Home / 2020 / Luglio (Pagina 69)

L’Assemblea dei Soci della Società Palma Ambiente Srl ha approvato il bilancio 2019, chiudendo con un utile pari a  € 28.945, 00 ,  dimostrando la bontà della scelta di questa Amministrazione.
Un risultato che riempie d’orgoglio il Sindaco nonché socio unico Stefano Castellino che ha fatto della gestione in house dei rifiuti una battaglia basata sui pilastri fondanti della Pubblica Amministrazione:  economicità, efficacia ed efficienza.
“Il lavoro che questa società sta portando avanti – dice Stefano Castellino – è sotto gli occhi di tutti, Palma non godeva da decenni di un servizio così efficiente che si sta muovendo in tutta una serie di settori quali il verde e le aree pubbliche, il ritiro ingombranti, le bonifiche dei siti, la pulizia delle spiagge, la disinfestazione, etc. Siamo consapevoli che ci sono ancora delle zone che aspettano un intervento, ma il paese è vasto e lo stato in cui versavano molte aree era davvero indecoroso, dovuto ad anni di totale abbandono. Con un po’ di pazienza e fiducia si riusciranno presto a raggiungere tutti i quartieri: Palma non è mai stata così pulita, ma siamo certi che il lavoro da fare è ancora tanto e che il nostro territorio meriti ancora di più degli interventi che possano risaltarne la bellezza.
Un ringraziamento al Presidente Giuseppe Spina e al CDA  composto da Lillo Inguanta e Dario Burgio, al Direttore Tecnico  Francesco Lazzaro e tutti i lavoratori del cantiere, Piero Amorosia , Salvatore Domanti e tutta la struttura amministrativa per il lavoro svolto egregiamente fin qui. Ringrazio anche i lavoratori Esa che hanno scelto di prestare servizio per la nostra comunità”.

Nella relazione del presidente della Regione Nello Musumeci relativa ai primi trenta mesi di attività svolta, il capo del Governo siciliano si è soffermato anche sulla questione rifiuti. A tal proposito ha detto: “Il sistema dei rifiuti in Sicilia è stato basato su un perverso intreccio tra politica, burocrazia e imprenditoria privata: con la complicità di certa politica e di certa burocrazia corrotta è nato un oligopolio che ha gestito l’80% del sistema. Tutto ciò è stato agevolato da uno stato emergenziale che si è protratto per circa 20 anni”.

 

