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“Ancora una volta e nonostante gli impegni a tutti i livelli a partire dal Presidente Conte, sembra che pure in materia di spiagge libere si vogliano scaricare ulteriori responsabilità sui sindaci con l’organizzazione ed il controllo del rispetto delle prescrizioni contro il contagio. Anche se è ormai chiaro che i comuni non hanno risorse e mezzi per il controllo diffuso del territorio, a livello nazionale viene l’indicazione che siano i sindaci a doversi occupare delle spiagge libere e della verifica del rispetto della prescrizioni estremamente stringenti emanate dal ISS”.

Questo il commento del presidente di ANCI Sicilia, Leoluca Orlando, che aggiunge: “Mi auguro che il Governo nazionale, la Regione e il Demanio comprendano che in Sicilia, con centinaia e centinaia di chilometri di spiagge e scogliere, tutto questo è semplicemente impossibile senza adeguate risorse e mezzi. I comuni faranno certamente la propria parte come già stanno facendo per l’informazione e la sensibilizzazione dei cittadini, ma il controllo delle aree di balneazione libere è certamente necessario perché queste non si trasformino in pericolosi luoghi di assembramento. E’ un motivo in più perché una semplice delega ai comuni senza dotarli di adeguati strumenti sarebbe un atto irresponsabile oltre che istituzionalmente scorretto”.

Un’operazione della Guardia di Finanza ha portato ad arresti e sequestri che hanno interessato i beni e i vertici della Sicula Trasporti che gestisce la più grande discarica del Sud Italia, tra Catania e Lentini, in contrada Grotte San Giorgio, con il conferimento di circa trecento comuni siciliani, la metà dell’isola. La discarica è di proprietà della famiglia Leonardi, gruppo economico emergente che si è via via allargato con acquisti e investimenti finanziari in immobili, alberghi, bar, attività commerciali. La società, che nelle settimane passate ha rilanciato il progetto (del 2009) di un inceneritore in quel territorio, è presieduta dall’avvocato Branca, nominato dal Presidente Musumeci, esponente di rilievo del centrodestra, alla guida di Riscossione Sicilia. Figura di peso che a sua volta ha rappresentato la proprietà della famiglia Ciancio nelle vicissitudini e nei rapporti con gli azionisti de La Gazzetta del Mezzogiorno (Bari) e de La Sicilia (Catania). Negli ultimi anni del secolo scorso Branca è stato il tesoriere dei Ds (Democratici di sinistra), segretario Claudio Fava. Le accuse contestate sono quelle di associazione a delinquere finalizzate al traffico illecito di rifiuti, frode nelle pubbliche forniture, corruzione, concorso esterno in associazione mafioso. Si confermano ancora una volta l’intreccio affaristico e il ruolo egemone della borghesia mafiosa nell’economia pubblica e privata dell’isola, in uno con i rapporti con la criminalità organizzata. C’è una questione morale che è soprattutto questione sociale, fatta di lavoro nero e di frode fiscale, di devastazione ambientale e militarizzazione del mezzogiorno, di accaparramento delle risorse pubbliche, di modello di sviluppo illegale garantito da un sistema di potere politico trasversale e trasformista. Più che mai occorre lavorare a costruire un movimento politico e sociale per una alternativa di sinistra antiliberista, costituzionale e anticapitalista.

Ad Agrigento i poliziotti della Squadra Mobile, diretti da Giovanni Minardi, hanno sottoposto a controllo un extracomunitario originario del Gambia appena fuori da un autobus di linea in piazzale Rosselli. L’uomo, apparso agitato, è stato sorpreso in possesso di 300 grammi di marijuana. L’arresto è stato convalidato dall’Autorità giudiziaria. L’uomo risponde di detenzione e trasporto a fine di spaccio di sostanze stupefacenti. Gli è stata imposta la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel Comune di domicilio.

Lo scorso 8 aprile a Grotte, in via Orsini, Pietro Chiarenza, 64 anni, ha atteso il fratello all’uscita da casa e, appena lui è stato fuori, lo ha ucciso accoltellandolo alla gola. La vittima è Roberto Chiarenza, 56 anni, tabaccaio. Ebbene, adesso, nel corso delle indagini preliminari, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano, ha incaricato lo psichiatra Francesco Giordano di compiere una perizia sull’uomo. E l’esito è la totale incapacità di intendere e volere. Inoltre l’uomo è socialmente pericoloso.

