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Ancora una volta il centro di accoglienza di Siculiana Villa Sikania è stato teatro di episodi di violenza perpetrati da parte dei migranti che vivono li, ospiti nostri, con tutte le assistenze possibili ed immaginabili.

Un gruppo, per l’ennesima volta, ha cercato di fuggire dalla struttura creando una vera e propria rivolta contro le Forze dell’Ordine che presidiano il centro. E, some spesso accade, nel trambusto, ad avere la peggio questa volta è stato un ispettore di Polizia prontamente intervenuto per sedare gli animi, tanto da ricorrere alle cure dell’ospedale di Agrigento per le ferite riportate alla fronte ed al sopracciglio.

Almeno cinque ospiti (e certamente adusi a delinquere) sono riusciti a scappare mentre l’aggressore dell’ispettore è stato acciuffato e bloccato dai colleghi.

 

 

 

“La Regione siciliana continua a confondere la parola ‘confronto’ con quella ‘comunicazione’. Utilizza la prima, ma intende la seconda”. Sicindustria commenta così l’incontro convocato oggi dall’assessorato regionale delle Attività produttive con le associazioni di categoria ufficialmente per partecipare a un “tavolo di confronto sull’avviso pubblico per la concessione dei contributi” relativi al cosiddetto Bonus Sicilia, nei fatti per ricevere la comunicazione di una decisione già presa, ossia quella di dividere i fondi disponibili a tutte le imprese richiedenti. Una scelta che Sicindustria continua a bollare come “inopportuna”. “Erogare infatti lo stesso importo all’intera platea delle imprese richiedenti – dice Roberto Franchina, coordinatore della Piccola Industria di Sicindustria – prescindendo dalle dimensioni e dal danno che le stesse hanno subito a causa del lockdown, non corrisponde a un auspicato principio di equità. Gli esigui importi che verranno erogati non raggiungeranno, come è facile prevedere, l’obiettivo iniziale di un reale sostegno alle aziende in difficoltà, ma si tradurranno, come sempre accade quando si decide di non decidere, in un utilizzo di risorse pubbliche a pioggia che avrà più il sapore di una prebenda che di un reale aiuto”.

Undici morti, 198 guariti e 562 nuovi casi in 24 ore. A fotografare la situazione dell’emergenza Covid in Sicilia è il bollettino quotidiano del ministero della Salute. Nell’Isola attualmente risultano positivi 7.850 persone (13.790 dall’inizio della pandemia), mentre con le nuove vittime sale a 389 il numero complessivo dei decessi. I guariti dall’inizio dell’emergenza sono 5.551. Questa la ripartizione su base provinciale dei nuovi casi registrati nell’Isola: 192 a Palermo; 170 a Catania; 53 a Messina; 66 a Trapani; 20 a Siracusa; 34 a Ragusa; 5 a Enna; 19 a Caltanissetta; 3 ad Agrigento.

“Nell’assistenza igienico personale per gli alunni disabili si continuano a registrare disservizi e forti criticità , evidenziati anche da allarmanti interventi di alcuni Prefetti dell’Isola”.

Il grido d’allarme è contenuto in una nota congiunta, che è partita ieri alla volta della Ministra della Pubblica Istruzione, Lucia Azzolina, a firma dell’assessore regionale delle Politiche sociali, Antonio Scavone, e del presidente di Anci Sicilia, Leoluca Orlando.

“Si chiede un intervento immediato- scrivono Orlando e Scavone-  affinché si mantenga inalterata  la qualità dei servizi in favore degli alunni disabili in ambito igienico personale e contestualmente vengano salvaguardati i livelli occupazionali del personale che da decenni svolge questa funzione”.

Nella nota al Ministro i due rappresentanti istituzionali entrano nel merito della questione offrendo alcune proposte per un intervento concreto che possa rendere giustizia al costituzionalmente garantito diritto allo studio per gli alunni disabili.

