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Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, interviene a seguito della bomba d’acqua che si è abbattuta su Palermo, e commenta: “Oltre un metro di pioggia è caduta a Palermo in meno di 2 ore. La pioggia più violenta nella storia della città almeno dal 1790, pari a quella che cade in un anno. Una pioggia che nessuno, nemmeno i meteorologi che curano le previsioni nazionali, avevano previsto, tanto che nessuna allerta di Protezione civile era stata emanata per la nostra città Se l’allerta fosse stata diramata, sarebbero state attivate le procedure ordinarie che, pur nella straordinarietà degli eventi, avrebbero potuto mitigare i rischi. Ma non è il momento della polemica che lascio ad altri, anche perché so bene che la Protezione Civile opera con grande professionalità basandosi su delle previsioni meteorologiche fatte da altri e che evidentemente nessuno poteva fare con accuratezza”.

In data 15 luglio 2020, in Agrigento, la Polizia di Stato ha proceduto all’arresto di due cittadini stranieri, uno destinatario di decreto di espulsione, emesso dal Prefetto di Agrigento, con divieto di reingresso nel territorio italiano e nell’area Schengen; l’altro  destinatario di decreto di respingimento, emesso dal Questore di Agrigento, con divieto di reingresso nel territorio italiano e nell’area Schengen.

In esecuzione Ordinanza di Custodia cautelare in carcere venivano altresì tratti in arresto dalla Polizia di Stato due cittadini tunisini sbarcati nelle giornate scorse a Lampedusa,  il primo, in esecuzione dell’Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere, emessa dal Tribunale di Modena, per i reati di cui all’art 73 DPR 309/90, in concorso; l’altro, gravato da provvedimenti di revoca di decreto di sospensione di ordine di esecuzione per la carcerazione e ripristino dell’ordine medesimo  emesso dalla Procura della Repubblica c/o il Tribunale Ordinario di Bologna, per l’espiazione della pena residua di mesi 9, giorni 29 di reclusione, per i reati di cui all’art. 73 DPR 309/90 ed altro provvedimento di revoca di decreto di sospensione di ordine di esecuzione per la carcerazione e ripristino dell’ordine medesimo, emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Bologna, per l’espiazione della pena residua di anni 1, mesi 1, giorni 23 di reclusione, per pene concorrenti. Gli uomini della Squadra Mobile, dopo le formalità di rito, conducevano i prefati presso la casa Circondariale di Agrigento.

“Quanto accaduto ieri a Palermo è il segno tangibile di come la città sia allo sbando e il sindaco Orlando incapace di governarla. È bastata soltanto una bomba d’acqua per mettere in ginocchio la città, diventata teatro spettrale di allagamenti nelle sue arterie principali. Palermo si è trasformata in un pericolosissimo acqua park”.

È quanto affermano l’europarlamentare della Lega, Francesca Donato, assieme al capogruppo della Lega a Palazzo delle Aquile Igor Gelarda e al consigliere Alessandro Anello, commissario provinciale Lega.

“Orlando vive ormai da anni in una sorta di mondo parallelo, dedicandosi a tutto tranne che alla sicurezza e al benessere dei suoi cittadini, cercando ripetutamente di nascondere i propri fallimenti: già il Censis nel luglio dello scorso anno aveva inserito Palermo tra le ultime città in Europa per qualità della vita e adesso anche la classifica del Sole 24 ore lo vede ultimo, come gradimento dei sindaci italiani”.

“Un quadro impietoso al quale si aggiunge il goffo tentativo, attraverso una sua dichiarazione a mezzo stampa, con la quale tenta disperatamente di venire meno alle sue responsabilità su quanto accaduto gettando l’intera responsabilità ad una pioggia che, a suo dire, non cadeva a Palermo dal 1790”.

“Una via di fuga che però non lo mette al riparo dal giudizio dei cittadini che ogni giorno è sempre più netto. Restare sotto questa amministrazione, che da anni ignora i problemi veri e non ha mai voluto lavorare al progetto infrastrutturale, di cui si è a lungo parlato, per evitare questi allagamenti, è un pericolo per ogni palermitano o per chiunque passi da qui”.

“Serve, dunque, un immediato cambio del governo cittadino – concludono i tre esponenti della Lega – che esprima un nuovo corso per ridare a Palermo la dignità perduta e la sicurezza cui ha diritto. Orlando deve rassegnare immediatamente le dimissioni”.

 

Salvatore Parello, già responsabile delle funzioni centrali e locali, è stato eletto oggi pomeriggio in videoconferenza nuovo segretario generale della Cisl Fp delle province di Agrigento, Caltanissetta ed Enna in seguito alle dimissioni della segretaria uscente Floriana Russo Introito.

