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Dopo il fermo amministrativo disposto dalla Capitaneria di Porto Empedocle, non è tardata a farsi sentire la portavoce della nave Sea Watch:”Ancora una volta un tentativo politico che sotto il pretesto della sicurezza, c’è la volontà di scoraggiare la presenza delle navi umanitarie in mare senza assicurare che ci sia un dispositivo di soccorso istituzionale”.

Lo dichiara la portavoce per l’Italia Giorgia Linardi, che prende posizione in netta polemica dopo il fermo amministrativo di “Sea Watch 3” eseguito dalla Guardia costiera a Porto Empedocle.

La portavoce Linardi continua: “Il fermo amministrativo, a seguito dell’ispezione degli ufficiali della Guardia costiera inviati dal comando generale e saliti a bordo prima ancora che la stessa, fosse posta in libera pratica sanitaria, dopo il periodo di isolamento fiduciario di due settimane. Questo – aggiunge la portavoce di Sea Watch Italia – a denotare la fretta con cui il governo si è voluto accertare di impedire il ritorno della nave in mare, attuando lo stesso schema utilizzato con la Alan Kurdi”.

I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Trapani hanno notificato al Sindaco di Erice, Daniela Toscano Pecorella  la misura cautelare del divieto di dimora nei comuni di Trapani ed Erice, in esecuzione di ordinanza cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Trapani su richiesta della locale Procura della Repubblica, per le ipotesi di reato di calunnia e abuso d’ufficio, quest’ultimo commesso in concorso con il fratello Massimo, consigliere comunale di Trapani, destinatario di uguale  misura cautelare.

Al marito del Sindaco, Francesco Paolo Rallo  è stata invece notificata la misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa.

L’attività investigativa, coordinata dal Procuratore Aggiunto Maurizio Agnello e dal Sostituto Procuratore Franco Belvisi,  ha avuto inizio nel febbraio del 2019, quale seguito dell’indagine che l’ 1 febbraio 2019 condusse i Carabinieri all’arresto, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, Salvatore Angelo Catalano , Vicesindaco e assessore della giunta guidata dalla Toscano al comune di Erice, per le ipotesi di reato di abuso d’ufficio e corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio.

L’attività d’indagine permetteva raccogliere un grave quadro indiziario in ordine alla responsabilità del Sindaco Toscano che in concorso con il fratello e nell’interesse economico dello stesso, abusando della sua funzione, esercitava pressioni sui competenti uffici comunali al fine di far rilasciare le necessarie autorizzazioni per l’apertura di un parcheggio, sito sul lungomare ericino, gestito da una società, della quale Massimo Toscano Pecorella  è socio occulto.

Inoltre la Toscano, al fine di assicurarsi l’impunità, calunniava, denunciandolo alla Procura della Repubblica, falsamente del reato di diffamazione a mezzo stampa il padre di un consigliere comunale di opposizione, per un’intervista da questi rilasciata ad un quotidiano on line, nella quale denunciava pubblicamente il malaffare che si celava dietro la concessione per il citato parcheggio.

Sono stati inoltre raccolti gravi indizi di colpevolezza nei confronti di Francesco Paolo Rallo, marito del Sindaco, in ordine al reato di atti persecutori, in quanto in più occasioni minacciava un imprenditore e la moglie, che con la propria testimonianza aveva permesso di acquisire importanti elementi indiziari nei confronti dei due fratelli Toscano Pecorella.

Al Sindaco Daniela Toscano Pecorella sono inoltre contestati i reati di traffico di influenze illecite e diffamazione nei confronti del citato imprenditore.
Nello stesso procedimento penale, oltre ai destinatari delle misure cautelari, sono inoltre indagati a vario titolo per i reati di traffico di influenze illecite, favoreggiamento personale e false dichiarazioni al Pubblico Ministero altre 4 persone.

La Polizia ha arrestato, per il reato di resistenza a pubblico ufficiale, un cittadino tunisino ospite del centro d’accoglienza “Villa Sikania” a Siculiana. L’uomo, nel tentativo di allontanarsi arbitrariamente dalla struttura, ha colpito un operatore di polizia, che ha subito lievi traumi contusivi. Il fuggitivo è stato poi ricercato, intercettato e condotto in carcere.

