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Lampedusa e Linosa sempre più lontane e isolate. Anche il traghetto sostitutivo è andato in avaria la scorsa notte. I 122 passeggeri del “Lampedusa” sono infatti rientrati a Porto Empedocle dopo 5 ore di navigazione, dopo che s’è registrata un’avaria al motore destro. Il “Lampedusa” era partito alle 23 in punto. A bordo, 122 passeggeri e una ventina circa di automezzi commerciali. Durante la navigazione s’è però registrata un’avaria al motore destro e dunque la motonave ha fatto dietrofront, tornando ad attraccare alla banchina di Porto Empedocle alle ore 4,15. Niente collegamento marittimo, quest’oggi, dunque, con Linosa e Lampedusa.

Il traghetto “Sansovino” è fermo a Porto Empedocle dove sono in corso i lavori per poterlo rendere nuovamente efficiente, dopo che il 17 agosto aveva “perso”, in fase di disormeggio da Linosa, il portellone centrale. E adesso, sempre nello stesso porto, è fermo anche il “Lampedusa” per un’avaria ad un motore. Sulla tratta non c’è più, almeno per il momento (dopo il guasto del “Sansovino”), quella che era la seconda nave per le Pelagie: la Cossyra.

Che succede non lo sappiamo. E più cerchiamo di capire più non capiamo. Chiamiamo al cellulare e non rispondono; chi è a Roma, chi a Milano chi a Trieste.

Non abbiamo chiamato, però, l’on. Carmelo Pullara che in questo momento preferiamo non disturbare. Di portavoce e di neo coordinatori pare che ne abbia abbastanza. Però un pizzico di chiarezza deve pur farla; non siamo persecutori di nessuno, ma l’onorevole licatese non può nascondere che attorno a lui ed alle sue liste, in questo momento, qualcosa non quadra.

Certo, se di questo caso bizzarro ce ne occupiamo soltanto noi (cosa assai probabile…), a Pullara ed a tutto il suo entourage viene facile sparare contro questa testata giornalistica ed il suo Direttore.

Stiamo soltanto cercando di fare un pizzico di chiarezza su una vicenda che già appariva “ballerina” due settimane fa, quando un candidato delle liste di Pullara aveva già propagandato il suo viso, il suo simbolo e con tanto di…Firetto sindaco.

Quel “pizzino” sparì dalla circolazione un’ora dopo la sua nascita. Siccome non siamo malpensanti, abbiamo creduto di più ad un errore della tipografia…

Qualche tempo dopo lo stesso inghippo. Un altro candidato, mette in mostra la sua faccia, quella di una bella signora e alla fine tanto di…Firetto sindaco.

Pullara, forse stremato dalle “pazzie tipografiche”, molla l’osso. Nomina di notte in notte i coordinatori provinciali delle sue liste e il giorno dopo (più o meno) un fantomatico comunicato scritto non si sa da chi (tanto che il nostro giornale ha parlato di comunicati fantasma, vedi articolo del 31 agosto) confermava, abbracciava, pomiciava e alla fine sposava a tutto spiano il progetto del sindaco uscente Lillo Firetto.

Fin qui nulla di male. Poi una burrasca giudiziaria si è abbattuta sull’on. Pullara (che speriamo venga chiarita presto). La burrasca, sembrerebbe, che adesso si sposta verso il terreno politico; qualcuno “mussia”, altri si girano dall’altra parte, altri ancora partono per il nord Italia.

 

Appena 20 ora fa, nel momento in cui scriviamo, l’on. Carmelo Pullara ha immortalato sulla sua pagina di facebook lo stesso post di alcuni giorni addietro: “nominati i coordinatori adesso bisognerà aspettare una settimana per decidere il sindaco da appoggiare…”

Ma come? Appena 48 ore prima non v’eravate sposati con Firetto?

Ripensamenti? Errori di facebook? Mancava la connessione? E’ stato ripostato un post per errore? Nessuno chiarisce nulla, primo fra tutti lo stesso on. Pullara il quale, al contrario, dovrebbe fare luce su quanto sta accadendo attorno al moto pericolosamente ondoso delle sue liste.

Addirittura qualche voce (non sappiamo se maligna o benigna) stamattina ha fatto circolare la notizia del ritiro della candidatura (per non meglio specificati motivi) di Gerardo Alongi, professionista agrigentino, il quale avrebbe lasciato “vedova” (politicamente, si intende) la dottoressa Di Caro che adesso, stante alle voci, dovrebbe cercare un’altra faccina da affiancare alla sua sul pizzino elettorale.

Non sarebbe male (anche perché non c’è nulla di male) se l’on. Pullara chiarisse una volta per tutte cosa sta accadendo da una ventina di giorni attorno alla sua figura politica ed alle sue liste.

