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Apprezziamo che il presidente Musumeci abbia abbandonato i toni bellicosi e annunciato il confronto con i sindacati su riorganizzazione e riqualificazione dei lavoratori regionali, ma le parole non bastano: servono i fatti o andremo avanti sulla querela, organizzando assemblee in tutta la Sicilia”. Lo dicono Giuseppe Badagliacca e Angelo Lo Curto del SiadCsa-Cisal, a margine dell’assemblea di oggi al centro giovanile Don Orione di Palermo a cui hanno partecipato, nell’arco della mattinata, circa 200 lavoratori nel rispetto delle norme anti-Covid.
“Musumeci è passato dal definire i dipendenti regionali come ‘inutili’ a parlare di valorizzare il merito – dicono Badagliacca e Lo Curto – Un passo in avanti che restituisce serenità al confronto, ma ribadiamo che la riqualificazione, che andava realizzata già con l’ultimo contratto, non può essere a costo zero. Se si vogliono dare realmente risposte alle imprese e ai cittadini e rendere la macchina regionale efficiente, bisogna che il presidente Musumeci la smetta di diffamare i dipendenti regionali e inizi a investire seriamente sulla valorizzazione delle professionalità del personale che da 20 anni attende di fare le progressioni di carriera. Siamo pronti al confronto col Governo, in caso contrario continueremo a indire assemblee per raccogliere adesioni alla querela: dopo quella di oggi, ne organizzeremo altre in varie città dell’Isola”.

“Grazie al confronto odierno abbiamo messo a punto alcune indicazioni condivise da tutte le Anci del Mezzogiorno che saranno – dentro l’azione complessiva di Anci nazionale –  oggetto di iniziativa propositiva per una loro possibile traduzione in provvedimenti, sia nell’ambito della prossima legge di Bilancio che nel quadro di successivi veicoli normativi”. 4

Questo nelle parole di Leoluca Orlando, presidente di Anci Sicilia, il senso della video riunione promossa dall’Anci regionale che si è svolta ieri pomeriggio, alla presenza del segretario generale di Anci nazionale Veronica Nicotra.

“Durante l’incontro del mese scorso con il ministro per il Sud Giuseppe Provenzano abbiamo ritenuto opportuno – prosegue Orlando – che ci fosse un dialogo con il sistema delle autonomie meridionali, e per questo abbiamo organizzato una riunione con le Anci del Sud e con i sindaci metropolitani. Abbiamo valutato come l’assetto normativo regolamentare, del personale piuttosto che della capacità di progettare, interferisca con il piano per il Sud. Il fatto è che in alcune parti del Paese alcune esigenze di modifica normativa sono avvertite di più, probabilmente perché il tessuto sociale è più debole”, osserva il presidente di Anci Sicilia, che cita ad esempio il tema dell’evasione fiscale e dell’efficienza della riscossione, “questione sicuramente nazionale ma che in alcune regioni è più urgente perché la gente non ha soldi o perché le agenzie della riscossione sono inefficienti”.

“Il nostro obiettivo – sottolinea Orlando – non è un condono ma piuttosto un concreto contributo alla giustizia fiscale, garantendo  la concreta riscossione e con scelte severe ed efficaci nei confronti di chi non paga e penalizza i contribuenti onesti e le amministrazioni pubbliche; facciamo proposte per affrontare in modo diverso problemi uguali ma partendo da situazioni diverse”.

Altra questione trattata è quella del deprezzamento dei valori immobiliari in molti Comuni periferici. “Al Sud, ma anche in alcune aree interne dell’Appennino e nelle diverse regioni del Paese, si è registrato un crollo immobiliare dovuto anche alla fiscalità locale che pesa sulle transazioni: se le case perdono valore e non sono più un bene rifugio siamo di fronte anche ad un problema sociale”, osserva il sindaco di Palermo. Tra i temi oggetto di confronto anche quello delle assunzioni del personale e del blocco del turnover che “viste nell’ottica delle regioni meridionali hanno un impatto specifico sul tessuto socioeconomico”.

