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“La data del primo luglio – spiega l’assessore Turano – è il frutto di un’attenta valutazione fatta con le associazioni del mondo del commercio delle specifiche esigenze del nostro territorio. Lo scopo è di riattivare il circolo virtuoso dei consumi prima che i siciliani vadano in vacanza e di sfruttare l’arrivo dei turisti nel mese di luglio”.

La Regione Siciliana scegliendo la data del primo luglio si discosta così dall’indirizzo comune approvato dalla Conferenza delle Regioni che prevedeva il posticipo dei saldi all’1 agosto: “anche il Lazio – sottolinea l’assessore alle Attività produttive – ha deciso di applicare i saldi già dal primo luglio, di fatto noi manteniamo la data che avevamo indicato prima dell’emergenza Covid-19 perchè riteniamo sia urgente far ripartire i consumi ma anche evitare il caos dei maxi-sconti prima dei saldi estivi”. Saranno però saldi estivi in sicurezza, i commercianti saranno tenuti a rispettare tutte le norme di distanziamento sociale e ad adottare tutti i necessari dispositivi di sicurezza personale.

Anche  durante il ponte del 2 Giugno i fari della Polizia provinciale del Libero Consorzio Comunale di Agrigento, sono stati puntati sulla movida agrigentina per scongiurare assembramenti ed assicurare il rispetto delle disposizioni di legge “antiassembramento”.

Nel corso delle attività di vigilanza, il Comandante della polizia provinciale, Ten. Col. Vincenzo Giglio,  ha  impegnato sul territorio provinciale diverse pattuglie allo scopo di affiancare le altre Forze dell’Ordine impegnate nelle attività di prevenzione e di rispetto delle disposizioni “anticovid”.

Sono stati controllati decine di locali, pub, esercizi pubblici, luoghi ordinariamente meta di comitive di giovani.

In tutte le occasioni di controllo e verifica è sempre stato consigliato di far prevalere il buon senso ed il rispetto delle regole.

La Polizia Provinciale, ricordiamo, anche durante la fase più acuta dell’epidemia “Covid 19”, è stata  impegnata su tutto il territorio provinciale in una serie di controlli  finalizzati al rispetto delle disposizioni “anticovid”.

Il consuntivo ha fatto registrare un’intensa attività di controllo in numerosi comuni della provincia verificando la posizione di oltre duemila automezzi ed elevando diverse sanzioni sulla normativa per l’emergenza Covid-19 dall’importo di 533 euro.
Le pattuglie sono state impegnate nel Capoluogo e nei comuni medio piccoli a supporto delle Forze dell’Ordine.

“Una Città come Porto Empedocle che cerca di puntare sul turismo e sulla destagionalizzazione di certo non può arrivare a pieno Giugno senza aver provveduto alla pulizia delle Spiagge.
A dichiararlo è la consigliere comunale Valentina Di Emanuele che continua: Chilometri di costa Empedoclina in condizioni disastrose, un ricettacolo di rifiuti di ogni genere. L’inerzia dell’Amministrazione ancora una volta si manifesta ed è sempre più tangibile il fallimento Politico-Amministrativo, che anche in questa fase di emergenza avrebbe potuto programmare gli interventi alla fine del lockdown e di poter fruire delle spiagge almeno a coloro che vivono nelle vicinanze. L’emergenza covid-19 ha fatto i suoi danni in molteplici aspetti, l’estate si prospetta sotto tono anche dall’allentamento delle restrizioni e precauzioni. Tutto questo va a penalizzare ancora di più gli operatori commerciali di quanto sia stato il covid-19 e vanifica il coraggio di aprire ristoranti, alberghi ed esercizi commerciali che si affacciano sulla spiaggia.
1)Come mai ad oggi non si è provveduto alla pulizia delle Spiagge del litorale Empedoclino?
2)In che modo pensa di rendere “DECENTI e FRUIBILI le spiagge del comune di Porto Empedocle?
3)Nel programma elettorale le spiagge e il turismo erano importanti tali da pensare di fare costruire un ponte di collegamento con la scala dei turchi, come giustifica tutto questo con la realtà?
Se Porto Empedocle deve rinascere e uno dei punti di forza è il turismo (visto le strutture ricettive sempre in aumento) non è accettabile che ancora a Giugno le spiagge siano in condizioni di degrado e costituiscono un pericolo per chi vi si avventura.
Sindaco così facendo – conclude Di Emanuele – spero non arrechi ai Commercianti ancora più danni del covid-19″

