la Fondazione fa per la sua tutela e valorizzazione; vuol dire, soprattutto, sostenere la missione del FAI in un momento particolarmente delicato.

I visitatori potranno aderire alla manifestazione iscrivendosi direttamente sul posto e sostenere il Fai con una donazione libera del valore minimo di 3€ e potranno anche iscriversi al FAI durante l’evento.

Si susseguono senza limiti nuovi contagi di alunni nelle scuole della provincia di Agrigento. Adesso è la volta di Canicattì.

A seguito di una nota pervenuta dalla dirigente dell’I.C. G.Verga, professoressa M.A. Corsello, e la nota dell’ASP circa la positività di due alunni, accertate dalle autorità Sanitarie, il sindaco Ettore Di Ventura ha predisposto con apposita ordinanza la chiusura del plesso scolastico De Amicis; il tutto in via precauzionale, per la salute dei piccoli alunni, degli insegnanti, degli operatori scolastici e delle famiglie.

In seguito saranno effettuate le operazioni di sanificazione degli ambienti.

Ancora una volta il centro di accoglienza di Siculiana Villa Sikania è stato teatro di episodi di violenza perpetrati da parte dei migranti che vivono li, ospiti nostri, con tutte le assistenze possibili ed immaginabili.

Un gruppo, per l’ennesima volta, ha cercato di fuggire dalla struttura creando una vera e propria rivolta contro le Forze dell’Ordine che presidiano il centro. E, some spesso accade, nel trambusto, ad avere la peggio questa volta è stato un ispettore di Polizia prontamente intervenuto per sedare gli animi, tanto da ricorrere alle cure dell’ospedale di Agrigento per le ferite riportate alla fronte ed al sopracciglio.

Almeno cinque ospiti (e certamente adusi a delinquere) sono riusciti a scappare mentre l’aggressore dell’ispettore è stato acciuffato e bloccato dai colleghi.

 

 

 

“La Regione siciliana continua a confondere la parola ‘confronto’ con quella ‘comunicazione’. Utilizza la prima, ma intende la seconda”. Sicindustria commenta così l’incontro convocato oggi dall’assessorato regionale delle Attività produttive con le associazioni di categoria ufficialmente per partecipare a un “tavolo di confronto sull’avviso pubblico per la concessione dei contributi” relativi al cosiddetto Bonus Sicilia, nei fatti per ricevere la comunicazione di una decisione già presa, ossia quella di dividere i fondi disponibili a tutte le imprese richiedenti. Una scelta che Sicindustria continua a bollare come “inopportuna”. “Erogare infatti lo stesso importo all’intera platea delle imprese richiedenti – dice Roberto Franchina, coordinatore della Piccola Industria di Sicindustria – prescindendo dalle dimensioni e dal danno che le stesse hanno subito a causa del lockdown, non corrisponde a un auspicato principio di equità. Gli esigui importi che verranno erogati non raggiungeranno, come è facile prevedere, l’obiettivo iniziale di un reale sostegno alle aziende in difficoltà, ma si tradurranno, come sempre accade quando si decide di non decidere, in un utilizzo di risorse pubbliche a pioggia che avrà più il sapore di una prebenda che di un reale aiuto”.

Undici morti, 198 guariti e 562 nuovi casi in 24 ore. A fotografare la situazione dell’emergenza Covid in Sicilia è il bollettino quotidiano del ministero della Salute. Nell’Isola attualmente risultano positivi 7.850 persone (13.790 dall’inizio della pandemia), mentre con le nuove vittime sale a 389 il numero complessivo dei decessi. I guariti dall’inizio dell’emergenza sono 5.551. Questa la ripartizione su base provinciale dei nuovi casi registrati nell’Isola: 192 a Palermo; 170 a Catania; 53 a Messina; 66 a Trapani; 20 a Siracusa; 34 a Ragusa; 5 a Enna; 19 a Caltanissetta; 3 ad Agrigento.

“Nell’assistenza igienico personale per gli alunni disabili si continuano a registrare disservizi e forti criticità , evidenziati anche da allarmanti interventi di alcuni Prefetti dell’Isola”.

Il grido d’allarme è contenuto in una nota congiunta, che è partita ieri alla volta della Ministra della Pubblica Istruzione, Lucia Azzolina, a firma dell’assessore regionale delle Politiche sociali, Antonio Scavone, e del presidente di Anci Sicilia, Leoluca Orlando.

“Si chiede un intervento immediato- scrivono Orlando e Scavone-  affinché si mantenga inalterata  la qualità dei servizi in favore degli alunni disabili in ambito igienico personale e contestualmente vengano salvaguardati i livelli occupazionali del personale che da decenni svolge questa funzione”.