“Seppur lentamente e con le necessarie precauzioni le attività stanno tornando alla normalità. Con profondo rammarico, dobbiamo invece registrare la prolungata chiusura delle strutture chiamate ad  erogare servizi  pubblici a domicilio  a beneficio delle persone con disabilità”. A denunciarlo è la Cgil di Agrigento che si fa portavoce di un forte e profondo disagio proveniente dalle famiglie che hanno in cura i propri cari presso  Associazioni in convenzione con l’Asp. “E’ il caso di un’Associazione  storica importante nel settore della riabilitazione – afferma il Segretario Confederale del sindacato, Responsabile per le Politiche sulle Disabilità, Francesco Gangemi – che non ha ancora, in modo incomprensibile, riattivato il prezioso servizio, senza preoccuparsi, tra l’altro, di comunicare agli utenti il motivo del ritardo. Per di più – aggiunge Gangemi – la stessa associazione, disattendendo una precisa nota da parte del Direttore del Dipartimento Regionale per la Pianificazione Strategica dell’Assessorato della Salute, con la quale stabilisce la ripresa delle attività a domicilio, rimaste ferme durante la fase dell’emergenza sanitaria, a partire già dal primo giugno. E’ trascorso oltre un mese dalla data indicata dalla Regione, ma le porte dell’Associazione sono ancora, incredibilmente, chiuse. Sollecitiamo un urgente intervento da parte dell’Assessore  Razza e degli organismi provinciali dell’Asp di Agrigento – conclude Francesco Gangemi – affinché queste importanti prestazioni tornino ad essere fornite in tempi rapidissimi, in modo da rendere un servizio essenziale alle persone che ne hanno tanto bisogno”.

La Procura della Repubblica di Agrigento ha chiesto e ottenuto dal magistrato di Sorveglianza l’aggravamento della misura preventiva a carico di Ignazio Filippazzo, 59 anni, di Porto Empedocle. Il provvedimento di reclusione gli è stato notificato dai poliziotti del Commissariato “Frontiera”. Gli agenti, dopo le formalità di rito, lo hanno trasferito nella Casa circondariale di Castelvetrano. L’empedoclino, dopo aver creato su facebook un profilo con altre generalità, avrebbe contattato la sua ex fidanzata, nonostante fosse stato già condannato per atti persecutori nei confronti della donna, vittima di stalking e ricatti hard. Lei ha sporto querela ai Carabinieri della Stazione di Porto Empedocle e il giudice di Sorveglianza ha disposto la sospensione della misura alternativa della detenzione domiciliare.

Nella giornata di ieri, ispettori della Guardia Costiera, specializzati in sicurezza della navigazione, hanno sottoposto la nave “SEA WATCH 3” di bandiera tedesca e gestita dall’ organizzazione non governativa Sea-Watch e.V. ad un’ispezione volta a verificare l’ottemperanza alle norme, ad essa applicabili, in materia di sicurezza della navigazione, protezione dell’ambiente e tutela del personale navigante.

L’unità, ormeggiata nel porto di Porto Empedocle, è attraccata nei giorni scorsi dopo il periodo di quarantena successivo al trasferimento su nave Moby Zazà dei migranti presenti a bordo.

L’ispezione ha evidenziato diverse irregolarità di natura tecnica e operativa tali da compromettere non solo la sicurezza dell’unità e dell’equipaggi ma anche delle persone che sono state e che potrebbero essere recuperate a bordo, nel corso del servizio di assistenza ai  migranti svolto dalla Sea Watch 3 così come alcune violazioni alle normative a tutela dell’ambiente marino.

La nave è stata sottoposta a “fermo amministrativo” che permarrà fino alla rettifica delle irregolarità rilevate in sede ispettiva e, per alcune di esse, sarà necessario l’intervento dello Stato di bandiera che detiene la responsabilità della conformità della nave rispetto alle Convenzioni internazionali e alla legislazione nazionale applicabile.

Tale attività ispettiva, prevista dalle Convenzioni Internazionali e Direttive unionali, viene svolta nell’ambito dei consueti controlli di sicurezza, tutela degli equipaggi e protezione dell’ambiente marino demandati alla Guardia Costiera Italiana sulle unità navali di bandiera straniera, che arrivano nei porti nazionali.

