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I nomi dei soggetti pericolosi che hanno usufruito (senza alcun titolo) del reddito di cittadinanza

Dopo le indagini disposte dal capo della Procura di Agrigento dott. Luigi Patronaggio, la Guardia di Finanza agrigentina ha ritirato la social card in quanto i possessori non avevano alcun titolo per ottenere il reddito di cittadinanza.

L’Inps ha fornito dettagliati  accertamenti che sono stati molto utili a revocare il bonus. Ecco i nomi degli agrigentini coinvolti nella vicenda.

Ignazio Sicilia, favarese di 45 anni (arrestato e condannato nell’ambito dell’operazione San Calogero); ripetutamente tirato in ballo dal pentito favarese Giuseppe Quaranta;

Enzo Quaranta, 50 anni, arrestato e condannato nell’Operazione Face-off che disarticolò la mafia della bassa Quisquina;

Luigi Messana, canicattinese di 62 anni, arrestato e condannato nel’ambito dell’operazione Agorà che mise in luce gli interessi diretti della mafia di Giuseppe Falsone nella realizzazione del centro commerciale di Castrofilippo;

Giovanni Calogero Scozzaro, di Campofranco ,57 anni, residente a Casteltermini, indicato da Di Gati quale mafioso appartenente al mandamento della Montagna;

Carmelina Virone, moglie di Roberto Travali arrestato nell’ambito dell’operazione San Calogero,

Paola Quaranta, favarese di 42 anni, moglie di Francesco Morreale, inteso “Maranna”, coinvolto nell’operazione Camaleonte che mise in luce i contatti tra i boss agrigentini guidati da Peppe Falsone e i boss palermitani;

Calogera Sferlazza, favarese di 46 anni, moglie di Francesco Caramazza arrestato nel corso dell’operazione Maginot che disarticolò il giro di fiancheggiatori che permise la latitanza di Giuseppe Falsone;

Rosalia Calacione, favarese di 46 anni, moglie di Gerlando Morreale “Maranna”, coinvolto nell’operazione Agorà che mise in luce gli interessi diretti della mafia di Giuseppe Falsone nella realizzazione del centro commerciale di Castrofilippo;

Lucia Cacciatore, figlia di Carmelo, detto Ciruzza, arrestato nel corso dell’operazione Maginot che disarticolò il giro di fiancheggiatori che permise la latitanza di Giuseppe Falsone;

Maria Spoto, 60 anni di Casteltermini, sorella di Vincenzo, 62 anni, arrestato dalla Dia di Agrigento il 10.12.1999, mentre si trovava in Romania.

Claudio Cusumano, agrigentino di 57 anni, finito al centro di plurime inchieste su mafia e droga.

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