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Sciolto per infiltrazioni mafiose il comune di Partinico (PA). Il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, ha deliberato lo scioglimento per mafia del Consiglio comunale di Partinico per i prossimi diciotto mesi. Quindi saltano le elezioni progammate per il prossimo autunno. L’ispezione dei mesi scorsi all’interno del Municipio, condotta da carabinieri, polizia e guardia di finanza, ha evidenziato forme di ingerenza da parte della criminalità organizzata che avrebbero compromesso l’imparzialità e il buon andamento dell’attività amministrativa. In particolare, l’ispezione delle forze dell’ordine si sarebbe concentrata sull’affidamento di alcuni servizi fondamentali per la comunità di Partinico: dalle gare d’appalto per il servizio della raccolta dei rifiuti ai servizi sociali.

Quando Maurizio De Luca si dimise, appena undici mesi dopo l’insediamento, spiegò in una nota piena di amarezza che erano “venute meno le condizioni politiche originarie che mi avevano fatto decidere di accertare un impegno che sapevo essere gravoso ma necessario Sono stato ai patti ma oggi lo scenario mi impone una decisa presa di posizione dato il clima che rende ingovernabile il difficile, necessario e improcrastinabile processo di cambiamento di cui questo comune invece necessita”.

Nella relazione del Viminale si farebbe riferimento alla difficoltà di De Luca, contrastato dalla sua stessa maggioranza di centrodestra, nel portare avanti la sua azione amministrativa improntata alla legalità e al risanamento delle casse comunali.

L’osservatorio del procuratore della Repubblica di Agrigento Luigi Patronaggio è decisamente privilegiato e attendibile, in questo caso sul tema rovente dell’immigrazione verso le coste agrigentine. “I flussi migratori provenienti in questi giorni dalla Tunisia “creano seri problemi di ordine pubblico”, aggravati dalla pandemia in atto, che mettono a dura prova le forze dell’ordine. Per arginare questo flusso servirebbero “degli accordi politici internazionali bilaterali ovvero multilaterali con Tunisi”. In una intervista esclusiva all’Adnkronos, Patronaggio, sottolinea come “i tunisini” a differenza di altri migranti provenienti dall’Africa subsahariana non fuggono da situazioni di persecuzione politica o razziale, ma che cercano in Italia solamente migliori condizioni di vita”.
In questi giorni la Procura di Agrigento ha effettuato ovvero convalidato un numero elevatissimo di fermi ed arresti per favoreggiamento della immigrazione clandestina e per reingresso illegale di cittadini stranieri già espulsi o dichiarati indesiderati in Italia. “In particolare, spiega il magistrato, l’attività del Roan della Guardia di Finanza ha permesso di fermare 5 cittadini tunisini che avevano tentato di fare sbarcare loro connazionali sull’isolotto di Lampione. Sono al vaglio della Procura le posizioni di altri 22 cittadini tunisini che, utilizzando il cosiddetto sistema della ‘nave madre’, hanno tentato di introdurre sul territorio altri loro connazionali, alcuni dei quali minorenni”.
La Squadra Mobile di Agrigento, inoltre, “ha proseguito in modo efficace e costante la sua attività di identificazione ed arresto di cittadini stranieri ospiti nei centri di accoglienza della provincia aventi precedenti provvedimenti di espulsione o allontanamento”, prosegue Luigi Patronaggio.