“La prima proposta tende a venire in soccorso, con l’urgenza del caso- si legge nella nota- a quelle numerose scuole i cui dirigenti scolastici hanno richiesto ai comuni, alle ex province e alla Regione Siciliana, di essere supportati, per carenza di professionalità consone, nell’assistenza igienico personale da garantire agli alunni affetti da disabilità grave, nel rispetto del genere e di adeguato standard. In tal senso,esprimendo apprezzamento per l’apertura manifestata dal direttore dell’USR Sicilia nella riunione del 12 ottobre scorso, si reitera la proposta degli scriventi di utilizzare le risorse finanziarie statali ( in particolare quelle previste dall’ex art.3 comma 2 lettera d del d.lgs. 66/2017) già nella disponibilità dei dirigenti scolastici”.

“Tale proposta opera – continuano Scavone e Orlando- nell’immediato perché offre la possibilità agli stessi dirigenti di avvalersi, sin da subito, dei medesimi operatori che già hanno prestato detto servizio nelle medesime scuole lo scorso anno scolastico, assicurando un alto standard qualitativo nell’assistenza agli alunni disabili”.

Anci Sicilia e Regione Siciliana assicurano il massimo supporto e collaborazione all’USR Sicilia e alle scuole operando in conto anticipo, previo accordo, e prevedendo in aggiunta anche interventi migliorativi e integrativi a valere sia sui fondi nazionali già previsti per le persone affette da disabilità sia sui fondi che attualmente transitano dai distretti socio-sanitari “.

“La seconda proposta inoltrata al Ministro- aggiungono ancora l’assessore e il presidente di Anci Sicilia- opera a regime e mira a prevedere una norma che, per le assunzioni nelle scuole del personale ATA, valorizzi l’esperienza professionale maturata dagli operatori che hanno prestato questo servizio. Nel contempo si resta in attesa che USR faccia avere al più presto il preannunciato quadro di esigenze e criticità per garantire i servizi agli studenti con disabilità. Acquisiti tali dati gli enti intermedi potranno attivare quanto previsto a carico della Regione con delibera di Giunta 323 del 23 luglio 2020 al fine di mantenere inalterata la qualità del servizio”.

Il presidente Maria Giovanna Mangione e tutti i componenti del Consiglio dell’Ordine degli Agronomi e dei Dottori Forestali della provincia di Agrigento, nell’augurare buon lavoro a tutti i nuovi sindaci eletti al termine di questa lunga parentesi delle elezioni amministrative, rilanciano l’esigenza che al centro del dibattito tornino i temi del rispetto del verde pubblico, del vivere sano, di una corretta gestione dei rifiuti e della valorizzazione e tutela del territorio.

“Come Ordine non possiamo che augurare buon lavoro ai primi cittadini riconfermati e ai nuovi sindaci, tra questi al nostro collega Giuseppe Mangiapane a Cammarata – dice il presidente Maria Giovanna Mangione – e non possiamo non rimarcare l’urgenza che anche le amministrazioni locali, soprattutto in tempi come questi, reinseriscano nella loro agenda la programmazione territoriale da un punto di vista agronomico, rurale, sociale, zootecnico e un’azione decisa per ridurre le emissioni climalteranti. Possono apparire questioni astratte, ma sono invece molto concrete e urgenti sia per la nostra provincia, che ha grosso bisogno di una prospettiva di sviluppo economico alternativo e anche di maggior cura delle fragilità del proprio territorio, sia per l’intero pianeta”.

Punto di partenza di questa interlocuzione con i primi cittadini sarà la “Carta di Agrigento”, il documento firmato circa un anno fa dall’Ordine e diversi altri interlocutori istituzionali e incentrato sul tema della protezione della salute umana e dell’ambiente, per una nuova politica di sviluppo sostenibile.

Terminati i turni di ballottaggio e composto il quadro dei nuovi sindaci, l’Ordine degli architetti, che in questi anni ha fortemente posto l’attenzione sulle città e sulle infrastrutture senza dimenticare il paesaggio e i beni architettonici, esprime il proprio augurio alle nuove Amministrazioni di Casteltermini, Cammarata, Camastra, Raffadali, Realmonte, Ribera, Siculiana ed Agrigento.

