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Amministrative 2020 ad Agrigento. E se non andassimo a votare?

Tra mugugni e le immancabili tragedie (fino a quando avremo certi politici dobbiamo farcene una ragione) continua senza arte né parte la campagna elettorale che proietterà verso quello che dovrebbe essere un nuovo sindaco che dovrà amministrare Agrigento.

Di nuovo, oggettivamente, c’è poco o nulla tranne qualche caso che adesso analizzeremo. Proponiamo i nominativi nel pienissimo rispetto della precedenza al gentil sesso.

Marcella Carlisi. Abbastanza matura dal punto di vista politico (è una dei pochi consiglieri comunali che ha presentato interrogazioni sensate) si è lanciata in questa esperienza per cambiare le sorti di una città con più di una stampella. In altri tempi, forse, Marcella Carlisi avrebbe avuto più consensi (quando passò quel treno veloce sul quale salirono anche i pastori sardi); oggi la situazione è notevolmente cambiata e lei, seppur in gamba, non può non sottovalutare un dato che si sgretola giorno dopo giorno da Bolzano a Pantelleria. Un vero peccato perché è preparata. Però, non si sa mai…

Angela Galvano. Viene confermata quasi la stessa dicitura per la Carlisi. Anche la Galvano, attenta, preparata e con un bagaglio di esperienza assolutamente corposo, dovrà fare i conti con quel che è rimasto di una sinistra (in senso lato) la quale negli ultimi anni non ha certamente brillato. Certo, nessuno si aspettava che il sondaggio confezionato da sicilia24h.it potesse proiettare la Galvano al primo posto; nemmeno un incredulo giornalista che, stoicamente, ha tagliato la testa al toro, profferendo la seguente considerazione: “Galvano, o vinci e dai credito al sondaggio oppure, se perdi, la credibilità del mondo del giornalismo scricchiola non poco”.  Ma tu guarda che pensiero cattivo e sottile ha attanagliato questo esimio collega il quale, evidentemente, non ha da fare cose più interessanti. Alla Galvano, persona preparata ed in gamba, una speranza in più per lottare in questa competizione, forte anche del fatto che i nostri lettori, che faccia dormire o meno il collega. hanno scelto lei.

Daniela Catalano. Qualcuno potrebbe rivolgersi alla trasmissione “Chi l’ha visto”. Dopo le bombe iniziali sembra essere sparita nel nulla. Chi la appoggia sembra lievitare nel poco o nulla, fatta eccezione per l’eurodeputata Annalisa Tardino la quale, dopo che un paio di mesi addietro aveva fiutato che con Fratelli d’Italia c’era solo da cazzeggiare, intervenne a gamba tesa e sistemò il tutto (seppur in vacanza) in meno di un pomeriggio. Certo, il voto è segreto il voto trasversale è in agguato oggi più che mai. Nel prossimo articolo spiegheremo quali sono i rischi che corre Daniela Catalano alla quale chiediamo la massima attenzione. Donna capace ed esperiente, con tutti può lottare tranne che con i franchi tiratori. Fratelli d’Italia, rappresentati solo ed esclusivamente da un monumentale Lillo Pisano (il resto è solo paranoia) avrà le sue gatte da pelare.

Calogero Firetto. Chi non gli riconosce di essere un grande politico lo fa solo per gelosia e invidia. Senza mai dimenticare che è il sindaco uscente, dovranno essere gli altri ad inseguire lui e non viceversa. Firetto deve avere solo l’onestà intellettuale di non confondere le opere che scaturiscono dal suo sacco con quelle dell’Anas o del Giro d’Italia. Sembrava sopito, molti non lo “sentivano”. Ha realizzato alcuni spot elettorali di pregiatissima fattura i quali davvero certamente faranno riflettere non poco l’elettore che li osserva. Chapeau! L’ultimo è davvero bello: “Tutta colpa di Firetto”. Certo, un valore aggiunto Firetto l’ha preso anche da Carmelo Pullara. Occorrerà vedere se il valore sia proprio aggiunto o meno. In tempi di campagna elettorale tutto fa brodo. E Pullara, visto che non ci ama, avrà modo di leggere altre favole di Fedro.

Marco Zambuto. Più che lui, il Marco nazionale, preoccupa chi lo appoggia. Un apparato di politici, portaborse, politicanti e sbrigafaccende (attenzione il discorso è solo ed esclusivamente politico) i quali, da sempre ammargiati nella politica, non hanno mai fatto registrare risultati di una certa levatura per la collettività. Daremo spiegazione anche di questo passaggio nel prossimo articolo. Certo, l’esperienza settennale di Zambuto dovrebbe essere vista e rivista almeno dieci milioni di volte. In caso di sua elezione non sarebbe più tollerabile che stia altri sette anni a ripetere: “Soldi non ce ne sono…”. Lo sa bene lui, lo sanno bene tutti, lo sanno bene i suoi competitori. Diversamente è meglio lasciar stare. Di Marco si ricordano due straordinari pomeriggi: il primo quando si dimise da sindaco per una condanna fasulla; il secondo quando da Palermo arrivò la conferma che la condanna era stata fasulla. “Dietro” Marco (per usare la terminologia dei tragediatori e dei ricattatori) c’è anche il presidente della Regione, la sua “Paolini”, meglio conosciuta come Giusy Savarino di Diventerà Bellissima e l’Udc del più simpatico di tutti Decio Terrana, persona solare, semplice e leale. Dica Giusy Savarino quanti nomi propri ha messo nella lista che appoggia Zambuto. Lo dica!  Numeri relativi?

Franco Miccichè. Attenzione ai proverbi; uno recita così: “Non sputare in cielo che in faccia ti torna…”. Purtroppo per gli altri è stato così. Avevano cercato di infangare in lungo ed in largo la nobile figura di un professionista come il dott. Franco Miccichè. Come, in che modo? Semplice: “Dietro Miccichè c’è Di Mauro…”. Riina, Brusca, Provenzano? No, semplicemente il vicepresidente dell’Ars Roberto Di Mauro il quale, certamente, nel suo passato politico e visti gli incarichi prestigiosi che ha avuto avrebbe potuto fare molto, molto, molto di più per una Agrigento, la sua Agrigento, che sin da giovanissimo ha creduto in lui. Di Mauro, anche lui, ha le sue responsabilità. Però, chi voleva seminare terrorismo psicologico attorno alla figura di Franco Miccichè avrebbe fatto meglio a guardare prima dentro il suo orticello e forse avrebbe scelto, cautamente, la via del silenzio. Ed invece no, tragedie, lettere anonime, ricatti, “inviti non troppo amorevoli a mettersi da parte”.

Se qualcuno pensa che anche Di Mauro non abbia dietro portaborse e politicanti si sbaglia di grosso. Ed infatti nei prossimo articolo faremo i confronti tra gli uni e “gli altri”.

A presto!

2 COMMENTI
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    Manlio Ottaviano 17 Settembre 2020

    Ni l’hamu a sucari pi antri 5 anni,…. E nessuno l’ avrà votato.

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    sicarru 27 Settembre 2020

    Firetto tra i tre big è quello che ha meno interessi nel pubblico ed è il più capace ad utilizzare invece il privato a favore del pubblico e non viceversa. In questo in un momento di crisi finanziaria farà ancora una volta la differenza. Lo voterà il popolo. Ci sono troppi candidati a Sindaco per non immaginare una riconferma del “megliu u tintu canusciutu”….

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