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Il Consiglio comunale di Grotte ha approvato lo schema di Statuto della costituenda Azienda Speciale Consortile che gestirà il servizio idrico. In proposito il sindaco, Alfonso Provvidenza, ed il presidente del Consiglio comunale, Angelo Carlisi, commentano: “Si tratta di un passo avanti importante verso il ritorno all’acqua pubblica in provincia di Agrigento ma c’è ancora molto da lavorare. Aspettiamo adesso l’approvazione da parte degli altri Consigli comunali al fine di accelerare l’addio a Girgenti Acque. Del resto le finalità dell’Azienda Speciale Consortile sono chiare: l’equilibrio dei costi e benefici ecologici e sociali connessi al servizio idrico integrato, e la promozione e sviluppo di pratiche di buon governo della risorsa idrica. Tuttavia, è necessario fare un ragionamento più ampio ed intervenire a livello di sistema, con riferimento agli aspetti normativi regionali, ma soprattutto con riguardo ai costi dell’approvvigionamento idrico”.

Tra un sole pallido ed una leggera brezza, ieri mattina, il porticciolo turistico della zona balneare di Agrigento, San Leone, si è svegliato per il terzo weekend, sommerso da bottiglie di vetro e spazzatura varia.

Nonostante la chiusura anticipata dei locali ed il divieto di vendita in bottiglia entro un certo orario il risultato non è cambiato.

Il Sindaco di Agrigento, Lillo Firetto, come la maggior parte degli agrigentini, alla vista delle immagini, ha espresso la propria indignazione sui social, irritato dal comportamento di alcuni veri e propri incivili che da veri e propri ubriaconi non sanno fare altro che sporcare e denigrare una intera città.

Gli assembramenti continuano, tra baci abbracci e strette di mano, il Covid 19 sembra quasi un ricordo; appare legittimo provare a  ricominciare e cercare di tornare ad una vita quasi normale; basterebbe poco, un briciolo di civiltà, per rispettare in toto la nostra bella e amata Agrigento.

Si contesta vivamente chi vuole scagliarsi contro il sindaco Firetto per fare vera e pura strumentalizzazione politica contro il primo cittadino. Cosa c’entra lui se esistono diversi scalmanati?

Assembramenti, affiatamenti e degrado, quindi sembrano camminare di pari passo;  due battaglie ad oggi difficili da combattere, ma che potrebbero essere vinte soltanto dal buonsenso che dovremmo conservare ognuno di noi.

“Sono oltre 300 miliardi, le somme che potrebbero cambiare l’Italia tra interventi in deficit e fondi europei:
  • 75 miliardi saranno disponibili grazie alle due manovre Cura Italia del governo;
  • 172 miliardi arriveranno dal Recovery Fund;
  • 100 miliardi dalle diverse linee di credito come il Mes, Bei e Sure, strumenti già approvati dal Consiglio Europeo.
Il Decreto Cura Italia servirà per finanziare nuovi interventi a favore di famiglie e imprese e per dar vita al grande piano di investimenti annunciato.
Il Fondo europeo contro la disoccupazione Sure ci potrà finanziare 20 miliardi per la cassa integrazione destinata ai lavoratori delle imprese in difficoltà.
Potremo accedere anche ai fondi di emergenza della Bei per finanziare le piccole e medie imprese, circa 40 miliardi. Ed inoltre i36 miliardi del Mes da spendere per le spese sanitarie. Ovviamente è necessaria la capacità di avviare un piano di riforme che sia utile al Paese e generi investimenti ed occupazione .
Ambiente, infrastrutture e digitale sono le tre principali direttrici su cui l’Italia dovrà muoversi per modernizzare il Paese e creare quel circolo virtuoso che generi ricchezza.
Ma cosa dovranno fare i singoli territori, gli Enti Locali, in particolare della provincia di Agrigento per fare in modo che parte di quelle risorse ci raggiungano e mettano in moto un meccanismo che rigeneri la nostra economia?
Intanto i comuni dovrebbero dotarsi di una strategia, di un piano di Sviluppo Urbano Sostenibile, magari consorziandosi, o collegandosi ai comuni come la città Capoluogo, che già nel 2018 attraverso Agenda Urbana ha previsto investimenti territoriali integrati ed ottenuto importanti finanziamenti e molti altri potrebbero arrivare.
Anche l’Unione dei comuni dell’area interna “Terre Sicane”, potrebbe risultare un modello importante per attrarre parte delle ingenti risorse economiche che arriveranno.
Pertanto diventa fondamentale che, i comuni che non l’abbiano ancora fatto si “attrezzino”, indichino le direttrici, le visioni future del territorio, realizzino progetti esecutivi, perché le risorse economiche altrimenti non arriveranno. È un occasione che non si può perdere e noi di Italia Viva proveremo in tutti modi a dare un contributo utilizzando le nostre conoscenze e le nostre esperienze.
Le risorse disponibili sono tante e potrebbero essere l’ultimo “treno”, per realizzare il sogno aereoporto nella nostra provincia”.
Lo dichiara Maurizio Saia.

