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Gentile Direttore,

Ho appena letto la sua nota, pubblicata, in data odierna, sul giornale da Lei diretto, con la quale cita la mia persona come possibile candidato dei 5 stelle facendo delle considerazioni e fornendo notizie totalmente sbagliate e fuorvianti. Non sono marchigiano ma agrigentino come Lei (presumo), mia madre, mia sorella e i miei nipoti vivono da sempre ad Agrigento e nella nostra città ho il mio piccolo appartamento in centro storico dove abito quando mi trovo in Sicilia cosa che avviene sempre più spesso dato che, come dirigente dello stato, avendo riscattato laurea e lavoro precoce, ho una pensione dignitosa che mi permette, occorrendo, di sospendere o lasciare il mio attuale lavoro di magistrato tributario (vice presidente nella 1° sezione della Commissione Tributaria di Pesaro) e di ritornare definitivamente ad Agrigento dove ho trascorso i miei primi 25 anni di vita spostandomi altrove, appunto, per ragioni di lavoro. Non sono un illustre sconosciuto come Lei pensa, ho tantissimi amici che frequento da sempre e conosco Agrigento e i suoi problemi meglio di tantissimi agrigentini non avendo mai interrotto il rapporto con la mia città di origine.

Poi preciso per sua migliore cognizione, che Pesaro si trova nelle Marche (Italia) non nel polo nord, ha un clima gradevolissimo e, negli ultimi anni, è talmente caldo che sembra di essere in Sicilia. Si trova in riva al mare, che è bandiera blu da ben 16 anni, ed è amministrata molto meglio di Agrigento: mi prefiggo, in caso di mia elezione, di portare la mia lunga e variegata esperienza amministrativa per migliorare le sorti di questa meravigliosa città che non merita la pessima condizione in cui si trova da sempre. Purtroppo avrei voluto essere presente in città già da febbraio per decidere se accettare la proposta (che sto valutando in questi giorni) di candidarmi come sindaco, ma il lock down me lo ha impedito. Ma adesso mi trovo qui in via San Girolamo e sono disponibile per ogni eventuale chiarimento che Lei ritenesse opportuno avere in modo che possa evitare, anche per rispetto dei suoi lettori, notizie in palese contrasto con la realtà.

Tanto precisato, La invito a pubblicare, con medesimo risalto, la presente rettifica ai sensi della legge sulla stampa.

Con molta cordialità.

Antonio Calma

Nota del Direttore

Gentile Antonio Calma,

non le nascondo che ho dovuto leggere con molta calma (mi scusi il gioco di parole, ma ce n’è voluta tanta…) perché ciò che Lei vuol far apparire come un bugiardo il sottoscritto (notizie fuorvianti e sbagliate…) corrisponde esattamente ad uno scivolone su una buccia di banana fortunatamente senza gravi conseguenze.

Nel suo papello, dove non Le nascondo di intravedere una certa acredine (posso immaginare chi siano i suoi non tanto occulti suggeritori…) nei miei confronti, ha scritto un’ora di bla bla bla per sottolineare solo ed esclusivamente il fatto che le sue origini sono agrigentine. Poi una serie di piccole offese circa la mia conoscenza geografica italiana e qualche frecciata all’attuale sindaco di Agrigento che, a mio modo di vedere, avrebbe fatto meglio (e più corretto) a lanciarla direttamente al dottor Calogero Firetto.

Per il resto, forse non se ne sarà accorto nemmeno Lei, non ha fatto altro che confermare ciò che ho scritto, riguardante la notizia più importante dell’articolo (il fatto che sia candidato a sindaco di Agrigento) ed ha preferito soffermarsi di più sulle acque blu del mare di Pesaro e che ad Agrigento è conosciuto da molte persone. Io non la conoscevo, e le dirò di più. Sono nato “O Munti”, nota come via San Girolamo e la mia fanciullezza l’ho trascorsa tra la Bibirria, a vaneddra Nivi, San Michele, chianu Lo Presti e Monna Là.

Su questo aspetto credo che ci siamo intesi.

Detto questo le trascrivo parola per parola il passo del mio articolo dove Lei, non so perché, vuol farmi passare per bugiardo e poco conoscente della geografia italiana.  Legga bene, e soprattutto con calma, egregio dott. Calma: “Sembrerebbe che i 5Stelle avrebbero già individuato un candidato, non certo da una mai esistita seriamente piattaforma Rousseau. Insomma, pare che stia accadendo ciò che è avvenuto con Michele Sodano, un illustre sconosciuto venuto dal freddo nordico, sceso ad Agrigento per fare incetta di voti di un popolo incazzatissimo senza conoscerne la sua esistenza”.