Premesso che in Sicilia non sono crollati solo i ponti e i viadotti di strade ed autostrade ma anche i ponti ferroviari non sono stati da meno. L’8 maggio 2011 crollavano due arcate del viadotto ferroviario ferroviario in territorio di Niscemi, contrada Angeli, della linea ferroviaria Caltagirone-Gela. Il 23 febbraio 2013 veniva chiusa l’Alcamo-Trapani Via Milo per smottamenti lungo tutto il sedime ferroviario e a distanza di 10 anni circa sono stati abbandonati al loro destino.

Prendiamo atto del buon lavoro che sta facendo il governo regionale in materia di infrastrutture viarie e ferroviarie ma non condividiamo la presa di posizione del governo regionale sul fare causa per danni solamente all’ANAS Spa, riteniamo che il governo regionale dovrebbe valutare se fare causa anche a RETE FERROVIARIA ITALIANA Spa per tutte quelle opere previste nei vari CdP dal 1997 ad oggi.

Ritorna in auge l’argomento del “Ponte sullo Stretto” non siamo contrari alla realizzazione ma così come abbiamo sempre detto che parallelamente alla posa della prima pietra è necessario ed opportuno porre le altrettante prime pietre per completare almeno la dorsale tirrenica Castelbuono-Patti e Trapani-Palermo e la dorsale Jonica Catania-Siracusa.

Opere previste nella Legge Obiettivo1 (443/2001), opere inserite nel P.I.S. (Piano Infrastrutture Strategiche) e in parte finanziate nei vari Contratti di Programma dal 2001 e mai realizzate. Desideriamo fare presente che nell’ottobre del 2001 la Regione Siciliana, sotto il governo Berlusconi, chiuse un APQ (Accordo di Programma Quadro) con il Ministero delle Infrastrutture e vorremmo capire quante e quali opere previste nelle due tabelle ‘A e ‘B sono state realizzate in questi ultimi ventanni.

On.le Presidente ben venga il Ponte ma ben vengano assieme al “Ponte sullo Stretto” il completamento e/o la realizzazione di tutte quelle opere che i governi nazionali e regionali che lo hanno preceduto non hanno mai preso in considerazione per cambiare il volto ad una Regione che ha necessità di infrastrutture e mobilità moderna, efficiente ed efficace.

Quindi, secondo noi, non può passare il detto che chi chiede prima le altre opere non vuole la realizzazione del “Ponte” anche perché le altre opere erano in programma prima ancora del Ponte sullo Stretto e secondo noi propedeutiche alla realizzazione del Ponte.

Queste alcune delle opere inserite nel Programma delle Infrastrutture Strategiche che stiamo ancora aspettando che vengano realizzate:

Castelbuono-Patti RFI Spa Sicilia (Studio di fattibilità) 3.950,000

Raddoppio Catania-Siracusa RFI Spa Sicilia (Studio di fattibilità) 2.050,000

Velocizzazione Siracusa-Ragusa-Gela RFI Spa Sicilia (Progetto Preliminare) 183,000

Velocizzazione Palermo-Trapani RFI Spa Sicilia (Progetto Preliminare) 432,000

In data 28 marzo 2019, traendo spunto dall’ordinanza emessa dal Tribunale di Caltanissetta a seguito della nota operazione Pandora, il Ministero dell’interno aveva proposto l’adozione di un decreto di scioglimento del Consiglio comunale di San Cataldo.

A seguito dell’adozione di tale provvedimento di scioglimento, il Ministero aveva formulato innanzi al Tribunale di Caltanissetta una proposta di irrogazione della misura della incandidabilità nei confronti dei componenti di primo piano della compagine amministrativa: Giampiero Modaffari ex Sindaco, La Rosa Angelo, Sberna Salvatore Mario Concetto, Riggi Cataldo Naro Maria Concetta Vincenza, tutti ex assessori.

In sostanza, la proposta di irrogazione della misura della incandidabilità era sorretta dalle risultanze della relazione prefettizia che aveva dato la stura al procedimento di scioglimento del consiglio comunale.

A fronte di tale proposta di incandidabilità gli interessati si erano costituiti con il patrocinio degli avv.ti Girolamo Rubino e Massimiliano Valenza, confutando l’intero impianto della relazione prefettizia e dimostrando al contrario non solo che non vi era alcun condizionamento, né alcuna cointeressenza, né alcuna ombra di sospetto sugli amministratori comunali, ma anche che la compagine Modaffari aveva ottenuto brillanti risultati rendendo efficiente la macchina amministrativa e conseguendo enormi risparmi di spesa.