Apprendiamo dai media locali che nelle ultime ore si sarebbe verificata la fuga di migranti da un centro d’accoglienza ubicato al Villaggio Mosè,nonché episodi di guerriglia urbana e nel contempo la circostanza che, alcuni di essi si sarebbero pure dileguati.

Preliminarmente un pubblico ringraziamento va alle Forze dell’Ordine, intervenuti tempestivamente in tenuta antisommossa bloccando la fuga e attuando le ricerche degli altri fuggitivi,garantendo l’ordine pubblico mettendo a repentaglio anche la loro incolumità.

Appare chiaro,alla luce di quanto avvenuto e del grande clima di tensione nonché,di preoccupazione dei cittadini residenti e non,che,la comunità non può più tollerarne la permanenza,ormai incompatibile.

Con la presente chiediamo al Sindaco nonché, ai soggetti aventi competenza compartecipata a tutela dell’Ordine Pubblico di valutare lo sgombero e la chiusura della struttura.

Il sindaco di Raffadali, Silvio Cuffaro, all’indomani della fine dell’obbligo della quarantena, ha firmato un’ordinanza con la quale obbliga tutte le persone, in arrivo a Raffadali, provenienti da altre regioni, a comunicare l’arrivo in paese entro 48 ore.

La decisione (in controtendenza con l’ormai definitivo allentamento dei controlli e unica a livello regionale) scaturisce dalla necessità di continuare a garantire la salute dei cittadini raffadalesi che per tanti mesi hanno osservato con rigore le varie regole loro impartite a livello nazionale, regionale e comunale. Questa una parte del testo dell’ordinanza odierna:

“A tutte le persone che fanno rientro nel territorio comunale di Raffadali provenienti da altre regioni italiane o da paesi esteri (paesi della Unione Europea o altri Stati), di comunicare entro le 48 ore dall’arrivo, al Comune di Raffadali la data di arrivo e il luogo di provenienza nonché il periodo di permanenza nel nostro territorio, mediante l’utilizzo del modulo scaricabile sul sito del comune di Raffadali, da inviare via email all’indirizzo info@comune.raffadali.ag.it, oppure consegnare lo stesso “brevi manu” al Comando di Polizia Locale.

L’Amministrazione Comunale si riserva nel caso di soggetti provenienti da regioni ancora a rischio Covid, di sottoporli, senza alcun onere da parte loro, al test sierologico per motivi prudenziali. Nel precisare che il presente avviso è emanato a scopo puramente precauzionale a esclusivo interesse della Salute Pubblica, si chiede alla cittadinanza la massima collaborazione.

SI DISPONE Che la presente ordinanza venga resa nota a tutta la cittadinanza, tramite affissione all’Albo Pretorio e Sito Internet del Comune; Che il presente provvedimento venga trasmesso, all’Ufficio Territoriale del Governo alla Stazione dei Carabinieri di Raffadali, al Comando di Polizia Municipale”.

