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Probabilmente i pieni poteri di cui potrà predisporre a suo piacimento stanno già cominciando a dargli alla testa, qualcuno, comunque, dica a Musumeci che non è l’imperatore e che questo Parlamento merita rispetto”.

Lo affermano i deputati del M5S all’Ars, che oggi hanno abbandonato sala d’Ercole in occasione della presentazione della relazione dell’attività di governo da parte del presidente della Regione.

La mancata trasmissione in anticipo del documento ai deputati, come previsto dal regolamento – afferma il capogruppo Giorgio Pasqua – è la goccia che ha fatto traboccare il vaso della nostra pazienza e l’ennesima prova dell’assoluta mancanza di riguardo di Musumeci nei confronti di questa istituzione, che, tra l’altro, ormai diserta sistematicamente. È più che evidente l’intento del presidente di evitare il confronto coi deputati e di dare il via all’ennesima celebrazione del nulla senza contraddittorio. Sono tantissime le cose di cui sarebbe piaciuto chiedergli conto e ragione. Speriamo che ce ne sia data occasione in futuro, ma a questo punto ormai non ci meravigliamo più di nulla”.

“L’Ufficio scolastico regionale ha annunciato di voler fare a meno di oltre 2 mila operatori che da 25 anni assistono gli alunni disabili in Sicilia nelle scuole di ogni ordine e grado: diciamo no alle nuove assunzioni, se queste comportano il sacrificio di chi da oltre due decenni garantisce i servizi. L’assessore Scavone ha promesso un incontro al più presto e noi rimarremo vigili. Bene invece il via libera ai centri estivi per la Città metropolitana di Messina”. Lo dicono Clara Crocè, Gianluca Cangemi e Nicola Scaglione della Fiadel-Cisal, sindacato che oggi ha tenuto un sit-in di fronte l’assessorato regionale al Lavoro a Palermo.

“Questa mattina, dopo il presidio, siamo stati ricevuti dall’assessore regionale Antonio Scavone insieme al deputato regionale Danilo Lo Giudice – spiegano Crocè e Cangemi – e se non possiamo che essere soddisfatti per l’autorizzazione alla Città metropolitana di Messina dei centri estivi per i ragazzi disabili, cosa che consentirà a un centinaio di operatori di tornare in servizio dopo il lockdown, dall’altro siamo preoccupati per gli oltre 2 mila lavoratori in tutta la Sicilia. L’Ufficio scolastico regionale ha infatti deciso di non richiamare a settembre chi da 25 anni opera nelle scuole ma di impiegare personale non qualificato, ricorrendo addirittura a nuove assunzioni. Uno schiaffo in faccia a chi in questi anni ha assicurato i servizi pur fra mille difficoltà. Scavone ha garantito la convocazione di un tavolo tecnico con l’Ufficio scolastico e tutti i sindacati e ha comunicato di aver chiesto a tutti gli enti locali una mappatura completa degli operatori e dei bisogni. Fiadel-Cisal sensibilizzerà i parlamentari regionali e nazionali e farà sentire con forza la propria voce per evitare questo scempio”.

“Nelle ultime 24 ore ad Agrigento stando al nuovo bollettino della Regione, si è registrato un nuovo caso di coronavirus in città, mentre salgono a 30 i positivi sulla nave Moby ormeggiata a Portò Empedocle.

«Si dice che non si possono contenere le onde del mare, ma le ondate pandemiche sì, eccome. 

I piani di mitigazione servono a questo». 

Investire nella prevenzione per evitare che l’epidemia riparta, questo è il concetto più difficile da far passare, bisogna applicare tutte le azioni finalizzate a che l’epidemia non riparta». 

Il fatto che la circolazione virale si stia spegnendo non vuol dire che possiamo permetterci di far finta di niente, occorrono più controlli”.

Lo dichiara il consigliere comunale Simone Gramaglia.

