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Giovanni Vaccaro, 66 anni, di Palma di Montechiaro, funzionario della Prefettura,  è stato assolto dall’accusa di abuso di ufficio e accultamento di atti pubblici . I giudici della seconda sezione penale del tribunale di Agrigento, presieduta da Wilma Angela Mazzara, lo hanno assolto perché “il fatto non sussiste”.

A Vaccaro, si contestava di avere insabbiato una procedura amministrativa, legata al ritiro della patente al noto imprenditore Massimo Campione.
Nel processo era imputato, con le stesse accuse, pure un altro funzionario, deceduto prima del verdetto. Quella pratica, che aveva portato al ritiro della patente di guida nei confronti di Campione, da parte della polizia stradale di Canicattì, secondo la Procura, era stata vanificata dai due funzionari della Prefettura che, prima avrebbero fatto finire tutti i documenti in un armadio, senza neppure dare atto dell’acquisizione attraverso il protocollo, e poi gliel’avrebbero restituita con una semplice richiesta verbale.
I due funzionari, difesi dagli avvocati Olindo Di Francesco e Giuseppe Giglione, avevano dato la loro versione dei fatti sostenendo, in sostanza, che si era trattato di un semplice disguido, che la carpetta era finita in un armadio per un inconveniente e che, quando Massimo Campione, il 26 gennaio del 2016, si presentò per chiedere informazioni, era già trascorso il termine per qualsiasi tipo di iniziativa e fu necessario resti

La riorganizzazione del personale della Regione Siciliana è stata al centro di una riunione convocata dal governatore Nello Musumeci a Palazzo Orleans. All’incontro, durato oltre tre ore, erano presenti l’assessore alla Funzione pubblica Bernardette Grasso, il segretario generale e il capo di gabinetto della presidenza Maria Mattarella e Vitalba Vaccaro, i dirigenti generali dei dipartimenti della Funzione pubblica Carmen Madonia, dell’Agricoltura Dario Cartabellotta, dei Beni culturali Sergio Alessandro, il capo dell’Ufficio legislativo e legale Giovanni Bologna e il presidente dell’Aran Sicilia, Accursio Gallo.
Al termine dell’incontro è stato emesso un comunicato nel quale si sottolinea che «il governo regionale, in coerenza con la direttiva già emanata dopo il suo insediamento nel 2018, esaurita la fase del rinnovo contrattuale del comparto, intende procedere con la riclassificazione del personale dipendente. Dopo avere reperito le necessarie risorse finanziarie, è stato avviato il percorso che tende a premiare il merito, consentendo così un adeguato utilizzo dei dipendenti in ragione del proprio titolo di studio e delle professionalità acquisite. E’ stato concordato – conclude il comunicato – che il percorso sarà determinato attraverso un confronto – che si spera senza pregiudizio – con le organizzazioni sindacali, oltre che con l’Aran e le istituzioni competenti».
«Passiamo – ha detto Musumeci – dalla denuncia alla proposta, che punta a fare spazio alla meritocrazia e alla redistribuzione del personale, ponendo fine a uffici con esubero di dipendenti che saranno, invece, destinati ad attività e strutture assai carenti di risorse umane. Entro qualche mese contiamo di definire il percorso e concretizzare gli obiettivi».

Il presidente della Regione siciliana Nello Musumeci è intervenuto ieri sera a Tgcom24. Alla domanda se già si pensa a bloccare gli ingressi in Sicilia dalle altre regioni, ha risposto che non lo può escludere assolutamente.

“E’ chiaro – ha detto – che un provvedimento del genere andrebbe concordato con il Governo centrale”. “In un tessuto economico come quello siciliano – ha detto – ogni attività che può lavorare costituisce un grande sostegno che si dà all’economia ma se dovesse essere necessario, non ci penseremo due volte a chiudere le attività, sperando che il governo centrale possa consentire loro di potere superare questo periodo”.

Musumeci nel suo intervento non esclude anche il coprifuoco sulla scia di quanto già deciso da Lombardia, Lazio e Campania. «Non siamo ancora all’ora X, vedremo».

