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Agrigento,ieri è stata approvata all’unanimità la mozione primo firmatario il consigliere di opposizione Marco Vullo, per lo slittamento della 1° rata Imu e la riduzione/annullamento della stessa per le Imprese commerciali ed artigiane e delle Piccole e Medie Imprese dovute al lockdown a causa del Covid 19 che ha messo in ginocchio il popolo agrigentino.

Il consigliere Vullo spiega che è una giusta opportunità per i cittadini e le imprese che si sono trovati a causa della forzata chiusura (chi parziale,chi totale),in difficoltà nel pagamento del tributo a causa delle perdite economiche.

Le risposte che hanno dato gli uffici finanziari e l’Assessore al bilancio Cuzzola,ancora non ci soddisfano,in pratica stanno predisponendo una delibera che sarà poi portata in consiglio e votata come prevede la legge.

Vista la scadenza del primo acconto del tributo Imu ravvicinatissima,il 16 giugno,l’amministrazione Firetto è già in netto ritardo nel portare a termine l’iter di differimento,sospensione o annullamento dell’Imposta Comunale che comunque deve essere calendarizzata in consiglio per l’approvazione finale del provvedimento.

Anche perché alcune attività commerciali sul tema della tassazione non hanno trovato fino ad ora nessuna agevolazione sull’Imu né da Roma,né da Palermo.

Per questo è giusto che l’Amministrazione attiva si faccia carico di questa situazione dando concretamente una mano d’aiuto sull’imposta comunale a chi ha subìto dei danni economici ingentissimi dal coronavirus.Voglio ricordare a questa amministrazione che già altri comuni della provincia hanno previsto delle forme di agevolazione a cittadini e imprese con interventi tempestivi e senza rincorrere scadenze così ravvicinate”

 

Stava per scoccare la mezzanotte quando un gruppo di extracomunitari (20) ospiti del centro di accoglienza del Villaggio Mosè in una struttura dove insistono nel piano terra negozi e ambulatori, forzando e assaltando letteralmente le Forze dell’Ordine presenti sul posto, sono riusciti a scappare via.

Si sono dileguati nelle campagne circostanti e diciotto di loro, allo stato, sono riusciti a non farsi beccare.

Immediatamente sono scattate le ricerche che hanno visto impegnate numerosi uomini e mezzi della Squadra Mobile di Agrigento, unitamente a Forze dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. Attualmente sono in corso le ricerche.

Si tratta di un fatto grave e nello stesso tempo violento. Gente, questa, nella maggior parte tunisina, che riesce a sbarcare nelle nostre coste, assistita e poi portata nei centri di accoglienza per effettuare, ufficialmente, la quarantena.

Ovviamente questa situazione, oltre che a sottrarre le Forze dell’Ordine, ormai allo stremo, alla sicurezza dei cittadini, comporta anche una situazione di paura diffusa che adesso si percepisce in modo pregnante. A rischio, anche, la salute dei cittadini che con tanta fatica, per quasi tre mesi, hanno superato un momento che si era fatto tanto pericoloso.

Un grazie, comunque, viene riservato alle Forze di Polizia presenti le quali, non senza difficoltà e tantissimi rischi, assolvono il proprio dovere in modo davvero impeccabile.

 

L’emergenza sanitaria di questi mesi ed il conseguente lockdown  ha causato un generale aumento dei prezzi  di generi alimentari, frutta, verdura, carni, prodotti per la pulizia della persona e della casa, abbigliamento. I dati l’Istat  confermano decisamente tale tendenza.

Ad affermarlo sono i responsabili delle  associazioni dei consumatori della provincia di Agrigento Pippo Spataro per  Cittadinanzattiva e Manlio Cardella per l’ Unione Nazionale Consumatori che danno così voce alle proteste di cittadini, utenti e consumatori, giovani e meno giovani, che lamentano diffusamente  un aumento del caro vita proprio ad avvio della fase 3 della pandemia, all’apertura di bar,  rosticcerie, supermercati, rivendite di frutta e verdura,  ristoranti e negozi i cui prezzi di tali esercizi sono aumentati di parecchio, rispetto ai normali prezzi applicati in questa stagione.