Proprio quest’ultima, segretaria territoriale dal 2013 e segretaria generale dal 2017, ha proposto la candidatura di Parello come segno di continuità rispetto al lavoro condotto in questi anni. Componente della segreteria delle tre province è stato eletto invece il segretario territoriale di Agrigento, Caltanissetta ed Enna Giovanni Luca Vancheri.

Per entrambi è arrivata un’approvazione all’unanimità, alla presenza anche del segretario nazionale Maurizio Petriccioli, del componente della segreteria Franco Berardi, del segretario confederale Cisl Emanuele Gallo, del segretario generale regionale Paolo Montera e dei componenti delle segreterie provinciali.

“Ho lasciato il mio incarico per motivi personali – spiega Russo Introito – e in sintonia con la segreteria nazionale ho proposto una persona valida nel solco della continuità. Lascio una federazione in salute, che è cresciuta anche negli ultimi mesi. Al momento del mio insediamento mi ero posta come obiettivo primario la stabilizzazione dei precari degli enti pubblici del territorio e sono contenta di averlo quasi completamente raggiunto. Lascio in eredità la risoluzione di questa vertenza per quanto riguarda le ex province e i Comuni in dissesto. Sono orgogliosa di essere parte di una grande organizzazione quale è la Cisl e di essere cresciuta assieme ad essa: il sindacato mi ha dato la possibilità di incontrare uomini e donne a cui rimarrò certamente molto legata”

“Sono onorato dalla rinnovata fiducia di tutto il Consiglio generale, regionale e nazionale – dichiara Vancheri -, per quanto il sindacato perda una donna di grandi capacità. Il processo di rinnovamento della Cisl acquisisce però una persona di elevata preparazione e grande umiltà, Totó Parello, che non ha mai lesinato la sua disponibilità a prescindere da qualunque ruolo. Oggi con la sua segreteria si prosegue nell’azione abilmente costruita da Floriana e che ha fatto si che il nostro sindacato non sia solo il primo in termini di consenso ma è quello più vicino ai bisogni dei lavoratori, iscritti e non”.

“Continua l’impegno  a tutela delle aspettative dei lavoratori nei comparti pubblici e privati nei quali abbiamo la rappresentanza – dichiara invece Parello -. Tra gli obiettivi che perseguiremo nell’immediato, il completamento delle stabilizzazioni nel comparto funzioni locali anche negli enti in riequilibrio finanziario e l’aumento delle ore per coloro che sono stati stabilizzati a tempo parziale e ciò in piena continuità con quanto fatto sino ad oggi. Abbiamo dinanzi a noi – conclude – degli importanti appuntamenti a partire dalla imminente stagione di rinnovo dei contratti e per tale ragione con il prezioso aiuto della Federazione partiremo in autunno con un’importante azione informativa per presentare ai lavoratori le piattaforme di rinnovo che stiamo discutendo in Aran incluse la questione della ridefinizione dell’ordinamento professionale”.

Una cosa molto brutta, mai vista prima. Era un fiume in piena, per mettersi in salvo bisognava nuotare”  – Questa la testimonianza a caldo del Prof. Bonanzinga che ieri ha vissuto in prima persona l’evento apocalittico del nubifragio che ha investito la città di Palermo e tutta la provincia.

Nel video si sente dalla sua viva voce il racconto delle centinaia e centinaia auto sommerse dall’acqua e di come non si vedessero all’orizzonte vigili del fuoco o ambulanze per vecchi e bambini intrappolati in quell’inferno senza precedenti. Racconta anche di come per salvarsi la vita, ha dovuto nuotare.

Intanto è ancora giallo sulla scomparsa della coppia vista andare giù nel fiume di acqua e fango nell’ormai famoso sottopasso di Viale Regione all’altezza di Via Einstein. A testimoniare l’accaduto un camionista. Manca dunque all’appello una coppia, ma nessun corpo ancora è stato ritrovato e pertanto si spera che in qualche modo siano riusciti a mettersi in salvo.

Lavorano ancora alacremente i sommozzatori e si sta provvedendo a prosciugare alcuni tratti del sottopasso con pompe ad alta portata, cercando di verificare se qualcuno possa essere ancora intrappolato nell’abitacolo della propria auto.

Agli organi di Polizia però ancora non è arrivata nessuna denuncia di persone scomparse, ma è chiaro che il giallo sarà risolto solo dopo che si sarà provveduto a drenare tutta l’acqua che ancora invade strade e sottopassi e dopo aver controllato gli abitacoli di centinaia di auto che ancora sono alla deriva. Ma per fare tutto questo, ci vorranno ancora diverse ore.

Sul posto oltre al Comandante Provinciale dei Vigili del fuoco di Palermo che coordina le operazioni, anche il primo cittadino Leoluca Orlando. 