La chirurgia bloodless è quell’insieme di procedure chirurgiche che mirano a ridurre la perdita di sangue durante l’intervento e dunque il bisogno di ricorrere a trasfusioni, con  molteplici benefici per il paziente. La tecnica si è affermata come un protocollo chirurgico valido, potenzialmente applicabile anche alla chirurgia tradizionale, tanto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità e il Ministero della Salute ne raccomandano l’adozione. Maria Eleonora Hospital di Palermo, Ospedale di Alta Specialità accreditato con il Servizio Sanitario Nazionale, è centro di riferimento in Sicilia per questo tipo di interventi in ambito cardiochirurgico e vascolare.

“Questo approccio è da tempo applicato alla cardiochirurgia, ma recentemente abbiamo trattato con la tecnica bloodless due pazienti che presentavano un aneurisma dell’aorta addominale sottorenale a rischio di rotturaspiega il dott. Emerico Ballo, specialista in chirurgia del cuore e dei grandi vasi a Maria Eleonora Hospital –. I grandi vantaggi dei protocolli e delle tecniche di chirurgia “senza sangue” adottati, che consentono di ridurre le perdite ematiche durante l’intervento, consistono nell’avere una minore incidenza di infezioni, tempi di degenza post operatori più brevi e dunque una ripresa dall’intervento più rapida, aspetti importanti quando andiamo a trattare pazienti anziani”.

L’aneurisma dell’aorta addominale colpisce con maggiore frequenza pazienti di sesso maschile, con un’età superiore ai 50 anni (a causa del naturale invecchiamento dei tessuti e dei vasi), ed è dovuto a un indebolimento della parete arteriosa e alla conseguente dilatazione progressiva e irreversibile dell’aorta che, in mancanza di un intervento tempestivo, può portare alla rottura della stessa. Tra i fattori di rischio vi sono anche fumo, cattive abitudini alimentari, una vita sedentaria e stress.

Per un’accurata prevenzione è bene sottoporsi a controlli periodici soprattutto superati i 50 anni di età: il check up prevede un ecodoppler e, laddove venisse riscontrata la presenza di un aneurisma, la visita viene completata con una Angio TC.

Per trattare l’aneurisma dell’aorta addominale si ricorre a un intervento chirurgico allo scopo di impedire la rottura dell’aneurisma stesso. Tradizionalmente, si sostituisce l’aorta danneggiata con un tubo sintetico che viene modellato sull’anatomia del paziente e suturato a monte e a valle dell’aorta sana. Negli ultimi anni è stata introdotta una metodica mininvasiva, che prevede l’inserimento di un’endoprotesi, attraverso un tubicino delle dimensioni di una penna, introdotto da un accesso periferico, come per esempio per via inguinale, attraverso l’arteria femorale. L’impiego di questa modalità mininvasiva, associata alla chirurgia bloodless, consente di limitare al minimo il ricorso a emotrasfusioni e ridurre i fattori di rischio peri-operatori.

“Uno straordinario risultato destinato a dare spunti per nuove ipotesi investigative”. Così Giuseppe Ciminnisi, coordinatore nazionale dei familiari delle vittime di mafia dell’Associazione ‘I Cittadini contro le mafie e la corruzione’, commenta a caldo la sentenza emessa ieri dalla Corte d’Assise di Caltanissetta che ha visto condannato all’ergastolo il boss latitante Matteo Messina Denaro, accusato di essere tra i mandanti delle stragi di Capaci e via D’Amelio.

“Il lungo difficile  lavoro della Procura nissena, rappresenta un importante traguardo raggiunto, non soltanto per la condanna di un sanguinario boss stragista, purtroppo ancora latitante, ma anche perché aiuta far chiarezza su uno dei periodi più bui della storia del nostro Paese. Per decenni il latitante Matteo Messina Denaro – e quanti come lui coinvolti negli incontri prodromici alla realizzazione delle stragi – ha potuto contare sulle attività poste in essere da chi aveva interesse a depistare le indagini perché non si arrivasse ai responsabili degli attentati, coprendo così quelle che oggi appaiono essere le vere cause che portarono all’uccisione dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Da familiare di vittima innocente di mafia, aggiungo che l’attività della procura nissena e il risultato raggiunto sono di grande conforto per chi ha pagato con la vita di un familiare la crudeltà e la viltà dei mafiosi. Per questo – conclude Giuseppe Ciminnisi – sento il bisogno, a nome mio e di quanti altri rappresento, di porgere un sentito ringraziamento ai magistrati di Caltanissetta, in particolar modo al procuratore Gabriele Paci, che con il loro lavoro e il loro sacrificio mantengono in vita la speranza che si possa arrivare ad accertare quella verità che per decenni è stata artatamente tenuta ben nascosta. A cominciare dai mandanti esterni delle stragi, che è necessario individuare per comprenderne la genesi che – così come dichiarato dall’avvocato Fabio Trizzino, difensore dei figli del giudice Borsellino – potrebbe essere ricondotta nell’interesse che il giudice Borsellino aveva mostrato nei confronti dell’intreccio mafia e appalti.