“Apprendiamo che, ancora una volta, l’Ospedale Barone Lombardo di Canicattì rischia un ridimensionamento delle prestazioni sanitarie
offerte alla Comunità non solo canicattinese ma anche dell’hinterland.
Questa volta oggetto del provvedimento dei vertici provinciali Asp è il Centro Trasfusionale che, a causa del pensionamento del medico che lo
ha retto finora, sarà aperto solo la mattina.
Ci amareggia considerare come Canicattì sia sempre nel mirino di questa Direzione Sanitaria Provinciale con provvedimenti solo negativi e
mai propensi all’incremento dell’offerta alla Comunità.
Numerosi sono gli utenti di questo nosocomio che, per la sua posizione strategica, raccoglie non solo l’utenza agrigentina ma anche quella
nissena, con un cospicuo numero di pazienti che superano i 65 anni di età di cui, tanti, hanno seri problemi di salute.
La quiescenza del medico responsabile, causa del ridimensionamento delle attività del Centro Trasfusionale, sicuramente non è una
condizione imprevedibile pertanto sarebbe stato opportuno, anziché scegliere la strada più breve della riduzione delle prestazioni,
intraprendere quella della programmazione prevedendo per tempo la nomina di un sostituto che riuscisse a garantire un servizio indifferibile
perché salvavita, ovvero assicurare il Diritto alla Salute di un’intera Comunità.
APPARE URGENTE E NECESSARIO che i vertici del sistema Sanitario Regionale e Provinciale PROVVEDANO a NOMINARE in tempi
celeri un medico che sostituisca il già responsabile dr. Vincenzo Morgante, e inseriscano l’Ospedale di Canicattì, presidio che serve la metà
della popolazione della Provincia, in un piano di programmazione volta ad implementare le offerte sanitarie e non a ridimensionarle o,
peggio, a chiuderle.
Chiediamo un immediato incontro per discutere della preoccupante questione, nello spirito di rassicurare la Comunità sul mantenimento dei
dovuti diritti costituzionali in materia di salute, il centro trasfusionale dell’Ospedale di Canicattì non DEVE essere RIDIMENSIONATO,
Canicattì e i paesi limitrofi DEVONO continuare ad avere un servizio di VITALE IMPORTANZA”.
Lo scrive in una nota il sindaco di Canicattì Ettore Di Ventura.

“Si apprende, da organi di stampa, della parziale chiusura del Centro trasfusionale dell’Ospedale Barone Lombardo di Canicattì, garantendo, fino al mese di settembre, la sola funzionalità del presidio specialistico nel turno antimeridiano (ore 8/14). Il provvedimento è stato disposto dalla Direzione generale e sanitaria dell’ASP di Agrigento, sulla base di presunte carenze di personale medico rispetto all’effettivo fabbisogno dell’Unità, che ove non reintegrate preluderebbero alla chiusura definitiva del Centro trasfusionale;
Considerato che, il Centro Trasfusionale di Canicattì riveste un’importanza strategica rispetto alla fornitura di plasma agli Ospedali di Licata, Agrigento e Sciacca ed, in generale, anche a vantaggio di centri dell’hinterland nisseno, dimostrandosi una struttura altamente operativa ed efficacemente inserita nella rete ospedaliera approvata dal Governo regionale; preso atto che, l’interruzione, sebbene parziale, del trentennale servizio trasfusionale di Canicattì mette gravemente a rischio la vita dei tanti cittadini del descritto comprensorio, costretti, in caso di necessità, a tempi di percorrenza maggiori per raggiungere l’Ospedale di Agrigento. Non sfugge evidenziare che il ricorso a terapie trasfusionali non accade di rado ed è frequente nel corso di interventi chirurgici, traumi di particolare gravità conseguenti ad incidenti stradali, il cui esito potrebbe essere irrimediabilmente compromesso in caso di ritardi nella reperibilità delle sacche di plasma.
Rilevato che, i dati circa le produzioni di sacche di plasma descrivono quantità tanto elevate da consentire non soltanto il soddisfacimento del fabbisogno riferibile all’intero comprensorio agrigentino ma, grazie agli elevati quantitativi di eccedenze che, a titolo esemplificativo, nel corso del 2019 ammonterebbero ad oltre 5000 unità, garantirebbero importanti flussi anche ad ospedali come il Cervello di Palermo ovvero il Giglio di Cefalù, attestandosi a presidio di indiscussa importanza; preso atto, inoltre delle recenti iniziative, a tale proposito, assunte dal Comitato civico “Pro Ospedale”, interessando il Prefetto di Agrigento circa i risvolti sulla sicurezza ed incolumità della cittadinanza compromessa dalla parziale chiusura del Centro trasfusionale e più in generale da alcune importanti criticità del nosocomio canicattinese. Per sapere quali urgenti iniziative intendano assumere a garanzia della piena operatività del Centro trasfusionale, richiamando le anzidette direzioni dell’ASP, generale e sanitaria, a rivedere il provvedimento di parziale chiusura, implementandone la continuità lungo l’arco dell’intera giornata”.
L’interrogazione viene scritta dal gruppo Autonomisti On. Roberto Di Mauro, On. Carmelo Pullara e On. Giuseppe Compagnone.

