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Ripartire in sicurezza secondo piani operativi capaci di organizzare la ripresa delle attività assistenziali garantendone il ripristino sia in ambito ospedaliero che territoriale. E’ questa la risoluzione adottata dall’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento nel corso di una riunione tecnica durante la quale la direzione strategica aziendale, recependo i protocolli redatti dalle direzioni sanitarie dei presìdi ospedalieri aziendali, ha adottato i “piani per il superamento delle restrizioni derivate dalla pandemia”, strumenti essenziali che, in armonia con quanto previsto dalla normativa vigente e dalle disposizioni dell’Assessorato regionale alla Salute, descrivono le azioni e le procedure per un progressivo “ritorno alla normalità”.

Dopo un lungo periodo nel quale le esigenze contingenti legate alla gestione dell’emergenza Covid-19 hanno portato ad una generale rifunzionalizzazione strutturale e operativa dei percorsi e degli ambienti dedicati all’assistenza sanitaria, specie in ambito ospedaliero, determinando inoltre una significativa contrazione delle attività sanitaria ordinaria e programmata si è posta l’esigenza di ripartire restituendo agli ospedali la piena funzionalità. La minaccia epidemiologica del Coronavirus, beninteso, non è certamente alle spalle ma lo sforzo di questi giorni mira ad assicurare la riapertura in sicurezza. I piani organizzativi redatti costituiscono uno strumento estremamente duttile e flessibile pronto a modellarsi sulle esigenze del momento anche nel caso in cui, malauguratamente, si dovesse registrare una successiva impennata della curva dei contagi. In conseguenza della ridefinizione dei percorsi autonomi e delle modalità d’accesso all’interno delle strutture, le aree di emergenza vengono dotate di una speciale “area grigia” dove far sostare, senza commistioni, i pazienti che necessitano di ricovero e che, dopo aver eseguito un tampone rino-faringeo, potranno ottenere in tempi rapidi l’esito dello stesso grazie all’attività svolta in house dall’Unità operativa di patologia clinica. Organizzata inoltre l’erogazione delle prestazioni ospedaliere in regime ambulatoriale con specifiche misure volte ad evitare assembramenti soprattutto nelle sale d’attesa. Anche la ripresa dell’erogazione delle prestazioni “differibili” in ambito territoriale è già in atto grazie ad un incremento di turni ed orari di attività e facendo inoltre ricorso, in taluni presìdi, anche alle giornate del sabato.

Il quartiere di Villaseta ad Agrigento si arricchisce di un nuovo spazio urbano a disposizione dei più piccoli. Questa sera, martedì 14 luglio, dalle ore 19 in poi il sindaco Lillo Firetto inaugura in piazza 25 aprile il nuovo Parco giochi di Villaseta. Al pari di altri quartieri cittadini anche Villaseta potrà disporre di un’area voluta dall’Amministrazione Comunale e frutto di un’azione di protagonismo civico, grazie a Soroptimist, Le spose di Majorca, Sam e Celine La Duca, Accademia Belle Arti Agrigento, La Rete di Cristina e Lions Club Agrigento.

Lo Stato, ovvero il governo nazionale, non ha impugnato la legge di bilancio e la legge finanziaria 2020 approvate dalla Regione Siciliana. E l’assessore regionale all’Economia, Gaetano Armao, commenta: “Legge di bilancio e legge di stabilità 2020 passano sostanzialmente indenni il controllo di costituzionalità del Governo centrale. Non accadeva, a mia memoria, dalla fine degli anni ’90. Di fronte alla normativa finanziaria più imponente degli ultimi 25 anni, con 1,3 miliardi euro di risorse impegnate, e 40 pagine di norme complesse per far fronte alla drammatica crisi, è un risultato importante per la Sicilia del Governo Musumeci e della compatta maggioranza parlamentare che ha votato queste leggi”.