Nella nota al Ministro i due rappresentanti istituzionali entrano nel merito della questione offrendo alcune proposte per un intervento concreto che possa rendere giustizia al costituzionalmente garantito diritto allo studio per gli alunni disabili.

“La prima proposta tende a venire in soccorso, con l’urgenza del caso- si legge nella nota- a quelle numerose scuole i cui dirigenti scolastici hanno richiesto ai comuni, alle ex province e alla Regione Siciliana, di essere supportati, per carenza di professionalità consone, nell’assistenza igienico personale da garantire agli alunni affetti da disabilità grave, nel rispetto del genere e di adeguato standard. In tal senso,esprimendo apprezzamento per l’apertura manifestata dal direttore dell’USR Sicilia nella riunione del 12 ottobre scorso, si reitera la proposta degli scriventi di utilizzare le risorse finanziarie statali ( in particolare quelle previste dall’ex art.3 comma 2 lettera d del d.lgs. 66/2017) già nella disponibilità dei dirigenti scolastici”.

“Tale proposta opera – continuano Scavone e Orlando- nell’immediato perché offre la possibilità agli stessi dirigenti di avvalersi, sin da subito, dei medesimi operatori che già hanno prestato detto servizio nelle medesime scuole lo scorso anno scolastico, assicurando un alto standard qualitativo nell’assistenza agli alunni disabili”.

Anci Sicilia e Regione Siciliana assicurano il massimo supporto e collaborazione all’USR Sicilia e alle scuole operando in conto anticipo, previo accordo, e prevedendo in aggiunta anche interventi migliorativi e integrativi a valere sia sui fondi nazionali già previsti per le persone affette da disabilità sia sui fondi che attualmente transitano dai distretti socio-sanitari “.

“La seconda proposta inoltrata al Ministro- aggiungono ancora l’assessore e il presidente di Anci Sicilia- opera a regime e mira a prevedere una norma che, per le assunzioni nelle scuole del personale ATA, valorizzi l’esperienza professionale maturata dagli operatori che hanno prestato questo servizio. Nel contempo si resta in attesa che USR faccia avere al più presto il preannunciato quadro di esigenze e criticità per garantire i servizi agli studenti con disabilità. Acquisiti tali dati gli enti intermedi potranno attivare quanto previsto a carico della Regione con delibera di Giunta 323 del 23 luglio 2020 al fine di mantenere inalterata la qualità del servizio”.

Il presidente Maria Giovanna Mangione e tutti i componenti del Consiglio dell’Ordine degli Agronomi e dei Dottori Forestali della provincia di Agrigento, nell’augurare buon lavoro a tutti i nuovi sindaci eletti al termine di questa lunga parentesi delle elezioni amministrative, rilanciano l’esigenza che al centro del dibattito tornino i temi del rispetto del verde pubblico, del vivere sano, di una corretta gestione dei rifiuti e della valorizzazione e tutela del territorio.

“Come Ordine non possiamo che augurare buon lavoro ai primi cittadini riconfermati e ai nuovi sindaci, tra questi al nostro collega Giuseppe Mangiapane a Cammarata – dice il presidente Maria Giovanna Mangione – e non possiamo non rimarcare l’urgenza che anche le amministrazioni locali, soprattutto in tempi come questi, reinseriscano nella loro agenda la programmazione territoriale da un punto di vista agronomico, rurale, sociale, zootecnico e un’azione decisa per ridurre le emissioni climalteranti. Possono apparire questioni astratte, ma sono invece molto concrete e urgenti sia per la nostra provincia, che ha grosso bisogno di una prospettiva di sviluppo economico alternativo e anche di maggior cura delle fragilità del proprio territorio, sia per l’intero pianeta”.

Punto di partenza di questa interlocuzione con i primi cittadini sarà la “Carta di Agrigento”, il documento firmato circa un anno fa dall’Ordine e diversi altri interlocutori istituzionali e incentrato sul tema della protezione della salute umana e dell’ambiente, per una nuova politica di sviluppo sostenibile.

Terminati i turni di ballottaggio e composto il quadro dei nuovi sindaci, l’Ordine degli architetti, che in questi anni ha fortemente posto l’attenzione sulle città e sulle infrastrutture senza dimenticare il paesaggio e i beni architettonici, esprime il proprio augurio alle nuove Amministrazioni di Casteltermini, Cammarata, Camastra, Raffadali, Realmonte, Ribera, Siculiana ed Agrigento.

“Tante sono state le iniziative adottate dal nostro Ordine – afferma Alfonso Cimino, presidente dell’Ordine degli architetti di Agrigento – e, oggi, riteniamo di dover continuare a porre soluzioni e interrogativi su vari aspetti che non interessano solo le libere professioni ma il futuro dei cittadini e delle nostre città”.