“Tante sono state le iniziative adottate dal nostro Ordine – afferma Alfonso Cimino, presidente dell’Ordine degli architetti di Agrigento – e, oggi, riteniamo di dover continuare a porre soluzioni e interrogativi su vari aspetti che non interessano solo le libere professioni ma il futuro dei cittadini e delle nostre città”.

Occhi puntati su Agrigento, dunque, con il presidente Cimino che esprime le proprie congratulazioni al nuovo sindaco Franco Miccichè, alla nuova Giunta e al Consiglio Comunale eletto, ribadendo che “occorre ripartire da un “Progetto per Agrigento” attraverso la rigenerazione umana e urbanistica della città, creando politiche integrate fra scuola – lavoro – città – tempo libero, educando attraverso la conoscenza con il già noto progetto di “Città Educativa”. L’Ordine degli architetti – prosegue Alfonso Cimino – ha fatto sì che Agrigento fosse iscritta alla Carta internazionale di Barcellona delle città educative. Bisogna ripartire da una città “aumentata e resiliente”. Queste devono essere le priorità per una comunità che possa vivere il proprio ambiente nel rispetto di un progetto volto al futuro.

Tanti le questioni aperte in questi anni e l’Ordine degli architetti, continuerà nella sua politica di supporto e di pungolo per tutte le Amministrazioni Comunali.

“Occorre – sottolinea Alfonso Cimino – in primo luogo ripensare gli spazi pubblici, far rivivere il centro storico e rigenerarlo umanamente riaggregando i vari pezzi di una Agrigento smembrata. Mettiamoci subito a lavorare sul nuovo Piano Regolatore della città, vero motore pulsante di una rigenerazione urbana e volano economico e sociale, riorganizzando l’ufficio Tecnico comunale, attraverso la valorizzazione delle professionalità presenti e potenziandolo di nuove unità. Puntare sui concorsi di progettazione per rigenerare gli spazi pubblici, con la creazione di parchi urbani di collegamento fra i vari elementi urbanistici della città. Dobbiamo dare nuovo impulso all’Urban Center, tanto voluto dal nostro Ordine professionale, che ha stentato i suoi primi passi ma che deve essere il vero contenitore di aggregazione fra la politica e gli interessi urbani e sociali dei cittadini. Dobbiamo ripartire dal dato più importante: la città di Agrigento è la Valle dei Templi. Attraverso questi programmi – conclude il presidente Cimino – siamo certi che questa nuova Amministrazione saprà accettare i consigli dei professionisti architetti e nei prossimi giorni chiederemo un incontro programmatico con il nuovo sindaco della città di Agrigento”.

Vietare i congressi e i convegni mette sul lastrico un settore che dà lavoro a 570 mila persone. Le imprese già tutte con l’acqua alla gola pronte a chiudere

Il DPCM del 18 ottobre mette in profonda crisi il settore dei congressi e degli eventi. Con la decisione di sospendere i congressi rischia la chiusura un settore che genera un indotto di 64,7 miliardi di euro con un impatto diretto sul Pil di 36,2 miliardi di euro/anno (l’Italia rappresenta la sesta nazione al mondo per impatto economico generato dal settore degli eventi e dei congressi) e che impiega 569 mila addetti.

Un settore trainante del turismo, che assicura l’occupazione alberghiera anche in bassa stagione, riveste un peso importantissimo per le città d’arte attualmente in crisi e promuove all’estero l’immagine dell’Italia, coinvolgendo tutta la filiera (alberghi, centri congressi, agenzie organizzatrici, aziende di trasporti, società di catering e di servizi tecnici) e l’intera destinazione (ristoranti, taxi, musei, shopping, etc.)

Congressi e convegni sono volano di produttività e formazione e sono uno strumento decisivo per espandere le esportazioni delle imprese italiane.