A Trapani, innanzi alla Corte d’Assise, la Procura ha chiesto condanne per 31 anni di carcere complessivi nell’ambito dell’inchiesta cosiddetta “Barbanera”, che ipotizza una tratta di migranti clandestini dalla Tunisia e un giro di contrabbando. Gli imputati sono quattro. Si tratta di Filippo Solina, di Lampedusa, 51 anni, l’agrigentino Salvatore Spalma, 30 anni, Fadhel Moncer, 38 anni, tunisino, e Nabil Zouaoui, 56 anni, anche lui tunisino. Per Moncer, principale imputato, che ha ispirato il nome dell’inchiesta, sono stati chiesti 15 anni di reclusione; 9 anni per Zouaoui, 3 anni e 6 mesi per Solina, e 4 anni per Spalma.

Sono 11 i migranti risultati positivi al Coronavirus dopo il test del tampone condotto dal personale sanitario dell’Azienda sanitaria provinciale di Ragusa. Si tratta del gruppo di oltre 60 asiatici approdato ieri a Pozzallo. Gli immigrati risultati positivi, tutti asintomatici, sono stati già isolati in una struttura individuata dalla Prefettura di Ragusa. I medici ed i sanitari dell’Azienda sanitaria hanno dapprima eseguito i test sierologici sull’intero gruppo individuando 19 soggetti positivi, sui quali si è poi proceduto con il tampone che ha confermato la positività per 11 di loro.

Questa mattina i Carabinieri del Comando Provinciale di Cosenza, coadiuvati da personale del 14° Battaglione Calabria, dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria, del Nucleo Cinofili di Vibo Valentia e della Compagnia di Barcellona Pozzo di Gotto (ME), hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di misure cautelari nei confronti di 13 soggetti, di cui 2 in carcere, 9 sottoposti agli arresti domiciliari, 1 all’obbligo di dimora e 1 all’obbligo di presentazione alla P.G.

Nel provvedimento emesso dal GIP del Tribunale di Cosenza, su richiesta della locale Procura della Repubblica, 12 episodi tra furti e ricettazioni di mezzi (3 furgoni e 9 autovetture), 9 estorsioni consumate per la restituzione dei citati veicoli e 2 tentativi di estorsione, fatti perpetrati da gennaio 2019 a gennaio 2020.

L’operazione odierna, segue quelle eseguite dai Carabinieri del Comando Provinciale di Cosenza rispettivamente in data 16 novembre 2018 e 4 luglio 2019, nell’ambito delle quali erano già stati arrestati alcuni degli odierni indagati.

L’indagine coordinata dal Procuratore della Repubblica di Cosenza Mario Spagnuolo e dal Sost. Proc. Antonio Bruno Tridico, è stata condotta a seguito di una seria recrudescenza del fenomeno dei furti di veicoli nell’area urbana di Cosenza, molti dei quali rinvenuti pochi giorni dopo la presentazione della denuncia di furto.

L’attività investigativa si è fondata sull’assunzione a sommarie informazioni delle persone offese a seguito del rinvenimento dei veicoli, oltre alle intercettazioni presso le cabine telefoniche pubbliche e ad istallazioni di telecamere. Il tutto ha consentito di documentare come il gruppo criminale, composto in gran parte da soggetti di etnia “rom, attraverso un collaudato modus operandi, riuscisse a contattare i proprietari delle autovetture trafugate, costringendoli alla consegna di somme di denaro per la restituzione del mezzo.

Gli indagati, una volta individuato il proprietario del veicolo rubato, verosimilmente mediante i documenti ritrovati all’interno del mezzo, stabilivano il primo contatto nel quale invitavano la vittima a recarsi in via degli Stadi, all’interno del cosiddetto Villaggio degli Zingari, quartiere della città da loro completamente controllato. E’ infatti “il villaggio Rom di via degli Stadi” il “teatro” da dove nasce e si sviluppa tale articolata filiera criminale, luogo indicato dal GIP di Cosenza come “la base logistica per lo svolgimento della predetta attività”, all’interno della quale i vari indagati operano con ruoli interscambiabili, considerata l’indispensabile collaborazione di più individui per la commissione dei furti, la custodia dei mezzi trafugati, la gestione dei rapporti con le persone offese, tutte fasi che potevano essere condotte nella assoluta sicurezza con la complicità delle persone residenti.

