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La situazione a bordo della Ocean Viking è sempre più tesa. A bordo della nave di Sos Mediterranee ci sono 180 migranti, salvati nei giorni scorsi nel Mediterraneo, e nessun Paese dà l’ok allo sbarco. Due dei naufraghi, ha fatto sapere giovedì con un tweet la ong, si sono buttati in mare e sono stati subito soccorsi dall’equipaggio. Frédéric Penard, direttore operativo di Sos Mediterranee, denuncia: “Il nostro team in cinque giorni, ha salvato 180 persone in quattro diverse operazioni nelle regioni di ricerca e soccorso maltese e italiana. I primi due salvataggi sono avvenuti una settimana fa. Abbiamo inviato cinque richieste alle autorità marittime italiane e maltesi per l’assegnazione di un porto di sbarco: finora non abbiamo ricevuto risposte eccetto due, negative. Questa situazione è inaccettabile”.

Non è solo il caldo a rendere incandescente l’aria che si respira ma anche il fuoco e le fiamme che sono tornate di notte a divorare auto nella provincia agrigentina.

A Canicattì è stata distrutta dalle fiamme una Alfa Romeo di proprietà di un rivenditore di automobili; a Ravanusa, invece, in fiamme è andata una Fiat Uno di proprietà di operaio.

Dei due casi si stanno occupando i Carabinieri delle locali stazioni. Nessuna pista viene esclusa, anche quella dolosa.

 

“Con la svolta giudiziaria sull’omicidio dell’agente Antonino Agostino e della moglie incinta Ida Castelluccio, si dà un segnale finalmente concreto alla società e ad un padre che aspetta da troppo tempo verità e giustizia per il proprio figlio. A Vincenzo Agostino, il papà di Nino, che da quel terribile giorno in cui venne ucciso il figlio non ha mai smesso di lottare per ottenere giustizia, giunga il nostro affettuoso abbraccio”.

A dichiararlo sono i deputati regionali del Movimento 5 Stelle e componenti della Commissione Antimafia Antonio De Luca e Roberta Schillaci.

Basilio Borgo aggiunge due volumi della sua rivista, “L’Akragas in Bianco e Nero”, da lui ideata e realizzata, alla lunga serie dedicata al gioco del calcio, che sarà pure un gioco, ma porta con se eventi, di storia, di costume sociale, di passione e immagini di gloriosa bellezza.

Dell’Akragas ricorda, con statistiche e risultati, la formazione nell’anno 1970-’71, e con loro le formazioni delle squadre del torneo di Serie D Gironi 1.

In apertura la rivista è dedicata  all’INTER del 1970-’71, Campione d’Italia, ai tempi, per dirne alcuni, di Burgnich e Facchetti, di Mariolino Corso, di Mazzola e di Boninsegna. Nelle altre formazioni: nel Milan 2° Classificato, circolavano campioni come Rivera, Benetti poi la Juve con Bettega, Haller, Anastasi, e tanti altri campioni, in tante altre squadre.

l 28° volume è dedicato all’Akragas del 1975-76, Gioca in serie D, Girone 1, e chiude il campionato al 13° posto, mentre la promozione in serie C è per l’Alcamo,  un grande sogno ,una festa da impazzire, come si vede nelle foto.

Ma il grande evento, in quella stagione 1975-76, è  il TORINO Campione d’Italia.   Lo scudetto ritorna sulle maglie dei granata, dopo Superga, la grande tragedia del calcio italiano, con gli indimenticabili Bacugalupo, Ballarin, Maroso, Grezar, Rigamonti, Castigliano, Menti, Loik, Gabetto, Mazzola, Ossola. Formazione  che ancora molti  ricordano  a memoria.

Basilio Borgo coglie, nel segno grafico delle pregevoli illustrazioni del volume, l’azione  in cui, nel contrasto tra attacco e difesa, scatta il goal. Sintesi di tutto, il momento magico, il grido di gioia, il significato stesso  del gioco del calcio.

