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Amministrative di ottobre: Firetto, Miccichè e forse Calma (5Stelle). Poi Zambuto; ma con chi?

A novanta giorni esatti dal voto che eleggerà il nuovo sindaco di Agrigento, gli agrigentini non hanno la possibilità di avere un quadro chiaro della situazione per potere effettuare le proprie scelte con calma e serenità.

Il tutto perché un fantomatico Centro Destra, dalle nostre parti inesistente e utopistico, continua a cazzeggiare sulla scelta di un candidato che possa amministrare la Città dei Templi.

Le uniche certezze sono le seguenti: Lillo Firetto, candidato uscente, è pronto per affrontare una nuova battaglia amministrativa; Franco Miccichè è una altrettanta certezza, anzi qualcuno lo aveva anche accusato di avere iniziato troppo presto la campagna elettorale.

Sembrerebbe che i 5Stelle avrebbero già individuato un candidato, non certo da una mai esistita seriamente piattaforma Rousseau. Insomma, pare che stia accadendo ciò che è avvenuto con Michele Sodano, un illustre sconosciuto venuto dal freddo nordico, sceso ad Agrigento per fare incetta di voti di un popolo incazzatissimo senza conoscerne la sua esistenza.

A Pesaro il freddo è meno intenso rispetto ai paesi del nord Europa. Si chiama Antonio Calma, ed è marchigiano; è un dirigente presso il ministero di Grazia e Giustizia. Non si comprende bene se abbia origini agrigentine.

Si sussurra di una Angela Galvano che dovrebbe raccogliere i cocci di una sinistra quasi inesistente. Ma questa, come Calma, è soltanto una voce. Poi, il buio totale.

I tentativi di compattare il Centro Destra agrigentino sono stati più numerosi degli abitanti di New York, ma di unioni nemmeno l’ombra.

Tra foto, pranzi, cene e abbracci di circostanza alcuni esponenti politici regionali voglio fare finta di essere uniti, ma in realtà la difficile mossa non è praticabile. Anche perché, quando si parla di Centro Destra non ci si può fermare soltanto a due tre partiti, di cui due partitini (Diventerà Bellissima e Udc) e il terzo (Forza Italia) che non vuole esporsi ma sempre in agguato per aggredire il carro vincente.

Insomma, una sorta di vorrei vincere facile che, però, non è poi così facile; abbattere due corazzate (per ovvi motivi) come Firetto e Miccichè non viene facile a nessuno.

La Lega “lega” con gli Autonomisti (e viceversa) e questo continuo pomiciare porterà quasi sicuramente ad un matrimonio.

All’appello manca Fratelli d’Italia dell’inossidabile Lillo Pisano. Molti lo vorrebbero candidato ma lui non sembra assolutamente esserne convinto. Così come, tutti i partiti lo cercano, lo ammiccano ma lui, fino ad ora, riesce a tenere duro.

Dapprima infatuato da Marco Zambuto (prima del Covid 19) alla resurrezione del popolo italiano sembra avere perso quell’amore (impossibile) con l’ex sindaco di Agrigento. Ma la politica, però, ci ha anche abituati a vedere ammucchiate degne dei peggiori bordelli di Caracas.

Le tentazioni sono tante e tutti aspettano che sia l’altro a fare la prima mossa. Vai avanti tu, no prima tu, no io non posso, ti seguo dopo. E allora vediamoci di nascosto; no! Devono vederci tutti! Nessuno, in prima battuta, si vuole accollare Zambuto (divenuto un vero e proprio rompicapo). E più si nascondono, più li vedono.

Lui, intanto, continua ad andare avanti per la sua campagna elettorale. Ufficialmente da solo, ma in realtà a tirare la sua giacca sono tanti. Sottobanco.

Lunedi, l’ennesima riunione di un Centro Destra che vuole apparire unito. Il risultato è già scontato e lo racconteremo nei prossimi giorni.

3 COMMENTI
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    Bebbè 4 Luglio 2020

    Pungente come al solito il buon direttore ma consapevole più di tutti che la prossima settimana zambuto e Micciche torneranno al proprio lavoro annuale

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      philips 5 Luglio 2020

      Quindi resterebbe Firetto? la peggiore disgrazia di Agrigento?

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    Manlio Ottaviano 5 Luglio 2020

    Con Totó Signa!

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