“Il fenomeno della immigrazione clandestina di queste ultime settimane ha riguardato quasi esclusivamente cittadini tunisini che con grossi barconi da pesca hanno di fatto “accompagnato”, in modo affidabile e sicuro, loro connazionali a Lampedusa o addirittura fino sulle coste agrigentine”, spiega il Procuratore parlando degli ultimi sbarchi a Lampedusa che proseguono senza sosta. “Su uno degli ultimi gommoni arrivati c’era persino un barboncino bianco tenuto al guinzaglio da una signora con il cappello a falde larghe di paglia. Talvolta sui barconi tunisini sono stati imbarcati anche subsahariani o bengalesi, ma la rotta tunisina ha delle peculiarità che la differenziano da quella libica, allo stato in frenata dalla cosiddetta Guardia costiera libica, in quanto è utilizzata da cittadini tunisini che non fuggono da situazioni di persecuzione politica o razziale ma che cercano in Italia solamente migliori condizioni di vita e di lavoro”. Il magistrato ricorda che è “un tipo di immigrazione che probabilmente potrebbe essere arginata o regolamentata con successo da accordi politici internazionali bilaterali ovvero multilaterali con Tunisi”. “Si ritiene, infatti, sulla scorta delle conoscenze processuali acquisite, che non è complesso identificare gli organizzatori di questi traffici e le loro basi logistiche e predisporre conseguentemente efficaci servizi di prevenzione e controllo”.
“Purtroppo questi flussi creano seri problemi di ordine pubblico, aggravati dalla pandemia in atto, che mettono a dura prova l’instancabile, encomiabile e altamente professionale operato delle forze di polizia, creando malumore fra i cittadini e proteste dei sindaci”, dice Patronaggio. E’ di oggi la lettera inviata dal sindaco di Caltanissetta Roberto Gambino alla ministra del’Interno Luciana Lamorgese in cui chiede più uomini delle forze dell’ordine ma soprattutto “più sicurezza” perché altrimenti si rischia “una deriva razzista”. “Va tuttavia positivamente registrato lo sforzo sinergico di tutti gli attori in campo, Prefettura, Questura, Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e Guardia Costiera nonché protezione civile, autorità sanitaria e mondo del volontariato, affinché le operazioni di sbarco, identificazione, controllo sanitario e distribuzione su tutto il territorio nazionale avvengano in sicurezza e nel rispetto della normativa nazionale e sovranazionale”, tiene a sottolineare ancora il Procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio. Il capo della Procura di Agrigento precisa anche che “Il numero abnorme di immigrati da gestire potrebbe tuttavia fare emergere situazioni di illegalità e atti di violenza che impongono a quest’Ufficio una vigilanza e un controllo non comuni, attività cui questa Procura non si sottrarrà operando con la consueta serena severità che la contraddistingue”.

Inaugurata questa mattina a piazzale Ugo La Malfa, la prima casa dell’acqua comunale. Si tratta di una eco fontana di ultima generazione in grado di erogare acqua naturale e frizzante al costo di cinque centesimi per litro. Quella della zona “Esseneto” è il primo distributore di acqua potabile in città, la prossima casetta, dovrebbe essere collocata nel quartiere del Villaggio Mosè. Secondo la società che gestisce il servizio, la casetta dell’acqua ha un duplice obbiettivo, ovvero quello di contribuire a ridurre il consumo di plastica e fornire ai cittadini acqua potabile ad un costo inferiore di quella in bottiglia. “Abbiamo la voglia di realizzare una rete in tutte le aree periferiche per fare in modo che la nostra città possa essere plastic free”.

Queste sono state le parole del sindaco di Agrigento, Lillo Firetto a margine dell’inaugurazione della casetta dell’acqua.

Tensostruttura di Porto Empedocle in corso di svuotamento. Sono 320 i migranti ospitati sono stati trasferiti alla volta di centri d’accoglienza del Lazio. In mattinata, ne partiranno – secondo il piano di trasferimenti varato dalla Prefettura di Agrigento – gli altri: poco meno di 200 per il Piemonte. La struttura, dove ieri si sono registrati alcuni disordini che hanno portato alla fuga di un centinaio di migranti, dovrebbe restare vuota. All’alba, dopo un’intera notte di ricerche e perlustrazioni da parte di polizia, carabinieri e Guardia di finanza, erano state rintracciate poco più di una cinquantina di persone. Alcuni migranti in fuga sono tornati indietro spontaneamente: sono stati avvisati, al cellulare, da connazionali rimasti nella tensostruttura che era stato pianificato il loro trasferimento.
Sbarchi senza fine, Ida Carmina: “Oltre 500 migranti chiusi nella tensostruttura, rischiano di soffocare”
A denunciare una situazione complessiva ormai ingestibile erano stati, sui propri canali social, i volontari della Protezione civile di Agrigento. “Oggi (hanno detto riferiti a ieri ndr) è scattata la scintilla, alcuni migranti hanno mosso una rivolta contro il personale presente nella Tensostruttura, forze dell’ordine e i Volontari della Croce Rossa, creando un caos incredibile, danneggiando alcune aree della tensostruttura, apparecchiature sanitarie e mezzi della Cri in sosta. Oltre alle forze dell’ordine intervenute tempestivamente nel sedare gli animi, si sono aggiunti anche dei migranti che hanno dato il loro contributo affinché la situazione tornasse alla normalità”.