Occhi puntati su Agrigento, dunque, con il presidente Cimino che esprime le proprie congratulazioni al nuovo sindaco Franco Miccichè, alla nuova Giunta e al Consiglio Comunale eletto, ribadendo che “occorre ripartire da un “Progetto per Agrigento” attraverso la rigenerazione umana e urbanistica della città, creando politiche integrate fra scuola – lavoro – città – tempo libero, educando attraverso la conoscenza con il già noto progetto di “Città Educativa”. L’Ordine degli architetti – prosegue Alfonso Cimino – ha fatto sì che Agrigento fosse iscritta alla Carta internazionale di Barcellona delle città educative. Bisogna ripartire da una città “aumentata e resiliente”. Queste devono essere le priorità per una comunità che possa vivere il proprio ambiente nel rispetto di un progetto volto al futuro.

Tanti le questioni aperte in questi anni e l’Ordine degli architetti, continuerà nella sua politica di supporto e di pungolo per tutte le Amministrazioni Comunali.

“Occorre – sottolinea Alfonso Cimino – in primo luogo ripensare gli spazi pubblici, far rivivere il centro storico e rigenerarlo umanamente riaggregando i vari pezzi di una Agrigento smembrata. Mettiamoci subito a lavorare sul nuovo Piano Regolatore della città, vero motore pulsante di una rigenerazione urbana e volano economico e sociale, riorganizzando l’ufficio Tecnico comunale, attraverso la valorizzazione delle professionalità presenti e potenziandolo di nuove unità. Puntare sui concorsi di progettazione per rigenerare gli spazi pubblici, con la creazione di parchi urbani di collegamento fra i vari elementi urbanistici della città. Dobbiamo dare nuovo impulso all’Urban Center, tanto voluto dal nostro Ordine professionale, che ha stentato i suoi primi passi ma che deve essere il vero contenitore di aggregazione fra la politica e gli interessi urbani e sociali dei cittadini. Dobbiamo ripartire dal dato più importante: la città di Agrigento è la Valle dei Templi. Attraverso questi programmi – conclude il presidente Cimino – siamo certi che questa nuova Amministrazione saprà accettare i consigli dei professionisti architetti e nei prossimi giorni chiederemo un incontro programmatico con il nuovo sindaco della città di Agrigento”.

Vietare i congressi e i convegni mette sul lastrico un settore che dà lavoro a 570 mila persone. Le imprese già tutte con l’acqua alla gola pronte a chiudere

Il DPCM del 18 ottobre mette in profonda crisi il settore dei congressi e degli eventi. Con la decisione di sospendere i congressi rischia la chiusura un settore che genera un indotto di 64,7 miliardi di euro con un impatto diretto sul Pil di 36,2 miliardi di euro/anno (l’Italia rappresenta la sesta nazione al mondo per impatto economico generato dal settore degli eventi e dei congressi) e che impiega 569 mila addetti.

Un settore trainante del turismo, che assicura l’occupazione alberghiera anche in bassa stagione, riveste un peso importantissimo per le città d’arte attualmente in crisi e promuove all’estero l’immagine dell’Italia, coinvolgendo tutta la filiera (alberghi, centri congressi, agenzie organizzatrici, aziende di trasporti, società di catering e di servizi tecnici) e l’intera destinazione (ristoranti, taxi, musei, shopping, etc.)

Congressi e convegni sono volano di produttività e formazione e sono uno strumento decisivo per espandere le esportazioni delle imprese italiane.

È fondamentale sottolineare che il settore dei congressi e degli eventi è estremamente professionalizzato e sicuro: i centri congressi, gli alberghi e tutta la filiera connessa all’organizzazione dei congressi hanno investito in sistemi di sanificazione, si sono dotati e applicano protocolli di sicurezza ancora più rigidi di quelli stabiliti nelle “Linee guida per la riapertura delle Attività Economiche, Produttive e Ricreative” approvate dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome. Prevedere poi che in una location sia possibile svolgere attività di spettacolo, fieristica, o una manifestazione sportiva in presenza di pubblico  ma non un’attività “convegnistica” appare incomprensibile e certamente discriminatorio nei confronti dei soli organizzatori congressuali e di eventi.

La chiusura dei congressi mette in definitivo lockdown un settore che oggi ha già cancellato più della metà degli eventi previsti per il 2020 e che, privato della possibilità di programmazione, non ha nessuna possibilità di lavorare anche nel 2021.

Un congresso, un convegno o qualsiasi altra tipologia di evento pubblico o privato richiede mesi se non anni di programmazione.