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Un 60enne di origine marocchine è stato iscritto nel registro degli indagati per l’ipotesi di reato di oltraggio a pubblico ufficiale per aver, lo scorso 20 aprile, aggredito verbalmente il sindaco di Agrigento Lillo Firetto per strada e l’agente che lo accompagnava. Il fascicolo d’inchiesta è coordinata dal pm Sara Varazi.
Il fatto è accaduto nel mese di aprile, in pieno lockdown. Il sindaco era in giro per strada quando fu avvicinato dal 60enne senza fissa dimora noto in città per essere uno dei più “longevi” parcheggiatori abusivi.

Ancora sbarchi autonomi nell’Agrigentino. Un’intera famiglia di tunisini è giunta indisturbata fino alla spiaggia del Kaos, tra Agrigento e Porto Empedocle. A bordo di una barca hanno viaggiato padre, madre e quattro figli di cui uno minorenne. Sul posto è intervenuta la Guardia di Finanza che ha posto sotto sequestro il barchino. I tunisini sono stati intercettati già in strada e bloccati. Sono ospiti della tensostruttura della Protezione civile a Porto Empedocle per i primi controlli medico-sanitari e le procedure di identificazione.

Cambiano i dirigenti scolastici in provincia di Agrigento. Le novità sono state pubblicate sul sito dell’Ufficio scolastico regionale e riguardano molti istituti della provincia, sia di primo che di secondo grado.
All’istituto “Giovanni XXIII” di Cammarata arriverà Giuseppe Baldo; il Liceo Classico “Empedocle” di Agrigento sarà guidato dalla dirigente dell’Iss “Madre Teresa di Calcutta” di Casteltermini Marika Helga Gatto; all’Istituto comprensivo “Manzoni” di Ravanusa è stata trasferita Marilena Giglia; all’Iis “Pirandello” di Bivona va Giuseppina Gugliotta; all’istituto comprensivo “Esseneto” di Agrigento s’insedierà Brigida Lombardi, già dirigente della “Bersagliere Urso” di Favara, scuola dove si insedierà Rosetta Morreale. All’istituto comprensivo “Pirandello” di Porto Empedocle in arrivo Maria Paola Raia, già dirigente del “Crispi” di Ribera, mentre all’Itc “Falcone e Borsellino” di Favara arriverà Sandra Scicolone. Al liceo “Martin Luther King” di Favara arriva Mirella Vella.

“La stessa sera dell’annuncio ho telefonato al governatore Nello Musumeci per esprimere il mio dissenso e dirgli che non posso accettare la scelta di una persona che non ha mai rinnegato sia il nazismo che il fascismo.

E la Giunta comunale non siederà mai accanto all’assessore ai beni culturali e all’identità siciliana Alberto Samonà della Lega in occasione delle conferenze stampa”. Lo ha detto il sindaco Leoluca Orlando, oggi, a Palazzo delle Aquile, durante la presentazione del neo assessore comunale alle Culture Mario Zito al quale un giornalista aveva chiesto quali saranno i rapporti con tra il suo assessorato e quello regioanale guidato da Samonà. “Con la Regione Siciliana e con il presidente Musumeci – ha detto Orlando – ci sono sempre rapporti istituzionali, ma quella scelta non la possiamo condividere, ovviamente Musumeci è un presidente democraticamente eletto dai cittadini e risponde delle sue scelte davanti all’Assemblea regionale siciliana”.

Momenti di apprensione a Favara, all’interno del suo gioiello ecclesiastico ovvero la Chiesa Madre. Da pochi minuti esce un fumo nero dall’interno della Chiesa e tutto lascia pensare che ci siano delle fiamme. Sono intervenuti i Carabinieri della locale Tenenza e i Vigili del Fuoco. Dalla foto sembra che le fiamme siano divampate dall’organo posto nella navata di destra.

Notizia in aggiornamento (siciliaonpress).

