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“La sentenza del Tribunale di Palermo è greve. Mi sorprende e mi colpisce come giurista ed operatore del diritto, non certo come ex politico che si è mosso secondo il principio di legalità spendendo risorse destinate al gruppo parlamentare e per il ruolo ricoperto in linea con le regole, anche non scritte, vigenti durante il mio mandato e nelle precedenti legislature. Confido, avendo la coscienza serena, nel giudizio di merito che arriverà”. Lo affema Rudy Maira, ex parlamentare regionale e capogruppo all’Assemblea regionale siciliana.

 

Il Raggruppamento temporaneo di imprese, Sea, Iseda ed Ecoin, che gestisce il servizio rifiuti a Canicattì, interviene con una nota a margine delle assemblee sindacali degli operatori ecologici in programma per domani e per lunedì prossimo.

“Precisiamo – spiega l’amministratore delegato della Sea Gianni Mirabile – che l’amministrazione comunale di Canicattì, deve al raggruppamento di imprese, circa 700mila euro per crediti pregressi. Inoltre, nonostante le tante promesse e i reiterati accordi, ancora ad oggi, questi soldi non ci sono stati erogati. Siamo ancora in attesa inoltre, del pagamento della fattura relativa ai servizi da noi svolti durante il mese di giugno e di conseguenza, questo ammanco sta creando un evidente rallentamento nel pagamento degli stipendi ai lavoratori. Nonostante tutte queste difficoltà, stiamo lavorando per risolvere la situazione e provvedere al più presto al pagamento di quanto spetta ai lavoratori”.

È quanto comunicano le OO.SS. di categoria al Raggruppamento di Imprese SEA, ISEDA ed ECOIN, titolari del Servizio e, per conoscenza, al Comune di Canicattì.

L’astensione dal lavoro dei lavoratori avverrà nelle ultime due ore di ogni turno e scaturisce dal timore di ritardi nell’erogazione delle spettanze mensili e della quattordicesima. Malgrado l’apertura manifestata dalle Aziende, dichiaratesi disponibili a risolvere la vertenza, oggi le OO.SS. lamentano un nulla di fatto.

Pertanto le già previste assemblee organizzate per il 18 e 20 luglio u.s., rinviate per lo spiraglio che sembrava essersi aperto, sono state indette per domani 25 e lunedì 27 luglio.

“Ancora una volta, nonostante l’Amministrazione abbia regolarmente provveduto a liquidare le fatture, si paventa il rischio di disservizi nella raccolta dei rifiuti, ancora una volta, per i ritardi delle suddette Imprese nell’erogazione del dovuto ai propri dipendenti la Comunità dovrà subirne le conseguenze. Sollecitiamo le parti a trovare una celere e concreta soluzione al fine di evitare di mettere a rischio il decoro e la salute pubblica”. Il sindaco Ettore Di Ventura

Riprendono domani pomeriggio, i servizi aggiuntivi di pulizia straordinaria a San Leone, svolti ogni sabato dal raggruppamento temporaneo di imprese, Iseda, Sea e Seap che interviene per restituire decoro alla località balneare agrigentina, sempre più spesso interessata da episodi di inciviltà e vandalismo.

Domani pomeriggio, a partire dalle 15.30, una squadra di operatori ecologici della RTI, si occuperà del lavaggio e della pulizia delle panchine e dei giochi per bambini installati sul lungomare Falcone-Borsellino oltre che della pulizia straordinaria di piazzale Giglia, Viale dei Pini, dell’area del porticciolo Cesco Tedesco, del lungomare Falcone-Borsellino e delle strade maggiormente interessate dal traffico pedonale.

Sempre domani, a partire dalle 17 e fino alle 21, un’altra squadra di operatori ecologici, come ogni sabato, si occuperà dello spazzamento serale dello stesso circuito delle principali strade di San Leone.

“Stiamo facendo questo servizio aggiuntivo dall’inizio del mese di luglio – spiega il presidente dell’Iseda Giancarlo Alongi – accogliendo le richieste dell’amministrazione comunale nella speranza di potere rendere migliore la vivibilità di San Leone. Purtroppo, sempre più spesso, ci troviamo di fronte ad atti di vera e propria inciviltà con gente che lascia bottiglie e rifiuti fuori dai cestini posti sia in spiaggia che sul lungomare, per non parlare di ciò che viene lasciato sulle panchine e nelle aree attrezzate per i bambini. Speriamo che a forza di trovare le cose pulite, certe persone imparino a non sporcare”.