A Pesaro il freddo è meno intenso rispetto ai paesi del nord Europa. Si chiama Antonio Calma, ed è marchigiano; è un dirigente presso il ministero di Grazia e Giustizia. Non si comprende bene se abbia origini agrigentine”.

Il passaggio si commenta da solo; l’unica mia incertezza è stata se effettivamente Lei fosse di origini agrigentine. Tutto qui. Viene da se’ poi comprendere il suo difficile linguaggio per chiarire meglio se un “marchigiano sia un abitante di Torino o di Decimomannu). Lo lascio con questo amletico dubbio con la consapevolezza del fatto che essendo in pensione avrà tanto tempo per meditare sullo (mi permetta) sconcio che ha scritto nella sua nota. Sarà stato un momento di calore, visto che mi conferma che la temperatura a Pesaro è abbastanza alta. Ma quelli passano velocemente.

Parlando di cose più serie, La invito, essendo il sottoscritto un agrigentino che vive e lavora nella Città dei Templi, a farsi conoscere di più nella nostra città in considerazione del fatto che sarebbe suo auspicio volerla amministrare.

Per una singolare coincidenza, anche i genitori e i nonni di tal onorevole Michele Sodano sono nati e vissuti nelle zone che ho citato prima, ma Le assicuro che quando piombò ad Agrigento come candidato alle nazionali dei 5Stelle, molti, anzi moltissimi, non erano a conoscenza della sua esistenza.

Mi pare di capire che con Lei stia accadendo la stessa cosa; forse Lei, rispetto a Michele, ha qualche amico in più nella nostra città per il semplice fatto di avere anche qualche annetto in più. Ma di proposte, di piattaforme, di riunioni, di consigli, di suggerimenti e soprattutto di apprezzamenti nessuno ha mai saputo nulla (5Stelle compresi o buona parte di essi) relativamente alla sua eventuale candidatura a sindaco.

Ci sono le gerarchie, ci sono le riunioni; ma soprattutto c’è la lealtà anche quando si sceglie un candidato. Fra Lei e Michele Sodano esiste una gerarchia regionale, provinciale e agrigentina la quale avrebbe dovuto essere informata non della sua esistenza (ringraziamo Iddio, lunga vita!), ma circa le sue intenzioni di volere amministrare la magnifica città di Agrigento. Silenzio tombale.  

Sarà questo il motivo della sua impercettibile acredine scritta nella sua nota, visto che mi sono permesso di anticipare alla mia città una notizia della quale nessuno ne fosse a conoscenza? Spieghi ai suoi concittadini (giurgintani) come, quando, perché e sulla base di quali meritocrazie qualcuno abbia scelto il suo nome a scapito di un altro.

Le assicuro che i miei lettori sono informati dal sottoscritto in modo leale e sincero; non ho bisogno di chiederLe di ricorrere a sommarie informazioni su chi scrive. Semmai, me lo lasci dire, qualcosa di carino che avrebbe dovuto fare molto prima per rispetto dei suoi concittadini giurgintani era quella di presentarsi al suo popolo non sfruttando le pagine del mio giornale attraverso la sua nota, ma rivolgendosi direttamente a loro come fanno tanti altri candidati, non certamente a mille chilometri di distanza; grazie a sicilia24ore adesso qualche giurgintanu in più sa che Lei è un pensionato, che quando viene ad Agrigento abita in via San Girolamo e che è stato in passato vice presidente nella 1° sezione della Commissione Tributaria di Pesaro!

Detto ciò, appare inevitabile che, viste le sue intenzioni, dovremmo incontrarci tante volte per motivi che conosce bene: lei è un candidato ed io sono un giornalista. Se lo ritiene opportuno potremo fissare l’appuntamento sin da ora anche in via San Girolamo o a Bibirria.

Se proprio vuole evitare tale circostanza me ne farò una ragione.

Sicuramente, in quanto candidato, parleremo molto di Lei come avviene con tutti gli altri. Anche attraverso le pagine di questo giornale che Le assicuro informa bene i propri lettori e che conosce perfettamente in quale regione italiana si trova la città di Pesaro.

L’aspetto…

Con la stessa cordialità che nutre su di me, La saluto.