I sig.ri F.F., E. D.C., P.F, , M.D., T.S. , T.A.,  T.G., T.F., A. C., C.M., A.F., A. M., A. J. A., L. G., L. A., A.M., S.M., proprietari o comproprietari di uno o più appartamenti di un fabbricato ubicato a San Leone – frazione balneare di Agrigento -, realizzato nel 1983 in assenza della concessione edilizia e ricadente in area sottoposta a vincolo, inoltravano al Comune di Agrigento istanze di sanatoria per il fabbricato in questione, corredate dalla prova dell’avvenuto pagamento dell’intera oblazione nella misura prevista dalla legge.

A distanza di ben 18 anni, la Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Agrigento rilasciava il Nulla Osta per il rilascio del titolo edilizio in sanatoria, subordinando però lo stesso alla condizione che venissero demoliti gli ultimi due livelli del fabbricato in questione ritenuti un “ostacolo alla visuale prospettica” ed elementi di  “disturbo con l’ambiente tutelato“.

Avverso il suddetto provvedimento, i proprietari dell’immobile proponevano ricorso giurisdizionale, con il patrocinio dell’Avvocato Girolamo Rubino, al fine di ottenerne l’annullamento nella parte in cui il rilascio del prescritto nulla osta in sanatoria per il fabbricato veniva condizionato all’abbattimento degli ultimi due piani del medesimo fabbricato.

L’impugnativa veniva affidata a plurime doglianze volte a censurare sia l’evidente difetto di istruttoria e di motivazione – avendo, la Soprintendenza, emesso il parere/nulla osta sulla base di una motivazione generica e contraddittoria e di idoneo supporto tecnico-scientifico- ,  sia la lesione del principio di affidamento incolpevole dei ricorrenti, avendo l’Amministrazione adottato il provvedimento a distanza di ben 18 anni dall’avvenuto pagamento dell’oblazione, con conseguente convinzione in capo agli stessi che l’opera fosse sanata.

Inoltre, l’Avv. Rubino deduceva l’avvenuta formazione del c.d. silenzio – assenso sulla richiesta di sanatoria avanzata alla Soprintendenza.

L’Amministrazione si costituiva in giudizio chiedendo il rigetto del ricorso.

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, condividendo le articolate difese esplicate dall’Avv. Rubino, ha ritenuto applicabile al caso di specie il meccanismo del “c.d. silenzio assenso” e conseguentemente ha ritenuto che – decorso il  termine perentorio di novanta giorni fissato dall’art. 17, comma 6 della L.R. n. 4/2003 – il parere/nulla osta dalla Soprintendenza di Agrigento dovesse ritenersi favorevolmente reso.

Conseguentemente, il CGA ha ritenuto illegittimo il provvedimento con il quale – a distanza di numerosi anni dalla formazione del silenzio assenso – la Soprintendenza ha subordinato il rilascio del proprio il parere/nulla osta alla previa demolizione degli ultimi due piani dell’immobile.

Per effetto della suddetta sentenza i proprietari potranno finalmente conseguire la concessione in sanatoria e non saranno tenuti a demolire gli ultimi due piani dell’immobile.

I poliziotti della Questura di Agrigento hanno arrestato ieri  tre cittadini extracomunitari. I tre erano stati sottoposti a decreto di espulsione ma in realtà sono rientrati in Italia entro i 5 anni previsti dall’effettivo rimpatrio. rientravano in Italia entro i previsti cinque anni dall’effettivo rimpatrio.  Gli extracomunitari , come disposto dal Magistrato di turno, in attesa del giudizio direttissimo sono stati sottoposti dagli uomini della locale Squadra Mobile agli arresti domiciliari presso il C.A.S. “Villa Sikania” di Siculiana (AG).

Approvati dal Commissario Straordinario Alberto Girolamo Di Pisa lo schema del bilancio di previsione 2020 e il Documento Unico di Programmazione del Libero Consorzio Comunale di Agrigento.

L’approvazione definitiva del bilancio 2020 avverrà nelle prossime settimane con delibera del Commissario con i poteri del Consiglio Provinciale, dopo che i revisori dei conti avranno espresso il loro parere obbligatorio.

Il bilancio di previsione 2020 contiene una previsione di entrate per un totale di 93.798.694,22 euro. Queste sono costituite in parte da entrate correnti per 18.520.000,00 euro, trasferimenti correnti per 23.954.555,43 euro, entrate extra tributarie per 1.614.571,50 euro, entrate in conto capitale per 40.069.567,29 euro.

Le uscite prevedono spese correnti per 43.150.208,20 euro e spese per investimenti per 50.423.278,06 euro. Le spese per gli investimenti sono destinate prevalentemente agli interventi sulla viabilità interna, sulle infrastrutture stradali, all’edilizia scolastica provinciale e alle scuole superiori. Inoltre, anche se ridotti rispetto agli anni passati, sono stati inseriti i fondi per le “Politiche Sociali” a favore dei portatori di disabilità grave che frequentano le scuole superiori nel territorio provinciale, derivanti da funzioni delegate dalla Regione.