A notte inoltrata il Comune ha fatto sapere che tutti i proprietari delle vetture sommerse rintracciate, si trovano presso le proprie abitazioni e in un solo caso al pronto soccorso e che sono in corso altre verifiche per rintracciare i proprietari di tre auto.

NOTIZIA IN CORSO DI AGGIORNAMENTO

Ultim’ora: La procura di Palermo sta valutando l’apertura di un’indagine dopo la violenta alluvione che ieri ha messo in ginocchio la città, per valutare eventuali responsabilità nell’assenza di misure necessarie a prevenire e fronteggiare l’emergenza meteo che potrebbe anche aver ucciso delle persone

 

 

Le vicende legate agli sbarchi dei migranti che in questo periodo stanno sempre più intensificandosi, vedasi quelli avvenuti a Roccella Jonica in Calabria che hanno causato la quarantena per 25 poliziotti del Commissariato di Siderno, compreso il dirigente, quelli avvenuti a Pozzallo, nonché la non più tollerabile situazione di Lampedusa dove gli sbarchi avvengono di continuo ed in numero spropositato rispetto alla
possibilità della struttura di accoglienza, è l’ennesima conferma che tale gravosa situazione non può più essere gestita, in prima istanza, come un problema di ordine e sicurezza pubblica.

Gli sbarchi dei migranti avvenuti recentemente a Roccella Jonica in Calabria e quelli avvenuti a Pozzallo e Lampedusa in Sicilia, e più in generale tutti gli sbarchi che in questo periodo estivo aumentano sempre più in Italia, come primo Paese di approdo della porta mediterranea, stanno avendo delle ricadute negative a carico dei poliziotti che non sono più sostenibili, dichiara il Segretario Generale dell’Unione Sindacale Italiana Poliziotti Vittorio COSTANTINI troppi operatori delle Forze dell’Ordine, in questi ultimi giorni, sono a serio rischio di contagio, ciò è la dimostrazione lampante che la questione relativa ai migranti, continua ad essere gestita nel modo sbagliato, non è più possibile che il prezzo da pagare, per le inefficienze gestionali di livello politico, ricada sempre sulle spalle delle Forze dell’Ordine, ed è
inammissibile che il tema della sicurezza delle Forze dell’Ordine, soprattutto in un momento di emergenza sanitaria, continui ad essere sottovalutata come se nulla fosse.

E’ arrivato il momento continua il Segretario COSTANTINI che le Istituzioni politiche si rendano conto che la tematica dei migranti non può più essere gestita, in prima istanza, come un problema di ordine e sicurezza pubblica; le Forze dell’Ordine in questi casi devono intervenire, in modo eventualmente residuale, per sovrintendere le operazioni di sbarco, ciò vuol dire, continua il Segretario dell’U.S.I.P. COSTANTINI che in prima battuta necessita l’intervento del personale medico sanitario specializzato che sia in grado di effettuare un tampone ad ogni migrante presente, onde individuare già a monte eventuali positivi, di guisa che le operazioni di sbarco possano avvenire in totale sicurezza, sia per il bene di tutti gli operatori, della locale cittadinanza e anche per il bene dei migranti stessi.

L’Unione Sindacale Italiana Poliziotti è contro ogni forma di imbarbarimento della vita sociale, volta alla militarizzazione dei confini, alla costruzione di barriere afferma il Segretario Generale Vittorio COSTANTINI ma ciò non vuol dire che l’accoglienza, soprattutto in un momento delicato come quello che stiamo vivendo di emergenza epidemiologica, debba essere gestita senza pensare all’incolumità delle
Forze dell’Ordine, continuando il Segretario COSTANTINI dichiara non è possibile, ad esempio, che all’Hot Spot di Lampedusa si trovino ben 1000 migranti a fronte dei 300, come numero massimo, previsti per questa struttura, perché ciò vuol dire mettere in serio pericolo gli operatori di Polizia preposti per quel servizio e se a questo si aggiunge che il problema della mancanza di personale comporta che i
poliziotti sono costretti a turni massacranti, ci si rende conto che tutto ciò sta diventando una vera e propria miscela esplosiva.

Il Segretario COSTANTINI infine chiede al Governo Conte segnali concreti di attenzione nell’immediato rispetto a tale problema, attraverso tutte quelle operazioni di supporto necessarie ad agevolare il compito delle Forze dell’Ordine, dell’esorbitante numero di migranti presenti e dell’eccessiva calura dovuta alla stagione estiva; dopodiché sarà necessario che il Governo Conte cominci a pensare ad un piano di concreto ripianamento degli organici delle Forze dell’Ordine, ormai ridotte all’osso, nonché ad un piano di accoglienza dei migranti che non riguardi solo l’Italia ma che coinvolga in modo serio tutta l’Europa, non siamo più di fronte ad un problema emergenziale, siamo di fronte ad un problema di natura epocale che richiede inevitabilmente il contributo di tutti i Paesi Europei.

