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L’ordine parte del capo della Procura di Agrigento dott. Luigi Patronaggio e dal Sostituto Procuratore Gloria Andreoli. La Guardia di Finanza ha sequestrato 11 social card ad altrettanti soggetti che usufruiscono del reddito di cittadinanza.

Si tratta di persone che hanno dei precedenti penali non di poco conto; criminalità organizzata di stampo mafioso. E tutti, dovo averne fatto regolare richiesta, hanno chiesto e ottenuto il contributo, senza avere alcun titolo per poterlo ottenere.

 

Le indagini, ovviamente, hanno coinvolto l’Inps, il quale istituto, dopo aver fornito ampie delucidazioni, ha provveduto a revocare il contributo ottenuto illecitamente il cui valore complessivo ammonta a circa 300 mila euro.

Le indagini non si fermano qui. In corso ulteriori accertamenti per stabilire se ci sono ancora percettori del reddito di cittadinanza senza avere alcun titolo per riscuoterlo.

Al momento risultano 69 indagati, ma non è da escludere che questo numero possa aumentare.

 

 

 

 

“Nessuna imposizione ai sindaci, né la Regione ha diffidato alcuno, semmai ha raccolto l’invito proveniente anche dalle Prefetture ad una gestione unitaria delle ordinanze, coerente con le norme vigenti. Nella lettera, pubblicata anche da molti organi di stampa e ben compresa dalla totalità dei siciliani, si è soprattutto richiamata la necessità ad uno stabile coordinamento inter-istituzionale tra Regione e Comuni, di concerto con le Autorità sanitarie competenti, a tutela della salute pubblica”.

Lo dichiara l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza in replica alle dichiarazioni del capogruppo del Pd all’Ars, Giuseppe Lupo.

Scappati da Villa Sikania di Siculiana, una cinquantina di  migranti che hanno invaso le strade, creando diversi disagi alla circolazione. Carabinieri e Polizia stanno cercando di rintracciarli tra non poche difficoltà.

Il video che potete vedere ci è stato inviato dal Sig. Franco Consiglio che ha dovuto arrestare la corsa della sua auto per paura di investire uno dei migranti che come si può vedere, saltano dalla strada fin sotto al guardrail.

La situazione è fuori controllo e altrettanto pericolosa anche alla luce della tragedia di circa un mese fa quando un giovane  eritreo di vent’anni trovò la morte proprio in una situazione simile a quella accaduta poco fa, scappando dallo stesso centro di accoglienza.

Ci risiamo. La situazione sembra sempre più ingestibile e fuori controllo.

 

 

Sono 102 i nuovi casi di Coronavirus in Sicilia, nelle ultime 24 ore, a fronte di 2.414 tamponi effettuati, su un totale di 471.085 da inizio emergenza. Il totale delle persone attualmente positive in Sicilia arriva a 2.743 (+84), e c’e’ stato un decesso che porta il numero delle vittime complessive a 309.

I casi totali da inizio pandemia, invece, passano a 6.785. Le persone ricoverate con sintomi, in Sicilia, sono 294, di cui 15 in terapia intensiva, mentre sono 2.434 i soggetti in isolamento domiciliare. I guariti/dimessi dall’inizio dell’emergenza sono 3.733. Dei nuovi casi registrati 62 sono nella provincia di Palermo, 12 a Catania, 0 a Enna, 1 a Messina, 11 a Caltanissetta, 11 a Ragusa, 5 a Trapani, 0 a Agrigento e 0 a Siracusa.

Vero e proprio stile americano. Il sindaco uscente Calogero Firetto ha presentato ieri una convection in occasione delle prossime amministrative dove il primo cittadino, come è noto, sarà ricandidato.

A rappresentare Lillo Firetto, oltre ai numerosi presenti, anche alcuni sindaci delle città più importanti italiane, primo fra tutti Leoloca Oerlando, sindaco di Palermo e presidente dell’Anci. Poi, attraverso un video, è stata la volta di Dario Nardella, sindaco di Firenze che con Agrigento è gemellata grazie agli eventi di Dolce & Gabbana, Giorgio Gori, sindaco di Bergamo e Matteo Ricci sindaco di Pesaro.

Ad introdurre le riuscita iniziativa un messaggio inviato da Andrea Bocelli, artista di fama mondiale, attraverso il quale ha voluto sottolineare come la città di Agrigento, grazie a Lillo Firetto, è riuscita a far accrescere la propria risonanza anche a livello mondiale.

Il messaggio dell’attuale sindaco è stato chiaro: occorre continuare questa strada intrapresa non senza difficoltà ma con lo stesso entusiasmo e la stessa capacità amministrativa.