Lelio Castaldo

N.B. Pubblico anche la sua foto nell’azzurro mare di Pesaro…

La Scala dei Turchi è stata posta sotto sequestro lo scorso 27 febbraio, dalla Procura di Agrigento poichè ritenuta pericolosa.
Dall’inizio dell’estate una cinquantina di persone sono state già denunciate a piede libero per il reato di violazione dei sigilli, poichè trovate dentro l’area interdetta.
Ieri, nel primo week end di luglio diverse persone, approfittando dei mancati controlli, si sono introdotti dentro il sito.
Bisogna fare qualcosa per far rispettare le regole e fronteggiare l’anarchia!

Si terrà martedì 07 luglio alle ore 18 a Ribera presso l’aula convegni “Emanuela e Giovanni Ragusa” una delle tante iniziative della campagna “Isola senza catene” promossa dalla Cgil e dalla Flai Sicilia.

L’incontro  avrà lo scopo da un lato di accendere i riflettori sul fenomeno dello sfruttamento dei lavoratori agricoli di ogni colore e di ogni nazionalità, dall’altro di sensibilizzare le aziende sane e le istituzioni a mettere in campo quelle azioni  che abbiano come obbiettivo, un’agricoltura di qualità,  che sappia coniugarsi con il rispetto delle norme e con   i diritti e le tutele dei lavoratori.

La piena applicazione della Legge 199/16 deve diventare una priorità nella nostra regione, con l’istituzione della Rete del Lavoro agricolo di qualità in ogni provincia che in maniera preventiva e utilizzando gli indici di congruità, possano essere uno strumento utile per la difesa e la valorizzazione delle imprese sane, sostenendo chi produce ricchezza e occupazione nel pieno rispetto della legalità e dei diritti dei lavoratori.

Inoltre, la Cgil e la Flai chiedono l’istituzione degli elenchi di prenotazione per l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, nel pieno rispetto della legalità e con un ruolo attivo dei centri per l’impiego diffusi sul territorio”.

All’incontro, che vedrà la presenza anche di una rappresentanza di lavoratori tunisini e rumeni, organizzati dalla Camera del Lavoro di Ribera guidata da Matteo Lo Raso e dalla responsabile del Patronato Inca e del Caaf Cgil Caterina Sparacino si parlerà anche di servizi, di fondi sanitari e di regolarizzazioni.

Parteciperanno all’iniziativa il Segretario Generale Regionale della Flai Sicilia Tonino Russo e il Segretario Generale della Cgil Sicilia Alfio Mannino.

A novanta giorni esatti dal voto che eleggerà il nuovo sindaco di Agrigento, gli agrigentini non hanno la possibilità di avere un quadro chiaro della situazione per potere effettuare le proprie scelte con calma e serenità.

Il tutto perché un fantomatico Centro Destra, dalle nostre parti inesistente e utopistico, continua a cazzeggiare sulla scelta di un candidato che possa amministrare la Città dei Templi.

Le uniche certezze sono le seguenti: Lillo Firetto, candidato uscente, è pronto per affrontare una nuova battaglia amministrativa; Franco Miccichè è una altrettanta certezza, anzi qualcuno lo aveva anche accusato di avere iniziato troppo presto la campagna elettorale.

Sembrerebbe che i 5Stelle avrebbero già individuato un candidato, non certo da una mai esistita seriamente piattaforma Rousseau. Insomma, pare che stia accadendo ciò che è avvenuto con Michele Sodano, un illustre sconosciuto venuto dal freddo nordico, sceso ad Agrigento per fare incetta di voti di un popolo incazzatissimo senza conoscerne la sua esistenza.

A Pesaro il freddo è meno intenso rispetto ai paesi del nord Europa. Si chiama Antonio Calma, ed è marchigiano; è un dirigente presso il ministero di Grazia e Giustizia. Non si comprende bene se abbia origini agrigentine.

Si sussurra di una Angela Galvano che dovrebbe raccogliere i cocci di una sinistra quasi inesistente. Ma questa, come Calma, è soltanto una voce. Poi, il buio totale.

I tentativi di compattare il Centro Destra agrigentino sono stati più numerosi degli abitanti di New York, ma di unioni nemmeno l’ombra.

Tra foto, pranzi, cene e abbracci di circostanza alcuni esponenti politici regionali voglio fare finta di essere uniti, ma in realtà la difficile mossa non è praticabile. Anche perché, quando si parla di Centro Destra non ci si può fermare soltanto a due tre partiti, di cui due partitini (Diventerà Bellissima e Udc) e il terzo (Forza Italia) che non vuole esporsi ma sempre in agguato per aggredire il carro vincente.