“Con il nostro documento vogliamo dare un contributo di riflessione con alcune proposte idonee per aprire un dialogo costruttivo con il Ministro Provenzano e con il Governo, sempre in stretto raccordo con le azioni di Anci nazionale che da tempo chiede al ministro che la nuova programmazione preveda più risorse dirette ai Comuni e alle città non per il tramite delle Regioni. Ai primi di novembre – conclude Orlando – in programma un nuovo incontro con il ministro Provenzano: ci presenteremo con una serie di problemi suggerendo alcune soluzioni”.

 «Per la prima volta nella storia del trasporto marittimo in Sicilia, avviamo la concreta apertura al libero mercato di uno dei servizi più strategici della mobilità isolana. Abbiamo, infatti, emanato l’avviso pubblico per la ricerca di operatori economici interessati a occuparsi dei collegamenti con le isole minori in regime non assistito, cioè senza il contributo economico della Regione. Offriamo al mercato le cinque tratte su cui si snodano i trasporti via mare: Eolie, Egadi, Pelagie, Ustica e Pantelleria».

Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, a seguito dell’avvio da parte del dipartimento delle Infrastrutture e dei trasporti delle procedure per la ricerca di operatori per i collegamenti con le isole minori. L’avviso sarà consultabile dal prossimo 28 ottobre sul sito web istituzionale del dipartimento.

«Di fronte a una risposta positiva del mercato – aggiunge l’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone – il governo Musumeci sarà pronto ad affidare nuove concessioni per navi e aliscafi che diventerebbero, così, quello sbocco di libera concorrenza sui trasporti via mare da anni atteso da cittadini e addetti ai lavori. Diamo alle imprese un mese di tempo per le offerte. Si tratta di un provvedimento che mai finora si era registrato non solo in Sicilia ma in tutta Italia per quanto riguarda i trasporti marittimi. Inoltre, continuiamo a lavorare sul bando quinquennale da 300 milioni di euro con cui intendiamo modernizzare e rilanciare i trasporti finanziati dalla Regione. A causa della crisi dovuta al Covid – conclude l’assessore Falcone – abbiamo poi prorogato a tutto il 2021 le concessioni attualmente vigenti».

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La convivenza con la madre gli è risultata insopportabile e così è fuggito dall’abitazione dove era detenuto ai domiciliari e si è costituito dai carabinieri: “Sono un latitante, arrestatemi”.

E i Carabinieri della Stazione di Piazza Verga non hanno potuto fare altro che accontentarlo mettendogli le manette per evasione. Il protagonista è un catanese di 49 anni. I militari erano appena usciti dalla sede del comando per intraprendere il loro servizio di pattuglia quando sono stati avvicinati dall’uomo che ha riferito testualmente: «Sono un latitante e mi sono venuto a costituire!».

Dagli accertamenti è risultato che il 49enne, il 10 ottobre scorso, era stato arrestato per uno scippo compiuto a gennaio ai danni di un anziano. Messo agli arresti domiciliari in casa della madre, era stato “costretto” ad evadere a causa dell’incompatibilità caratteriale tra i due. L’uomo è stato rimesso ai domiciliari, ma stavolta, in casa della fidanzata.

Erano in trenta a bordo di un barchino che è naufragato nelle acque al largo tra le isole di Malta e Lampedusa. A bordo una ventina di persone ma cinque, purtroppo, risultano disperse. A salvare il resto dei migranti un peschereccio di Mazara del Vallo che si trovava nelle vicinanze.

I superstiti sono stati trasportati a Lampedusa ma sono stati messi in isolamento. Hanno raccontato che tra i dispersi figurano anche due bambine e una donna incinta.

Le ricerche dei dispersi sono iniziate, ma le condizioni del mare sono in continuo peggioramento.

