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Il consigliere comunale di Porto Empedocle, Rino Lattuca, ha presentato una interrogazione alla amministrazione guidata da Ida Carmina. Lattuca scrive:

  • La Icolen srl ha presentato la richiesta di cui in oggetto in data 03.09.2020;
  • Detta area ricade in territorio di Porto Empedocle a poche centinaia di metri dal centro abitato, da un impianto sportivo (PalaMoncada), un insediamento industriale (Vetem), un’attività balneare zona Kaos ecc…;
  • La sudetta Società si occupa di materiale pericoloso organico e non organico;
  • E’ noto che tra le attività di cui si occupa la società in oggetto vi è anche la bonifica ; rimozione e trasporto di Amianto (Eternit);

RILEVATO CHE:

Tale richiesta ha destato grande preoccupazione e apprensione nella nostra  comunità per i motivi sopra evidenziati.

Tutto ciò presso e rilevato

SI INTERROGA IL SINDACO PER SAPERE

  • Quali interventi assume questa Amministrazione Comunale in ordine richiesta in oggetto indicata.

Per Musumeci, i dipendenti regionali passano in pochi giorni da inutili a fenomeni, con promozioni per tutti in vista. Siamo alla farsa”.

Lo afferma il capogruppo del M5S all’Ars, Giorgio Pasqua, alla notizia della prossima riorganizzazione del personale regionale, che, di fatto, si tradurrebbe in una girandola di scatti in avanti e buste paga più pesanti per tutti. A queste si aggiungono quelli in programmazione per gran parte dei dirigenti.

Apprendiamo – dice il deputato Giovanni Di Caro – che questa riorganizzazione servirebbe a premiare il merito, ma che merito potrebbe avere uno che appena qualche giorno prima era stato bollato come inutile? La verità è che Musumeci è il campione maximo delle retromarce e non solo in questo ambito. Se la coerenza fosse denaro, il presidente sarebbe il candidato ideale per il reddito di cittadinanza”.

Probabilmente – conclude Di Caro – Musumeci ha solo cercato di rimediare al grande scivolone della sua ultima uscita per evitare probabili azioni nei confronti della Regione. Queste, comunque, sono azioni politico-organizzative da fare a inizio mandato e non quando sei con l’acqua alla gola”.

La redazione di Sicilia24h nelle ultime ore è stata investita da numerosissime mail nelle quali moltissimi genitori degli alunni di Agrigento ci chiedono di conoscere con certezza la situazione contagi Covid in tutti i plessi scolastici della città di Agrigento.

Non è certo nelle nostre intenzioni cercare di creare un procurato allarme ingiustificato; però voci incontrollate sparse in città nelle ultime ore ci inducono a fare chiarezza, grazie anche alle mail che quotidianamente riceviamo dai genitori.

La situazione Covid che investe le scuole nelle ultime ore è alquanto confusionaria e delicata; 
Il dato che ci chiedono con maggiore insistenza riguarda come mai il liceo scientifico “Leonardo”  di Agrigento non sia stato chiuso malgrado sia stato colpito da due casi Covid.
La stessa cosa non è successa con l’Istituto “Politi” il quale nonostante i due o tre casi accertati è stato chiuso e lo rimarrà per alcuni giorni.
Perché dunque una scuola viene chiusa e l’altra no?
Può essere che i casi all’Istituto Politi siano più di quelli comunicati in prima battuta?
Possiamo conoscere dunque, cari Sindaco e Autorità Sanitarie, le motivazioni di queste scelte e i dati reali che hanno portato a queste differenti decisioni?
Qual è la dunque la reale situzione Covid di tutte le scuole di Agrigento?
Appare superfluo quanto scontato il fatto che i dirigenti scolastici i cui istituti sono stati colpiti dal Covid-19 abbiano attuato i protocolli anticovid previsti.
Ci aspettiamo dunque che almeno ogni 48 ore la Asp di Agrigento renda edotta la popolazione, circa la situazione contagi di tutti gli istituti scolastici della città.