Condividendo le tesi difensive esposte dagli avv.ti Rubino e Valenza, il Tribunale di Caltanissetta aveva respinto la proposta di irrogazione della misura della incandidabilità, accertando la completa estraneità della compagine Modaffari rispetto ad ambienti controindicati.

Il Ministero dell’Interno, tuttavia, aveva impugnato il decreto emesso dal Tribunale di Caltanissetta con reclamo dinanzi alla Corte d’appello di Caltanissetta, reiterando nella sostanza le argomentazione già proposte.

Anche nel giudizio di secondo grado gli ex amministratori si costituivano con il patrocinio degli avv.ti Rubino e Valenza, dimostrando l’infondatezza del reclamo e, conseguentemente, l’erroneità della relazione prefettizia posta a sostegno del decreto di scioglimento.

Con decreto del 4 giugno 2020, la Corte d’appello di Caltanissetta ha respinto il reclamo proposto dal Ministero dell’Interno ed ha confermato il decreto precedentemente emesso dal Tribunale di Caltanissetta, confermando l’assoluta estraneità dell’Amministrazione Modaffari rispetto ad ambienti criminali e certificando anzi i brillanti risultati che gli stessi avevano ottenuto mediante la loro azione amministrativa.

Sulla scorta di tale pronunciamento, gli ex amministratori potranno ricandidarsi al prossimo turno elettorale.

“Occorre procedere nel difficile percorso di decarbonizzazione intervenendo con investimenti importanti stimati in 130 mila miliardi di dollari per avviare e diffondere l’uso delle energie rinnovabili: dal solare, all’eolico fino al geotermico per innescare un processo virtuoso che ci consenta entro il 2050, a livello globale, di tagliare il 70% delle emissioni di anidride carbonica”.

Queste le parole di Vincenzo Giovine, Vice Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi e Coordinatore della Commissione “Ambiente” del CNG, alla vigilia della Giornata mondiale dell’ambiente, proclamata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1972. Il tema per l’edizione 2020 è “È il momento per la Natura”, dedicato alla biodiversità e al rischio di estinzione di circa 1 milione di specie viventi, su un totale stimato di circa 8.7 milioni. Anche quest’anno il 5 giugno il Consiglio Nazionale dei Geologi, sempre attento alle tematiche ambientali, aderisce all’iniziativa. “La giornata mondiale dell’ambiente costituisce un’occasione importante – spiega Giovine – per ribadire la necessità di un cambiamento ambientale radicale improntato ad una  gestione sostenibile delle risorse al fine di tutelare il futuro del pianeta e delle specie viventi”.

“L’emergenza sanitaria da Covid19 e la conseguente crisi economica post pandemica – sottolinea Giovine – hanno posto il problema di come progettare il futuro ripartendo dalle energie rinnovabili per minimizzare gli effetti del cambiamento climatico e, contestualmente, per garantire forme di energia green in grado di soddisfare il fabbisogno dell’umanità. Tra gli obiettivi chiave entro il 2030, presentati dalla Commissione Ue, c’è una riduzione almeno del 40% delle emissioni di gas a effetto serra (rispetto ai livelli del 1990) e di raggiungere il consumo di almeno il 32% di energia rinnovabile. “Aumentare considerevolmente entro il 2030 la quota di energie rinnovabili nel consumo totale di energia” è anche uno dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) dell’Agenda 2030 dell’Onu. “I geologi come tecnici dell’ambiente sono in prima linea – continua il Vice Presidente CNG – per promuovere un uso corretto e sostenibile delle energie rinnovabili. Tra queste, da diversi anni, il Consiglio Nazionale dei Geologi promuove la geotermia, fonte di energia pulita che si rinnova nel terreno con zero emissioni di anidride carbonica”.