Le parti offese venivano  agganciate sul luogo del furto o attraverso telefonate effettuate da cabine telefoniche pubbliche, con l’indicazione delle modalità per la restituzione dell’autovettura. Tra i tanti episodi documentati, ci sono anche casi in cui chi aveva subito il furto, ha deciso di recarsi direttamente nel quartiere di via degli Stadi, per chiedere ad alcuni referenti di poter recuperare l’autovettura, consapevoli di dover corrispondere una somma di denaro, che era una vera e propria richiesta estorsiva proveniente da soggetti criminali e pertanto accettavano di avviare una trattativa per definire il prezzo per la restituzione del mezzo rubato.

Stabilita l’entità del  prezzo  da pagare per  la restituzione – che il più delle volte variava da 850 a 2.000 € – i malviventi si facevano consegnare il denaro in contante e, solo all’atto della riscossione del provento dell’estorsione, indicavano il luogo di rinvenimento del mezzo, di cui chiaramente avevano la disponibilità materiale.

Solo in assenza di un accordo sulla somma da corrispondere, si innescava una spirale di minacce ed intimidazioni, sino ad arrivare al perentorio ultimatum rivolto alla vittima, con la chiara  dichiarazione che si sarebbe proceduto alla distruzione dell’autovettura.

Nell’ambito dell’indagine, i Carabinieri hanno recuperato e restituito ai legittimi proprietari 36 mezzi proventi di furto, dopo aver ascoltato a sommarie informazioni 52 vittime di furto, molte delle quali hanno fornito un quadro dettagliato e preciso di fatti e persone.

Per 4 vittime è stato necessario il deferimento in stato di libertà per favoreggiamento personale, in quanto, pur a fronte di elementi comprovanti le richieste estorsive ricevute, hanno negato l’accaduto, non fornendo alcuna collaborazione allo sviluppo delle indagini.

 

 

 

Proseguono le indagini a seguito della morte a Palma di Montechiaro del pensionato di 89 anni, Michelangelo Marchese, scoperto cadavere con mani e piedi legati nella sua abitazione, in via Pietro Attardo, dove ha vissuto da solo, accudito da una badante romena. I Carabinieri della Scientifica sono impegnati nei rilievi di rito soprattutto all’interno della casa, alla ricerca di eventuali tracce utili alle indagini. Michelangelo Marchese, agricoltore, padre di tre figli, è stato in contatto l’ultima volta con uno dei figli sabato sera, telefonicamente. La Procura di Agrigento, tramite la sostituto titolare delle indagini, Chiara Bisso, ha affidato ad un medico legale l’incarico ad eseguire l’autopsia per risalire alla causa della morte. Il sindaco di Palma di Montechiaro, Stefano Castellino, afferma: “A nome mio e di tutta l’amministrazione esprimo il cordoglio ai familiari per questa perdita in maniera così efferata. E’ stato colpito un soggetto debole. I figli del defunto volevano portare nelle loro abitazioni il padre, ma lui amava tanto la sua indipendenza. Proprio per tranquillizzare i figli aveva assunto una badante romena. Confidiamo nelle forze dell’ordine e nella magistratura affinché possano fare subito piena luce. Chi si è macchiato di un delitto così grave non merita di rimanere nella società civile”.