«Posso con orgoglio affermare che parecchi obiettivi sono stati raggiunti e che altri attendono di essere attuati nella seconda metà di questa legislatura. Inutile dire che sui nostri intenti giocherà un peso la terribile epidemia che ha colpito il nostro Paese».
Così il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci ha introdotto a Sala d’Ercole la sua relazione di metà mandato al Parlamento. Un intervento di cento minuti nel corso del quale sono stati trattati e citati tutti i rami dell’amministrazione di Palazzo Orleans.
«Il mio pensiero torna alle 281 vittime del Coronavirus in Sicilia e alle loro famiglie inerti e inermi nel loro dignitoso dolore per aver dovuto persino rinunciare a un semplice funerale – ha aggiunto -. Questa epidemia, non ancora sconfitta, ha prodotto anche in Sicilia effetti disastrosi che pagheremo per molto tempo ancora ed è troppo presto per calcolare il danno sulla fragile economia della nostra isola. Bisogna attendere almeno la fine dell’anno» – ha detto il governatore. Poi Musumeci è entrato nella vivo della relazione illustrando il bilancio dell’attività del governo dall’insediamento ad oggi. «Una delle prime iniziative è stata l’apertura di un confronto con il governo nazionale sul rapporto finanziaria fra Stato e Regione – ha ricordato – che ha portato fra l’altro a spalmare il disavanzo in trent’anni e non in tre». Il presidente ha citato poi diversi obiettivi raggiunti, fra i quali l’avere dato attenzione al patrimonio immobiliare,individuando 150 beni da dismettere.
«Abbiamo creato un piano di investimenti per Comuni ed ex-Province, attivando un proficuo confronto con l’Anci – ha aggiunto – abbiamo istituito l’Ufficio di coordinamento per le isole minori, abbiamo recepito le disposizioni contenute nella legge Madia stabilizzando 7.746 precari degli enti locali, abbiamo impresso un’accelerazione alle misure di sostegno agli investimenti nel settore agricolo, con particolare attenzione ai giovani imprenditori e siamo arrivati ad essere la prima regione in Italia per numero di aziende biologiche». Nello Musumeci ha ricordato la recente istituzione da parte del ministero per il Sud delle Zes, le Zone economiche speciali.
«Sono state garantite misure di sostegno ai lavoratori delle aree di crisi di Termini Imerese e di Gela – ha proseguito – abbiamo stanziato 525 milioni di euro per eseguire 1.576 interventi per la messa in sicurezza delle scuole, abbiamo sostenuto il rafforzamento fra scuola ed università e fra mondo dell’istruzione e mondo del lavoro. Abbiamo fatto ripartire gli scavi archeologici, abbiamo contribuito al restauro di 40 chiese e 10 palazzi storici». A questo punto il governatore si è congratulato con il neo assessore Alberto Samonà ai Beni culturali per «la sua competenza, la sua sobrietà e per il suo entusiasmo».
E ancora il presidente della Regione ha sottolineato l’attenzione per il territorio e l’ambiente: «Abbiamo varato il piano di contrasto alla siccità ed un piano per la manutenzione e pulizia di circa 80 fiumi e corsi d’acqua» – ha detto. Poi l’affondo sul tema dei rifiuti in Sicilia con la ferma volontà di “scongiurare” il rilascio di autorizzazioni per nuove discariche. In questi anni, ha sottolineato Musumeci, si è assistito a «una emergenza che serve soltanto a personaggi contigui alla mafia e a burocrati infedeli», che ha dato vita a un “intreccio perverso” di interessi e a “un pericoloso oligopolio che controlla circa l’80 per cento del trattamento dei rifiuti». In questo quadro, ha aggiunto, la politica ha avuto un ruolo “assente e talvolta acquiescente”. Il governatore ha ribadito, al contrario, che dal 2017 la raccolta differenziata in Sicilia è passata dal 16 per cento al 42 per cento, e dunque da “meno rifiuti in discarica e meno introiti per privati”.
Musumeci ha poi parlato delle iniziative a sostegno del turismo, dello sport e dello spettacolo, settori particolarmente colpiti dagli effetti dell’emergenza Covid 19. Poi ha ricordato l’assunzione di circa 7.500 operatori della sanità siciliana, ed ha assicurato l’impegno per la stabilizzazione, nello stesso settore, di circa 250 precari storici, confermando anche che il governo sta valutando la possibilità di realizzare un ospedale a Lampedusa, isola definita “avamposto d’Europa”.
Nella relazione c’è stato spazio anche per un elenco di interventi per i porti siciliani e per le infrastrutture avviato dal governo regionale. Il governatore ha poi annunciato l’impegno del suo governo per modernizzare la Sicilia con la realizzazione di un porto hub capace di intercettare il traffico commerciale nel Mediterraneo e il necessario avvio della costruzione del ponte sullo Stretto di Messina. In conclusione il ringraziamento al personale sanitario, ai volontari, alle forze armate, alle forze dell’ordine, alla protezione civile e a tutta la comunità siciliana che «mai come in occasione dell’emergenza Coronavirus ha saputo essere ossequiosa delle regole a difesa della propria salute e di quella degli altri».
Infine, dopo aver citato Giuseppe Mazzini con il suo storico ammonimento “L’Italia sarà quel che il Mezzogiorno sarà”, e ricordato l’esempio dei presidenti della Regione Rino Nicolosi e Piersanti  Mattarella, ha lanciato un appello al Parlamento e alle forze politiche: «Serve un clima meno avvelenato, un linguaggio meno violento dentro e fuori dal Palazzo. Lo dico a tutti e, per primo, a
me stesso, senza pregiudizi né preconcetti. Ognuno nel proprio ruolo, ma tutti consapevoli che abbiamo il dovere di cambiare la Sicilia e per farlo abbiamo ancora del tempo davanti, sciuparlo sarebbe un suicidio».

Erano da poco passate le 22 di ieri sera quando una buona parte del parco giochi “Giokolandia” di Aragona è andata in fiamme.

Subito avvertiti i Vigili del Fuoco e i Carabinieri i quali si sono messi subito in moto; i Vigili sono  riusciti a domare le fiamme dopo un paio di ore di lavoro; queste avevano trovato subito strada facile perchè tanto del materiale presente nel parco è di plastica.

Si pensa ad un cortocircuito partito da una presa. Per fortuna non ci sono stati danni a persone, ma tanta paura. I danni sono elevati.