E’ la vita. Si parla, si fa politica, si appare, poi magari si scompare. Si viene eletti, chi vince, chi perde, chi sale e chi scende.

E’ la ruota, quella della politica, che ti permette e ti offre la possibilità di legiferare per chi, tanto, ha creduto in te.

Pullara Carmelo è un deputato, onorevole della Regione Siciliana eletto dal popolo sovrano. Come tale, ovviamente, è soggetto a critiche, a volte costruttive, altre volte un po’ meno.

Recentemente l’on. Pullara non ha lesinato fiumi e fiumi di comunicati. Possono essere apprezzabili per alcuni, per altri no.

Uno degli altri è il sottoscritto; in ordine di tempo, l’ultimo comunicato dell’on. Pullara non è stato per nulla apprezzato.

A Siculiana la gente è sfinita; i migranti stanno davvero cominciando ad esagerare e tale circostanza non rende netta l’aria che si respira. C’è una manifestazione di protesta e di paura, di ansia e preoccupazione; l’unico politico presente, oltre al sindaco della cittadina Leonardo Lauricella, è Lillo Pisano, dirigente nazionale di Fratelli d’Italia. Quest’ultimo, dopo avere ascoltato i pacifici manifestanti, ha lamentato (giustamente) l’assenza della deputazione regionale e principalmente nazionale.

Attenzione, il problema non è solo locale, ma rappresenta un vero e proprio dramma per la collettività che si allarga a macchia d’olio. Da Lampedusa a Siculiana, dal Villaggio Mosè a Porto Empedocle, dalla Moby Zazà al centro di accoglienza di contrada Ciavolotta.

Pullara si è sentito preso di mira. E mentre il resto della deputazione (La Rocca Ruvolo, Gallo, Di Mauro, Savarino, Di Caro, Pagano, Cimino e tutti gli altri che in questo non ricordo) ha preferito tacere, l’on. Licatese prende carta e penna e inveisce contro Pisano.

Una mossa, questa, a nostro modo di vedere, assolutamente inopportuna, fuori luogo e strumentale. Pullara punta il dito contro Pisano, reo di aver sottolineato anche la sua assenza; lo accusa di fare “fugaci apparizioni”, di “esternazioni frettolose e permalose”.

Lillo Pisano, dirigente di un partito nazionale, ha ritenuto opportuno riunire alcuni amici e spostarsi verso Siculiana. Ha sentito le voci, le richieste, le urla di disperazione di un popolo che ormai è giunto allo stremo. Indipendentemente dalla casacca politica che si indossa. Qui regna un problema sociale, grave, pericoloso che di giorno in giorno assume sempre di più connotati inquietanti.

Pullara, quasi, si giustifica. Ed è proprio li la mossa sbagliata. Avrebbe dovuto essere presente lui, al posto di Pisano, alla manifestazione ai piedi del Cristo Nero. Cento volte di più! E’ lui uno dei politici di riferimento; è lui che a Siculiana è stato il secondo degli eletti; è lui che avrebbe dovuto dare conto e ragione almeno a quella fetta di popolazione che lo ha scelto per risolvere i problemi del territorio. Altro che Pisano!!!

Dicevamo da Lampedusa a Siculiana. Pullara dovrebbe essere a conoscenza dei rischi che in questo momento vive la collettività. Non è da escludere che ogni famiglia possa ritrovarsi da un momento all’altro dentro casa due, tre, quattro migranti che scappano dal centro di accoglienza. E il tutto non certo per far visite di dovere.

Come si fa a rimanere inermi dinnanzi ad un fatto così grave (il riferimento è a tutti i politici della provincia)?