Si terrà il prossimo 21 luglio alle ore 9.00 presso l’Assessorato regionale alla Famiglia il tavolo tecnico presieduto dall’Assessore Scavone, per affrontare il delicato problema del servizio di assistenza scolastica in favore degli studenti affetti da forme di disabilità. All’incontro voluto dal deputato Regionale di Forza Italia e componente della Commissione parlamentare Attività produttive, on. Mario Caputo, oltre all’Assessore Scavone e ai Dirigenti dell’Assessorato saranno presenti il Dirigente scolastico Roccamatisi, i rappresentati degli altri istituti scolastici e una delegazione di famiglie interessati alla risoluzione del problema.

“Sono grato all’Assessore Scavone – afferma Caputo –  per avere tempestivamente accolto la nostra richiesta di convocare la riunione, consapevole delle gravi ricadute sulle famiglie e sulle scuole dell’immediato trasferimento del fondamentale servizio dagli Enti locali agli istituti scolastici. A Monreale ho apprezzato l’intervento dei consiglieri comunali Vittorino, Capizzi, La Corte e Lo Coco che hanno chiesto la convocazione del Consiglio Comunale per discutere la delicata questione. Conoscendo la serietà e la professionalità dell’Assessore Scavone, sono certo che il problema sarà affrontato con la delicatezza e gravità che lo stesso impone. Ciò per dare alle famiglie e alle scuole la certezza della vicinanza delle Istituzioni parlamentari e del Governo della Regione e per assicurare il mantenimento dei livelli occupazionali degli operatori, grazie ai quali è garantito un servizio a tutela dell’inclusione scolastica degli alunni con disabilità”.

“In prossimità della scadenza del 16 luglio 2020, termine ultimo per il pagamento della prima rata dei contributi agricoli obbligatori a carico di coltivatori diretti, coloni, mezzadri e imprenditori agricoli professionali dovuti per l’anno 2020, moltissimi operatori lamentano forti disagi legati all’espletamento delle pratiche; tali problematiche sono dovute, in particolare, ai ritardi nell’emanazione del decreto ministeriale recante i criteri per la definizione dei contributi obbligatori, che hanno fatto conseguentemente slittare la predisposizione sul portale INPS dei modelli F24 con causale LAA (lavoratori agricoli autonomi) per i pagamenti”. Lo sottolinea il coordinamento di Agrinsieme, che riunisce Cia-Agricoltori italianiConfagricolturaCopagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, che ha scritto alle istituzioni competenti per chiedere una proroga del termine suddetto.

“La ristrettezza delle tempistiche – spiega il Coordinamento – unita a diverse problematiche di carattere tecnico, quali interruzioni di servizio del sistema, sta creando non poche difficoltà nei processi legati al controllo e alla stampa del modello necessario alla predisposizione della prima rata dei contributi LAA entro il termine del 16 luglio”.

“Da più parti del Paese, inoltre, ci giungono segnalazioni di ulteriori difficoltà legate alla stampa dei documenti necessari e al conseguente invio al pagamento entro il termine indicato, a causa dell’enorme afflusso di utenti all’interno del portale, anch’esso dovuto ai ritardi nell’emanazione del decreto ministeriale”, aggiunge il coordinamento che riunisce Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari.

“Alla luce di quanto esposto, riteniamo di grande importanza accordare una congrua proroga così da permettere alle nostre sedi di effettuare gli adempimenti previdenziali e contributivi previsti senza dover gravare in modo oneroso sulle aziende; nell’impossibilità di arrivare a una soluzione di questo tipo, chiediamo in subordine di non applicare sanzioni in caso di ritardo nei pagamenti”, conclude Agrinsieme.

Agrinsieme è costituita dalle organizzazioni professionali Cia-Agricoltori Italiani, Confagricoltura, Copagri e dalle centrali cooperative Confcooperative FedAgriPesca, Legacoop Agroalimentare e Agci Agrital, a loro volta riunite nella sigla Alleanza Cooperative Italiane – Settore Agroalimentare. Il coordinamento Agrinsieme rappresenta oltre i 2/3 delle aziende agricole italiane, il 60% del valore della produzione agricola e della superficie nazionale coltivata, oltre 800mila persone occupate nelle imprese rappresentate.