Insomma, una sorta di vorrei vincere facile che, però, non è poi così facile; abbattere due corazzate (per ovvi motivi) come Firetto e Miccichè non viene facile a nessuno.

La Lega “lega” con gli Autonomisti (e viceversa) e questo continuo pomiciare porterà quasi sicuramente ad un matrimonio.

All’appello manca Fratelli d’Italia dell’inossidabile Lillo Pisano. Molti lo vorrebbero candidato ma lui non sembra assolutamente esserne convinto. Così come, tutti i partiti lo cercano, lo ammiccano ma lui, fino ad ora, riesce a tenere duro.

Dapprima infatuato da Marco Zambuto (prima del Covid 19) alla resurrezione del popolo italiano sembra avere perso quell’amore (impossibile) con l’ex sindaco di Agrigento. Ma la politica, però, ci ha anche abituati a vedere ammucchiate degne dei peggiori bordelli di Caracas.

Le tentazioni sono tante e tutti aspettano che sia l’altro a fare la prima mossa. Vai avanti tu, no prima tu, no io non posso, ti seguo dopo. E allora vediamoci di nascosto; no! Devono vederci tutti! Nessuno, in prima battuta, si vuole accollare Zambuto (divenuto un vero e proprio rompicapo). E più si nascondono, più li vedono.

Lui, intanto, continua ad andare avanti per la sua campagna elettorale. Ufficialmente da solo, ma in realtà a tirare la sua giacca sono tanti. Sottobanco.

Lunedi, l’ennesima riunione di un Centro Destra che vuole apparire unito. Il risultato è già scontato e lo racconteremo nei prossimi giorni.

Il dirigente di Fratelli d’Italia, Gerlando Piparo, interviene sulla vicenda del poliziotto indagato, dalla Procura di Agrigento, per abuso di mezzi di correzione ed afferma: “In qualità di Responsabile Provinciale di Fratelli d’Italia per i rapporti con le Forze dell’Ordine, Legalità, Sicurezza ed Immigrazione , esprimo la massima vicinanza e la mia piena solidarietà al poliziotto della Questura di Agrigento, indagato per abuso di mezzi di correzione e sottoposto ad un vero e proprio linciaggio  mediatico.

Per un’equa valutazione della vicenda, non si può non tenere conto dello sforzo compiuto quotidianamente dalle forze di polizia, impegnate nel controllo delle strutture di accoglienza e chiamate spesso a fronteggiare situazioni al limite, tra turni snervanti e rischio covid-19, mettono a repentaglio la loro stessa vita.

Come non si può, altresì, sorvolare che buona parte dei migranti ospiti nei vari centri di accoglienza, non sono certo dei stinchi di santo o dei turisti venuti in vacanza, come qualcuno nei giorni scorsi ha equivocato, ma sono persone poco raccomandabili, spesso già conosciuti dalle forze dell’ordine, capaci di mettere in atto azioni di guerriglia, come è avvenuto nelle scorse settimane al centro  di accoglienza di Viale Cannatello, al Villaggio Mosè, dove quarantuno tunisini hanno pensato bene di assaltare, a colpi di bastone, gli agenti posti a presidio della struttura, per poi fuggire dal centro stesso, o come è avvenuto due giorni addietro al centro di accoglienza ex Villa Sikania di Siculiana, dove un operatore di polizia che stava cercando di fermare un immigrato tunisino fuggito, è stato selvaggiamente aggredito, subendo una grave frattura (a lui un augurio di pronta guarigione).

Scusate, ma qui qualcuno sta cercando di stravolgere la realtà, facendo ipocritamente passare un messaggio aberrante per il quale i cattivi sono i nostri ragazzi in divisa, uomini che hanno giurato fedeltà e che servono la Patria, piuttosto che coloro che sbarcano clandestinamente sulle nostre coste, violando i nostri confini e le nostre leggi, che si fanno beffa dei nostri poliziotti che, è bene ricordarlo a qualcuno, nell’adempimento del loro dovere rappresentano lo Stato italiano.

Chiediamo un ispezione regionale, controlli sanitari dell’ ASP di Agrigento e l’intervento della  Prefettura per verificare se i locali destinati all’accoglienza e/o alla quarantena dei migranti in provincia di Agrigento sono idonei dal punto di vista igienico-sanitario e se rispettano tutti i parametri  di sicurezza  e prevuste dalla normativa nazionale vigente”.