A tale fenomeno ha contribuito la irrefrenabile corsa alle scorte  dovuta alla paura di rimanere con la  dispensa vuota che sin dalle prime fasi del lockdown ha messo in crisi soprattutto le famiglie a basso reddito, per non parlare dei cassintegrati e disoccupati del tutto. Da colloqui telefonici con i cittadini  e da indagini sommarie, continuano Spataro e Cardella,   le lamentele si confermano assolutamente  reali e fondate, seppur gli aumenti  non sono estesi a tutte le attività. Abbiamo voluto capire e renderci conto del  perchè di questi aumenti, consultando anche  vari gestori, molti dei quali giustificano tale situazione poiché presi dall’affanno di recuperare il danno arrecato durante la fase del lockdown.  Fortunatamente, non tutti gli esercenti  hanno adottato  tale politica di vendita. L’aumento dei prezzi non fa girare la moneta, non da certezza,  non favorisce il  commercio.  Una cosa certa affermano, Cardella e Spataro,  è l’aumento dei disoccupati, di imprenditori e liberi professionisti senza lavoro,  di famiglie impoveritesi giorno dopo  giorno che cercano davvero  di sopravvivere. Sono a migliaia coloro che  ancora non hanno ricevuto gli aiuti promessi, facendo davvero salti mortali e grandissimi sacrifici per portare  continuare a vivere dignitosamente. Affiorano segnali preoccupanti anche in direzione del ricorso all’usura ed agli usurai.Le associazioni di categoria di commercianti ed esercenti dovrebbe consigliare ai propri associati di adottare politiche di richiamo ai consumi attraversano diffuse campagne di fidelizzazione con sconti e  prezzi sempre più bassi capaci di far superare la persistente titubanza e paura della gente dovuta agli strascichi residui del corona virus.   Esortiamo i sindaci e consigli comunali ad incontrare contestualmente, nei modi e nelle forme consentite,   associazioni degli utenti e dei commercianti  per un confronto di merito e proporre soluzioni in materia di ripresa  economica, lavoro, consumi  ed abbattimento tassazioni locali. Nel contempo auspichiamo che i sindaci predispongano per tramite della polizia annonaria  adeguati e frequenti controlli  in materia di prezzi  su beni de servizi e prodotti di consumo in tutta la provincia.

“La Protezione Civile della Regione Siciliana con propria circolare n. 20 del 5 giugno ha precisato che tutti gli esercizi commerciali, compresi quelli di “vicinato”, la cui chiusura è stata disposta con l’articolo 12 dell’Ordinanza n. 22 del Presidente della Regione Siciliana, hanno facoltà di aprire al pubblico anche nelle giornate domenicali a partire dalla prossima domenica 7 giugno e fino alla vigenza della citata Ordinanza n. 22”. Lo precisa il presidente regionale di Confcommercio Sicilia Francesco Picarella. “Già da domani – sottolinea – tutte le attività commerciali potranno aprire nel rispetto delle misure di contenimento del contagio e delle linee guida previste per le differenti attività commerciali. Il tema delle aperture domenicali sarà ampiamente ridiscusso nei competenti tavoli. Sono certo – continua Picarella – che i grandi mutamenti scatenati dalla pandemia ci porteranno a trovare soluzioni condivise anche con le parti sociali al fine di armonizzare le norme che forse oggi non rispondono in pieno con le esigenze del mercato”.

Numerosi rappresentanti dei Comuni in dissesto e predissesto si sono riuniti, ieri pomeriggio, in videoconferenza, convocati dall’ANCI Sicilia, per discutere delle gravissime criticità finanziarie  scaturite dall’emergenza COVID-19, che si sono, purtroppo e inevitabilmente,  aggiunte a   una condizione di estrema difficoltà che coinvolge parecchi comuni siciliani. La Sicilia ha, infatti  un indice di enti in dissesto, sotto piano di riequilibrio e strutturalmente deficitari non solo superiore a quello del resto d’Italia, ma anche a quello delle altre regioni del Mezzogiorno.

“In assenza di misure che possono fronteggiare questo stato di cose la condizione dei Comuni siciliani continuerà a peggiorare e aumenteranno i Comuni in dissesto, predissesto e strutturalmente deficitari”. Ha dichiarato Leoluca Orlando, presidente di ANCI Sicilia.