 

 

No alla scarcerazione per il boss palermitano di Pagliarelli, Settimo Mineo. Il tribunale del Riesame di Palermo ha respinto la richiesta di scarcerazione per motivi di salute, presentata dai legali del presunto capomafia. Mineo, 81 anni, affetto da patologie cardiache, ha sostenuto di rischiare il contagio da coronavirus, ma secondo i giudici può essere curato in carcere o nelle strutture sanitarie penitenziarie. In prima istanza, Mineo ha chiesto gli arresti domiciliari al Giudice per le udienze preliminari, Rosario Di Gioia, che attualmente lo giudica, insieme ad altri imputati, nel processo cosiddetto “Nuova Cupola”. Dopo il rigetto, i suoi difensori si sono rivolti al Riesame in sede di appello.

Migranti da Fava polemica pretestuosa
“Instillare paura non è nello stile di un uomo delle istituzioni come il Presidente Musumeci” dichiara l’on. Giusi Savarino deputato di #Db, “Fava non parlerebbe così se solo avesse visto come ha fatto Musumeci a Lampedusa, il disastro dell’abbandono all’ammasso dei migranti, o il timore dei cittadini della nostra costa sud che si vedono sbarcare e sparire nel nostro entroterra senza alcun controllo, clandestini arrivati con imbarcazioni di fortuna, se solo Fava parlasse coi tanti operatori del turismo che si vedono cancellate le prenotazioni ogniqualvolta i Prefetti allochino nelle loro città migranti per la quarantena, che poi regolarmente scappano dagli hotspot, e se ancora Fava incontrasse i Sindaci che si vedono scaricare sulle loro spalle responsabilità che non gli competono, o i nostri dirigenti ed operatori sanitari che temono di riportare in covid i loro reparti piano piano tornati alla normalità di una Sicilia covid free. Ebbene se solo Fava sentisse e ascoltasse i siciliani come fa Musumeci ogni giorno, certamente non si perderebbe in polemiche sterili e pretestuose. Ma questo spiega perché Musumeci, sale nel gradimento, vince le elezioni e oggi governa trovando soluzioni ai problemi dei siciliani.”

“Come insegna la migliore tradizione della peggior destra, il presidente della Regione Musumeci instilla la paura verso i migranti per nascondere ritardi e inefficienze del suo Governo.”
Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale antimafia Claudio Fava, commentando i dati sui controlli anti Covid19 in Sicilia e la recente ordinanza del Presidente della Regione.
Per Fava, “non c’è alcun controllo sui turisti in arrivo, nessuna strategia di prevenzione, pochissimi tamponi… Paradossalmente sono proprio i migranti gli unici ad essere correttamente e tempestivamente monitorati e sottoposti a test. Eppure sono presentati come gli untori mentre niente sappiamo di chi sta arrivando in Sicilia da zone d’Italia e d’Europa con alti indici di contagio.”
Per Fava, si tratta di “una strategia imbarazzante almeno quanto i risultati (quali? dove? quando?) dello sbandierato superconsulente Bertolaso.”

I Carabinieri del comando provinciale di Enna indagano sull’omicidio di Andrea Paternò, 40 anni, il cui cadavere carbonizzato è stato scoperto in un’automobile, anch’essa bruciata. La vettura è stata trovata nelle campagne di Pietraperzia, ai confini con Barrafranca. Della vittima, che ha lavorato nell’azienda agricola del padre, non vi è stata traccia da alcuni giorni. Dei passanti hanno notato l’auto bruciata e avvertito i Carabinieri che hanno scoperto l’omicidio. Non è escluso che l’uomo sia stato prima ucciso, forse con un’arma da fuoco, e poi il corpo sia stato incendiato con l’auto.

A Castelvetrano, in ospedale, è morta una donna di 29 anni originaria della Tunisia, Najiwa Salhi, residente con il marito di 27 anni a Santa Ninfa. La Procura della Repubblica di Trapani ha disposto l’autopsia. La 27enne è deceduta all’improvviso dopo un parto cesareo. E’ nata una bambina. La madre, come da protocollo, è stata monitorizzata per due ore dopo il parto, ha trascorso la notte, e poi al mattino il personale si è accorto della morte. Indagini in corso.