 

 

In tempi di coronavirus la gente per paura stava chiusa in casa. Il calo di presenze al Pronto Soccorso dell’ospedale di Agrigento è stato assai vistoso. Molte persone, seppur in condizioni fisiche non ottimali, hanno preferito non ricoverarsi in ospedale per paura di essere contagiati dal Covid 19.

Sembra che questa paura, oggi, sia rientrata ed i centri di prima urgenza degli ospedali sono tornati ad essere pieni.

Con il ritorno dei pazienti, purtroppo, sono tornate anche le lunghe attese e le inevitabili discussioni (eufemismo) che spesse volte sfociano in vere e proprie risse.

E fu così che ieri pomeriggio al pronto Soccorso del nosocomio agrigentino è scoppiata una rissa. Motivo della “questione” la lunga attesa di una donna di Racalmuto giunta al Pronto Soccorso che stava male ma giudicata non in codice rosso.

Nel frattempo sono arrivati in ospedale altri pazienti più gravi, e quindi con precedenza rispetto alla donna facendo allungare i tempi di attesa.

Ciò è bastato per suscitare le ire prima del marito e poi del figlio, che nel frattempo era arrivato anche lui al Pronto Soccorso.

Coinvolti, oltre al padre e al figlio, la guardia giurata ed una infermiera la quale, intervenuta per calmare gli animi, è stata strattonata ed è caduta a terra sbattendo la testa.

Nel frattempo sono intervenuti i Carabinieri he hanno evitato il peggio portando la calma, ascoltando anche le testimonianze di tutti i convolti.

Ci sarà anche l’agrigentina di adozione, ma toscana di nascita, dottoressa Vania Pistolozzi, Direttore Marketing dell’Azienda Agricola  “G. Milazzo”,  fra colore che riceveranno il Premio “DonnAttiva 2020”, giunto alla dodicesima edizione promosso dall’omonima associazione di Monreale, presieduta dalla giornalista Ina Modica. La manifestazione premia alcune eccellenze siciliane che si sono distinte in vari settori della vita economica e sociale. La manifestazione, nata a Monreale nel 2003 come “Premio Giornalismo in rosa”, è in programma martedì 7 luglio, a partire dalle 19, a Villa Malfitano, in via Dante 167 a Palermo. Riceveranno il premio undici donne e due uomini – a testimonianza della ferma volontà di valorizzare e promuovere l’identità di genere – per l’impegno che, giorno per giorno, profondono a vantaggio della collettività, offrendo un valido esempio di professionalità ed intraprendenza in un contesto in continuo divenire.

L’edizione 2020 si sarebbe dovuta tenere lo scorso marzo, ma la pandemia ha costretto l’associazione a “rinviare” il Premio ed ora si vuole promuovere una “ripartenza” reale, tramite un’occasione di confronto e riflessione. La conduzione della cerimonia di premiazione è affidata a Giada Adelfio.
Questo, invece, l’elenco dei premiati dell’edizione 2020 : Catena Fiorello, Francesca Cacciola, Beatrice Casamassa, Daniela Crimi, Giusy Fabio, Giulia Giuffrè, Nadia Lo Bosco, Vania Pistolozzi, Agostina Porcaro, Roberto Puglisi, Margherita Rizza, Fabio Venturella e Pamela Villoresi. Menzioni per Alessandra Palma e Marta Pasquini.