Dopo avere ricevuto la condanna a cinque anni di reclusione per il caso Alma Shalabayeva l’ex Questore di Palermo Renato Cortese  ha scritto una lettera d’addio alla città per ringraziare la popolazione intera.

Questo il testo integrale della lettera:

«Ciao Palermo, ho immaginato tanto questo momento e si… è arrivato.
E’ arrivato il momento  di andare, di partire, di lasciarti…con il cuore spezzato vado via da una città che mi ha accolto con affetto, che mi ha visto crescere ed invecchiare che mi ha visto soffrire e gioire e che con me ha sofferto e gioito.

Ed io ho visto una Palermo distrutta, schiacciata e disorientata dalla ferocia e dalla barbarie della mafia, e ho lottato con lei e per lei… Sono stati anni duri, difficili, costellati di morti, ma ognuno di essi è stato un seme. II seme della coscienza civile, del riscatto, della legalità, della giustizia. Ed oggi tutti i sacrifici, le speranze e i comuni desideri si stanno realizzando …
Oggi vedo una Palermo sempre straordinariamente bella, affascinante e testarda, che si è ripresa quello che credevano di poterle strappare: il futuro. Oggi vedo il cambiamento, sento il cuore pulsante di una capitale europea, moderna, centro della cultura, della solidarietà, dell’accoglienza.
Palermo ha saputo aspettarmi ed accogliermi nuovamente da Questore, regalandomi  la sua forza, la sua resilienza,  il suo coraggio, che ho visto negli occhi delle persone che ho incontrato nelle strade,
nel calore delle mani che ho stretto in questi anni, nell’entusiasmo dei giovani con cui ho parlato.
Palermo mi ha insegnato che dopo ogni caduta è possibile rialzarsi e che nei momenti più bui bisogna
andare avanti e trovare la forza.
Palermo è la migliore parte di me. Una bellezza caleidoscopica , dai mille volti: quello della solidarietà, della speranza, del coraggio, della cultura, della coscienza civile, della sete di giustizia, della curiosità, dell’amore, che porterò con me, nel continuare il mio cammino …
Grazie Palermo. Ciao Palermo
Arrivederci Palermo».