 

 

 

 

Il sig. V. M., di anni sessanta, realizzava, in assenza di concessione edilizia, un cambio di destinazione d’uso, da fabbricato rurale a civile abitazione e ampliamento dello stesso, su un fabbricato, sito in c.da Vizzì, in relazione al quale, nell’ottobre 1994, il Comune di Montallegro (AG) aveva rilasciato la concessione edilizia.
Nel 2013, deceduto il proprio genitore, il sig. V. M., nella qualità di comproprietario ed erede dei lotti di terreno interessati e del fabbricato in questione, chiedeva all’Amministrazione comunale il rilascio della concessione in sanatoria ai sensi dell’art. 36 d.p.r. n. 380/01 per le opere abusive realizzate sul predetto terreno.
Trattandosi di un terreno indiviso e risultando l’istante erede solo pro quota delle particelle ove insisteva il fabbricato, l’Amministrazione comunale, oltre a precisare la soggezione a vincolo paesaggistico ex art. 146 del d.lgs. n. 42/2004 dell’area oggetto della sanatoria, ribadiva, in assenza di frazionamento, la necessità della firma del progetto da parte di tutti i proprietari del terreno per poter procedere all’istruttoria della pratica, non risultando sufficiente l’allegato testamento pubblico
In mancanza della necessaria integrazione documentale a firma di tutti i proprietari delle particelle richiesta dal Comune – segnatamente, gli atti sottoscritti da tutti i proprietari – l’Amministrazione comunicava il preavviso di rigetto dell’istanza di concessione edilizia in sanatoria presentata ai sensi dell’art. 36 del D.P.R. 380/2001, cui seguiva il diniego con successiva ordinanza di demolizione delle opere abusive e ripristino dello stato dei luoghi.
I suddetti provvedimenti venivano impugnati dal sig. V. M. con ricorso proposto dinanzi al TAR Sicilia, sede di Palermo, che si concludeva con sentenza di rigetto appellata dinanzi al Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Sicilia, dinanzi al quale il sig. V.M. riproponeva, da un lato, un asserito travisamento dei fatti e difetto di istruttoria per avere il Comune erroneamente ritenuto le opere abusive oggetto della richiesta di sanatoria realizzate su terreno indiviso e per avere, conseguentemente, ritenuto che la richiesta di sanatoria dovesse essere integrata dai titoli di proprietà e dagli elaborati progettuali firmati da tutti i proprietari delle particelle interessate, così denegando la richiesta di concessione in sanatoria. Dall’altro lato, lamentava l’asserita violazione della normativa in materia di partecipazione al procedimento di cui all’art. 11 della l.r. 10/91.
Si costituiva, per entrambi i gradi di giudizio, il Comune di Montallegro, con il patrocinio dell’Avvocato Girolamo Rubino, deducendo la piena legittimità e correttezza dell’operato dell’Amministrazione comunale nonché della sentenza appeĺlata, in considerazione del fatto che il contenuto del provvedimento impugnato non avrebbe potuto essere differente.
In particolare, l’Avv. Rubino ribadiva, innanzitutto, come correttamente l’Amministrazione comunale, ai fini dell’istruzione della pratica di sanatoria, avesse richiesto la suddetta integrazione documentale dal momento che, a seguito degli abusi perpetrati, l’immobile da sanare richiedeva una estensione superiore a quella di proprietà dell’appellante tale da incidere così sulle quote del terreno di proprietà anche degli altri comproprietari dal consenso dei quali, dunque, non era possibile prescindere per il rilascio della predetta concessione in sanatoria, con conseguente piena legittimità del diniego in sanatoria impugnato.
Inoltre, nessuna violazione dell’art. 11 L.R. cit. sarebbe stata posta in essere dall’Amministrazione, avendo quest’ultima, dapprima, inviato un preavviso di rigettodell’istanza di concessione edilizia in sanatoria ai sensi dell’art. 36 del D.P.R. 380/01, ribadendo la necessità di una integrazione a firma di tutti i proprietari delle particelle interessate e, successivamente, non essendo pervenuti ulteriori scritti o documentazione da parte dell’interessato (e dunque nessuna integrazione di documentazione firmata dagli altri comproprietari necessaria per le ragioni sopra esposte),aveva adottato il provvedimento di diniego impugnato.
Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, in adesione alle difese espletate dall’Avv. Girolamo Rubino, ha confermato il tenore della sentenza di primo grado condividendo, per un verso, l’assenza di alcun obbligo, in capo al Comune, di rispondere ulteriormente al destinatario del provvedimento considerato che, a fronte di espressa richiesta istruttoria, nessun contributo documentale era stato offerto all’esame dell’Ente locale. Per altro verso, i giudici amministrativi hanno riconosciuto la piena legittimità del provvedimento di diniego impugnato richiamando sul punto la prevalente giurisprudenza secondo cui nessuna sanatoria (a prescindere dalla verifica in concreto degli altri presupposti per il suo rilascio) può essere accordata senza il consenso degli altri comproprietari in caso di opere che vadano ad incidere su loro diritti.