La stessa richiesta la poniamo al neo sindaco Franco Micciché in quanto prima autorità sanitaria del comune capoluogo.

Apprezziamo che il presidente Musumeci abbia abbandonato i toni bellicosi e annunciato il confronto con i sindacati su riorganizzazione e riqualificazione dei lavoratori regionali, ma le parole non bastano: servono i fatti o andremo avanti sulla querela, organizzando assemblee in tutta la Sicilia”. Lo dicono Giuseppe Badagliacca e Angelo Lo Curto del SiadCsa-Cisal, a margine dell’assemblea di oggi al centro giovanile Don Orione di Palermo a cui hanno partecipato, nell’arco della mattinata, circa 200 lavoratori nel rispetto delle norme anti-Covid.
“Musumeci è passato dal definire i dipendenti regionali come ‘inutili’ a parlare di valorizzare il merito – dicono Badagliacca e Lo Curto – Un passo in avanti che restituisce serenità al confronto, ma ribadiamo che la riqualificazione, che andava realizzata già con l’ultimo contratto, non può essere a costo zero. Se si vogliono dare realmente risposte alle imprese e ai cittadini e rendere la macchina regionale efficiente, bisogna che il presidente Musumeci la smetta di diffamare i dipendenti regionali e inizi a investire seriamente sulla valorizzazione delle professionalità del personale che da 20 anni attende di fare le progressioni di carriera. Siamo pronti al confronto col Governo, in caso contrario continueremo a indire assemblee per raccogliere adesioni alla querela: dopo quella di oggi, ne organizzeremo altre in varie città dell’Isola”.

“Grazie al confronto odierno abbiamo messo a punto alcune indicazioni condivise da tutte le Anci del Mezzogiorno che saranno – dentro l’azione complessiva di Anci nazionale –  oggetto di iniziativa propositiva per una loro possibile traduzione in provvedimenti, sia nell’ambito della prossima legge di Bilancio che nel quadro di successivi veicoli normativi”. 4

Questo nelle parole di Leoluca Orlando, presidente di Anci Sicilia, il senso della video riunione promossa dall’Anci regionale che si è svolta ieri pomeriggio, alla presenza del segretario generale di Anci nazionale Veronica Nicotra.

“Durante l’incontro del mese scorso con il ministro per il Sud Giuseppe Provenzano abbiamo ritenuto opportuno – prosegue Orlando – che ci fosse un dialogo con il sistema delle autonomie meridionali, e per questo abbiamo organizzato una riunione con le Anci del Sud e con i sindaci metropolitani. Abbiamo valutato come l’assetto normativo regolamentare, del personale piuttosto che della capacità di progettare, interferisca con il piano per il Sud. Il fatto è che in alcune parti del Paese alcune esigenze di modifica normativa sono avvertite di più, probabilmente perché il tessuto sociale è più debole”, osserva il presidente di Anci Sicilia, che cita ad esempio il tema dell’evasione fiscale e dell’efficienza della riscossione, “questione sicuramente nazionale ma che in alcune regioni è più urgente perché la gente non ha soldi o perché le agenzie della riscossione sono inefficienti”.

“Il nostro obiettivo – sottolinea Orlando – non è un condono ma piuttosto un concreto contributo alla giustizia fiscale, garantendo  la concreta riscossione e con scelte severe ed efficaci nei confronti di chi non paga e penalizza i contribuenti onesti e le amministrazioni pubbliche; facciamo proposte per affrontare in modo diverso problemi uguali ma partendo da situazioni diverse”.

Altra questione trattata è quella del deprezzamento dei valori immobiliari in molti Comuni periferici. “Al Sud, ma anche in alcune aree interne dell’Appennino e nelle diverse regioni del Paese, si è registrato un crollo immobiliare dovuto anche alla fiscalità locale che pesa sulle transazioni: se le case perdono valore e non sono più un bene rifugio siamo di fronte anche ad un problema sociale”, osserva il sindaco di Palermo. Tra i temi oggetto di confronto anche quello delle assunzioni del personale e del blocco del turnover che “viste nell’ottica delle regioni meridionali hanno un impatto specifico sul tessuto socioeconomico”.