Il Museo esce fuori”: ad Agrigento si svolgerà una iniziativa culturale e ricreativa rivolta ai bambini in totale sicurezza. Si tratta della rassegna “Libera l’arte del Museo”, Rivus artis culturae, un progetto ideato dalla storica dell’arte Doresita Marino, e promossa dal Museo Diocesano di
Agrigento.
Se i musei sono stati costruiti come custodi del sapere e dell’arte perché oggi non possiamo immaginare che lo spazio aperto, possa assolvere allo stesso ruolo?
Da questa riflessione nasce l’esigenza di far uscire il Museo Fuori, e far ritornare l’arte all’esterno, nel suo luogo di creazione. “L’idea è quella di portare l’arte tra la gente, dichiara Doresita Marino. L’iniziativa ludico- didattica intende coinvolgere i più piccoli, i bambini che più di tutti in questa emergenza sanitaria, hanno visto privare la loro libertà senza capirne il motivo, difficile da comprendere, e che insieme
ai genitori hanno sostenuto un enorme stress psicologico.
L’idea è di premiare proprio i bambini, ricordargli che sono importanti e renderli eroi della salvezza dell’arte”. Si inizia lunedì 6 luglio, alle ore 19, in piazza Don Minzoni, innanzi al Seminario e alla Cattedrale di Agrigento, e si prosegue anche i lunedì 13 e 20 luglio, sempre alle ore 19.
L’adesione è gratuita.
Prenotazione al telefono 380 90 94 86 o a rivusartisculturae@libero.it.
Giochi Musica Arte e Cultura. Un programma didattico da fare all’aperto per trasformare il
distanziamento in bellezza e arte! Il virus con un anagramma adesso è Rivus, dal latino fiume, Il
fiume della cultura artistica.
E una stella per far esaudire a tutti un desiderio di bellezza si illuminerà di fronte la cattedrale di
Agrigento.
Luogo: Piazza Don Minzoni – Cattedrale di Agrigento
Ore 19:00
Inizio Lunedi 13
Prenotazione al telefono 380 90 94 86 o a rivusartisculturae@libero.it.

Il Covid 19 ci ha tolto tante cose, per un periodo persino la libertà.

Fra le tante cose tolte a noi agrigentini mancherà tanto la più importante festa religiosa, fra le più note in Sicilia e oramai un vero e proprio punto di riferimento per fedeli e tantissimi turisti.

Non vogliamo interrompere questa tradizione, almeno virtualmente, ed è per questo che abbiamo deciso di regalare ai nostri lettori una quasi ventennale puntata della trasmissione Opinioni, per l’occasione condotta da Claudia Badalamenti (riprese e montaggio Giacomo Fattori), che ripercorre in venti minuti tutto quanto accade attorno alla festa di San Calogero.

Tra l’altro, in alcune interviste, si vedono personaggi storici agrigentini che sono stati davvero l’anima e da sempre promotori della festa di San Calogero: Gigi Casesa e Lillo Salsedo che oggi non ci sono più. Così come, appena due giorni fa, ci ha lasciati mons. Lucio Li Gregni che per tanti anni è stato il rettore del Santuario di San Calogero.

Buona visione.

Il candidato a sindaco alle prossime amministrative di Siculiana Vita Mazza, dopo avere appreso la notizia che ieri sera un uomo dello Stato, a servizio dello Stato, è stato aggredito da un migrante durante l’ennesima fuga dal centro di accoglienza di Villa Sikania, dichiara: “Mi lascia sgomenta quanto accaduto nel mio paese. Ribadisco con convinta fermezza che la politica europea scellerata e fallimentare sui flussi migratori sta mettendo a serio rischio non soltanto le comunità ove insistono i centri d’accoglienza ma anche, e soprattutto, le forze dell’ordine impegnate ogni giorno a garantire la sicurezza dei cittadini.
Ma dopo questo ennesimo episodio di guerriglia urbana che vede coinvolti i migranti ospiti dei centri di accoglienza, mi chiedo: CHI TUTELA I CITTADINI E I NOSTRI POLIZIOTTI DALLE CONTINUE RIVOLTE DEI MIGRANTI CHE ANCORA UNA VOLTA SI MANIFESTANO INSOFFERENTI ALLE LEGGI DELLO STATO CHE LI OSPITA ? Tutto ciò ha profondamente toccato la nostra piccola comunità.
Non è pensabile continuare a mantenere queste strutture in pieno centro abitato; strutture che non soltanto annichiliscono un territorio che da sempre mira ad un serio sviluppo turistico, ma che generano un allarme sociale ormai difficilmente contenibile.
Le istituzioni, a tutti i livelli, non possono limitarsi a tranquillizzare i cittadini, ma devono immediatamente agire attraverso UNA SERIA RIVISITAZIONE DELLA POLITICA SULL’IMMIGRAZIONE CHE GARANTISCA LA SICUREZZA DI TUTTI , SOPRATTUTTO IN PIENA EMERGENZA SANITARIA.
Auspico che il Ministro dell’Interno appresti seri provvedimenti per la nostra e per tutte le piccole comunità che vivono da vicino il dramma e la paura per il contagio da Covid -19, visto anche il numero elevato di migranti affetti da Covid19  presenti  sulla nave MobyZaza’ ormeggiata a Porto Empedocle”.