Per effetto della superiore pronuncia, inoltre, il Comune di Montallegro avrà diritto anche al pagamento delle spese di giudizio liquidate in euro 2.000,00 (duemila) oltre le spese obbligatorie per legge

Di fronte allo Stato che ha ridotto i trasferimenti e ha pure trattenuto somme delle ex Province come contributo alla finanza pubblica, la Regione è stata costretta a dirottare 140 milioni di euro dalle opere pubbliche del “Patto per la Sicilia” per fare sopravvivere questi enti, con l’impegno che il governo nazionale li restituirà nella prossima programmazione dei fondi Fsc.

Ma un taglio di fondi che fino a pochi mesi fa appariva come una mera partita di giro contabile priva di conseguenze immediate, oggi con l’emergenza Covid-19 diventa un gravissimo danno per l’economia siciliana che avrebbe bisogno di immediati aiuti concreti da Stato e Regione, con più investimenti per sostenere la ripresa.

Ance Sicilia, quindi, chiede al ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano, di intervenire affinchè il governo nazionale attinga ai fondi in arrivo dall’Ue per restituire subito questi 140 milioni alla Sicilia, che non può permettersi di attendere i tempi della nuova programmazione dei fondi Fsc. C’è bisogno adesso di aprire questi cantieri per dare ossigeno alle imprese, all’occupazione e ai consumi.

Fra l’altro, nel momento in cui il governo nazionale e il Parlamento col Dl “Sempliicazioni” cercano di sbloccare la realizzazione di importanti opere pubbliche, la Sicilia rischia di restare doppiamente beffata, perché proprio quando sarebbe possibile farle mancherebbero i soldi.

Sono opere strategiche già finanziate, come la viabilità e in particolare il viadotto Akragas la cui chiusura isola Agrigento da 5 anni, o i depuratori attesi da quasi dieci anni e la cui mancanza costa milioni di euro di multa Ue, ma anche le vie di fuga e gli interventi per il dissesto idrogeologico, le frane e l’erosione delle coste.

Provenzano, da siciliano, ha un motivo in più per battersi affinchè il governo nazionale nello stabilire il riparto degli aiuti europei comprenda anche i reali problemi dei territori provocati, in questo caso, dal progressivo disinvestimento da parte del potere centrale. E se Roma non dovesse rispondere, la Regione rimetta quei soldi nel “Patto per la Sicilia” e valuti soluzioni alternative, come l’accensione di mutui o il taglio di spese correnti rinviabili o non proprio necessarie in questo momento.

«Dei 43 immigrati sbarcati ieri ad Augusta, 8 sono risultati positivi al coronavirus. Si trovano a Noto e non su una nave in rada come aveva chiesto il governo siciliani. Ma lo Stato dice che la nave costa troppo. E quindi si possono alloggiare a Noto, dove già si trovano. Avete capito bene: a Noto, perla del nostro turismo. Il nostro sistema sanitario ha provveduto a tamponi e ha posto in isolamento i positivi, dividendoli dagli altri».
Lo scrive il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, sulla sua pagina Facebook.
«Ma – prosegue il governatore – permangono due grandi domande: perché la quarantena sulla terra ferma? Perché nessuno ci informa sulle condizioni reali dei campi in Libia? Sono domande alle quali Roma ha il dovere di rispondere. Verificherò a questo punto se non sia il caso di ordinare la zona rossa attorno alla struttura che ospita gli immigrati».

Nessuna chiusura in atto o in vista per il Centro trasfusionale del presidio ospedaliero Barone Lombardo di Canicattì. E’ quanto emerge, a chiare lettere, da un incontro svoltosi questa mattina presso la sede legale dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento alla presenza del direttore generale, Alessandro Mazzara, del direttore sanitario Gaetano Mancuso e del sindaco di Canicattì Ettore Di Ventura. Il messaggio, del tutto rassicurante sia per la popolazione di Canicattì che per quella del comprensorio, arriva al termine di un confronto svoltosi anche alla presenza dell’assessore alle politiche sociali del Comune di Canicattì, Antonio Giardina, del direttore dell’Unità operativa complessa di medicina trasfusionale di Agrigento, Filippo Buscemi, e della responsabile del Settore personale ASP, Beatrice Salvago.