“Quando pensavo di non potermi più meravigliare di nulla, ecco che il Presidente Musumeci, concedendosi in una intervista video annuncia che: dopo quasi 36 mesi di legislatura e 31 dalla sua nomina quale commissario per l’emergenza rifiuti in Sicilia, sul medesimo tema siamo ancora al ‘stiamo esaminando’. In circa 3 anni non ha appaltato nessuno degli interventi strategici elencati nel piano rifiuti che ha proposto anche in via emergenziale, in primis la settima vasca di Bellolampo, ed i rifiuti di Palermo stanno saturando gli impianti della Sicilia orientale. Musumeci non ha neanche speso i fondi del Patto del Sud, che lui stesso aveva destinato  a questa emergenza, togliendoli ad altri progetti di altre realtà territoriali che magari avevano soluzioni già pronte. La cosa ancora più grave è che il governo Musumeci non ha un piano di gestione dei rifiuti dopo 31 mesi di improvvisazione”. Lo afferma il Sindaco di Messina, Cateno De Luca.
“Nella video intervista che invito tutti a guardare – incalza il Primo cittadino – il Governatore prima di confessare che ci costringeranno a portare i rifiuti all’estero – come da mesi affermo, causando uno strozzinaggio  perché la tariffa di smaltimento sarà incrementata del 30% – ha dichiarato che dopo 31 mesi, ‘stanno pensando ai termovalorizzatori’, mentre la Sicilia nuota nell’immondizia. Tra una  cavalcata e l’altra e tra una campagna elettorale e l’altra, Musumeci starebbe pensando.
“Qualcuno però – continua il Sindaco Peloritano – dovrebbe spiegargli che per realizzare un termovalorizzatore ci vogliono almeno 2 anni di lavoro dall’aggiudicazione dell’appalto, senza considerare la progettazione e l’autorizzazione che necessita di una Valutazione d’Impatto Ambientale. Inoltre il Governatore  dimentica che il suo presidente della commissione regionale VIA, nominata da questo governo, causa  principale della paralisi di tutti i progetti pubblici e privati, ha sempre dichiarato che è contrario ai termovalorizzatori.  Si tratta della medesima commissione che da oltre un anno deve rilasciare l’autorizzazione per la realizzazione della piattaforma di contrada Pace a Messina, per la gestione del materiale derivante dalla raccolta differenziata, quella stessa differenziata che a Messina, ammette Musumeci, è più avanzata delle altre città metropolitane siciliane, ma che dovrà fare i conti con la mancanza di impianti per l’inerzia dell’attuale Esecutivo”.
“Ma la Sicilia – sottolinea De Luca –  può continuare a pagare i ritardi e le omissioni di un governo incapace e di un Governatore che accusa i comuni di essere la causa della tragedia rifiuti? Oppure dobbiamo credere che Musumeci abbia dovuto aspettare 3 anni per capire che possono esserci infiltrazioni mafiose nella gestione di alcune discariche? Caro Nello, a prescindere da come e da chi sono gestite, l’alternativa alle discariche è la differenziata, non gli inceneritori o il trasporto dei rifiuti all’estero. E Messina può continuare a pagare il ‘pizzo Musumeci’ per il menefreghismo del governo regionale sui rifiuti? L’appalto del TMB di C.da Pace, il finanziamento dell’impianto di compostaggio di Mili e la graduatoria del bando regionale dei CCR – Centro comunale di raccolta – sono alcuni dei vitali progetti fermi al palo solo per  Messina, bloccati a causa dell’incapacità del governo Musumeci”.
“Sono disponibile anche a un confronto su tale vergognosa vicenda – conclude il Sindaco metropolitano. Non consento però al Presidente Musumeci di continuare a mentire sul merito delle competenze visto anche il deplorevole scaricabarile tra Palermo e Roma. La verità è che accadrà qualcosa che nessun Governo era mai arrivato a compiere: tra qualche settimana portare fuori dalla Sicilia i rifiuti. Che tristezza”.

“Inevitabile  l’ordinanza di chiusura dell’istituto Politi dopo i casi accertati di positività di 2 studenti e una  docente. Serve ora anche intervenire subito sia sui trasporti, anche quelli extraurbani, chiedendo il raddoppio dei mezzi a disposizione così da garantire il distanziamento, sia sulla flessibilità oraria  e su un maggiore controllo all’ingresso e all’uscita da scuola e nei consueti luoghi di ritrovo.  Aprire le scuole è una direttiva ministeriale ma il rischio era noto. Oggi ci sentiamo tutti meno sicuri.

La situazione di emergenza è senza precedenti e occorre salvaguardare la salute. In questo caso indispensabile anche garantire il diritto all’istruzione. Servono scelte coraggiose e l’aiuto di tutti”.

Lo dichiara l’ex sindaco di Agrigento Lillo Firetto.

Non prendente impegni per il prossimo fine settimana! Dopo il successo del primo weekend, sabato 24 e domenica 25 ottobre continuano le Giornate FAI d’Autunno, la manifestazione nazionale promossa dal FAI –Fondo Ambiente italiano in 400 città italiane e dedicata a Giulia Maria Crespi, fondatrice e presidente Onoraria del Fai,  recentemente scomparsa.

Anche quest’anno promotori e protagonisti dell’iniziativa sono i Gruppi Fai Giovani che, con la collaborazione della Delegazione Fai, accompagnano il pubblico, nel pieno rispetto delle norme di sicurezza sanitaria vigenti, alla scoperta di luoghi di straordinaria bellezza per seminare conoscenza e consapevolezza del patrimonio di storia, arte e cultura del territorio.

Di seguito l’elenco completo dei luoghi aperti ad Agrigento ed Aragona (AG) con orario di apertura dalle 9 alle 13.30 e dalle 15.30  alle 18.