L’isolamento cui siamo stati costretti durante la crisi sanitaria ci ha fatto riscoprire l’importanza degli spazi verdi e del verde pubblico urbano come parchi e giardini. Proprio le aree verdi, le foreste e gli ambienti naturali, fondamentali per il mantenimento e la vita delle biodiversità, sono messi a rischio dall’elevato consumo di suolo che, secondo l’Annuario dei dati ambientali 2019 dell’Ispra, è cresciuto in Italia al ritmo di 2 metri quadri al secondo fra il 2017 e il 2018, cementificando o asfaltando 23.000 km2. “L’azione dei geologi deve essere rivolta all’uso consapevole del suolo, alla cura del territorio e alla difesa e mitigazione dei rischi derivanti dal dissesto idrogeologico” conclude Giovine.

La Confasi denuncia la pesante situazione in cui versano gli uffici postali del comune di Favara e lo fa con una lettera inviata dal proprio commissario provinciale Riccardo Montalbano, alla direzione dell’azienda. Nella missiva il sindacalista sottolinea come ” nonostante la presenza locale di tre uffici si registrano quotidianamente disagi e lunghe code davanti all’esterno degli stessi, creando pericolosi assembramenti“. ” E sono gli stessi utenti– prosegue– che  per prendere il turno devono scrive il loro cognome su fogli di carta volanti, causando spesso vivaci discussioni tra i presenti”. “Credo sia ingiusto e poco professionale da parte di Poste Italiane– conclude Montalbano- provocare tale disagio aggravato anche per il personale ridotto in servizio negli uffici,  in quanto, normalmente, sono presenti soltanto due impiegati, che evidentemente, non riescono a fare fronte, loro malgrado, ai numerosi utenti. Tutto ciò secondo la Confasi si verifica soltanto a Favara mentre negli altri comuni non si verificano questi inconvenienti.  La Confasi , ove la situazione dovesse permanere non esclude l’avvio di un’azione legale attraverso le associazioni dei consumatori a tutela dei cittadini.

Iniziati i lavori progettati per migliorare la viabilità sulla Strada Provinciale n. 79-A Sciacca-Menfi. I lavori erano stati appaltati dal Libero Consorzio Comunale di Agrigento  all’impresa Peloritana Appalti S.r.l. di Barcellona Pozzo di Gotto (ME). Serviranno ad eliminazione le condizioni di pericolo sulla Sp 79-A, e per ripristinare la normale transitabilità della strada provinciale compromessa a causa di una grossa frana. La SP 79-A è una essenziale strada di collegamento tra Sciacca e Menfi, molto trafficata, specialmente nella stagione estiva. Consente, anche, di raggiungere la parte costiera  dei due comuni attraverso la Sp 49 e la Sp 50.

Gli interventi progettati dal settore Infrastrutture Stradali prevedono l’adeguamento e il ripristino delle barriere di protezione, la messa in sicurezza delle scarpate con gabbionate metalliche, palificazioni, rifacimento totale e bitumazione dei tratti danneggiati dalle avversità atmosferiche degli scorsi anni, e adeguamento della segnaletica.

I lavori che erano stati consegnati nei giorni scorsi dal direttore dei lavori l’ing. Filippo Napoli dovranno essere effettuati dall’impresa che avrà tempo, entro e non oltre, 365 giorni lavorativi e continui dalla data del verbale di consegna dei lavori, per concludersi intorno al mese di maggio del 2021. L’importo complessivo del contratto d’appalto è di 427.445,62 euro più Iva.

La Sp 79 Sciacca-Menfi rientra, inoltre, in una più ampia azione di manutenzione straordinaria che comprende anche altre strade del comparto ovest. Per questi lavori il Libero Consorzio aveva ottenuto un finanziamento dalla Regione Siciliana inserito nell’APQ (Accordo di Programma Quadro) sulla viabilità secondaria, che aveva destinato oltre 1.600.000,00 euro provenienti dai fondi per lo Sviluppo della Sicilia.

 

Sono una cinquantina, più o meno. Sono sbarcati qualche minuto fa, autonomamente, nei pressi di Cala Galera, a Lampedusa.

I cinquanta di oggi si aggiungono ai 150 sbarcati ieri, molti dei quali con barchette ed anche in questo caso in modo autonomo.

Di fatto gli sbarchi ormai sono inarrestabili ma soprattutto stanno creando forte disagio fra le Forze dell’Ordine impegnate nel controllo.

Le Forze dell’Ordine sono stremate, notte e giorno, senza soste, senza riposo. Gli sbarchi sono talmente tanti che di fatto il controllo è pressochè impossibile, nonostante il numero massiccio di uomini e mezzi impiegati.

Lo ribadiamo ancora una volta: la situazione diventa sempre di più insostenibile.