Alcuni dubbi circa l’operatività del Centro trasfusionale di Canicattì erano emersi giorni addietro a causa della rimodulazione dell’attività derivata dal prepensionamento di un medico in servizio, della contemporanea accettazione da parte di altri due professionisti di contratti di lavoro presso altre aziende e della mancata presentazione di nuove istanze ad un bando già pubblicato dall’ASP di Agrigento. A queste criticità il vertice ASP intende porre rimedio intensificando le azioni di reclutamento del personale, autorizzando il ricorso alle prestazioni aggiuntive per i sanitari in servizio e disponendo che il dottor Filippo Buscemi assicuri una presenza pressoché costante presso il Centro trasfusionale di Canicattì al fine di gestire e coordinare le varie attività. Proprio il dottor Buscemi, nel proporsi con massimo impegno, ha voluto precisare che: “in più di trent’anni il Centro trasfusionale di Canicattì ha garantito il supporto trasfusionale ai tanti pazienti del territorio e addirittura spesso, in momenti di crisi, ha anche sostenuto i centri trasfusionali di Palermo. Ne sono diretto testimone in quanto, avendo lavorato per tanti anni nell’Ospedale ‘Cervello di Palermo’, ho utilizzato anche il sangue proveniente da Canicattì, inviato dal sempre presente dottor Morgante, per trasfondere i pazienti trapiantati. Oggi, per la carenza contingente di personale si è deciso, a tutela dei pazienti del bacino del distretto AG1 e solo per il periodo estivo, di centralizzare le reperibilità notturne nel Centro di Agrigento che da anni supporta un numero doppio di pazienti e che garantirà il sangue, oltre che a Canicattì, anche a Licata. La rimodulazione – conclude Filippo Buscemi – è di carattere temporaneo e al massimo a fine estate tutto ritornerà come prima nel pieno rispetto della storia del piccolo ma efficiente Centro trasfusionale di Canicattì”.

Saranno avviate al più presto, dopo la firma del contratto di appalto, le indagini diagnostiche di alcuni edifici scolastici di istituti superiori di Agrigento e Sciacca  Le indagini riguardano i seguenti edifici scolastici nei comuni di Agrigento e Sciacca: – I.T.G. Brunelleschi ed I.P.S.A.A.R. N. Gallo Agrigento; I.P.S.S.A.R.N. Gallo (Auditorium) Agrigento;  I.T.G. Brunelleschi (Palestra) Agrigento; I.I.S.S. A. Miraglia (Aule e Palestra) Sciacca;  I.I.S.S. A. Miraglia (Laboratori) Sciacca; Istituto d’Arte Bonachia (palestra) Sciacca;  Istituto d’Arte Bonachia Sciacca; Istituto Alberghiero Molinari Sciacca.

Il Settore Edilizia Scolastica del Libero Consorzio ha approvato l’affidamento del servizio di “Esecuzione di indagini diagnostiche ed effettuazione delle verifiche tecniche finalizzate alla valutazione del rischio sismico degli edifici scolastici nonché al consequenziale aggiornamento della relativa mappatura, relative ad edifici di proprietà della Provincia Regionale di Agrigento siti nel Comune di Agrigento e nel Comune di Sciacca”.

La gara è stata aggiudicata alla società VEMA Progetti srl con sede in Montesilvano (PE) che si è aggiudicata la gara per l’importo contrattuale di € 104.544 oltre IVA.

 

Quella che per tutti i siciliani è ormai diventata una questione oltre che di necessità di vera e propria giustizia sociale, per il viceministro Cancelleri è la sfida e la promessa che ha lanciato appena arrivato nel suo ufficio in via Nomentana.

“Attendere 5 anni per la ricostruzione del viadotto sulla A19 Palermo-Catania è stata una vergogna, e lo dico prima da siciliano e poi da uomo dello Stato – continua il Viceministro – quando ieri sera ho ricevuto il video dell’ultimo concio che veniva sollevato e messo in quota mi sono emozionato. Qualcuno tifa contro la riconsegna dell’opera ai siciliani, ma a queste persone posso solo dire che con le polemiche non si costruiscono i ponti e non si risolvono i problemi”.

“Adesso siamo alle ultime settimane di lavoro per poi finalmente consegnare l’opera ai siciliani, il 31 luglio, come il 31 luglio di 5 anni fa consegnammo la “trazzera” finanziata con le restituzioni del gruppo parlamentare del MoVimento 5 Stelle siciliano” conclude Cancelleri.