“Sarebbe poi necessario rivedere i vincoli in materia di assunzione di personale – continua Orlando – valutando un differimento dell’entrata in vigore del DPCM 17 marzo 2020, con riferimento alla necessità di far fronte alla mancanza di figure apicali e alla stabilizzazione dei lavoratori a tempo determinato”.

“L’anomalia legata alla mancata armonizzazione fra la legislazione nazionale e quella regionale, soprattutto in tema di personale degli enti locali – aggiunge  Mario Emanuele Alvano, segretario generale di ANCI Sicilia –  nega, infatti,  ai comuni  con difficoltà finanziarie, la possibilità di  dotarsi di figure professionalmente adeguate e quasi sempre l’aggravarsi della situazione finanziaria di un Ente dipende proprio da piante organiche sottostimate”.

“Risulta poi importante – continua Alvano – mettere in atto  alcuni interventi finalizzati a sospendere i termini dell’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato e quelli per l’approvazione del piano di riequilibrio finanziario pluriennale il cui rispetto risulta  oggi, dopo la gravissima emergenza sanitaria ed economica che ha colpito l’Italia, assolutamente insostenibile”.

Dall’incontro è emersa, inoltre,  l’importanza dell’approvazione di alcuni emendamenti già proposti dall’ANCI in merito all’aumento delle anticipazioni di liquidità e alla rinegoziazione dei mutui.

“E’ necessario consentire il ricorso ad anticipazioni straordinarie ponendo l’onere degli interessi totalmente a carico dello Stato– dichiara Luca  Cannata, vice presidente vicario di ANCI Sicilia – e permettendo anche agli Enti in dissesto e predissesto di usufruire, alla luce dell’emergenza epidemiologica da COVID-19,  di contributi straordinari e di  tutte le misure di alleggerimento degli oneri di rimborso prestiti che diverse istituzioni finanziarie  stanno attivando in queste settimane”.

Il punto fondamentale  su cui tutti i partecipanti all’incontro sono stati d’accordo è quello relativo alla necessità di un intervento sulla riscossione dei tributi locali.

“Resta infatti,  la necessità – conclude il presidente Orlando – di  una profonda revisione dell’attuale assetto normativo in materia di riscossione dei tributi locali prevedendo  la riscossione della TARI tramite la bolletta dell’energia elettrica o attraverso una modalità parimenti efficace”.

 

Semplificazione delle procedure di autorizzazione e nulla osta; fondi ai siti culturali per garantire maggiori investimenti; una più agevole corrispondenza di obiettivi con i Comuni ospitanti dei siti Unesco. Sono alcuni dei temi che il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto, ha affrontato oggi con l’assessore regionale dei Beni Culturali, Alberto Samonà. “Ho rappresentato l’esigenza di un maggiore ascolto delle istanze del territorio. Prima fra tutte la semplificazione burocratica. Le attuali procedure sono complesse in modo eccessivo o necessitano di tempi lunghissimi anche per pareri su questioni minimali da parte delle Soprintendenze. In un mondo che ormai si muove veloce e che da anni pratica la semplificazione amministrativa, invero non c’è organo più elefantiaco. Accanto alle esigenze di sempre maggior tutela dei beni culturali e ambientali, lo snellimento di alcune procedure sarebbe auspicabile almeno in determinati contesti, anche nei rapporti con i Comuni, e non soltanto con cittadini e imprese”. Oggetto del confronto è stata anche l’evoluzione della legge sui Parchi, che negli ultimi anni ha subito modifiche che ne hanno snaturato l’intendimento originario, in particolare sulla capacità di incidere e sul rapporto con i Comuni. “Ogni rimedio – sottolinea il sindaco Lillo Firetto – ha invero prodotto come esito uno scollamento ancora maggiore col territorio. Oggi i Parchi, peraltro, vivono una grande difficoltà finanziaria, con il blocco anche di attività di scavo e di manutenzione. Stanno infatti subendo il carico enorme di altri siti culturali. Una condizione finanziaria che non è più quella di un tempo che consentiva di fare investimenti. Occorre invece rimetterli nelle condizioni di avere una maggiore agibilità finanziaria, anche per consentire di farli tornare a investire di più sul territorio in cui si trovano”

Importante operazione condotta dalla Squadra Mobile di Agrigento, diretta dal Dott. Giovanni Minardi, Accurate indagini hanno avuto un ruolo determinante per ritrovare la micidiale arma. Un ritrovamento che potrebbe svelare se il Kalashinikov potrebbe essere stato usato per compiere anche delitti di stampo mafioso. Sono, infatti, in atto accurati accertamenti tecnici, mediante sofisticate attrezzature in dotazione alla Polizia Scientifica.