E se lo facesse con questo giornale (per qualche volta ci risparmi qualche bella parola d’amore…) saremmo ben lieti di ospitarlo.

Anche perché, state certi, tutti avranno da scrivere paginate e paginate intere solo dopo che le carte sono state già date.

Troppo facile…

La nave Sea Watch 4, con a bordo 353 migranti, si avvicina a Palermo, in anticipo rispetto ai tempi previsti. Attualmente ha superato Terrasini. Intanto la notte scorsa, nel porto del capoluogo siciliano, sono stati imbarcati sulla nave quarantena Allegra i 181 migranti che sono arrivati, con degli autobus, da Porto Empedocle, dove erano stati trasferiti da Lampedusa, e il personale della Croce rossa italiana. La Allegra è in rada a Palermo in attesa dell’arrivo della Sea Watch per il trasbordo dei 313 migranti, come già accaduto a maggio con le navi Alan Kurdi e Aita Mari, e poi è previsto che faccia rotta per Lampedusa.

“Adesso che si fa? Si dice che è realtà virtuale? Purtroppo è la dimostrazione di quello che diciamo da tempo: i diritti umani vanno praticati, non predicati. Altrimenti è solo retorica. Retorica dell’accoglienza che tante volte diventa business dell’accoglienza. Io non sono disponibile a girarmi dall’altra parte. E della sicurezza sanitaria del territorio io sono e mi sento responsabile”.

Lo afferma il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, postando sulla propria pagina Facebook un video girato durante i controlli della sua task force nell’hotspot di Lampedusa.

Ancora botte da orbi nell’ex eliporto di San Leone ad Agrigento. A volare come spesso accade da mesi sono stati calci e pugni, con un quarantottenne mandato al tappeto, con colpi alla testa. Nella gazzarra sono state usate bottiglie in vetro, mandate in frantumi o lasciate sul posto dopo la scazzottata. Il tutto dinanzi agli attoniti agrigentini a spasso a San Leone. Sul posto i carabinieri, ma nessuno è stato fermato.

Intanto tra la gente c’è molta paura e preoccupazione per un triste fenomeno che ormai è diventato una quotidianetà.

Giunge al termine il comando del Capitano Stefano Serio al vertice della Tenenza della Guardia di Finanza di Canicattì. L’ufficiale, di origini napoletane, proseguirà la propria carriera in Lombardia al comando della Compagnia di Luino (VA).

Nel periodo di comando del reparto, l’Ufficiale ha ottenuto brillanti risultati in ogni settore di servizio, in particolare in quello tributario.

Gli subentra il Tenente Federico Giombetti, proveniente da un’esperienza di due anni vissuta presso il 2° Nucleo Operativo Metropolitano di Milano.

L’Ufficiale, celibe, di origini romane, è laureato in Scienze della Sicurezza Economico-Finanziaria.

Sin da subito, il Tenente Federico Giombetti, nell’assumere il Comando della Tenenza di Canicattì ha assicurato il suo impegno a perseguire, nell’articolata realtà socio-economica della provincia Agrigentina, la  mission istituzionale del Corpo ed a  fornire la sua massima disponibilità nei confronti dei cittadini e delle altre Istituzioni.

Giovedì 10 Settembre, presso lo Spazio Polifunzionale “Mons.Russotto” alle ore 18.00 è in programma un incontro-confronto con i candidati a sindaco delle prossime elezioni amministrative, organizzato dal Comitato di quartiere “Fontanelle Insieme” sul tema: “Periferie al Centro”.

Crediamo sia importante – recita una nota del Comitato – ridurre le distanze tra centro cittadino e periferie, coinvolgendo le frazioni in un progetto di rilancio di tutto il territorio. Le frazioni non possono essere dimenticate e anzi fanno parte del tessuto cittadino, per questo vanno valorizzate: dal decoro urbano e i servizi necessari, allo sviluppo della mobilità, dalla progettazione culturale agli investimenti pubblici capaci di mobilitare anche risorse private per rendere competitivi anche i territori più distanti dal centro cittadino, puntando alla qualità della vita e alla rigenerazione urbana.

L’incontro, in seguito all’emergenza sanitaria internazionale, si terrà solo con la stampa e trasmesso in diretta sui social, garantendo così il
pieno rispetto delle disposizioni nazionali vigenti. Sarà un’occasione per confrontarsi e riflettere, gettando le basi concrete su quelle che devono diventare le priorità per tutti i quartieri della nostra città che ad oggi rappresentano delle potenziali risorse da valorizzare e salvaguardare.

Il consigliere comunale, l’avvocato Susy Di Matteo, ufficializza la propria adesione e la propria candidatura nella lista di Fratelli d’Italia alle prossime amministrative.