Ed invece ci ritroviamo di fronte ai “cerimonialisti”. Chi sono i cerimonialisti? Gli omologhi del Pullara di cui sopra, pronti e bravissimi ad augurare buon lavoro e paccare le spalle di chi (così per caso..) inizia a dirigere un importante incarico di sottogoverno. Fiumi di comunicati beneauguranti, baci, abbracci micio micio, bau bau.

Concludo. Chiedo all’on. Pullara uno sforzo; cerchi di svolgere nel modo migliore il suo mandato politico che anche una fetta di siculianesi le ha regalato. Anche loro le consentono fino ad oggi di poggiare il suo sederino sugli scranni dorati di Palazzo dei Normanni.

Qui la gente è incazzata sul serio, il problema è grave e si rischiano seriamente sommosse, peggio, forse, del coronavirus; e lei, in questo trambusto, riesce a perdere del tempo per scrivere comunicatini da 4 soldi per attaccare un dirigente di Fratelli d’Italia.

Si faccia vivo, onorevole. Non venga soltanto per dire: “Votantonio, votantonio…”

“L’aver deciso di utilizzare un immobile di Villaggio Mose’ per far trascorrere la quarantena a 70 migranti giunti non si sa come ad Agrigento, non è stata una bella idea”.
Lo dichiara il consiglierie comunale Giorgia Iacolino che continua: “Per di più alla luce degli scontri che si sarebbero verificati nelle ultime ore e che hanno visto protagonisti alcuni migranti che nel frattempo si sarebbero pure dileguati. Al netto delle ipocrisie che caratterizzano l’approccio nei confronti dei migranti che,ove di provenienza tunisina, andrebbero immediatamente rimpatriati giacché detto Paese non è zona di guerra, non sembra mutare,al tempo del Coronavirus, il profilo buonista ed inadeguato del governo nazionale sulla migrazione irregolare. Per restituire serenità alle famiglie, ai giovani ed agli anziani del popoloso quartiere di Agrigento, il sindaco deve farsi carico immediatamente della responsabilità politica-conclude Giorgia Iacolino- relativa allo sgombero della struttura di accoglienza di Villaggio Mose la cui permanenza risulta incompatibile, anche alla luce dei fatti incresciosi delle ultime ore che minano l’ordine pubblico, con la serena ed ordinata convivenza della comunità agrigentina di Villaggio Mose”

“Il Comune con lo strumento di Agenda Urbana ha concesso alle aziende agrigentine che non riusciranno a ottenere il contributo a fondo perduto, perché fuori dalla graduatoria regionale, di poter essere reinseriti quali aventi diritto” spiega il sindaco Lillo Firetto. “Ciò sarà possibile grazie all’utilizzo di fondi fino a un milione e 200 mila euro  di Agenda Urbana per questa finalità e col medesimo meccanismo di erogazione promosso dalla Regione”. La misura prevede un contributo a fondo perduto fino a 35 mila euro per ogni azienda che ha ridotto o annullato i ricavi nei mesi del lockdown a causa della pandemia. Il contributo sarà erogato attraverso un bando regionale diretto a tutte le imprese, non solo del settore turistico, in base alla dichiarazione di perdita economica, desumibile dalla dichiarazione dei redditi 2019 relativa al 2018.

Intervistare Paolo Di Giannantonio, storico giornalista Rai, ha cambiato il mio modo di guardare al ruolo del giornalismo ai tempi dei social network e delle fake news.

Una carriera straordinaria, la sua, come conduttore del Tg1 ma anche come giornalista d’inchiesta e inviato, che ha potuto raccontare alcune vicende che hanno cambiato il mondo, a cavallo di due secoli.

Un grande privilegio intervistarlo, una lezione sul difficile mestiere del giornalista, i rischi, e poi l’intuito, quel pizzico di fortuna che a volte serve e la bravura di gestire le difficoltà.

Pezzi di vita, la passione per la sua città e quel suo essere poco mondano. L’uomo, il giornalista Paolo Di Giannantonio al Sicilia24ore

Questo e tanto altro nella video intervista