 

La Procura di Agrigento, che ha già aperto un fascicolo per omicidio colposo contro ignoti, conferirà molto probabilmente domani l’incarico al medico legale per effettuare l’autopsia al neonato morto nei giorni scorsi all’ospedale di Agrigento.

Dopo la morte del piccolo, i genitori hanno sporto regolare denuncia presso la Tenenza dei Carabinieri di favara e da li è scattata l’inchiesta che adesso è nelle mani del Sostituto Procuratore Sara Varazi.

Adesso occorrerà stabilire le cause che hanno portato alla morte il neonato.

 

Tutto è avvenuto ieri sera, verso le 22. Tra San Leone e Fiume Naro un gruppo di tunisini è sbarcato autonomamente e senza nessun controllo.

Avvertite la Polizia subito sono scattate le ricerche ma la ventina di tunisini sbarcati era già riuscita a far perdere le loro trace, scappando probabilmente anche nelle traverse che sovrastano il viale delle Dune.

Sul posto anche una motovedetta per le ricerche ma di migranti nessuna ombra, tranne della barca che è stata ritrovata nei pressi della quinta traversa delle Dune, già a riva, giunta inosservata da parte delle autorità marittime.

 

Arrestato nell’ambito della recente operazione che ha sconvolto la sanità siciliana, ma la Regione impegna oltre 51.000 euro per liquidare ad Antonino Candela i compensi relativi al suo incarco come coordinatore dell’emergenza coronavirus.

“Definire questa operazione una vergogna è certamente un eufemismo”, lo affermano i deputati del M5S all’Ars, componenti della commissione Salute, Francesco Cappello, Giorgio Pasqua, Salvatore Siragusa e Antonio De Luca. “Già – dicono – la nomina di questa persona, come coordinatore dell’emergenza anti-covid era stato un errore madornale di Musumeci, si eviti di aggiungere errore ad errore”.

“Il provvedimento – afferma Cappello – va ritirato in autotutela. Il segnale che arriverebbe ai cittadini sarebbe veramente disastroso”.

Il coronavirus ha costretto le persone a rivedere le proprie abitudini in base alle nuove regole di comportamento, che portano cambiamenti concreti nella vita di tutti i giorni. Con l’arrivo dell’estate anche i gestori degli stabilimenti balneari si sono dovuti adeguare alle nuove linee guida decise il 25 maggio scorso durante la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome in coerenza con le indicazioni definite a livello nazionale (Decreti, documenti tecnici Inail e ISS): le linee guida sono poi state recepite da ciascuna Regione tramite apposite ordinanze, con conseguenti adattamenti. I cambiamenti strutturali imposti agli stabilimenti hanno generato nuovi costi o porteranno a mancati guadagni rispetto agli anni precedenti. Altroconsumo ha quindi realizzato un’inchiesta per indagare quali siano i nuovi accorgimenti adottati nei lidi italiani e che variazione tariffaria hanno comportato.

LE MISURE DELLA NUOVA NORMALITÁ: TUTTI GLI STABILIMENTI HANNO DEDICATO A OGNI OMBRELLONE ALMENO 10MQ DI SPAZIO

In primo luogo Altroconsumo ha chiesto ai gestori intervistati quali siano le misure adottate per garantire la protezione dei propri clienti e dello staffNessuno ha istallato i divisori in plexiglass sulla spiaggia ma in tutti i lidi sono rispettate le distanze fra gli ombrelloni (minimo 10mq di spazio per ognuno). Sotto l’ombrellone ai clienti è permesso di non indossare la mascherina, ma è obbligatorio utilizzarla al bar della spiaggia o quando si interagisce con altre persone. In alcuni bagni è stata chiusa l’area giochi per i bambini e in altri l’ingresso è stato contingentato. Inoltre, in alcuni lidi non è possibile ricevere ospiti esterni allo stabilimento (alcuni di questi non lo permettevano nemmeno in precedenza).

In merito agli spazi da destinare a ogni ombrellone, dall’indagine emerge che in alcune località non sono stati effettuati cambiamenti, come a Cervia dove i bagnanti dispongono di uno spazio fra i 12 e i 25mq per ombrellone come negli anni precedenti. Nella classifica per il maggior spazio dedicato a ogni ombrellone, troviamo al secondo posto Castiglione della Pescaia (10-18mq), seguito da Anzio, Porto Recanati, Litorale Palermitano (10-16mq), e, infine, Finale Ligure (10-12mq) e la Penisola Sorrentina (n.d), dove i lidi coinvolti nell’indagine hanno dichiarato di rispettare le linee guida indicate dalle ordinanze, senza condividere i dati specifici (se ne deduce quindi che rispettino i 10mq minimi).

