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I consiglieri di opposizione Gaziano, Catalano e Chirafisi si insedieranno temporaneamente nell’aula consiliare del comune di Santa Elisabetta per pacifica protesta. Questa estrema azione si è resa necessaria allorquando il presidente del consiglio comunale ha negato per ben due volte, con futili motivi, la convocazione del consiglio comunale aperto al pubblico per discutere dello scottante ed attualissimo tema della cessione della rete idrica. Tale richiesta, garantita dalla normativa primaria, è chiarita in maniera molto chiara dallo statuto e dal regolamento per il funzionamento del consiglio comunale. Precisano, inoltre, di avere suggerito i luoghi di svolgimento della riunione con ingresso contingentato come previsto dalla normativa covid 19.

Dopo il blitz di ieri, da parte dei militari dell’Arma, sono fioccate le denunce. Nel dettaglio i militari hanno accertato la presenza sulla marna bianca di 31 soggetti, provenienti da varie località siciliane e diversi cittadini stranieri, i quali sono stati identificati e deferiti all’Autorità Giudiziaria, in quanto si sono resi responsabili del reato di violazione dei sigilli, trasgressione punita dall’art. 349 del Codice Penale con la reclusione da sei mesi a tre anni. Alla vista dei militari, i tantissimi turisti presenti si sono allontanati velocemente, via mare e via terra, e nel giro di pochi minuti la scogliera era priva di turisti.
Questi soggetti, transitando da mare o scavalcando la recinzione, mettendo a rischio la propria incolumità, si sono ostinati a scavalcare la recinzione, che è risultata essere divelta in più punti, violando i sigilli posti a tutela del sito di notevole pregio ambientale e disattendendo le ordinanze di interdizione per salire ad ogni costo sulla famosa scogliera. Come è noto la Scala dei Turchi, infatti, è interdetta dal 27 febbraio a seguito del decreto di sequestro preventivo di urgenza emesso dal Procuratore della Repubblica Luigi Patronaggio, in quanto vi è un concreto pericolo per i turisti e per i bagnanti, in considerazione dei numerosi crolli che hanno interessato l’area negli ultimi mesi.

“Grazie al taglio dei nostri stipendi, realizzeremo un parco letterario a Porto Empedocle per riscoprire i luoghi dello scrittore Andrea Camilleri. Saranno installate 6 panchine libro decorate da artisti siciliani.
Lo scopo dell’iniziativa è quello di incentivare un turismo culturale per riscoprire luoghi e paesaggi raccontati da Camilleri proprio nella sua città natale.

Porto Empedocle, negli ultimi giorni, è stato anche il luogo in cui centinaia di migranti hanno trovato il primo approdo e i primi controlli sullo stato di salute (tamponi e test sierologici).
Così come ho fatto in precedenza, per il centro accoglienza di Siculiana e Villaggio Mosè, la settimana scorsa sono andato a verificare le condizioni della tensostruttura installata nella città natale di Andrea Camilleri.
Le considerazioni da fare, a mio avviso, sono sempre le stesse: il dramma dei migranti non può risolversi con altri drammi come una gestione del fenomeno totalmente da rivedere. La retorica dell’accoglienza tout court e il modello securitario della cosiddetta “invasione” e della finta “chiusura” delle frontiere, sono due facce della stessa medaglia: un autentico fallimento.
Le persone che, per ragioni diverse, si trovano clandestinamente in Sicilia vanno trattate con dignità perché, prima di ogni cosa, sono esseri umani. Non sono tollerabili strutture totalmente inappropriate, poco sicure e mal distribuite. Lo dimostrano le fughe continue dai centri di accoglienza.

Ecco perché occorrerebbero strutture pubbliche con personale pubblico, ne abbiamo in abbondanza. In poche parole, lo Stato ha il dovere di governare il processo dell’accoglienza, dallo sbarco fino al rimpatrio o al permesso di soggiorno. I flussi migratori sia di tipo umanitario che economico sono fonti di enormi speculazioni, esiste una vera e propria filiera del contrabbando di esseri umani. Sono fermamente convinto che diminuendo i flussi di denaro che girano attorno all’immigrazione (con una gestione statale del fenomeno) diminuiranno magicamente anche il flussi migratori”.

Lo dichiara il deputato regionale dei 5 Stelle on. Giovanni Di Caro.

“Salgono a 181 i positivi al Coronavirus in Sicilia. Un dato che ci impone di fare appello a una maggiore disciplina collettiva. Evitare gli assembramenti, usare la mascherina nei luoghi all’aperto frequentati, usarla sempre nei luoghi chiusi (tranne a casa propria), mantenere la distanza di un metro con persone non conviventi, l’uso di guanti e mascherina per gli operatori commerciali di generi alimentari (anche ambulanti). Tutto questo può costituire un piccolo fastidio, ma ci dà un grande aiuto nel tenere bassa la probabilità del contagio. Confidiamo perciò nel senso di responsabilità di ognuno -soprattutto dei giovani – e nella accurata vigilanza delle Forze dell’ordine. Vorremmo evitare di adottare nei prossimi giorni misure restrittive, ma non ci sentiamo di escluderle”.
Lo ha dichiarato il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, a proposito degli affollamenti verificatisi negli ultimi giorni in molte città dell’Isola.