Agrigento, Biblioteca Lucchesiana (Via Duomo):

La storia della Biblioteca Lucchesiana di Agrigento, una delle più antiche e prestigiose istituzioni bibliotecarie della Sicilia, è strettamente legata alla figura di Mons. Andrea Lucchesi Palli dei principi di Campofranco, che la fondò   nel   1765.   Il   Lucchesi   Palli   fu   un   uomo   di   notevole   cultura, largamente partecipe di quel rinnovato interesse per gli studi umanistici che nel XVIII secolo determinò il sorgere di grandi raccolte.

La Biblioteca è inserita nella lista dei Luoghi del Cuore FAI. Per votare: https://www.fondoambiente.it/il-fai/grandi-campagne/i-luoghi-del-cuore/cerca-un-luogo?search=LUCCHESIANA

Agrigento, Casa Museo dei Padri Liquorini (Via Duomo): Nella storia della città di Agrigento, un gruppo di Padri Liguorini, guidati

da   P.   Blasucci,   giunse   per   predicare   le   Missioni   su   invito   di   Mons.Lucchesi,   vescovo   di   Agrigento.   Trovarono   inizialmente   ospitalità nell’Ospizio degli Oblati e a loro fu affidata dapprima la chiesa di S.Giorgio e poi la chiesa di S. Maria dell’Itria.  Oggi il Complesso monumentale dei Padri Liguorini di Agrigento è sede della casa-museo, degliarredi e delle collezioni d’arte della Casa dei Missionari Redentoristi dal   titolo:   “Arredi   e   Collezioni   dei   Padri   Liguorini. Tutela e Conservazione”.

Aragona,   Museo   Diocesano   Chiesa   Madre   e   Cripta   Madonna   del Rosario ( Piazza Matrice): 

Il Musei Diocesani di Aragona costituiscono il polo distaccato in territorio aragonese del MUDIA di Agrigento. Essi si compongono di due sedi che conservano ed espongono, sotto forma di mostra permanente, beni ed opere d’arte la cui storia si radica nel comune di Aragona.

Aragona, Chiesa di Santa Maria della Provvidenza e Cristo Nero (Via Nazareno):

Le prime fonti della presenza di una chiesa rurale dedicata alla Vergine della Provvidenza, già sono presenti negli Atti del notaio Pietro Chiarelli, in data 22 maggio 1626, il quale parla della Cappellania dell’omonima chiesa, sita sull’eminente collina detta Belvedere. L’opera più   importante  è   il   particolare   crocefisso   ligneo deposto   nella   parte   destra   della   chiesa.   Il   “Cristo   nero”   come   viene denominato dal popolo aragonese è un’opera lignea di scultore ignoto.

Casa dell’artista atelier Bellanca (Via Elia Rotolo): Tipica   abitazione   della   cultura   siciliana   è,   sicuramente,   quelle del contadino agiato o ‘burgisi’. L’arredamento interno, che originariamente, variava a seconda della zona e delle condizioni economiche del contadino, oggi è composto da circa 300 tele del pittore Salvatore Bellanca  che recentemente ha acquistato la casa e   l’ha   ristrutturata   facendone   un   atelier   per   realizzare   le   sue   opere ispirandosi all’espressionismo astratto “Action paiting” diffuso negli anni quaranta e sessanta del Novecento soprattutto negli Stati Uniti d’America.

Come partecipare:

Partecipare alle Giornate Fai d’Autunno vuol dire non solo godere della bellezza che pervade ogni angolo del nostro Paese e “toccare con mano” ciò che la Fondazione fa per la sua tutela e valorizzazione; vuol dire, soprattutto, sostenere la missione del FAI in un momento particolarmente delicato.

I visitatori potranno aderire alla manifestazione iscrivendosi direttamente sul posto e sostenere il Fai con una donazione libera del valore minimo di 3€ e potranno anche iscriversi al FAI durante l’evento.

Si susseguono senza limiti nuovi contagi di alunni nelle scuole della provincia di Agrigento. Adesso è la volta di Canicattì.

A seguito di una nota pervenuta dalla dirigente dell’I.C. G.Verga, professoressa M.A. Corsello, e la nota dell’ASP circa la positività di due alunni, accertate dalle autorità Sanitarie, il sindaco Ettore Di Ventura ha predisposto con apposita ordinanza la chiusura del plesso scolastico De Amicis; il tutto in via precauzionale, per la salute dei piccoli alunni, degli insegnanti, degli operatori scolastici e delle famiglie.

In seguito saranno effettuate le operazioni di sanificazione degli ambienti.