Domenica 19 luglio 2020 ricorre il XXVIII Anniversario della strage di via D’Amelio in cui furono uccisi il Magistrato Paolo Borsellino e gli Agenti di Polizia Emanuela Loi, Agostino Catalano, Claudio Traina, Vincenzo Li Muli ed Eddie Walter Cosina.

In occasione di questo Anniversario il Movimento Agende Rosse organizza una serie di iniziative. A causa dell’emergenza Covid che stiamo vivendo, la maggior parte delle iniziative si terrà esclusivamente online mentre in via d’Amelio sarà presente un presidio per tutta la giornata.

Il programma delle iniziative online nella giornata di domenica 19 luglio 2020:

MATTINA:

ore 10.30 – 12.30: ‘Viaggio nella Costituzione’. I giovani dialogano sui primi dodici articoli della Costituzione italiana con:
– Alessandra Algostino, Professoressa di Diritto costituzionale presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Torino
– Gaetano Azzariti, Professore di Diritto costituzionale presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”.
Modera l’incontro Carmen Duca (Movimento Agende Rosse)

POMERIGGIO:

ore 15.30 – 16.45: Presentazione dell’aggiornamento del video ‘Nuove ipotesi sul furto della Agenda Rossa’ (video a cura di Angelo Garavaglia Fragetta del Movimento Agende Rosse).

ore 16.58: Minuto di silenzio. Salvatore Borsellino legge la poesia ‘Giudice Paolo’ di Marilena Monti.

ore 17.10: Collegamento con la ‘Casa di Paolo’ (via della Vetriera, Palermo).

ore 17.30: Presentazione del dossier ‘Mafia e giustizia nella provincia di Messina’ curata da Federica Fabbretti (Movimento Agende Rosse).

ore 18.00 – 20.00: ‘Cedimenti nella legislazione antimafia: riforme necessarie o inammissibili benefici per la criminalità mafiosa?’ Incontro-dibattito su recenti sentenze in materia di ‘carcere duro’ ed ‘ergastolo ostativo’ per detenuti di criminalità organizzata. Intervengono:
– Sebastiano Ardita, Magistrato e membro del Consiglio Superiore della Magistratura.
– Marco Patarnello, Magistrato presso il Tribunale di Sorveglianza di Roma.
– Fabio Repici,

Una bomba d’acqua ha colpito la nostra città, forse troppo impreparata per poter affrontare preventivamente la situazione. Ma è inutile lanciarsi accuse, piuttosto è necessario un intervento immediato sul territorio, così come proposto da Fabio Teresi, Presidente della V circoscrizione di Palermo:

«Abbiamo deviato fiumi, sotterrato canali di scolo, impermeabilizzato circa l’80% della città con il cemento, ma non abbiamo mai adeguato il sistema fognario ad eventi del genere. Abbiamo un sistema fognario troppo vecchio che come abbiamo visto non ha retto il peso dell’evento. Il clima è cambiato, dobbiamo accettarlo e prevenire situazioni del genere. Abbiamo il dovere di chiedere un intervento allo Stato, all’Europa e alla Regione per riabilitare e migliorare il piano fognario, adeguandolo ai problemi ambientali di oggi».

Antonio Piazza, Coordinatore Regionale di Gioventù Nazionale Sicilia Occidentale – movimento giovanile di Fratelli d’Italia, interviene in merito l’incendio all’interno della Chiesa Madre:

La nostra comunità colpita al cuore, da favarese, esprimo vicinanza al nostro carissimo Don Giuseppe D’Oriente e alla sua comunità della Chiesa Madre, colpita dal triste evento. Questa disgrazia tocca la nostra città di Favara, una ferita inferta alla mamma delle nostre Chiese. La chiesa Madre è uno dei simboli più importanti della nostra amata Favara, è il cuore della nostra comunità favarese.

Un grazie anche ai Vigili del Fuoco, che con il loro immediato intervento hanno spento le fiamme.

 

 

 

 

 

 

 

 

Rinviato a giudizio un 29enne di Canicattì con la pesante accusa di stalking e violenza sessuale.

Lo ha disposto il Gup del Tribunale di Agrigento accogliendo la richiesta del Pubblico ministero Chiara Bisso che è la titolare del procedimento.

L’udienza è stata fissata per il prossimo 24 novembre davanti ai giudici della seconda sezione penale presieduta da Wilma Angela Mazzara.

Secondo l’accusa il 29enne non si sarebbe mai rassegnato alla fine della relazione, perseguitandola e in una occasione anche violentandola.