Il Direttore della Lucchesiana, don Angelo Chillura, annuncia la riapertura al pubblico della Biblioteca Lucchesiana di Agrigento da lunedì 27 luglio 2020.

Dopo la sanificazione dei locali, si è passati a fornire la Biblioteca dei presidi necessari per la messa in sicurezza anti COVID-19: termo scanner, percorsi obbligati differenziati per l’entrata e l’uscita degli utenti, colonna contenente disinfettante, rimodulazione dei locali, seguendo tutte direttive ministeriali e regionali, mettendo in atto tutti i codici di sicurezza.

È stata messa a disposizione una stanza arieggiata, dove i libri consegnati dal prestito o dalla consultazione verranno messi in “quarantena” in scatole di cartone per la durata di 10 giorni.

Tutta l’organizzazione è stata curata dal Responsabile della Biblioteca.

La  Biblioteca ha i requisiti necessaria per la presenza n. 3 utenti per volta (n. 3 postazioni) per la consultazione o lo studio.

In relazione all’emergenza Covid-19, l’accesso alla Biblioteca viene contingentato e organizzato preventivamente tramite appuntamenti, da concordare a mezzo telefono al numero 0922 22217.

Per scrivere o inviare messaggi alla mail: biblioteca.lucchesiana@gmail.com.

Il dottor D. Z., di 36 anni, aveva partecipato – presso l’Università “Kore” di Enna – alla selezione per l’accesso al Corso di formazione finalizzato al conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità. In esito alla prova pre-selettiva, il candidato veniva escluso dalla successiva prova scritta, avendo conseguito un punteggio inferiore – di appena 0,5 punti – a quello minimo.
Il candidato, con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, ha, pertanto, impugnato – innanzi al TAR Sicilia Catania – gli atti della procedura selettiva nella parte in cui non lo includevano tra gli ammessi alla prova scritta. Il TAR Sicilia Catania – prima con un Decreto Presidenziale e poi con un’Ordinanza Cautelare – hanno ammesso il concorrente alla suddetta procedura selettiva e lo stesso, all’esito della prova scritta, è stato ammesso alla frequenza del “Corso di Formazione per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità A.A. 2018-2019”. Successivamente, il candidato, avendo sostenuto tutte le prove, ha conseguito – con riserva – la suddetta specializzazione. Pertanto, il TAR Catania – a seguito di apposita istanza di parte – ha preso atto della sopravvenuta carenza di interesse in quanto il candidato – avendo superato le varie prove – ha, ormai, conseguito (ai sensi dell’art. 4, comma 2 bis, del d.l. n. 115 del 30 giugno 2005) la suddetta specializzazione a titolo definitivo. Per effetto di tale provvedimento, la specializzazione conseguita dal concorrente è ormai divenuta definitiva e a pieno titolo e lo stesso, già dal prossimo anno scolastico, potrà prestare servizio quale insegnante di sostegno.

La pm della Dda di Palermo, Ilaria De Somma, ha chiesto la condanna di sei imputati nell’ambito dell’inchiesta “Ponos” a carico della presunta banda che avrebbe sfruttato gli stranieri per 3 euro all’ora, costringendoli a lavorare in condizioni disumane e senza fermarsi. La pena più alta – 12 anni di reclusione – è stata proposta per le due donne ritenute a capo dell’organizzazione. Sono Vera Cicakova, 59 anni, e la figlia Veronika, 37 anni. Sei anni di reclusione per Neculai Stan, 62 anni; 3 anni, invece, la pena richiesta per l’empedoclino Emiliano Lombardino, 46 anni; 3 anni e 6 mesi sono stati chiesti per Rosario Burgio, 42 anni, di San Cataldo; per Giovanni Gurrisi, 41 anni di Agrigento, la pena richiesta è di 5 anni di reclusione. Le accuse contestate sono di associazione a delinquere, sfruttamento del lavoro, favoreggiamento e sfruttamento dell’immigrazione clandestina.

