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Inchiesta “Sorella Sanità”: chiesti gli arresti domiciliari per Vincenzo Li Calzi

Nell’ambito della maxi inchiesta “Sorella Sanità” che sta facendo luce su intrecci tra il mondo politico e quello sanitario in Sicilia, rischia di finire agli arresti domiciliari il docente 46enne Vincenzo Li Calzi, di Canicattì.

I giudici del Tribunale del Riesame, ha accolto solo in parte il ricorso avanzato dalla Procura di Palermo, e nell’ordinanza depositata hanno tenuto in piedi il reato di corruzione, per il quale la richiesta di arresto.

L’indagine avrebbe accertato un vasto giro di tangenti nell’ambito degli appalti per le forniture a ospedali e aziende sanitarie provinciali e Li Calzi è considerato il braccio destro di Salvatore Mangarano, aspirante collaboratore di giustizia e stretto collaboratore del manager dell’Asp di Trapani, Fabio Damiani.

La misura cautelare però resta sospesa perché il legale di Vincenzo Li Calzi,  Angela Porcello, ha annunciato che ricorrerà in Cassazione.

 

 

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