Non solo Ponte Petrusa – Il Genio Civile traccia la mappa degli interventi infrastrutturali in corso Dopo la riapertura del Ponte Petrusa, il Genio Civile interviene per delineare le tante opere in programmazione o addirittura in cantiere, nell’ambito delle infrastrutture che interessano in territorio agrigentino.

“Siamo lieti di avere offerto il nostro contributo, afferma il Capo del Genio Civile di Agrigento, Rino La Mendola, alla riapertura dell’importante cavalcavia di contrada Petrusa, che auspichiamo possa costituire la prima tappa di un percorso indispensabile per liberare la città di Agrigento da quel pesante isolamento infrastrutturale determinato dalla contestuale chiusura dello stesso ponte Petrusa, del Ponte Morandi e di una delle due Gallerie Spinasanta, per non citare il mancato completamento della SS.640 AgrigentoCaltanissetta e della SS.189 Agrigento-Palermo”.

A fronte dei tempi lunghi per l’esecuzione dei lavori del Petrusa, il Genio Civile è stato velocissimo nell’istruttoria del progetto, che è stato approvato in pochissimi giorni, grazie alle nuove procedure adottate, con le quali lo stesso Ufficio ha sbloccato una serie di lavori che interessano infrastrutture importanti per il territorio agrigentino, come il ponte Morandi, il viadotto Maddalusa, le strade provinciali Sciacca-Menfi, Raffadali-Siculiana, Ribera-Cianciana, Palma di Montechiaro-Campobello di Licata, San Giovanni Gemini-Mussomeli, San Biagio Platani Casteltermini, centro occidentale Sicula, la strada di collegamento tra il bivio Borgo Bonsignore ed il bivio Tumarrano sulla SS 189 e tante altre infrastrutture importanti per il territorio provinciale.”

“Contestualmente, continua La Mendola, grazie alle risorse stanziate dal Presidente Musumeci e dall’Assessore al ramo Falcone, abbiamo avviato una campagna di monitoraggio senza precedenti sulle condizioni di efficienza strutturale di ben 156 ponti ricadenti sulle nostre strade provinciali. A giorni i professionisti incaricati presenteranno le schede con i dati rilevati sui primi 52 ponti, ma contiamo di acquisire i dati rimanenti entro il mese di agosto.”

I Dati raccolti saranno notificati dal Genio Civile all’Assessorato Regionale Infrastrutture e Trasporti ed al Libero Consorzio, affinché possano essere programmati gli interventi necessari per garantire la sicurezza della rete infrastrutturale della provincia di Agrigento. In virtù di un accordo di programma che si sta concretizzando tra l’Assessorato Regionale Infrastrutture e Trasporti ed il Libero Consorzio Agrigentino, il Genio Civile ha già redatto anche il progetto del servizio per l’avvio di una serie di affidamenti a liberi professionisti per la progettazione esecutiva della segnaletica stradale orizzontale e verticale, per buona parte della rete stradale provinciale, e per avviare le procedure di affidamento della progettazione esecutiva dei lavori di ammodernamento della cosiddetta strada maremonti, che impegnerà risorse comunitarie per un importo di circa 123 milioni di euro; un’importante arteria di collegamento alla viabilità regionale dei comuni ricadenti nella fascia centrale dei Monti Sicani della provincia ed in particolare di Cianciana, Alessandria Della Rocca, Bivona, Santo Stefano di Quisquina, Cammarata, San Giovanni Gemini, Burgio, Lucca Sicula e Villafranca Sicula.

“Sempre nel campo delle infrastrutture, conclude il Capo del Genio Civile, abbiamo già predisposto anche il progetto del servizio per la riparazione dei danni subiti dal porticciolo turistico di San Leone a causa delle mareggiate invernali. Non appena saranno stanziate le risorse necessarie, ripareremo i danni subiti dall’infrastruttura portuale in poche settimane”.