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Il Tribunale di Palermo ha condannato a oltre un secolo di carcere 15 presunti affiliati ai clan di Brancaccio, un tempo capeggiato dai boss stragisti Filippo e Giuseppe Graviano, e di Corso dei Mille. 20 anni di carcere sono stati inflitti a Vincenzo Vella, 18 a Giuseppe Caserta, 17 ciascuno per Claudio D’Amore e Giovanni Lucchese, 16 anni a Cosimo Geloso. Poi le pene minori: Pietro Clemente due anni, Marcello La Cara un anno e otto mesi, Vincenzo Passantino sei mesi come Salvatore Scafidi, Michele Rubino 8 mesi, Francesco Paolo Saladino 2 anni. E poi Maurizio Stassi, Francesco Tarantino e Tiziana Li Causi un anno e 6 mesi ciascuno. Assolti Paola Carini, Stefano Marino, Giovanni Di Pasquale, Paiva Isabel Christine de Oliveira, Filippo Rotolo, Pietro Rovetto, Alfonso Domenico Imperiale, e Antonio Ingo.

La Guardia di Finanza di Nicosia, in provincia di Enna, ha scoperto una presunta truffa sull’assegnazione di 1.100 ettari di pascoli nel Parco dei Nebrodi agli imprenditori agricoli grazie alla compiacenza dei funzionari. Sono indagate 12 persone tra 10 imprenditori agricoli e 2 funzionari pubblici che rispondono, a vario titolo, di turbata libertà degli incanti, aggravata dal metodo mafioso, nell’ambito dell’inchiesta cosiddetta ‘New park’, coordinata dalla Procura di Caltanissetta. Le indagini hanno svelato l’assegnazione condizionata dalla “mafia dei Nebrodi” di 1.100 ettari di pascoli attraverso il metodo delle offerte segrete. Tra gli indagati destinatari dei provvedimenti vi sono elementi di spicco della criminalità organizzata di stampo mafioso che opera nel territorio dei Nebrodi. Nell’ambito della stessa operazione le Fiamme Gialle hanno notificato un avviso di garanzia a 14 indagati.

In provincia di Caltanissetta, a Gela, in contrada Passo di Piazza, i Carabinieri hanno scoperto una piantagione di cannabis tipo ‘superskunk’, nascosta in alcune serre coltivate a zucchine. Sono state contate 523 piante pronte per il taglio e lo smercio. Sequestrati altri 50 grammi circa di marijuana già divisa in involucri. A ‘coltivare’ la piantagione di droga è stato sorpreso un egiziano di 31 anni domiciliato a Licata, disoccupato, sprovvisto di permesso di soggiorno, che è stato arrestato per coltivazione di sostanza stupefacente e condotto nel carcere di Gela.

Un cittadino di Corleone avrebbe percepito indebitamente il reddito di cittadinanza dal mese di aprile 2019 e adesso dovrà restituire la somma di 9.800 euro. In particolare i finanzieri della Tenenza di Corleone hanno denunciato l’uomo all’Autorità giudiziaria perché hanno riscontrato che il soggetto risulta sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di soggiorno nel Comune di Corleone ed ha subito una condanna definitiva per il reato di associazione mafiosa, ovvero tutte condizioni che precludono l’ottenimento del reddito di cittadinanza.

Ormai a Lampedusa è piena emergenza sbarchi.

Nelle ultime ore sono approdate nell’Isola una serie di imbarcazioni (autonome) che hanno fatto “atterrare” a Lampedusa quasi 700 migranti.

Il presidente della Regione nello Musumeci, preso atto della drammatica situazione e per dimostrare ancora una volta la vicinanza delle Istituzioni al popolo lampedusano, ha deciso di andare a Lampedusa, in elicottero, per andare a visionare da vicino ciò che sta accadendo.

Musumeci incontrerà il sindaco Totò Martello, ormai in continua protesta ed emergenza da un lungo periodo, per ascoltare le sue ragioni ed eventualmente le sue soluzioni.

