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Il direttivo nazionale SGB Sindacato Generale di Base  si unisce al coro che si leva da più parti e fa sentire la propria vicinanza alle famiglie degli 8 pescatori mazaresi sequestrati da oltre 40 giorni in Libia. Fanno parte del gruppo dei 18 marinai componenti dell’equipaggio dei pescherecci Antardine e Medinea, trattenuti nel porto di Bengasi. Il nostro pensiero va alle 18 famiglie e di una comunità. Occorre essere solidale con chi in questo momento soffre per una sorte incerta. La nostra vicinanza e solidarietà va a tutta la comunità di Mazara del Vallo, che vive questi giorni con il fiato sospeso legato alla drammatica vicenda. Il mestiere del pescatore è già piuttosto difficile e faticoso, ma la sicurezza dei lavoratori deve essere garantita dallo Stato, soprattutto quando intervengono controversie territoriali su scala internazionale. L’Italia deve compiere ogni sforzo per convincere Haftar a liberare i nostri pescatori tenuti in ostaggio.

Anche quest’anno, durante il periodo della molitura delle olive, qualche oleificio disonesto si è già liberato delle proprie acque di vegetazione, che inevitabilmente sono arrivate nel fiume Naro ed anche nel mare di Cannatello.
Giova ricordare che queste acque sono 200 volte più inquinanti delle fogne!
A segnalare il grave problema ambientale l’associazione Mareamico guidata da Claudio Lombardo.

Ecco il bollettino diramato nel ministero della Salute e della protezione Civile. Nelle ultime 24 ore in Sicilia ci sono 548 nuovi casi positivi al Covid 19. Nelle ultime 24 ore sono stati anche registrati tre decessi che portano il totale delle vittime a quota 365 da inizio pandemia. Secondo quanto si legge nel bollettino del ministero della Salute e della Protezione Civile, i tamponi effettuati nelle ultime 24 ore sono stati 6.390, per un totale 595.469 da inizio emergenza.

Il numero degli attualmente positivi segna quota 6.790 (+509), mentre le persone ricoverate con sintomi sono 493 (+14) e i ricoverati in terapia intensiva 70 (+9). In isolamento domiciliare ci sono 6.227 persone. I guariti/dimessi dall’inizio dell’emergenza sono a oggi 5.137 (+36).

“Il grido d’allarme del sindaco di Agrigento Lillo Firetto non è isolato. Porteremo la questione all’attenzione della Commissione Salute all’Ars, meravigliandoci dell’assordante silenzio”.

Anche io, come dichiara Firetto , non ci sto “Qual’e’ la risposta all’emergenza? Se dei malati più gravi del focolaio dell’Rsa di Sambuca di Sicilia sono stati trasferiti nell’ospedale di Agrigento e ora è al completo il prossimo malato dove sarà curato? La situazione è gravissima e comprendo la preoccupazione di Firetto e il suo grido d’allarme non è sicuramente isolato .Porteremo -annuncia Pullara- la questione martedì prossimo 20 ottobre al tavolo della sesta commissione all’Ars alla presenza dell’Assessore Razza e i componenti del comitato scientifico per l’emergenza Covid. Chiederò quale sia l’azione da mettere in campo per affrontare il dilagare dei contagi con il conseguente esaurimento dei posti in terapia intensiva specie nel nostro ospedale di Agrigento”.

Incredibile ma vero! Non siamo su scherzi a parte, ciò che state leggendo corrisponde alla pura e sana verità.

Chi scrive queste frasi drammatiche? Un comune paziente da ricoverare in ospedale? NO! Un paziente affetto da Covid 19 che non sa cosa fare e dove andare? NO! Una delle persone anziane colpite dal coronavirus nell’Rsa di Sambuca? NO! Una persona colpita da una bronchite? NO! Chi sarà costui che abbraccia senza alcun interesse l’appello del sindaco di Agrigento?

Presto serviti. Chi scrive è colui il quale avrebbe dovuto risolvere da almeno otto mesi i problemi che egli stesso pone, ovvero l’on. Carmelo Pullara, vicepresidente della Commissione regionale alla Sanità, dove insistono altri due onorevoli che nulla hanno fatto per la questione sanitaria agrigentina: La Margherita La Rocca Ruvolo e l’on. Riccardo Gallo. La prima presidente della commissione, il secondo componente della stessa commissione.

Anche in questo caso l’on. Pullara, non riesce a provare un briciolo di vergogna per le parole appena profferite in un misero comunicato stampa nel quale l’unico valore che lo stesso Pullara avrebbe voluto dare al suo “portentoso scritto” è quello di fornire un piccolo aiutino elettorale al suo candidato sindaco Lillo Firetto.