Condividiamo , afferma il dirigente nazionale di Cambiamo Marcello Fattori, la linea politica del centrodestra unito a sostegno di Marco Zambuto, un candidato Sindaco che metterà a servizio della collettività il proprio importante bagaglio di esperienze, competenze e capacità di fare squadra.
Noi di Cambiamo saremo della partita con nostri candidati al consiglio comunale, ospitati in una lista di valore, competitiva e ben assortita di cui daremo ufficialità nei prossimi giorni,  ed il nostro contributo al Sindaco Marco Zambuto sarà anche e soprattutto in termini di idee per il rilancio della nostra città .
Il ruolo di chi amministrerà la città nei prossimi cinque anni sarà infatti particolarmente delicato e gravoso, si dovrà essere capaci di garantire alla cittadinanza l’ordinario che spesso è mancato con le precedenti amministrazioni, ed al contempo sarà fondamentale puntare su alcuni ambiziosi progetti che apportino benefici al territorio dal punto di vista economico, infrastrutturale e culturale.

Ancora buone notizie per l’amministrazione comunale di Raffadali che, proprio ieri, si è vista notificare da parte della Regione Siciliana il decreto che finanzia al 100% un progetto che era stato presentato aderendo a un bando dell’assessorato regionale all’Agricoltura per il sostegno a investimenti di fruizione pubblica in infrastrutture ricreative, informazioni turistiche e infrastrutture turistiche su piccola scala. Il progetto si è piazzato al primo posto assoluto nella graduatoria regionale ed è stato presentato in partenariato con l’associazione “SoleVita”. Il titolo del progetto è: “Info-point a Raffadali – Itinerari rurali e sviluppo turistico” e prevede la realizzazione sia di un centro informativo, sia di un centro ricreativo presso l’immobile di proprietà del comune di via Porta Agrigento.

“Una soddisfazione per noi amministratori – ha dichiarato il sindaco Silvio Cuffaro – ma anche per i nostri uffici comunali, per l’organizzazione che siamo riusciti a dar loro e per tutte quelle associazioni che lavorano e che dimostrano di avere qualità e competenze invidiabili”.

In particolare il progetto prevede: – diversi totem che verranno collocati in immobili di proprietà del comune e che serviranno a caratterizzare l’attività di promozione turistica e del territorio offrendo a chiunque la più ampia possibilità di consultazione; – alcuni tablet con funzione di video e audio guida, con i contenuti già precaricati, in modalità multilingue, per fruitori sprovvisti di device avanzati; – la segnaletica e la cartellonistica in metallo, per guidare e indirizzare i fruitori alla scoperta degli itinerari presenti; – un impianto di riproduzione olografico (teatro olografico), quale principale strumento di valorizzazione degli attrattori turistici locali, in particolare sarà realizzata una campagna promozionale, che interesserà gruppi di studenti di scuole superiori appositamente invitati. – Altre attrezzature (sei computer, hot spot, climatizzatore, tavoli, sedie ecc.) assicureranno la migliore fruizione sia del centro informativo culturale, sia di quello ricreativo. Presso il centro ricreativo-culturale saranno disponibili, inoltre, dodici biciclette sia normali, sia a pedalata assistita, per consentire ai fruitori di scoprire e visitare gratuitamente il centro storico cittadino. Inoltre tali attrezzature atte alla fruizione turistico culturale, saranno offerte prioritariamente, sempre gratuitamente, a chiunque soggiorni nei vari B&B, hotel e agriturismo insistenti nel territorio di Raffadali.

Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, la pubblico ministero Gloria Andreoli ha chiesto la condanna di Giuseppe Alaimo, 25 anni, di Favara, a 1 anno e 4 mesi di reclusione per omicidio stradale allorchè, alla guida della sua automobile, avrebbe invaso la corsia opposta investendo mortalmente un centauro, Leonardo Salvatore D’Alessandro, 26 anni, di Palma di Montechiaro. La Procura gli ha riconosciuto l’attenuante del concorso colposo perché anche la condotta dell’uomo alla guida della moto sarebbe stata imprudente. L’incidente è accaduto il 29 luglio del 2017 lungo la statale 115, tra il Villaggio Mosè e Contrada Drasy.

Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, la pubblico ministero, Gloria Andreoli, ha chiesto alla giudice per le udienze preliminari del Tribunale, Alessandra Vella, di condannare a 3 anni e 10 mesi di reclusione Carmelo Cusumano, 47 anni, imputato, in abbreviato, di avere, nel centro storico di Agrigento, il 22 agosto del 2019, minacciato con un coltello di 16 centimetri e rapinato il telefonino ad un ragazzo di 19 anni.