“Con il nostro documento vogliamo dare un contributo di riflessione con alcune proposte idonee per aprire un dialogo costruttivo con il Ministro Provenzano e con il Governo, sempre in stretto raccordo con le azioni di Anci nazionale che da tempo chiede al ministro che la nuova programmazione preveda più risorse dirette ai Comuni e alle città non per il tramite delle Regioni. Ai primi di novembre – conclude Orlando – in programma un nuovo incontro con il ministro Provenzano: ci presenteremo con una serie di problemi suggerendo alcune soluzioni”.

 «Per la prima volta nella storia del trasporto marittimo in Sicilia, avviamo la concreta apertura al libero mercato di uno dei servizi più strategici della mobilità isolana. Abbiamo, infatti, emanato l’avviso pubblico per la ricerca di operatori economici interessati a occuparsi dei collegamenti con le isole minori in regime non assistito, cioè senza il contributo economico della Regione. Offriamo al mercato le cinque tratte su cui si snodano i trasporti via mare: Eolie, Egadi, Pelagie, Ustica e Pantelleria».

Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, a seguito dell’avvio da parte del dipartimento delle Infrastrutture e dei trasporti delle procedure per la ricerca di operatori per i collegamenti con le isole minori. L’avviso sarà consultabile dal prossimo 28 ottobre sul sito web istituzionale del dipartimento.

«Di fronte a una risposta positiva del mercato – aggiunge l’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone – il governo Musumeci sarà pronto ad affidare nuove concessioni per navi e aliscafi che diventerebbero, così, quello sbocco di libera concorrenza sui trasporti via mare da anni atteso da cittadini e addetti ai lavori. Diamo alle imprese un mese di tempo per le offerte. Si tratta di un provvedimento che mai finora si era registrato non solo in Sicilia ma in tutta Italia per quanto riguarda i trasporti marittimi. Inoltre, continuiamo a lavorare sul bando quinquennale da 300 milioni di euro con cui intendiamo modernizzare e rilanciare i trasporti finanziati dalla Regione. A causa della crisi dovuta al Covid – conclude l’assessore Falcone – abbiamo poi prorogato a tutto il 2021 le concessioni attualmente vigenti».

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La convivenza con la madre gli è risultata insopportabile e così è fuggito dall’abitazione dove era detenuto ai domiciliari e si è costituito dai carabinieri: “Sono un latitante, arrestatemi”.

E i Carabinieri della Stazione di Piazza Verga non hanno potuto fare altro che accontentarlo mettendogli le manette per evasione. Il protagonista è un catanese di 49 anni. I militari erano appena usciti dalla sede del comando per intraprendere il loro servizio di pattuglia quando sono stati avvicinati dall’uomo che ha riferito testualmente: «Sono un latitante e mi sono venuto a costituire!».

Dagli accertamenti è risultato che il 49enne, il 10 ottobre scorso, era stato arrestato per uno scippo compiuto a gennaio ai danni di un anziano. Messo agli arresti domiciliari in casa della madre, era stato “costretto” ad evadere a causa dell’incompatibilità caratteriale tra i due. L’uomo è stato rimesso ai domiciliari, ma stavolta, in casa della fidanzata.

Erano in trenta a bordo di un barchino che è naufragato nelle acque al largo tra le isole di Malta e Lampedusa. A bordo una ventina di persone ma cinque, purtroppo, risultano disperse. A salvare il resto dei migranti un peschereccio di Mazara del Vallo che si trovava nelle vicinanze.

I superstiti sono stati trasportati a Lampedusa ma sono stati messi in isolamento. Hanno raccontato che tra i dispersi figurano anche due bambine e una donna incinta.