Parla come se fosse un estraneo, come se fosse un falegname, un fabbro, un muratore, come se a lui il problema non lo interessasse in prima persona. Ha dimenticato che sono otto mesi che non fa una mazza per la Sanità agrigentina, sin da quando nel nosocomio agrigentino si è scoperto che nell’anno del Signore 2020 si può morire ancora di malaria. Loredana Guida: purtroppo questo nome ancora oggi non riesce a scalfire minimamente le coscienze dell’assessore regionale Razza e di tutta la commissione regionale Sanità.

Lui “porterà in commissione la questione del caso”, ha scritto nel comunicato odierno. Cioè a casa sua!!! Ed ecco l’atroce sospetto: ma Pullara sa di appartenere alla commissione Sanitò o no?

Torniamo indietro. Scoppiò il caso, tutti mortificati, commossi e colpiti dal dolore per la perdita della cara collega. Presto Agrigento avrà il reparto di malattie infettive; faremo questo, faremo quello, tu chi mi dasti e iu chi ti detti. Bla bla bla, bla bla bla. Dove è il reparto di malattie infettive? Dove sono i percorsi anti Covid all’ospedale San Giovanni di Dio? Dove sono i posti letto in terapia intensiva? Dove andrebbe ricoverato, stasera, un paziente affetto da Covid 19?

Nel nosocomio agrigentino tutto è uno schifo. Nei prossimi giorni documenteremo una situazione talmente imbarazzante che lor signori componenti della commissione Sanità dovrebbero quantomeno dimettersi in meno di 5 secondi e l’assessore regionale Ruggero Razza dovrebbe cambiare mestiere.

E’ bagarre. Firetto, principale autorità sanitaria agrigentina, ha espresso la sua preoccupazione dopo l’inferno accaduto questa notte; i casi di Sambuca di Sicilia sono emblematici, preoccupanti, sconcertanti.

Ovvio che viene naturale chiedere all’on. Carmelo Pullara, componente della commissione Sanità, cosa ha fatto dal gennaio scorso, quando perse la vita Loredana Guida affetta da malaria? E il suo presidente della stessa commissione Margherita La Rocca Ruvolo, e il suo componente Riccardo Gallo? Tutti della provincia di Agrigento!

Oggi (ma tu guarda che coincidenza) in piena campagna elettorale, l’ex baronetto di Licata esce con un comunicato stampa da rabbrividire. Non si vergogna, non prova rossore, non riesce a recitare il mea culpa. Dove sono i posti in terapia intensiva contro il Covid all’ospedale di Agrigento? Dove sono i percorsi anti Covid? A che punto sono i lavori dell’ospedale di Ribera? Avete mosso un dito da quando è scoppiata l’emergenza Covid?

E’ un nostro sacrosanto diritto chiedere all’on. Pullara dove sia stato in questi lunghi otto mesi quando la Sanità agrigentina avrebbe dovuto avere il massimo apporto, prima dall’assessore Razza e poi da voi, componenti della Commissione Sanità?

Perchè Pullara oggi si scaglia contro Zappia, direttore generale Asp, che si è insediato da appena due mesi?

Non è assolutamente tollerabile che l’on. Pullara, come fanno i babaluci dopu ca chiovi, possa uscire in questo modo senza che si chieda egli stesso cosa abbia fatto in questi otto mesi, certamente molto prima dall’avvento del dott. Zappia?

Una volgare e misera azione politica in un momento delicato come quello odierno?

Pullà, parlamuni chiaru: hai fatto parte, nella qualità di Capo Provveditore all’Asp di Agrigento, quando a dirigere la Sanità agrigentina c’era il più chiacchierato direttore generale di tutta Italia, Lucio, Salvador Ficarra il quale, forse anche con la tua complicità, si è vantato di aver lasciato l’Asp agrigentina con un bilancio attivo di 18 milioni. Poco importa se poi nei reparti mancavano coperte, cuscini e garze. E in epoca Covid? Rircordi, Carmè, che mancavano guanti e mascherine? E tu unni eratu? Chi facivatu?

No, Pullara, non ci siamo. Non pensare di abbindolare il popolo perché i tempi delle favole sono finiti da un pezzo. La salute è un bene di tutti. Pullara dica a tutti noi, cosa si sarebbe potuto fare per l’ospedale di Agrigento con 18 milioni di euro in più che invece, unitamente al Ficarra, avete lasciato nel cassetto? Meritavate un premio, un incentivo, un cotillons?  Quei soldi risparmiati, grazie alle vostre straordinarie virtù, a scapito di chi?