 

Non si arresta la marcia del coronavirus in Sicilia. I numeri continuano a salire e anche oggi il bollettino del ministero della Salute dipinge un quadro assolutamente preoccupante. In Sicilia i nuovi casi positivi al Covid 19 nelle ultime 24 ore sono 796. I tamponi processati sono stati 7.732.

Un numero mai raggiunto prima d’ora e che è appesantito ulteriormente dagli otto decessi registrati tra ieri e oggi. Tutto questo mentre il numero delle guarigioni non contribuisce più di tanto a raddrizzare la barra: sono state appena 98 nelle ultime ore. Sull’Isola si contano al momento 8.540 positivi, di cui 588 ricoverati in ospedale: quest’ultima voce è in aumento di 23 unità rispetto a ieri. Sale anche il numero dei ricoverati in terapia intensiva: ieri erano 83, oggi sono 89.

Sono otto i 8 i decessi che portano il totale a 397. Sul fronte della distribuzione territoriale ci sono 351 i nuovi casi a Palermo; 211 a Catania; 60 a Trapani; 47 a Messina; 49 a Ragusa; 24 a Siracusa; 28 a Caltanissetta; 7 a Enna e 19 ad Agrigento.

Via libera al primo avviso, da parte dell’assessorato regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo, che punta a promuovere la Sicilia come meta ideale per le vacanze attraverso l’acquisizione da parte della Regione Siciliana di servizi turistici che saranno, successivamente, resi disponibili ai turisti gratuitamente, tramite i cosiddetti “voucher”. A questo primo bando sono ammessi a presentare manifestazione di interesse: hotel, villaggi turistici,villaggi albergo, alberghi diffusi, affittacamere, B&B, agriturismi, turismo rurale, case ed appartamenti per vacanze, case per ferie, residenze turistico alberghiere, campeggi, motel, ostelli, rifugi che offrono servizi di pernottamento sul territorio della Regione Siciliana. I servizi di pernottamento dovranno essere svolti secondo le modalità previste ed erogati entro il 30 settembre 2022. L’importo complessivo dei servizi di pernottamento che verranno acquistati dalla Regione che è “stazione appaltante” è pari a € 37.257.570,00. Il valore dei servizi di pernottamento acquistati da ciascuna struttura ricettiva non potrà superare l’importo di € 200.000,00 Iva esclusa.

“L’obiettivo del governo Musumeci, così come abbiamo annunciato da tempo – l’assessore regionale al Turismo, Sport e Spettacolo Manlio Messina -, è quello di promuovere a livello internazionale la Sicilia, intervenendo con un sostegno concreto al settore. Iniziamo con il primo bando rivolto a tutto il mondo dell’accoglienza che, come il resto dell’intera filiera, ha sofferto particolarmente e soffre il periodo della pandemia. In questo caso, i servizi saranno messi a disposizione dei turisti, attraverso gli operatori, che dovranno garantire almeno la presenza di 3 giorni in Sicilia”.

L’avviso, che permetterà di formare un apposito elenco degli operatori che manifesteranno il proprio interesse, individuerà le strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere presenti sul territorio siciliano che saranno successivamente invitate a prestare servizi turistici di pernottamento secondo precise modalità. Da ogni struttura ricettiva che manifesterà il proprio interesse tramite domanda, il Dipartimento Regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo procederà ad acquistare un numero di posti letto pari a tre volte la capienza massima di ciascuna struttura come risultante dalla piattaforma Turist@t.

L’intervento si realizza mediante diverse azioni sinergiche tutte volte alla promozione del “mercato Sicilia” incentivando la propensione a viaggiare del potenziale turista, come descritto nel documento preliminare di progetto ex art. 23, comma 15, D.Lgs 50/2016 disponibile al seguente link: https://seesicily.regione.sicilia.it.