È fondamentale sottolineare che il settore dei congressi e degli eventi è estremamente professionalizzato e sicuro: i centri congressi, gli alberghi e tutta la filiera connessa all’organizzazione dei congressi hanno investito in sistemi di sanificazione, si sono dotati e applicano protocolli di sicurezza ancora più rigidi di quelli stabiliti nelle “Linee guida per la riapertura delle Attività Economiche, Produttive e Ricreative” approvate dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome. Prevedere poi che in una location sia possibile svolgere attività di spettacolo, fieristica, o una manifestazione sportiva in presenza di pubblico  ma non un’attività “convegnistica” appare incomprensibile e certamente discriminatorio nei confronti dei soli organizzatori congressuali e di eventi.

La chiusura dei congressi mette in definitivo lockdown un settore che oggi ha già cancellato più della metà degli eventi previsti per il 2020 e che, privato della possibilità di programmazione, non ha nessuna possibilità di lavorare anche nel 2021.

Un congresso, un convegno o qualsiasi altra tipologia di evento pubblico o privato richiede mesi se non anni di programmazione.

Il Coordinatore Politico dell’Udc Italia in Sicilia, l’On. Decio Terrana, trasmette una nota in cui evidenzia come la Scuola può diventare veicolo di diffusione di Covid-19, anche a causa dei conseguenti assembramenti degli studenti sui mezzi pubblici, invitando a considerare misure più adeguate che limitino i contagi a causa delle attività didattiche.
“Gli Studenti oggi rischiano di portare nelle proprie case il contagio – trasmette l’On. Terrana – Risulta incredibile che i DPCM del Governo si soffermino su varie limitazioni a Bar, Ristoranti e Piccole Attività e non affrontino problemi molto gravi come il contagio che può interessare i nostri Ragazzi. Deve essere assolutamente ridotto il flusso di Studenti nelle Scuole e sui mezzi Pubblici; in diverse scuole ormai si registrano casi di Studenti ed Insegnanti Positivi al Covid. Si rischia di trasformare le Scuole in un focolaio generalizzato: se i ragazzi portano nelle case il Covid sarà difficile poi fermare la Pandemia una volta che ci si contagia all’interno dello stesso nucleo familiare”.
Il Segretario Regionale dell’Udc Sicilia critica anche la scelta di modificare l’orario scolastico o di inserire i doppi turni, ritenendo queste misure insufficienti.
“Non può essere sufficiente modificare gli orari di entrata nelle scuole o inserire i turni pomeridiani – aggiunge l’On. Terrana – Laddove i ragazzi possono essere autonomi, quindi Scuole Superiori ed Università, si dovrebbe immediatamente passare alla Didattica a Distanza. Misura da adottare, se possibile, anche per le Scuole Medie. Il Rischio è molto alto e stiamo rischiando tutti. Diminuendo la presenza degli Studenti sui mezzi Pubblici si diminuisce molto il rischio di contagio. Arrivano da tutta Italia le immagini degli assembramenti sui Trasporti Pubblici. Milioni di Pendolari, Studenti e Lavoratori, sono oggi altamente a rischio ma il Governo continua a presentare soluzioni che ci porteranno esclusivamente a dover chiudere tutto. Prima che sia troppo tardi e saremo costretti a fermarci tutti per un nuovo lockdown, dobbiamo limitare al massimo i rischi di contagio lasciando a casa tutte quelle persone che possono continuare le loro attività anche a distanza”.

 

Allarme al pronto soccorso dell’ospedale di Sciacca dove nel pomeriggio sono arrivate due persone anziane di Santa Margherita Belice con sintomi da coronavirus. Sono scattate le procedure per il ricovero ed i post Covid predisposti nella struttura ospedaliera saccense tra terapia intensiva e sub intensiva sono praticamente già occupati da pazienti provenienti dall’area del Belice.

Da Sambuca e da Santa Margherita, nel frattempo, giungono notizie di nuovi contagi, per i quali non c’è però ancora la notifica ufficiale da parte dell’Asp. Otto riguarderebbero Sambuca di Sicilia che da sabato scorso è zona rossa dopo l’ordinanza del Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci. Due casi positivi sarebbero invece a Santa Margherita Belice. Ma non c’è nessuna conferma da parte dei sindaci dei due centri.