In occasione del suo debutto in prima nazionale il 18 luglio alle 21 a Capodimonte, con il nuovo spettacolo “Cuore” al Teatro Napoli Festival, ho intervistato Fulvio Cauteruccio e mi sono fatta raccontare alcuni dettagli di questo nuovo lavoro e poi piacevolmente, abbiamo fatto una carrellata sulla sua straordinaria carriera di attore

Dopo 40 giorni Fratel Biagio Conte, il missionario laico fondatore della Missione Speranza e Carità di Palermo, ha deciso di sospendere il digiuno e di rientrare in una delle sedi della sua organizzazione che assiste oltre un migliaio di indigenti. Fratel Biagio Conte spiega: “Ho sentito nel cuore il buon Dio che mi invita a portare questo messaggio di Pace e di Speranza a questa umanità tanto travagliata, tanto sofferente, ma ho anche sentito nel cuore di riguardarmi il ‘fratello corpo’. Sto rientrando con il cuore pieno di speranza, sento di portarla e donarla a tutti e di continuare a portare a tutti questo messaggio di Pace e di Speranza, affinché questa società possa migliorare”. Fratel Biagio ha trascorso questi 40 giorni in una grotta tra le montagne di Palermo, in preghiera e in digiuno per essere solidale con le famiglie disagiate e le persone più fragili della società. Ha lanciato appelli alle istituzioni, alla Chiesa e a tutte le religioni, ai responsabili dei mezzi di informazione invitandoli ad adoperarsi ciascuno per la propria parte “al fine di – ha ripetuto – cambiare radicalmente questa società in modo da non lasciare nessuno indietro”.

Al processo appena iniziato in Appello a carico degli imputati giudicati in abbreviato e condannati in primo grado nell’ambito dell’inchiesta sul cosiddetto “Sistema Montante”, una delle parti civili, l’imprenditore Pietro Di Vincenzo, ha chiesto la ricusazione della presidente della Corte d’Appello, la giudice Andreina Occhipinti, perché è lo stesso giudice che si è occupata della misura di prevenzione a carico di Di Vincenzo, a cui fu confiscato un patrimonio stimato in 280 milioni di euro. Il caso sarà affrontato il 24 luglio prossimo innanzi alla sezione civile della Corte d’Appello di Caltanissetta che si occupa delle ricusazioni. Di Vincenzo in primo grado è stato risarcito per il danno subito.

Ieri a Ribera, in una sala gremita di persone, ha avuto luogo la conferenza stampa di presentazione del candidato a Sindaco, Matteo Ruvolo.

All’evento hanno partecipato i vertici provinciali di Fratelli d’Italia, tra cui spiccava la presenza del dirigente nazionale Lillo Pisano.

Lo stesso Pisano si dichiara abbastanza soddisfatto e sottolinea che “ringrazia tutti coloro che si sono interessati relativamente alla candidatura di Matteo Ruvolo quale primo cittadino di Ribera”

Un grazie particolare anche alla classe dirigente – continua Pisano – che ha creduto tanto a questa candidatura; non posso non ringraziare anche la straordinaria collaborazione messa in atto dalla consigliere comunale Rossella Failla, instancabile protagonista di questa candidatura”.

Con un Centro Destra quasi unito speriamo di fare del nostro meglio; questa circostanza consentirà anche noi di misurarci con il popolo riberese attraverso la presentazione di una nostra lista”.

Il probabile candidato alle prossime amministrative dei 5Stelle Antonio Calma ci ripensa, fa un passo indietro e lasica il movimento non senza polemiche.

Pupillo di Michele Sodano, questo ultimo gli aveva garantito il posto al sole magari in non in modo tanto plateale e certamente all’insaputa di tanti aderenti al movimento.

Fra altre motivazioni, Sodano non ha gradito tanto lo scontro che Antonio Calma ha avuto con questo giornale e, dopo alcuni giorni di polemiche, lo stesso Sodano ha iniziato a prendere le distanza da Calma.

Calma ovviamente non c’è rimasto bene, il quale si aspettava forse tutt’altro atteggiamento da parte dell’onorevole agrigentino. Si è andati allo scontro verbale (ovviamente) e successivamente all’addio.

Durissimo l’attacco che Antonio Calma rivolge ai suoi ex amici del movimento, precisando che è lui ad andare via. “Mi sono accorto – ha dichiarato Calma – che il modo di fare politica dei 5stelle ad Agrigento è pieno di veleni, sotterfugi, interessi personali, rancore, invidie e odio. Sentimenti, questi, che tutta la città conosce ma che io stentavo a credere. Solo ora ho preso contezza – conclude Antonio Calma”.

Ieri sera riunione immediata per discutere di una serie di problematiche, di liste e di possibili candidati a sindaco per il prossimo 4 ottobre.

Marcella Carlisi sembra in pole position.