Dopo tanti anni di attenta attività lavorativa per il dott. Vincenzo Morgante, primario del Centro Trasfusionale dell’ospedale Barone Lombardo di Canicattì, arriva il momento del meritato riposo.

La messa in quiescenza di Morgante, ovviamente non improvvisa ma già da tempo preventivata, non scalfisce minimamente i vertici dell’Asp di Agrigento, ovvero il dottor Sandro Mazara e il dottor Tano Mancuso.

Entrambi, forse anche a causa di direttive regionali (se esistono sono da bruciare…) danno poco conto al fatto che il presidio specialistico del Barone Lombardo di Canicattì non solo è di fondamentale importanza per la vita delle persone, soprattutto quelle di una certa età, ma si trova anche in una posizione geografica tanto centrale quanto strategica che racchiude un bacino di utenza abbastanza vasto; i potenziali utenti delle province di Agrigento e Caltanissetta possono usufruire del fondamentale servizio.

Ed ecco il bello. Morgante se ne va e i mammasantissima dell’Asp agrigentina prendono subito il “provvedimento”: fino a settembre il Centro Trasfusionale rimarrà aperto solo di mattina, da settembre in poi…si salvi chi può…

Con amarezza e soprattutto con le braccia aperte ci rifiutiamo di commentare l’accaduto, ma nello stesso tempo non possiamo non sottolineare come, in questi casi, tornano in mente tutte le belle parole (meglio conosciute come chiacchiere) poste in essere dal capo dell’assessorato di piazza Ziino (Palermo), Ruggero Razza, e dagli stessi vertici agrigentini, ogni qualvolta si è rilevata la necessità di dialogare con il popolo siciliano (anche per fatti incresciosi) al fine di “tranquillizzarlo” in relazione allo stato di salute della Sanità siciliana.

La provincia di Agrigento ha più di un conto aperto per venire a conoscenza di alcune verità attualmente al vaglio della magistratura. Si ricorda che al San Giovanni di Dio, nel 2020, qualcuno è morto di malaria, forse anche a causa della mancanza di un reparto di malattie infettive;

poi il coronavirus, un disastro, meglio dimenticare;

poi una serie di inchieste giudiziarie aperte in vari nosocomi della provincia per altrettanti presunti casi di malasanità;

poi la morte di Calogero Rizzuto avvenuta a Siracusa; qui, una inchiesta giudiziaria, farà luce sul fatto che il pronto soccorso dell’ospedale Umberto I° ha lasciato andare a casa un paziente con la febbre quasi a 40 in piena emergenza coronavirus;

poi l’episodio odierno, che purtroppo non sarà l’ultimo, di Canicattì. Il caso del primario che va in pensione e invece di sostituirlo immediatamente per consentire la corretta funzionalità e garantire la continuità del presidio specialistico, mette a dura prova (e rischio) la vita di chi ha bisogno di un centro specializzato del genere.

O meglio ancora; dalle 8 alle 14 qualche speranza c’è…

Vietato avere bisogno dalle 14,01 in poi perché il presidio, come una normale salumeria, chiude le saracinesche. E la cosa più accattivante di questa triste vicenda è che, comunque, alle 16,30 la salumeria riapre.

Il Centro Trasfusionale del Barone Lombardo di Canicattì, no…

“In merito alle criticità legate alla turnazione idrica degli ultimi giorni, questa mattina ho scritto al “Consorzio Tre Sorgenti” “invitando e diffidando” lo stesso Consorzio a ripristinare con urgenza la fornitura idrica nel Comune di Naro”.
Lo dichiara il sindaco di Naro Maria Grazia Brandara che continua: “La città non può tornare a vivere gli stessi problemi dovuti alla mancanza di acqua soprattutto nella stagione estiva. Questa è la prima e si spera l’ultima vera emergenza legata all’acqua che sta vivendo questa amministrazione, considerato che lo scorso anno nello stesso periodo, il problema non si è posto, anzi è stato risolto ottenendo la fornitura idrica giornaliera.
Non si deve perdere tempo – conclude il sindaco – nell’eseguire i lavori di ripristino dei guasti che privano la cittadinanza di un bene vitale!”