Si rafforza ulteriormente, dunque, la lista del partito di Giorgia Meloni che alle prossime elezioni comunali appoggerà la candidatura a Sindaco di Daniela Catalano.

Il Commissario di Fratelli d’Italia, Calogero Pisano, esprime soddisfazione: “Sono davvero lieto che l’avv. Susy Di Matteo, stimata professionista e valente consigliere comunale, abbia deciso di aderire a Fratelli d’Italia.

Il suo impegno durante il mandato consiliare che sta per concludersi è stato costante, incisivo ed è sotto gli occhi di tutti gli agrigentini.

Un ingresso di qualità che rappresenta un valore aggiunto per la nostra lista di candidati al Consiglio comunale di Agrigento che, ne sono certo, grazie anche al contributo di Susy Di Matteo, sarà protagonista alle amministrative agrigentine”.

Il governo Musumeci è orientato a proclamare lo stato di calamità e a chiedere a Roma la dichiarazione dello stato di emergenza per gli incendi che hanno distrutto centinaia di ettari di vegetazione nell’ultimo fine settimana. La decisione è arrivata nella seduta della Giunta, tenutasi ieri a tarda serata. Per poter procedere in tal senso si aspetta la relazione sulla stima dei danni alla quale stanno già lavorando quattro dipartimenti regionali: Protezione civile, Corpo forestale, Sviluppo rurale e Agricoltura.
Proprio ieri pomeriggio, il presidente della Regione Nello Musumeci, accompagnato dall’assessore all’Ambiente Toto Cordaro, si è recato ad Altofonte, il Comune più colpito dai roghi, con oltre 900 ettari di vegetazione andati in fumo. Il governatore, accolto dalla sindaca di Altofonte Angela De Luca e da quello di Piana degli Albanesi Rosario Petta, si è intrattenuto alcuni minuti nell’Aula consiliare per poi recarsi nel Bosco della Moarda.
Musumeci ha espresso apprezzamento per tutti coloro che si sono prodigati in questa difficile contingenza. «Auspico – dice il presidente – che si possa, con la collaborazione anche dei cittadini, arrivare all’individuazione di questi delinquenti che con una strategia criminale concordata distruggono, in un solo attimo, un patrimonio boschivo formatosi in decenni di cura e attenzione della comunità locale e delle istituzioni».

L’Assessore regionale all’Agricoltura, Edy Bandiera, ha emanato il “Calendario Venatorio 2020-2021”: in Sicilia la stagione venatoria ha inizio domenica 20 settembre, data dell’apertura generale della caccia. In via eccezionale, tuttavia, anche per la corrente stagione è stata autorizzata la cosiddetta “preapertuta”, ovvero una particolare forma di caccia unicamente per talune specie e solo in determinate date: solo nei giorni 26, 12 e 13 settembre unicamente alle specie Colombaccio, Gazza e Ghiandaia nella forma da appostamento temporaneo; solo nei giorni 2 e 6 anche alla Tortora esclusivamente nella forma da appostamento temporaneo; solo nei giorni 6 e 13 anche al Coniglio selvatico, in caccia vagante. In tutti gli altri giorni è vietata qualsiasi attività venatoria: per i trasgressori la legge 157/92 prevede l’arresto fino ad un anno o l’ammenda fino a 2.582,00 euro. “Si tratta di previsioni vergognose perché hanno un solo dichiarato scopo: la deregulation venatoria per trasformare la Sicilia in un immenso poligono di tiro contro gli animali selvatici! Autorizzare a sparare per 5 mesi, persino a specie in declino, contro i pareri scientifici di ISPRA e in palese spregio delle sentenze di TAR e CGA, è una grave e sconsiderata istigazione al bracconaggio, un atto di arroganza istituzionale”, dichiara Ennio Bonfanti, responsabile regionale del settore “fauna” del WWF. “Il Calendario firmato dall’Assessore Bandiera, scritto con il “copiaeincolla” in base ai desiderata delle doppiette più estremiste, è inaccettabile: da Assessore avrebbe dovuto mantenere un atteggiamento super partes, equilibrato, rispettoso dei pareri scientifici statali ed avrebbe dovuto garantire il primario interesse pubblico della tutela della fauna invece di ricercare il consenso della lobby dei cacciatori. Non ci stancheremo mai di ripeterlo: la fauna è considerata dalla legge italiana un patrimonio indisponibile dello Stato e non è un trastullo per i cacciatori. Il calendario venatorio, di conseguenza, deve tenere conto in primo luogo dell’esigenza di tutelare questa fauna e non può ignorare le indicazioni di ISPRA”, afferma il WWF