“Per la prevenzione degli incendi e il controllo del territorio la Regione Siciliana sta lavorando a un progetto che prevede l’installazione di una serie di telecamere ad infrarossi di ultima generazione che prevedono anche la possibilità di anticipare la partenza degli incendi perché questi strumenti, misurando il rialzo della temperatura rispetto a quella generale, sono addirittura in condizioni di comprendere da dove sta partendo il focolaio e quindi consentono poter intervenire in tempo”.

Lo scrive in una nota la deputata regionale Margherita La Rocca Ruvolo a margine dell’audizione dell’assessore regionale per il Territorio e l’Ambiente On. Toto Cordaro in merito alla problematica degli incendi nel territorio del Belìce che si è svolta oggi in quarta commissione all’Ars, presieduta dall’On. Giusy Savarino, su richiesta dei sindaci Terre Sicane Unione dei Comuni Terre Sicane composta dai comuni di Menfi, Montevago, Santa Margherita Belìce, Sambuca di Sicilia e Caltabellotta.

“La Regione – prosegue La Rocca Ruvolo – intende portare aventi questa idea progettuale e l’assessore ha fatto sapere di averne già parlato con il nuovo dirigente del Corpo Forestale nominato il mese scorso nella convinzione che, attraverso i nuovi mezzi tecnologici che sono sul mercato, ci si può muovere in maniera tale da creare una rete di controllo e monitoraggio che, al di là del lavoro importante da fare con i nuovi concorsi del Corpo Forestale, possa comunque permettere di essere più presenti sul territorio per la prevenzione degli incendi. Ringrazio la presidente della commissione Territorio e Ambiente On. Savarino e l’assessore On. Cordaro per la disponibilità al confronto con in sindaci del territorio e le associazioni ambientaliste”.

Ampliamento dell’offerta formativa, allargamento della no tax area, nuovi servizi legati a segreteria, car e bike sharing e rinnovo della licenza Rosetta Stone.

Queste le principali novita’ dell’Universita’ di Palermo annunciate nel corso della presentazione del nuovo anno accademico da parte del direttore generale Antonio Romeo, dal prorettore Vicario Fabio Mazzola e dal rettore, Fabrizio Micari. “Abbiamo allargato la no tax area anche al di la’ rispetto alle indicazioni che venivano dal ministero, portandola fino a 25mila euro e una tassazione calmierata tra 25mila e 30mila”, ha detto il rettore. Misure che l’Universita’ ha voluto effettuare anche in virtu’ della situazione legata alle difficolta’ che molte famiglie avranno nel prossimo anno a causa dell’emergenza sanitaria vissuta nelle scorse settimane e che ancora non e’ completamente superata. “E’ l’anno post-pandemia e quindi c’e’ sembrato giusto far si’ che il piu’ possibile le famiglie e i ragazzi venissero agevolati nel poter frequentare l’universita’”, ha sottolineato Micari.