La segreteria regionale di Risorgimento Socialista ha nominato Giovanna Librici responsabile cittadina del partito nella città capoluogo. Librici, insegnante è presidente dell’associazione “Nuove Ali” che si occupa di disabilità. Alle recenti amministrative era stata designata assessore nella coalizione di centrosinistra che ha sostenuto la candidata sindaco Angela Galvano. ” Con Giovanna Librici proseguiamo nel processo di aggregazione della frantumata area socialista– si legge nella nota della segreteria di RS- che ad Agrigento ha bisogno adesso di un punto certo di riferimento e di una linea politica che guarda a sinistra con l’obiettivo di  creare un campo largo con forze e movimenti progressisti presenti in città. E questo anche a seguito della sconfitta elettorale comunale dove ha vinto nettamente la destra unita”.

Stano uccidendo i fiumi ed anche il nostro mare!! Ci appelliamo alle Forze dell’Ordine: FERMATELI!
Questo è il grido d’allarme lanciato da Mareamico Agrigento.
Alcuni imprenditori disonesti del settore oleario abbandonano in natura le proprie acque di vegetazione. Queste acque reflue, derivanti dalla lavorazione dell’olio di oliva, sono 200 volte più inquinanti delle fogne.


Sono anni che Mareamico si occupa di questo problema e monitora i fiumi dell’agrigentino che, nei mesi di ottobre e novembre, si tingono di nero. L’immissione criminale di queste acque, gravemente inquinanti, sottrae l’ossigeno ai fiumi ed ai mari e distrugge l’intero ecosistema.
Non basta appellarsi a chi non ha scrupoli e continua indisturbato ad inquinare. Non basta far leva sulla coscienza ambientalista. Queste persone non ce l’hanno.

Le Istituzioni rappresentate dai sindaci dei comuni, dall’ARPA e dall’ASP debbono vigilare su queste attività, mentre le Forze dell’Ordine debbono sanzionare chi sbaglia. Questo è l’unico deterrente che porterà benefici al territorio, in modo che non venga puntualmente ed irreversibilmente danneggiato. Non bastano i servizi giornalistici ed i video di Mareamico a far da deterrente. Bisogna passare, nei casi di comprovata colpa, alle relative sanzioni amministrative e penali.

Il sindaco Ettore Di Ventura, informa che con propria ordinanza sindacale n. 106/2020 ha disposto la chiusura del cimitero comunale da sabato 31 ottobre a lunedì 2 novembre inclusi.

La decisione è stata presa nello spirito di preservare la comunità dal rischio di trasmissione covid a causa dei prevedibili assembramenti che si potrebbero creare.

“A malincuore ho dovuto emettere questa ordinanza dopo aver valutato che nei giorni del 31 ottobre, 1 e 2 novembre si prevede una consistente concentrazione di persone che si recheranno al cimitero comunale per commemorare i propri defunti.

Pertanto, sia a seguito della direttiva della Prefettura – Ufficio Territoriale del Governo di Agrigento prot. 39533 del 21.10.2020 che, tra le altre cose, dispone di “…prevedere la chiusura nella giornata dedicata tradizionalmente “in via esclusiva” alla visita dei cimiteri, in relazione alla capacità organizzativa di prevedere puntuali sevizi di vigilanza e controllo a cura della Polizia Locale..”, sia per la difficoltà oggettiva di prevedere puntuali servizi di vigilanza e controllo per il contingentamento degli ingressi, si è reso necessario chiudere il cimitero.

In questo periodo di recrudescenza della pandemia diventa prioritario evitare gli assembramenti e scongiurare ogni occasione di possibile contagio, con l’obiettivo prioritario di aver cura della salute pubblica” .

Ricordiamo che ci si potrà recare al cimitero comunale per onorare i propri cari, negli altri giorni, secondo il consueto calendario, ovvero dal lunedì al sabato con orario di ingresso continuato dalle 8:00 alle 18:00, la domenica dalle 8:00 alle 13:00.