Certo, adesso il Direttore Generale dell’Asp dovrà avere il suo gran da fare. A Zappia, prima che viene surclassato da una classe politica che della Sanità ne ha fatto una fortuna, diamo un consiglio: controlli l’ospedale di Agrigento e vedrà che non c’è una sola cosa al suo posto; si piazzi con una tenda a Ribera per far ultimare nel più breve tempo possibile i lavori per la trasformazione in unità Covid; è possibile che stanotte tre dei sei vecchietti colpiti dal Covid in quel di Sambuca, prima vengono trasferiti ad Agrigento e poi, causa pienone, vengono ritrasportati a Sciacca? Nello Sri Lanka non crediamo possano accadere simili episodi.  Non aspetti altri morti, esigenze politiche e situazioni di circostanza per mettere in atto il suo operato.

Non segua le dichiarazioni di Pullara, vada avanti, vada oltre.

Pullara, taliami nell’occhi: vergognati!

I numeri dei contagi sono alti, specie dopo il focolaio alla Ras di Sambuca di Sicilia. Purtroppo, sono trascorsi mesi dalla prima ondata e promesse e parole sono riamasti tali. A Ribera, l’ospedale covid non è pronto. Siamo alla seconda ondata, prevista, ma ancora dal punto di vista delle strutture sanitarie si è indietro e in ritardo.

Ieri sera, hanno trasferito 3 pazienti da Sambuca di Sicilia a Sciacca e 6 ad Agrigento.  Attualmente, l’ospedale di Agrigento è saturo e 3 dei 6 pazienti verranno oggi trasferiti a Sciacca in sub intensiva. Una sub intensiva che ancora non sarebbe al completo sia dal punto di vista del personale che per i dispositivi di protezione individuale (DPI).

Ieri nella tarda serata nei luoghi della movida agrigentina, in via San Francesco, si è verificata l’ennesima rissa tra due gruppi di persone.

All’arrivo dei Carabinieri i contendenti si sono dati alla fuga.

Questa la vicenda nuda e cruda. Domenica prossima, siamo certi, faremo il copia incolla di questa notizia senza perdere nemmeno il tempo di scriverla. Tanto i luoghi, la via San Francesco, le risse, l’arrivo delle Forze dell’Ordine sono e la conseguente fuga dei gruppi che si bastonano sono ormai una prassi.

 

 

“Lo stop a concorsi e procedure di mobilità durante il periodo elettorale vale per tutti o solo per alcuni?”. A chiederlo al management dell’Asp di Agrigento sono il coordinatore regionale delle Professioni sanitarie Alessandro Farruggia e il responsabile del dipartimento Sanità pubblica e privata Giovanni Farruggia.

“Troviamo oltraggioso e irrispettoso l’atteggiamento da parte dell’amministrazione dell’Asp di Agrigento nei confronti dei propri dipendenti – dicono -. E’ infatti inspiegabile come diversi accordi siglati nel mese di luglio siano oggi congelati a causa del periodo elettorale, in ossequio dell’atto di indirizzo dell’Assessorato regionale, mentre ci risulta che due professionisti sanitari di categoria D provenienti dall’Asp di Caltanissetta siano stati trasferiti presso l’Asp 1 di Agrigento nel polo ospedaliero di Licata, bypassando le indicazioni anzidette. Questo – continuano –  risulta ancor più grave in quanto tali assegnazioni potrebbero comportare la copertura di posti che spetterebbero ad altri lavoratori, rischiando di vanificare il rispetto dell’accordo sottoscritto al tavolo negoziale del 29 luglio sulla mobilità interna”.

La Cisl Fp di Agrigento, Caltanissetta ed Enna ha più volte chiesto all’Azienda la ricognizione di tutto il personale in entrata dall’inizio dell’anno corrente ad oggi, ma, aggiungono Alessandro e Giovanni Farruggia, “Tale ricognizione non è mai pervenuta, e solo quella potrebbe permettere in piena trasparenza di risalire agli eventuali spostamenti, alle assegnazioni e alle operazioni di mobilità, permettendo di garantire la giusta priorità al personale interessato”.

La Cisl Fp, attraverso una lettera formale, ha già chiesto chiarezza rispetto a quanto avvenuto e ha sollecitato l’Azienda a provvedere alla revoca delle assegnazioni al polo ospedaliero di Licata e a prendere atto degli accordi già raggiunti, nel solo interesse dei lavoratori.

la scuola di Villaggio Mosè alle ore 12 si mostrava così, vuota completamente.
La scuola, sede di seggi elettorali che si solito ospita oltre 5000 elettori, con file chilometriche per espletare il diritto al voto, oggi sembra essere una landa desolata.