Approfondimenti nell’intervista di Lucrezia Esperia Cascio al Dott. Giovanni Minardi.

“Gli incendi dei barconi a Lampedusa sono un gesto estremo, condannabile per la forma, ma che sottolineano il disagio, nella sostanza, di una popolazione che vive male l’emergenza migranti. In una delle Isole più belle del mondo, il waterfront è divenuto un rimessaggio abusivo per vecchi gommoni e barche usate dagli scafisti per la tratta di esseri umani dall’Africa. Mentre il governo centrale si impegna a dare la cittadinanza a migliaia di migranti – lanciando tra l’altro un’esca ai prossimi scafisti – il governo Musumeci e la Lega sostengono la ripartenza del turismo. Cito su tutti il provvedimento per non pagare i canoni di concessione balneare per i lidi. Il nostro disegno di Sicilia premia chi svolge attività imprenditoriale, paga le tasse e da lavoro facendo accoglienza a chi entra legalmente nel nostro territorio per apprezzarne i sapori, la storia e le tradizioni. Tutto il resto è e continua ad essere, una forma di business sostenuto dai soliti noti.”
Lo dichiara in una nota Antonio Catalfamo, capogruppo all’Ars per Lega Sicilia per Salvini Premier.

Una delegazione del 3* Reparto – Piani e Operazioni – del Comando Generale delle Capitanerie di Porto ha fatto visita alla Capitaneria di Porto di Porto Empedocle, dove è stata accolta dal Comandante del porto e Capo del Compartimento Marittimo, Capitano di Fregata(CP) Gennaro Fusco. La delegazione costituita dal Contrammiraglio(CP) Sergio LIARDO, Capo del 3° Reparto, dal Capitano di Vascello (CP) Andrea Tassara e dal Capitano di Vascello Sergio Lo Presti, ha pianificato la visita presso il Compartimento Marittimo di Porto Empedocle, in relazione all’incessante e diuturno impegno dei reparti operativi del Compartimento impiegati in numerose operazioni di soccorso in mare svolte nel canale di Sicilia ed in particolare nelle acque antistanti l’isola di Lampedusa nel corso degli ultimi, volendo in tal modo rendere merito per l’eccellente lavoro svolto con dedizione e spirito di sacrificio. In merito a tale importante aspetto la delegazione degli alti Ufficiali del Corpo ha incontrato gli equipaggi delle unità navali avendo modo di apprezzare il quotidiano lavoro svolto dagli equipaggi delle motovedette dislocate presso la capitaneria marinese (Le motovedette CP860, CP287, CP2093 e GC111B) nonché del personale militare della Capitaneria di Porto.

La visita ha costituito un momento di particolare importanza per la Capitaneria di Porto di Porto Empedocle, nel corso dell’incontro con il personale l’Ammiraglio Liardo ha ringraziato il Comandante Fusco ed il personale tutto anche per l’esemplare impegno in relazione alla presenza della nave destinata alla quarantena dei migranti “Moby Zazà” e per le numerose operazioni di polizia giudiziaria in particolare a difesa dell’Ambiente e della filiera ittica che hanno dato lustro al corpo delle capitanerie di porto, la vicinanza del Comando Generale ha rinnovato l’entusiasmo e l’impegno del personale della Capitaneria di porto alle porte della stagione estiva.

Al termine dell’incontro l’Ammiraglio Liardo ed il Capitano di Vascello Tassara unitamente al Comandante Fusco si sono recati presso la Procura della Repubblica di Agrigento per un cordiale incontro con il Procuratore Aggiunto Salvatore VELLA, nel corso del quale è stato rinnovato l’impegno del corpo in relazione alle numerose attività in cui il corpo è impegnato.