Operazione antimafia a Palermo. Circa 100 agenti della Squadra Mobile, su delega della Direzione Distrettuale Antimafia, hanno eseguito 11 misure cautelari emesse dal Tribunale a carico di altrettanti indagati, a vario titolo, per associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa, estorsione aggravata, trasferimento fraudolento di valori aggravato ed altro. Nove sono in carcere e due ai domiciliari. Il blitz ha interessato il mandamento della Noce, un quartiere di Palermo da sempre snodo strategico per gli interessi economici di Cosa Nostra. Tra gli 11 arrestati nell’operazione cosiddetta “Padronanza” vi è anche Salvatore Alfano, 64 anni, ritenuto il nuovo boss della Noce. Alfano avrebbe avuto l’investitura direttamente da Settimo Mineo, già arrestato nell’ambito dell’inchiesta “Nuova Cupola”, con un bacio sulla bocca nella piazza principale del quartiere. Mineo si sarebbe recato spesso ad incontrare Alfano nella concessionaria di famiglia, in piazza Principe di Camporeale.

La Guardia di Finanza del comando provinciale di Catania ha eseguito un’ordinanza di misure cautelari a carico di nove persone ( tra 2 in carcere, 3 ai domiciliari e 4 sottoposti a obblighi di Polizia giudiziaria) per una presunta illecita conduzione della discarica di Lentini, in provincia di Siracusa, la più estesa della Sicilia, gestita dalla ‘Sicula trasporti’. L’inchiesta comprende anche le presunte pressioni “esercitate da esponenti del clan mafioso Nardo” per “l’affidamento di un chiosco-bar nello stadio dove gioca la Sicula Leonzio”, squadra di calcio di Prima divisione. I reati ipotizzati a vario titolo dalla Procura di Catania sono associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti, frode nelle pubbliche forniture, corruzione continuata, rivelazione di segreto d’ufficio e concorso esterno all’associazione mafiosa. Le Fiamme Gialle hanno compiuto perquisizioni e sequestri preventivi a carico delle società del gruppo Leonardi per complessivi 116 milioni di euro.

L’Archeoclub d’Italia, considerato il DDL 698-550, in discussione all’Assemblea Regionale del Parlamento Siciliano, sulle nuove Disposizioni in materia di Beni Culturali e di tutela del paesaggio, ha formulato alcuni emendamenti, evidenziando che sarebbe più utile riformulare l’intero impianto normativo, suggerendo una più approfondita riflessione, al fine di coinvolgere gli ordini professionali, tutte le associazioni di volontariato afferenti ai beni culturali e ambientali, le guide turistiche regionali, gli istituti di ricerca, le associazioni di  archeologi e il mondo della scuola.

Questa riflessione risulterebbe utile per proporre una normativa condivisa, che  eventualmente integri sia il Codice dei Beni Culturali DL 42/2004 e le successive modifiche, che la legge regionale 80/1977 e non sostituisca l’attuale quadro normativo.

La proposta di legge deve invece puntare al potenziamento delle risorse umane e finanziarie delle Soprintendenze; alla loro riconfigurazione – semplificando ed evitando sovrapposizioni di competenze, potenziando la presenza di figure specializzate come: paesaggisti,
pianificatori, architetti, storici dell’arte, antropologi, archeologi e catalogatori (la cui posizione lavorativa andrebbe regolarizzata come da legge) di cui oggi appare carente.

Per questo la nuova proposta di legge dovrebbe prevedere Investimenti sulle risorse  tecnologiche e digitali, sulla formazione e sul coinvolgimento del volontariato afferente ai beni  culturali come: Archeoclub d’Italia, Sicilia Antica e Beni Culturali ecc., nella gestione siti,
monumenti, ricerche, ecc. con particolare attenzione ai siti abbandonati o sottoutilizzati, rilanciando una nuova stagione di ricerche storiche, archeologiche con particolare attenzione all’archeologia del paesaggio e alla storia della città e dell’architettura.

Sarebbe necessario prevedere inoltre una specifica normativa per il rientro semplificato dei reperti archeologici, frutto di eredità o di ritrovamenti fortuiti in possesso di molti privati che desiderano donarli alla collettività per implementare le esposizioni periferiche dei centri
minori, territorializzando le collezioni.

Tutto questo al fine di costruire un nuovo modello di sviluppo che utilizzi un rinnovato quadro delle conoscenze e dei saperi, utili per rilanciare il patrimonio della Regione Sicilia in chiave turistica e culturale. Creando le basi per coordinare azioni comuni tra gli Assessorati ai
Beni Culturali e al Turismo.