La direzione sanitaria dell’ospedale San Giacomo d’Altopasso ha chiesto l’accorpamento di quattro reparti nel mese di Agosto per carenze di personale. Le unità operative in questione sono Ostetricia e Pediatria, Cardiologia e Medicina Generale. Le note sono già state inviate alla direzione aziendale e ai vari reparti. Alla base della clamorosa decisione del direttore sanitario Asaro c’è l’impossibilità di “garantire un’adeguata turnazione visto che sono stati già effettuati degli spostamenti di personale infermieristico in favore delle quattro unità operative ma che risultano comunque insufficienti”. Da lì, la richiesta “di accorpare funzionalmente le quattro unità operative per il mese di Agosto per ottimizzare l’utilizzo delle risorse”. Vengono forniti anche dei dati per “giustificare” la richiesta di accorpamento dei quattro reparti: nelle ultime giornate i numeri dei ricoveri risultano essere 12 per la Medicina, 2 per la Cardiologia, 8 per Ostetricia e 3 per Pediatria. “Nell’eventualità di un accoglimento della richiesta di accorpamento – si legge ancora nelle note inviate dal San Giacomo d’Altopasso alla direzione aziendale – due sale di degenza di Medicina e due di Ostetricia potrebbero essere destinate a degenza per Cardiologia e Pediatria, ed il personale infermieristico ed ausiliario utilizzato in ragione della nuova temporanea disposizione”. La nostra impressione è che si tratti di misure da ultima spiaggia. La carenza di personale c’è ormai da tempo e qualche giorno fa il problema è stato sottoposto all’Asp di Agrigento anche dalla CGIL. Adesso questo nuovo capitolo con il nero su bianco messo dalla direzione sanitaria del San Giacomo d’Altopasso e la richiesta di accorpamento per il mese di Agosto di quattro reparti per carenze organiche. Ad Agosto sono programmate oltretutto anche le ferie e quindi la situazione è destinata giocoforza a farsi ancora più complicata.

licatanet

Il ministero dell’Interno ha bandito una nuova gara per reperire una nave per la quarantena dei migranti che sbarcano sulle coste italiane. L’avviso per la presentazione di “manifestazioni di interesse per il servizio di noleggio di una unità navale battente bandiera italiana e/o comunitaria” è stato pubblicato sul sito del Ministero dei Trasporti e le offerte sono attese entro le ore 12 di mercoledì 29 luglio.

La nuova gara si è resa necessaria dopo che le precedenti si sono concluse a vuoto, e perché non è possibile requisire un’imbarcazione, in quanto non si può procedere allo stesso modo nei confronti dell’equipaggio.

Lo scorso 27 febbraio la Procura di Agrigento ha posto sotto sequestro la Scala dei turchi, poichè era ritenuta pericolosa, per via dei frequenti crolli.
Da quel giorno nessuno si è occupato della necessaria guardiania, al fine di impedire ai visitatori di commettere il grave reato penale di “violazione dei sigilli”, punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.
Arrivata l’estate il sito è stato preso d’assedio e violato di continuo. Tutto ciò ha già portato, inevitabilmente, alla denuncia di più di 100 persone.
La vergogna e gli incivili di Scala dei Turchi
Nell’ultima domenica di luglio il monumento è stato nuovamente preso d’assalto dai visitatori e sono dovuti intervenire i Carabinieri e la Capitaneria di Porto per riportare l’ordine.
Questa volta, oltre che entrare per un veloce selfie ricordo, tanti erano tranquillamente distesi al sole ed alcuni hanno incredibilmente piantato pure un ombrellone nella marna.
Così non si può andare avanti!

Sono 114 i migranti soccorsi su due barconi e sbarcati a Lampedusa durante la notte. La Guardia costiera ha rintracciato al largo dell’isola 70 tunisini. Subito dopo la Capitaneria ha avvistato e agganciato un altro barcone con a bordo 44 extracomunitari: 4 marocchini e 40 originari del Bangladesh. Anche i due gruppi sono stati trasportati nel centro di prima accoglienza dove si trovano, al momento, 650 persone. Ieri 520 migranti sono stati accompagnati in altre strutture.

Il presidente della Regione, Nello Musumeci, è intervenuto a seguito dell’ennesima fuga di migranti, adesso dal centro d’accoglienza di Caltanissetta. E Musumeci ha scritto su facebook: “Avrete già letto dei 100 migranti scappati a Caltanissetta. Si aggiungono ai tunisini scappati a Pantelleria e a quelli evasi dall’hotspot di Pozzallo, i quali, a loro volta, si sommano a tutti gli altri. Nessuno dica che è responsabilità delle forze dell’ordine: fanno tutto quello che possono e siamo loro grati. E’ semplicemente sbagliato che si faccia finta di nulla da parte del governo di Roma e che si dica che tutto va bene. Pretendo rispetto per la Sicilia, non può essere trattata come una colonia. Abbiamo dato disponibilità e chiediamo reciprocità, ma vediamo che nella gestione del fenomeno migratorio c’è troppa improvvisazione e superficialità”.

Un centinaio di migranti ospiti del Cara di Pian del Lago, a Caltanissetta, sono fuggiti dal centro. I carabinieri ne avrebbero intercettati tre. Decine di militari dell’Arma e agenti della polizia sono impegnati nelle ricerche dei profughi. Complessivamente nel centro vi sono state 350 persone. I migranti fuggiti dal Cara sono parte del gruppo di profughi trasferiti nel centro nisseno per il periodo di quarantena obbligatoria. “Nessuno di loro sarebbe positivo al tampone”: così ha precisato il sindaco di Caltanissetta Roberto Gambino.