I cittadini di Agrigento hanno paura, hanno paura del virus, hanno il terrore di essere contagiati, anche alla luce di quello che è accaduto nelle ultime ore, quando gli unici posti all’ospedale di Agrigento per le emergenze Covid sono stati occupati da 6 dei 60 anziani ospiti di una RSA di Sambuca di Sicilia, risultati tutti positivi al coronavirus.

La situazione è gravissima.

Gli agrigentini, dunque, non possono più ammalarsi. Sale la paura, e per oggi, sembrano voler anche rinunciare al loro diritto ad eleggere il nuovo sindaco di Agrigento, per il quale nella giornata odierna, si è ricorsi al ballottaggio.

 

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A Sambuca da 2 gg si vive una tensione per un focolaio in una casa di riposo individuato dal servizio epidemiologico dell’ASP e relazionato al Governo Regionale, che immediatamente ha dichiarato la zona rossa con tutte le misure di salvaguardia che ne derivano per il resto della popolazione.

La giornata di ieri è stata caratterizzata da un monitoraggio continuo dell’USCA della nostra ASP, la quale si è recata più volte nella casa di riposo, in contatto con il Sindaco di Sambuca, per avere un quadro preciso della condizione clinica degli ospiti. In serata si era nelle giunti alla determinazione di ricoverare le persone con sintomi più accentuati, e di ricoverarli nelle terapie intensive per maggiore prudenza, vista la loro età e la condizione di pluripatologia che presentavano. 

Da sottolineare che nessuno di loro aveva, né ha, necessità di essere intubato.

I ricoveri ovviamente sono avvenuti per le vie routinarie, attraverso il 118, che destina sempre i pazienti in base a loro quadro clinico e alla disponibilità dei posti. La provincia di Agrigento ha la disponibilità di 4 posti letto di terapia intensiva a Sciacca e 6 ad Agrigento; si può ipotizzare che la scelta fatta in urgenza sia stata quella di ricoverarli in un unico presidio per facilità organizzative assistenziali. 

L’ASP è nelle condizioni – e ritiene necessario farlo stamattina stesso – di assistere i 6 pazienti della terapia intensiva nei 2 ospedali di Sciacca e Agrigento, per poter lasciare a ciascun ospedale la disponibilità per ulteriori eventuali urgenze.

La nostra ASP su input del Governo Regionale ha già predisposto un piano di emergenza per il piano dei posti letto per i malati covid che vede una implementazione costante e progressiva dei posti letto, il potenziamento delle USCA nel territorio, già attiva la nostra USCA per l Scuole da 10 gg. e l’assistenza per tutte le chiamate per sospetti casi COVID H24.

Ovviamente trattasi di programmazione ordinaria,se la situazione dovesse precipitare siamo  in grado di spingerci oltre. Riteniamo però doveroso, per una maggiore tranquillità dei cittadini, garantire una assistenza adeguata ai pazienti non covid e essere pronti alla risposta alla pandemia ove e quando si presenti.

Concludo con 2 precisazioni importanti:

I lavori a Ribera sono già iniziati e hanno avuto un ritardo causato principalmente da un sequestro giudiziario di impianti tecnologici dello stesso ospedale. Noi contiamo di avere pronto tutto in un mese, per avere i 10 posti letto di terapia intensiva e i 10 posti letto di sub intensiva. 

Dopo si continuerà con i lavori per i posti letto ordinari – ulteriori 40 posti letto – e per il reparto delle Malattie infettive, per il quale è stata fatta la delibera di individuazione del personale necessario.

Secondo gli accordi di ieri, i pazienti da ricoverare in terapia intensiva, non appena le condizioni cliniche di “non gravità” sarebbero state confermate, saranno trasferiti negli 8 posti letto di ricoveri ordinari COVID di Sciacca – già attivi – e quindi i nostri Ospedali saranno in condizione di poter essere pronti ad accogliere una eventuale nuova emergenza.

Concludo ribadendo che la nostra sanità si sta adoperando con abnegazione, sacrifici e professionalità per fronteggiare la Pandemia, non si sta tralasciando nulla, si sta lavorando in rete con Assessorato, Prefettura, Sindaci e Istituzioni. 

La raccomandazione che abbiamo fatto in tutte le sedi, istituzionali e non, è che tutti noi dobbiamo adoperarci per informare al meglio la popolazione, per incentivare la prevenzione e i corretti stili di vita e di relazione, ma è da evitare assolutamente di ingenerare allarmismi che, oltre che a essere ingiustificati , creano panico, ingenerano paura e quindi in ultima analisi non aiutano in alcun modo né cittadini né istituzioni ad affrontare al meglio la complessità del momento che stiamo vivendo.