Cinque i corsi di studio di nuova attivazione da parte di UniPa: Architettura e progetto nel costruito (L-23 presso la sede di Agrigento); Neuroscience (LM-6, in inglese); Architettura del paesaggio (LM-3); Scienza dell’alimentazione e della nutrizione umana (LM-61); Migrations, rights, integration (LM-90, in inglese).

Cresce il numero dei voli Alitalia sulla Sicilia. Da oggi la Compagnia incrementa le frequenze da Catania e Palermo per Milano che passano così da 4 a 6 al giorno (fra andate e ritorni).

Su queste tratte, Alitalia aggiungerà ai servizi già operativi un volo da Catania che partirà in direzione Malpensa alle ore 7:50 e uno da Palermo alle ore 15:30, mentre i collegamenti addizionali da Milano Malpensa decolleranno alle ore 13:05 per Palermo e alle 20:40 per Catania.

Complessivamente, sia su Catania che su Palermo Alitalia offrirà a luglio 10 voli al giorno (fra andate e ritorni) con Roma e 6 con Milano.

Inoltre, a partire da sabato 4 luglio, la Compagnia riprenderà i collegamenti stagionali estivi con Lampedusa e Pantelleria, sia da Roma (ogni sabato e domenica) che da Milano (il sabato e la domenica con Pantelleria, la domenica con Lampedusa). Il primo aereo Alitalia da Lampedusa decollerà alla volta di Fiumicino sabato alle ore 11:10 e nella stessa giornata partiranno i primi servizi da Pantelleria per Roma (alle ore 19:20) e per Milano Malpensa (alle ore 20:20). Il primo volo da Lampedusa a Malpensa è previsto per domenica 5 luglio alle ore 12:05.

I prezzi dei biglietti per i voli dalla Sicilia partono da 30€ a tratta (tasse aeroportuali e bagaglio a mano inclusi).

In ottemperanza alle attuali disposizioni di legge, tutti gli aeromobili Alitalia vengono sanificati ogni giorno con prodotti ad alto potere igienizzante e, grazie ai filtri HEPA e alla circolazione verticale, l’aria a bordo non solo è rinnovata ogni tre minuti, ma è pura al 99,7%, come in una sala sterile. Tutti i passeggeri sono poi tenuti a consegnare prima dell’imbarco una autocertificazione che attesti di non aver avuto contatti stretti con persone affette da patologia Covid-19. Inoltre i passeggeri devono indossare sin dal loro arrivo in aeroporto e durante il volo una mascherina protettiva.