Le ricerche dei dispersi sono iniziate, ma le condizioni del mare sono in continuo peggioramento.

 

Non si arresta la marcia del coronavirus in Sicilia. I numeri continuano a salire e anche oggi il bollettino del ministero della Salute dipinge un quadro assolutamente preoccupante. In Sicilia i nuovi casi positivi al Covid 19 nelle ultime 24 ore sono 796. I tamponi processati sono stati 7.732.

Un numero mai raggiunto prima d’ora e che è appesantito ulteriormente dagli otto decessi registrati tra ieri e oggi. Tutto questo mentre il numero delle guarigioni non contribuisce più di tanto a raddrizzare la barra: sono state appena 98 nelle ultime ore. Sull’Isola si contano al momento 8.540 positivi, di cui 588 ricoverati in ospedale: quest’ultima voce è in aumento di 23 unità rispetto a ieri. Sale anche il numero dei ricoverati in terapia intensiva: ieri erano 83, oggi sono 89.

Sono otto i 8 i decessi che portano il totale a 397. Sul fronte della distribuzione territoriale ci sono 351 i nuovi casi a Palermo; 211 a Catania; 60 a Trapani; 47 a Messina; 49 a Ragusa; 24 a Siracusa; 28 a Caltanissetta; 7 a Enna e 19 ad Agrigento.

Via libera al primo avviso, da parte dell’assessorato regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo, che punta a promuovere la Sicilia come meta ideale per le vacanze attraverso l’acquisizione da parte della Regione Siciliana di servizi turistici che saranno, successivamente, resi disponibili ai turisti gratuitamente, tramite i cosiddetti “voucher”. A questo primo bando sono ammessi a presentare manifestazione di interesse: hotel, villaggi turistici,villaggi albergo, alberghi diffusi, affittacamere, B&B, agriturismi, turismo rurale, case ed appartamenti per vacanze, case per ferie, residenze turistico alberghiere, campeggi, motel, ostelli, rifugi che offrono servizi di pernottamento sul territorio della Regione Siciliana. I servizi di pernottamento dovranno essere svolti secondo le modalità previste ed erogati entro il 30 settembre 2022. L’importo complessivo dei servizi di pernottamento che verranno acquistati dalla Regione che è “stazione appaltante” è pari a € 37.257.570,00. Il valore dei servizi di pernottamento acquistati da ciascuna struttura ricettiva non potrà superare l’importo di € 200.000,00 Iva esclusa.

“L’obiettivo del governo Musumeci, così come abbiamo annunciato da tempo – l’assessore regionale al Turismo, Sport e Spettacolo Manlio Messina -, è quello di promuovere a livello internazionale la Sicilia, intervenendo con un sostegno concreto al settore. Iniziamo con il primo bando rivolto a tutto il mondo dell’accoglienza che, come il resto dell’intera filiera, ha sofferto particolarmente e soffre il periodo della pandemia. In questo caso, i servizi saranno messi a disposizione dei turisti, attraverso gli operatori, che dovranno garantire almeno la presenza di 3 giorni in Sicilia”.

L’avviso, che permetterà di formare un apposito elenco degli operatori che manifesteranno il proprio interesse, individuerà le strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere presenti sul territorio siciliano che saranno successivamente invitate a prestare servizi turistici di pernottamento secondo precise modalità. Da ogni struttura ricettiva che manifesterà il proprio interesse tramite domanda, il Dipartimento Regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo procederà ad acquistare un numero di posti letto pari a tre volte la capienza massima di ciascuna struttura come risultante dalla piattaforma Turist@t.

L’intervento si realizza mediante diverse azioni sinergiche tutte volte alla promozione del “mercato Sicilia” incentivando la propensione a viaggiare del potenziale turista, come descritto nel documento preliminare di progetto ex art. 23, comma 15, D.Lgs 50/2016 disponibile al seguente link: https://seesicily.regione.sicilia.it.