L’indagine, svolta sul campo dai carabinieri, avrebbe accertato l’esistenza di una vera e propria organizzazione per delinquere dedita allo sfruttamento dei braccianti agricoli nelle campagne dell’Agrigentino, con particolare riferimento alla zona di Campobello. Il processo, in corso davanti al gup di Palermo, Rosario Di Gioia, riprende l’11 settembre per le arringhe dei difensori. Fanno parte del collegio del troncone abbreviato, fra gli altri, gli avvocati Giovanni Pace, Salvatore Loggia, Daniele Re e Salvatore Manganello.

Il giro d’Italia scatterà il 3 ottobre dalla Sicilia, con tappa ad Agrigento il giorno dopo. Come scrive la Gazzetta dello Sport di oggi “la Grande Partenza, già prevista in Sicilia nel 2021, viene anticipata dopo lo spostamento per coronavirus dalle date di maggio e la cancellazione delle tre tappe ungheresi. Sabato 3 ottobre, i 176 corridori si lanceranno da Monreale, città fondata dai Normanni e gioiello Unesco, con il Duomo del 1174 definito «il tempio più bello del mondo» e i mosaici bizantini. Sull’isola, quattro delle 21 tappe della corsa, che si chiuderà a Milano domenica 25 ottobre. La prima maglia rosa arriverà nel salotto di Palermo dopo una cronometro individuale di 16 km. Per Monreale è una prima assoluta: mai sede di tappa del Giro. Domenica 4 ottobre, Alcamo-Agrigento, seconda tappa, che toccherà il Trapanese e il Belice prima di sfiorare Selinunte, scivolare verso la costa di Sciacca e arrivare ad Agrigento in leggera salita con vista sulla Valle dei Templi: per attaccanti. Le prime due sono le tappe nuove, la terza e la quarta erano già note: arrivo in salita sull’Etna a Piano Provenzana (1775 metri) dal versante inedito di Linguaglossa, 9% nei 2 km finali, e volata a Villafranca Tirrena, nel Messinese, le strade di allenamento di Nibali.

Gruppi di tunisini rintracciati nelle acque antistanti l’isola di Lampedusa, ma anche sulla terraferma. Sono stati 14, a partire dalla tarda serata di ieri, gli sbarchi di gruppi di migranti rintracciati a terra.
All’hotspot di contrada Imbriacola ci sono al momento 960 extracomunitari. La struttura d’accoglienza è al collasso e la prefettura di Agrigento è al lavoro per cercare di trovare posti disponibili dove collocare i migranti che devono effettuare la sorveglianza sanitaria. Sono 12 i barchini rintracciati davanti all’isola dalle motovedette della Guardia di finanza e da quelle della Capitaneria di porto durante la notte. A bordo un minimo di 10 persone e un massimo di 25. Due le operazioni condotte a terra dalle Fiamme gialle che hanno rintracciato 5 tunisini al molo Sanità e altri 15 al molo Madonnina. Poco prima dell’1 di notte, dopo l’ennesimo sbarco, i poliziotti in servizio all’hotspot hanno avuto serie difficoltà – per mancanza di spazio – nelle procedure di identificazione. La prefettura di Agrigento ha disposto il trasferimento di 200 tunisini con il traghetto di linea che giungerà in serata a Porto Empedocle.

Sempre più emergenza abitativa a Porto Empedocle. Nel giro di pochissime ore, sono stati firmati – con un termine perentorio di 15 giorni per lasciare gli alloggi popolari occupati abusivamente – tre provvedimenti di sgombero.
Tutte le famiglie coinvolte avevano già ricevuto, dai responsabili dell’ufficio Case del Municipio, delle diffide: erano state invitate – visto che occupano abusivamente gli appartamenti – a lasciarli liberi. Non solo non sono arrivate al Comune deduzioni dalle parti interessate, ma le residenze non sono state appunto ancora liberata. Motivo per il quale, a questo punto, sono stati firmato i tre provvedimenti di sgombero.

Trascorsi i 15 giorni, la polizia municipale dovrà – è stato stabilito dal Municipio – dare corso agli sgombero coattivo. Provvedimenti di sgombero, a Porto Empedocle, ne sono stati già firmati diversi, decine e decine. Nella città marinara, il 10 per cento circa delle case popolari sono occupate in maniera abusiva: l’ultimo censimento realizzato dal Comune parlava di oltre 130 famiglie – sulle complessive 1.500 che abitano nelle case popolari – presenti, in altrettante abitazioni, in maniera abusiva. Chi occupa queste case non paga l’affitto, non paga le tasse e non fa la raccolta differenziata.