Lo schema del bilancio di previsione 2020 ha dovuto tenere conto anche del pesante prelievo forzoso da parte dello Stato che quest’anno intorno si aggira sui dieci milioni di euro e che riduce notevolmente la capacità di assicurare i servizi previsti dalla legge in favore dei cittadini. Nello schema di bilancio è stato utilizzato nelle entrate un avanzo di amministrazione pari a € 5.575.033,38  e 999.803,47 euro sono stati destinati al rimborso di prestiti.

Continua l’ulteriore diminuzione della spesa per il personale per il 2020 che ad oggi conta su  449 unità a tempo indeterminato e 126 a tempo determinato.

Lo abbiamo affermato venti giorni fa e nulla sembra cambiato sul problema immigrazione, anzi l’Italia si sta dimostrando ogni giorno di più barzelletta d’Europa.

La fuga di circa 100 migranti dalla struttura di Porto Empedocle nella giornata di ieri che segue le fughe ed i gravissimi fatti di Siculiana di qualche giorno fa, insieme  all’assalto alle coste lampedusane, sono la certificazione del fallimento di questo Governo ed in particolare l’incapacità di gestione da parte del Ministro dell’interno.

Inammissibile quanto sta accadendo nel nostra territorio, oltretutto per il pericolo derivante dagli assembramenti negli Hot spot con le conseguenze sanitarie che ne derivano. E’ altresì intollerabile che per arrivare in vacanza le misure sanitarie e di controllo siano stringenti mentre diventa così semplice da clandestino arrivare sul suolo italiano.

Da queste considerazioni facciamo appello alla deputazione nazionale di governo affinché con immediatezza si solleciti il Governo Conte ed il Ministero degli Interni affinché metta in pratica il decreto sicurezza procedendo ai rimpatri. Ulteriore silenzio da parte della politica non potrà che considerarsi essere complici per la morte del nostro territorio. Gravi ripercussioni turistiche, danni d’immagine e nessuna misura compensativa per il territorio devastato da questo scenario.

Il candidato sindaco al comune di Agrigento Marco Zambuto interviene a seguito della notizia che il Governo ha previsto l’invio di una capiente nave-passeggeri da riservare ai migranti e il ricorso a contingenti delle forze armate, per arginare il caos causato dall’emergenza immigrazione. Dice:

“Per arginare l’emergenza immigrazione che sta vivendo il nostro territorio il Governo, con in testa il Ministro dell’Interno, ha deciso di inviare forze armate ed una nuova nave per la quarantena. Molti imprenditori hanno trasformato case, hotel e navi in centri di accoglienza, per avere la certezza di guadagni sicuri che il turismo non garantisce più. Ci guadagnano anche le navi Ong che vengono finanziate per svolgere le loro missioni umanitarie. Ci guadagnano pochi tranne il territorio, che è lunico a venire devastato da questa politica.  A perderne è il turismo, Agrigento, la Valle dei Templi, ma anche la costa agrigentina, dove qualcuno ha deciso di far sbarcare tutti i migranti ed ormeggiare navi quarantene a poche decine di metri dalla costa, e con i Tg nazionali che continuano a raccontare di un Agrigento in preda agli immigrati. A questo punto sarebbe giusto che il territorio, riceva dal Governo centrale e magari dallEuropa, il giusto risarcimento per il danno che continua a subire. Una misura di compensazione per il disagio causato da questo caos che siamo costretti a subire”.

Il sindaco di Ravanusa Carmelo D’Angelo ha annunciato che una donna recentemente all’estero è risultata positiva al tampone per il Covid-19. La paziente, ha precisato non è purtroppo asintomatica e si trova al momento ricoverata presso una struttura ospedaliera. “L’Asp ha già avviato la necessaria indagine epidemiologica che servirà a verificare gli eventuali contatti con altri soggetti. Ho già convocato l’unità di crisi per monitorare l’evolversi della situazione nella speranza che il focolaio rimanga circoscritto”. D’Angelo ha lanciato un appello ai cittadini perché mantengano alta l’attenzione. “Nonostante la curva di contagio si sia abbassata, il rischio è dietro l’angolo. Faccio appello ai giovani, soprattutto: non pensiamo che tutto sia finito serve responsabilità soprattutto verso anziani e immunodepressi”.