 

 

 

“Grazie al Recovery Fund abbiamo l’oppurtunità di abbattere il divario Nord-Sud anche sul tema della scuola”. Rosalba Cimino, deputato del Movimento 5 Stelle è intervenuta nell’audizione con il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina facendo un quadro della situazione scolastica e accendendo un faro, in particolare, sul meridione: “Il diritto allo studio deve tener conto maggiormente degli studenti meritevoli provenienti da famiglie disagiate, i cui risultati positivi, tendenzialmente più difficili da conseguire per le condizioni di partenza, rappresentano un’occasione di riscatto sociale che va sostenuta e supportata con ogni mezzo per arginare l’abbandono scolastico – ha detto nel suo intervento –  Abbiamo la grande opportunità di abbattere il divario tra regioni del Nord e regioni del Sud e addirittura azzerare l’abbandono, i cui numeri si aggirano attorno al 14,5%, per un dato che cresce ancora se si fa riferimento al sud. In questo – continua la deputata siciliana – può avere un ruolo decisivo l’e-learning che non deve più rappresentare un ostacolo sociale – come purtroppo è stato nei mesi scorsi – ma una nuova opportunità di apprendimento e ciò sarà possibile dotando tutti delle nozioni e degli strumenti necessari per usufruirne”.

“Il nostro Paese – conclude Cimino – per essere competitivo nel mondo, ha bisogno di far crescere sapientemente le giovani menti. Studenti e studentesse allo stesso livello dei propri coetanei europei con la medesima padronanza delle lingue straniere e in particolare della lingua franca per eccellenza: l’inglese. È una chance che dobbiamo saper cogliere”.

I presidenti agrigentini dell’Unuci (Unione Nazionale Ufficiali in congedo d’Italia)ten. Carmelo Fenech e dell’Associazione Nazionale Bersaglieri ten. Andrea De Castro, accompagnati dal ten. Salvatore Albano e dal cav. Salvatore Fucà, hanno reso una visita di cortesia e di benvenuto al nuovo comandante provinciale dei carabinieri col. Vittorio Stingo. Durante il cordiale colloquio sono state illustrate a quest’ultimo le numerose iniziative intraprese negli anni dalle due strutture associative e i due presidenti hanno augurato al rappresentante dell’Arma benemerita un proficuo lavoro nell’interesse delle popolazioni agrigentine. Al col. Stingo sono state donate anche pubblicazioni sulle attività dell’Unuci e dell’Anb e sulla storia agrigentina.

“Sarebbe più che opportuno che l’avvocato Galoppi rinunciasse all’incarico attribuito dalla Regione Siciliana e consegnasse al più presto le sue dimissioni”.

Una richiesta inderogabile che il gruppo parlamentare all’Ars di Attiva Sicilia recapita al professionista da poco incaricato di procedere alla liquidazione dei Consorzi ASI della Sicilia occidentale. E nello stesso tempo sollecita un intervento del presidente Musumeci.

“Galoppi abbia lo stesso riguardo che ha avuto nei confronti della Regione Lazio abbandonando la presidenza del Consorzio regionale autostrade. Se il danno d’immagine esiste per Zingaretti, altrettanto si può dire per la Sicilia. Galoppi non risulta indagato ma il suo nome girava in alcune intercettazioni imbarazzanti. Si tratta di sensibilità istituzionale e ciò vale nel Lazio come in Sicilia. Motivo per cui sarebbe, peraltro, opportuno che il presidente Musumeci e gli assessori Turano e Armao pretendessero le sue dimissioni”

Misure di contenimento avviate nella sede del Dipartimento della Pianificazione strategica dell’Assessorato regionale alla Salute, a Palermo in piazza Ziino, dopo che un dipendente è risultato positivo al Covid-19. In particolare, come previsto dalla procedura, è scattata la sanificazione degli uffici e l’analisi al tampone rapido per tutti i contatti stretti. Il dipendente risultato positivo non presenta sintomi ed è in isolamento.

I giudici della Corte di Appello di Palermo hanno confermato le condanne per i coinvolti nel processo, scaturito dall’inchiesta “Ecap”. Inflitti 2 anni di reclusione, ciascuno, al maresciallo dei carabinieri Antonio Arnese, e all’avvocato Ignazio Valenza, per l’accusa di corruzione.

Arnese, all’epoca dei fatti, nel 2013, comandante del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Villaggio Mosè, avrebbe “barattato” l’assunzione della moglie alle dipendenze dell’Istituto assistenziale “Casa Amica”, in cambio di un controllo “addomesticato” all’istituto di formazione Ecap. Entrambi gli enti erano presieduti da Valenza.

I legali difensori, gli avvocati Daniela Posante, Antonino Gaziano e Giuliano Dominici, avevano sostenuto, che non vi fosse alcun collegamento fra l’assunzione della donna, e il controllo ispettivo.