I Carabinieri della stazione di Realmonte hanno arrestato due trafficanti di droga, intenti a trasportare due chili e mezzo di cocaina a bordo del loro camion, trasportante animali vivi, bloccato ad un posto di controllo lungo la statale 115, nei pressi di Scala dei Turchi. L’agitazione dei due ha insospettito i Carabinieri. Nel corso della perquisizione, all’interno di alcune intercapedini nell’abitacolo del veicolo, sono stati scoperti degli involucri contenenti i due chili e mezzo di cocaina, risultata dalle prime analisi di ottima qualità. L’autista e il passeggero sono stati trasferiti nel carcere “Di Lorenzo” ad Agrigento. Il valore di mercato dello stupefacente sequestrato ammonta ad oltre 500mila euro.

Ad Agrigento, domani, venerdì 5 giugno, nella caserma dei Carabinieri “Biagio Pistone”, alle ore 10, si svolgerà una sobria cerimonia per la celebrazione del 206° Annuale di fondazione dell’Arma dei Carabinieri. Il Prefetto di Agrigento, Maria Rita Cocciufa e il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Agrigento, il colonnello Giovanni Pellegrino, depositeranno una corona di alloro nei pressi di una delle lapidi commemorative dei Caduti dell’Arma.

Guido Bertolaso coordina il Protocollo di sicurezza in Sicilia. L’incarico costa 1 euro e lui alloggia nella sua barca. Conferenza a Palermo con Musumeci e alcuni assessori.

 

L’ex capo della Protezione civile nazionale, Guido Bertolaso, 70 anni di età, è in Sicilia a Palermo. A palazzo d’Orleans ha partecipato ad una conferenza sull’emergenza coronavirus e la fase 2. E si è seduto accanto al presidente della Regione, Nello Musumeci, all’assessore regionale alla Sanità, Ruggero Razza, al Turismo, Manlio Messina, ed alle Attività produttive, Mimmo Turano. Hanno presentato il Protocollo di sicurezza sanitario. E il coordinatore di tale progetto è Guido Bertolaso. E quanto costa ai contribuenti siciliani l’incarico a Bertolaso? Risponde Musumeci: “Costa 1 euro. E per non aggravare la Regione di spese, Guido Bertolaso utilizza la sua barca come alloggio”. Il compito del medico chirurgo originario di Roma, che ha contratto il coronavirus e poi è guarito all’ospedale “San Raffaele” a Milano, è coordinare il progetto relativo al Protocollo e monitorarne l’attuazione durante ciò che Musumeci ha definito “la fase 2 e mezzo, ovvero – ha aggiunto – una fase in cui dobbiamo e vogliamo coniugare prudenza e rilancio”.

E alla domanda come sarà l’estate siciliana dopo l’emergenza covid, il presidente della Regione ha risposto: “Riapriamo senza dover pensare al peggio, ma siamo pronti a intervenire se il peggio dovesse presentarsi. Riteniamo che il turista debba venire in Sicilia nella consapevolezza di essere accompagnato da un soggetto invisibile, assolutamente discreto, ossia l’app “Sicilia sicura”. Il turista deve essere libero di muoversi senza rendere conto a nessuno. Ma in caso di necessità sa che esiste un sistema sanitario pronto a intervenire. Per questo abbiamo pensato all’app “Sicilia sicura” e al potenziamento dei presidi sanitari assumendo altri medici”.

Guido Bertolaso conferma che l’estate in Sicilia molto probabilmente trascorrerà serena ma avverte: “Sì, penso che questi mesi estivi saranno tranquilli, ma temo che i problemi di carattere sanitario potrebbero esserci di nuovo in autunno. Qui si sta facendo tutto il possibile per accogliere nel modo migliore chi vorrà venire. Quello che offre questa terra non si trova da nessuna parte del mondo”. E l’assessore Razza, in riferimento a come funziona l’app “Sicilia Sicura”, ha spiegato: “Il Protocollo prevede l’attivazione da domani, venerdì 5 giugno, del sito internet siciliasicura.com, al quale è collegato una app che sarà presente anche sugli store. L’applicazione consentirà a ogni cittadino che arriva in Sicilia di compilare un modulo in cui scriverà anche quando intende arrivare in Sicilia. Il giorno prima del suo arrivo, dal sito sarà possibile inviare l’invito a collegarsi alla app, in modo che si possano fornire le informazioni sulle proprie condizioni di salute. Poi la app invia un messaggio giornaliero che offrirà la possibilità a chi lo ritiene di segnalare il proprio stato di salute e un eventuale malessere”.

Quarantena? Sanzioni? Risponde Musumeci: “Nessuna quarantena né alcuna sanzione in caso di mancata registrazione sul sito sicilia.sicura.com. Siamo certi che il turista per primo avrà interesse a usare gli strumenti che gli mettiamo a disposizione solo per il periodo della sua vacanza, per rispetto dei siciliani”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)