Con il DPCM del 4 agosto 2017, sono state definite le norme applicative del piano straordinario da 120 milioni di euro previsto al fine di riattivare le sale cinematografiche chiuse e aprirne di nuove.
La società “ K. S.r.l.” proprietaria del “CinemaTiffany” presentava, entro i termini prescritti, la propria richiesta di contributo finalizzata alla riattivazione di una sala cinematografica sita nel comune di Palermo, sede, per l’appunto, dell’ex cinema “Tiffany” dismesso dall’anno 2011.
Nel corso dell’istruttoria veniva richiesta un’integrazione documentale riscontrata dalla società, a cui non seguiva alcuna risposta da parte dell’amministrazione, inducendo così la società stessa a ritenersi in regola con i requisiti per l’accesso ai contributi in questione, anche in considerazione del fatto che la progettazione dell’intervento previsto presentava tutti i requisiti minimi di ammissibilità prescritti.
Ciononostante, la società non risultava inserita nell’elenco dei soggetti ammessi a finanziamento per la linea di intervento A) ovvero per la linea relativa alla riattivazione di sale chiuse e/o dismesse.
La società titolare dell’ex cinema decideva, allora, di proporre un ricorso giurisdizionale con il patrocinio degli Avv.ti Girolamo Rubino e Lucia Alfieri, chiedendo l’annullamento dei provvedimenti relativi all’erogazione dei predetti contributi, nella parte in cui la medesima società non era stata ammessa al contributo per la linea di intervento relativa alla riattivazione di sale chiuse o dismesse.
I legali Rubino ed Alfieri, in particolare, contestavano l’illegittimità dell’iter valutativo condotto dall’amministrazione in spregio a qualsivoglia regola di trasparenza ed imparzialità, non avendo la stessa comunicato le ragioni ostative all’accoglimento dell’istanza né esternato in sede di pubblicazione dell’elenco degli ammessi le ragioni di non ammissione di alcuni soggetti istanti, tra cui, per l’appunto, la società ricorrente.
Solamente in sede di giudizio l’amministrazione depositava una relazione – impugnata con successivi motivi aggiunti al ricorso introduttivo – con cui venivano esplicitate, per la prima volta, le ragioni della mancata ammissione della società ricorrente, dando così atto dell’inesistenza di alcun procedimento valutativo delle domande di ammissione al contributo e di un’errata interpretazione delle norme disciplinanti la procedura in questione, avendo motivato la non ammissione su un asserito avvio dell’investimento in un momento antecedente rispetto alle date di avvio e di ultimazione prescritte dal DPCM di riferimento; circostanza, quest’ultima, contestata in giudizio mediante la produzione di ulteriore documentazione contabile attestante l’avvenuta realizzazione dell’investimento nell’arco temporale prescritto dal DPCM.
Ebbene, la Sesta Sezione del Consiglio di Stato, nelle more della definizione del giudizio di merito, ha accolto l’istanza cautelare formulata dagli avv.ti Rubino ed Alfieri, difensori della società, disponendo, l’accantonamento della somma corrispondente al contributo spettante alla società medesima, e non attribuita, al fine così di mantenere la capienza necessaria per la sua eventuale corresponsione a fronte di un esito positivo del giudizio di merito.

Individuati dal Libero Consorzio Comunale di Agrigento i beni da alienare e valorizzare di cui è prevista la vendita o l’utilizzo mediante comodato d’uso nel corso del triennio 2020/2022. Beni che hanno un valore totale complessivo di oltre sei milioni di euro. Il Piano delle alienazioni e valorizzazioni, approvato dal Commissario Straordinario Alberto Girolamo Di Pisa, include sette unità immobiliari di proprietà dell’Ente.

Grazie all’adozione del Piano potranno essere venduti i seguenti immobili: un lotto di terreno adibito a villetta comunale nel comune di Castrofilippo, confinante con la proprietà del Comune di Castrofilippo e proprietà private, dal valore di € 30 mila euro, da dismettere con previsione di vendita nel 2021; un edificio ubicato nel comune di Comitini, confinante con proprietà private del valore di € 6.394,42, da dismettere con previsione di vendita nel 2021; un immobile e pertinenza denominato ”Casa Albergo per la Terza Età” sito nel territorio del Comune di Ribera, dal valore netto di inventario di € 662.409,20, con previsione di vendita nel 2021.

Saranno posti in vendita anche il relitto stradale lungo la ex S.P. n° 37 nel tratto “Sciacca – Caltabellotta S. Carlo al Km. O+500, pari a mq. 320,00, con un prezzo stimato di €. 640,00;  l’immobile e le pertinenze, al momento in affitto all’ufficio del Territorio del Governo per la sede del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, ricadente nel territorio Comunale di Agrigento in Via Marzabotto a Villaseta, del valore netto di inventario di € 918.000,00, con previsione di vendita nel 2021; il Centro per la commercializzazione dei prodotti agricoli in agro nel territorio Comunale di Ribera che ha un valore netto d’inventario di 4.460.408,03 con previsione di vendita sempre nel 2021.

Il piano contiene anche un’immobile da destinare alla valorizzazione mediante la cessione in comodato d’uso gratuito per operazioni di riqualificazione e recupero in corso di definizione di comodato d’uso a partire dal 2020. Si tratta del terreno in località Caos ad Agrigento che sarà dato in comodato d’uso gratuito al Parco Archeologico Valle dei Templi.

Il piano delle alienazioni e valorizzazioni dei beni dell’Ente non strumentali all’esercizio delle funzioni istituzionali sarà inserito all’interno del bilancio di previsione 2020 in via di adozione.